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TERRITORI DEL BRENTA O DELLE BRENTANE? ED IL CLIENTE DOVE È?

Noi siamo sempre in attesa della Brentana che arriverà tra pochi mesi e spazzerà via tutto.
Come è possibile che seri operatori che ogni giorno sono sul marcato, ancora inseguano l’araba fenice, per non dire qualcosa d’altro, come il progetto Territori del Brenta.
È un progetto totalmente al di fuori dal rispetto di una progettazione di marketing che veda il cliente al primo posto. Il tanto decantato brand ne è una conseguenza, non fattore avulso e centrale.
Ancora oggi attendiamo una seria ricerca di marketing sul territorio. L’unico credibile progetto data oltre 10 anni fa ed è quello dell’Esagono che metteva insieme per una offerta turistica Bassano, Marostica, Cittadella, Castelfranco, Asolo e Possagno.
Dove sono gli strumenti per partire con un progetto di marketing?:
  • ricerche di mercato
  • sondaggi
  • intervista
  • analisi spot
  • analisi di Pareto
  • meteo K-T
  • brain-storming
  • benchmarketing
  • metodo di Ishikawa
  • albero delle decisioni
  • sistema informatico
Non vi è nulla. Totale piattezza culturale.
È chiaro che nemmeno sono stati definiti gli obiettivi per uno sviluppo di marketing territoriale in base ad una precisa domanda di mercato.
Adesso si scavalca tutto e si propone un brand, che di fatto è una scatola vuota e lo si va a vendere esclusivamente attraverso una “politica” di relazioni.
Ma a chi realmente interessa?
Marostica fortunatamente per quel che ne sappiamo con la nuova giunta è fuori da questo pasticcio.
A Marostica sulla segnaletica certamente non troveremo scritto Territori del Brenta. Probabilmente Territori del Palladio, dopo una attenta indagine di mercato.
Osservatorio Economico Sociale di Marostica

IL CORAGGIO DI PARTECIPARE PER IL FUTURO DI MAROSTICA: CANDIDATEVI, FAREMO UN BEL GRUPPO!

Il tempo ormai sta per scadere. Occorre un impegno civile di cittadini onesti e capaci per far uscire Marostica da una pericolosa situazione di abbandono politico. Due gestioni commissariali significano una situazione politica fallimentare.
Alla fine se si è un gruppo coeso con un minimo di professionalità e rispetto personale, filo conduttore operativo, tutto diventa semplice e non si pensa a pseudo collocazioni di destra, sinistra o centro del proprio agire.
Si lavora solo per risolvere i problemi amministrativi di Marostica e rilanciarne la vivibilità con rispetto dei cittadini.
Una città come Marostica va rilanciata e rispettata.
Per questo chiediamo il vostro coinvolgimento, sull’esempio di illustri marosticensi che posero le basi ai primi del 1900 alla moderna Marostica.
Mancano ulteriori candidati per gli assessorati: bilancio, lavori pubblici e privati, territorio, cultura e sociale e turismo-attività produttive.
INVITO QUINDI I CITTADINI CHE HANNO DELLE CAPACITÀ E UN MINIMO DI ESPERIENZA AL DI LÀ DELLE APPARTENENZE POLITICHE DI DESTRA, CENTRO O SINISTRA, CHE HANNO SEMPRE MENO SENSO QUANDO CI SONO DA RISOLVERE PROBLEMI CONCRETI, DI MANDARMI LA PROPRIA DISPONIBILITÀ ED IL PROPRIO CURRICULUM.
Alessandro Morello
per ONESTÀ, LEGALITÀ E CAPACITÀ

 

IL GRAVE PERICOLO PER LA DEMOCRAZIA: LA MINACCIA DI QUERELE FALSE

Alessandro Tich è un bravo giornalista e fa una informazione puntuale con il suo bassanonet. Il 9 settembre 2017 ha informato della querela presentata da Cunico a nome dell’Associazione “Territori del Brenta” all’amministratore di marosticanotizie.it e a tutti i social del Bassanese che avevano ripreso la notizia, per “contenuti gravemente diffamatori”. Il suo è stato quasi un rimprovero nei nostri confronti nel non essere stati “accorti” (dovevamo tacere?) di fronte ad un argomento a rischio.
Ad oggi però non abbiamo ricevuto alcuna notifica della querela e sono passati 6 mesi!
I casi sono due:
  • o la querela si è persa
  • o era solo una minaccia.
A nostro parere la critica documentata e professionale, anche feroce, ad un progetto di marketing territoriale molto discutibile nei contenuti e nelle modalità, come nel caso specifico, è sinonimo di vera informazione, dialettica e democrazia. Soprattutto se ci sono in ballo finanziamenti pubblici oltre che evidenti interessi della Comunità.
A Tich dobbiamo fare un appunto: dove è la copia della denuncia fatta da Cunico a nome di Territori del Brenta?
Su un argomento così delicato meglio non fIdarsi degli annunci gridati. Delicato perché tocca la libertà di informazione. I vari gruppi FB, simbolo di un nuovo modo di fare informazione accessibile a tutti i Cittadini, sono andati in panico all’annuncio della querela di Cunico. Alcuni hanno rapidamente chiuso per il timore di spese legali, altri si sono censurati, più o meno tutti hanno cambiato i regolamenti senza però risolvere il problema. Pubblico lo scritto o non lo pubblico?
Riteniamo che un comportamento, soprattutto da parte di chi copre incarichi privati o pubblici inerenti le problematiche della Comunità, minaccioso di querele ad osservazioni contrarie, sia un fatto altamente lesivo per la democrazia e la libertà.
Solo chi ha avuto esperienze aziendali, con tutte le problematiche legali che spesso ci sono, e non ha particolari problemi per anticipare le spese legali, non si preoccupa e sa come reagire, sapendo anche di avere ragione.
Le uniche due querele avute da marosticanotizie sono da parte di una unica persona (l’ex Sindaco dimissionato di Marostica) e si stanno trasformando in un boomerang per chi le ha fatte. Si chiederanno non solo i soldi anticipati all’avvocato, ma anche i danni morali.
La massima fiducia nella giustizia sembra funzionare bene, al di là di campagne denigratorie su certa stampa per i giudici.
Osservatorio Economico Sociale di Marostica

GABRIELLA STRADA E SOCI…SENZA CULTURA?

Per quali ragioni e’ stato bocciato l’articolo a firma Laboratorio di Analisi Politica dalla Redazione di Cultura Marostica?
Il Laboratorio fa parte delle Associazioni aderenti alla Consulta della Biblioteca e quindi ha fornito il suo contributo alla rivista.
La Redazione comunica al Laboratorio che l’articolo ” elenca una serie di opinioni personali su argomenti che ci sembrano, nella maggior parte dei casi, avulsi dall’aspetto culturale”.
Ma l’incredibile si raggiunge con la frase seguente: “Oltre al grave “difetto” costituito dal citare per nome e cognome persone che potrebbero adire a vie legali nei confronti della nostra testata anche PER IL PURO FATTO DI ESSERE CITATE SENZA AUTORIZZAZIONE…..”
Una balla senza senso! E’ una presa per i fondelli per censurare opinioni non gradite o una profonda ignoranza giuridica? Non esiste alcuna possibilità di essere denunciati per aver citato una persona. Si e’ denunciati se si diffama qualcuno. Siamo da parecchio in regime democratico non fascista ed e’ in vigore l’articolo 21 della Costituzione Italiana.

Gabriella Strada, Elisa Geremia, Albano Berton, Liliana Contin, Mirco Corato, Sara Muraro e Serena Vivian che hanno firmato come Redazione di Cultura Marostica una simile dichiarazione o la smentiscono o se ne tornino a casa a fare un altro mestiere.

Per correttezza pubblicheremo noi l’articolo integrale dal titolo “fra cultura e incultura..” in modo che tutti Cittadini possano farsi una opinione.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

BRAVO CAMPAGNOLO: IL PONTE E’ GIA’ RESTAURATO!

La scelta di assegnare i lavori ad una azienda tedesca specializzata nei ponti in legno e’ stata azzeccata.
Sono arrivati con le idee chiare e con notevole esperienza. Hanno fissato il Ponte agganciandolo sulle due rive ed utilizzando anche gli sbocchi stradali con una struttura metallica autoportante.
Poi hanno avvolto interamente il Ponte con una struttura pure metallica e reticolare che permette di accedere in ogni suo punto.
In un mese il vecchio Ponte e’ stato smontato completamente. Sono stati esaminati e riprodotti i singoli legni principali e sostituiti con nuovi impregnati di una speciale resina per una migliore conservazione.
Si sono poi ripiantati i pali di sostegno nel fiume e su questi e’ stato ricostruito il Ponte.
Semplice ed efficace. Ad 8 mesi dall’inizio dei lavori tutto e’ quasi finito e pronto per i collaudi finali.
Il Ponte a nuovo e’ veramente spettacolare.
Dicono che i componenti siamo stati mappati per poter attivare una manutenzione continua.
E pare che si sia risparmiato oltre un milione rispetto al previsto.
Avendo scelto una ditta specializzata non ci sono state consulenze particolari. I lavori erano “chiavi in mano”.

Bravi questi tedeschi, cosi’ si lavora! E bravo Campagnolo che ci ha visto giusto.

Osservatorio Economico Sociale di Bassano-Marostica

TICH HA PAURA DELLE QUERELE: INFORMAZIONE CENSURATA

Tich e’ un bravo giornalista di www.bassanonet.it perché cerca di dare una spiegazione ai fatti. Non solo quindi la semplice cronaca.
E’ anche arguto, divertente: un giornalista da salotto.
Pero’ e’ attento a completare le informazioni con nome e cognome. Per cui certi articoli diventano abbastanza ermetici e fumosi. Dice e non dice. Insomma noi lamentiamo l’incompletezza dell’informazione
E abbiamo capito perché. Ha paura delle minacce di querele.
Prendiamo l’ultimo articolo su i Territori del Brenta e relativo Marchio di Area. Giustamente Tich lo titola Marchio d’Aria. Ne suggeriamo la lettura su appunto www.bassanonet.it.
Tanti soldi spesi ed iniziative scoordinate sul territorio. Ed e’ ancora tutto fermo. C’è solo stata una promozione per una necessita’ di aggregazione territoriale per il turismo. Ma questa necessita’ la sanno anche i sassi.
Perché’? Noi avevamo scritto subito in partenza che occorreva un responsabile di progetto con competenze di marketing. Invece tutto e’ stato pilotato da Astuni, Cunico (padre dell’assessore) e Vallotto, che di competenze di marketing non ne hanno alcuna. Con Astuni sappiamo come e’ finita, Cunico sta zitto, mentre Vallotto si e’ dimesso e continua invece a minacciare querele su fb.
Ecco perché Tich non approfondisce la responsabilità dello zero in promozione turistica per il bassanese o chi c’è dietro l’associazione Territori del Brenta e con quali interessi personali o come sono stati spesi i soldi della Regione Veneto.
In un anno eccezionale per il turismo in Italia si e’ persa una grande occasione per il Bassanese.
E’ ora che i Comuni capofila del Bassanese, Bassano e Marostica, intervengano direttamente in modo professionale senza fantomatiche ed incapaci associazioni di pseudo volontari.

Osservatorio Economico Sociale di Bassano – Marostica

MARICA DALLA VALLE….FINTO ”RESPIRO” INTERNAZIONALE PER SFUGGIRE ALLE RESPONSABILITA’

Leggendo l’introduzione al semestrale propagandistico dell’amministrazione comunale, Marostica, apprendiamo che il Sindaco ancora non ha capito la differenza tra gestione ordinaria del Comune con l’individuazione di reali problematiche su cui operare e la progettualità dei servizi e/o investimenti necessari.

Nell’ordinaria gestione inoltre manca poi una visione d’insieme per cui vengono elencate, come esempio, singole situazioni per l’acquedotto o per le fognature, ma non si comprende la situazione complessiva e se tale situazione richieda per il futuro un serio intervento.

E evidente che essere la “figlioccia elettorale” di Alcide Bertazzo non è sufficiente se manca una reale esperienza gestionale. Le competenze non si inventano con i voti. Ma ai Marosticensi sembra che piaccia essere presi per i fondelli per cui era sembrato che la “massaia” al potere con 5/6 liste di appoggio potesse fare miracoli.

Anche il discorso internazionale collegato al turismo è pura fantasia e parole per gli allocchi. Marostica non ha oggi un turismo quotidiano di elite. Forse la partita a scacchi sposta un po’ il target, ma crediamo che molto pubblico “straniero” provenga dai vacanzieri delle rive del Garda dove è presente una comunicazione per l’evento ben fatta dalla Pro Marostica.

Il target turistico oggi è medio basso (ce lo dicono fonti informate sempre della Pro Loco). Ma basta passare una mattinata in piazza. Ci sono questi gemellaggi internazionali che per l’afflusso turistico valgono poco. Possono essere utili se ci fosse una comunicazione “turistica” per dare ulteriore immagine a Marostica.

Costruzione di un Museo della Città? Ma ha senso un museo generalista o è meglio focalizzarsi su una tematica specifica?

Abbiamo la figura di Prospero Alpini, che però è lasciata nelle mani della Cuman, che sarà brava con il suo orticello del Centro Studi a pubblicare libri fatti in modo da essere letti solo dagli adepti, ma da lì non si schioda con idee nuove perché rischia di perdere il suo potere, non avendo competenze in merito. Poi si è dedicata all’”Opera Pia” della Fondazione Popolare di Marostica, che però è prevedibile che cambierà musica e personaggi quando a breve si chiamerà Marketing Sociale della Banca Popolare – Volksbank.

E le Mura? Marica Dalla Valle sta prendendo per i fondelli il povero ottantenne prof. Mario Scuro chiedendogli nuovi approfondimenti sulla vicenda della proprietà delle torri. Lo abbiamo trovato sotto i portici, distrutto da un viaggio a Verona con questo caldo micidiale.

Il tutto è chiarissimo invece da oltre tre anni con il convegno fatto sul tema specifico. E’ che il Sindaco non vuole interferire con i “falsi” proprietari (“meglio non disturbarli”) e con ciò commette due reati. Omissioni di atti di ufficio per non dare corso legale alla vicenda e danno erariale allo Stato/Comune per non regolarizzare l’affitto delle Torri.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

CHE DIRE DELL’ AMERICA?

Girato si e’ girato. Si e’ anche vissuto 3 giorni in famiglia vicino a Cleveland. Dato un’occhiata al Vermont (Burlington), all’Ohio, all’Indiana e a Chicago.
Certo grande agricoltura, distese senza fine di granoturco. Un sacco di graziose fattorie.
C’è un modo di vivere che per noi europei e’ alla “grande”. Belle case, belle automobili, soprattutto giapponesi e coreane, ma anche tante Jeep (viva Marchionne!) e poi in giro trovi sempre le Harley Davidson. L’argomento principale dei discorsi e’ il cibo.
Ci sono ampi spazi, un sacco di verde, parchi e laghi. Nelle case in legno, negli alberghi e nei ristoranti sempre aria condizionata sul freddino. Si esagera un po’. Poi uno si fa la doccia, ma non può regolare la quantità di acqua. Solo piu’ calda o piu’ fredda. Sembra uno spreco.
La benzina costa un terzo che in Italia: circa 50 centesimi. Le autostrade sono senza pagamento. Normalmente la massima velocità permessa e di 100 km/h. Se si supera anche di poco appare dietro lo sceriffo con luci lampeggianti e fari abbaglianti. Ricevi un “warning” e non una multa, anche perché sei italiano.
La cucina italiana e’ dappertutto anche con nomi inventati. Nei supermercati trovi pure l’Asiago come prodotto locale.  Ma i vini italiani veri o falsi dominano con la pizza e la pasta. Ci sono ottimi ristoranti con prezzi normali. I McDonald e compagnia fanno schifo. Sembra di mangiare plastica. Ma in autostrada non c’è altro.
Certo si rimpiange il Quebec, tale e quale la Francia, trapiantata in una natura favolosa.
Beh…si capisce perché l’America difende il suo tenore di vita…finché dura…Ma qui sono “management oriented” e quindi trovano sempre una soluzione anche con la forza di una ricchezza e potenza incredibili. La classe media insomma sa difendersi.
Ecco perché tutti I cittadini del mondo vorrebbero essere anche americani.

Racconti di viaggio
A.M. & E. G.

DA CHICAGO A QUEBEC

cof

E’ un vero casino uscire da Chicago. Per fortuna il navigatore fornito dalla Budget ci dirotta su strade meno trafficate. Dormiamo a Lapeer vicino a Flint, la cittadina quasi abbandonata dopo la crisi dell’industria meccanica e con l’acquedotto avvelenato dal piombo delle industrie fuori controllo. Siamo nello stato dell’Indiana.
Le strade sono dritte ed il traffico scorre omogeneo con il limite di 100 km all’ora. Non siamo abituati alla possibilità di essere superati a destra. Occorre tenersi rigorosamente a centro della corsia per non essere “suonati” da giganteschi camion che superano sulla destra.
Arriviamo a Kingston, la prima capitale del Canada nell’Ontario, e dopo una coda di un’ora per passare il confine.
Dormiamo al Frontenac Club Inn, una ex banca trasformata in un piccolo albergo splendidamente arredato. Ovviamente per cena non può mancare la prima bistecca canadese.
Il giorno dopo ultimo tratto di strada e siamo a Quebec all’Oasis du Pirate, il nostro bed & breakfast. Prima di arrivare pero’ sbagliamo strada: andiamo a sud invece che a nord: la Budget ci ha fregato e dato un navigatore che funziona solo negli USA. Per fortuna da internet avevamo stampato copia dell’itinerario.

Abbiamo percorso in tre giorni oltre 1700 km.

Racconti di viaggio
A.M. & E. G.
Da Chicago abbiamo percorso oltre 1700 km.

LE BALLE DELLA CRESCITA

Il PIL è cresciuto dello 0,2%. No è dello 0,1%. Tutto sembra girare intorno alla crescita economica che dovrebbe far uscire l’Italia dalla “così detta” crisi per poi recuperare la montagna di debito pubblico. Sono tutte balle! La crescita forte non c’è e non ci sarà. Dobbiamo leggere l’economia in modo diverso. Ormai i Paesi occidentali di massima non possono crescere di più, se non con piccole oscillazioni. Il problema invece è mantenere i livelli di PIL attuali. E l’occupazione sarà più o meno stabile. Per l’Italia poi c’è una grossa differenza tra Nord e Sud. Al Nord la disoccupazione è intorno al 6%, che in termini macroeconomici può essere accettabile. Lo spazio di crescita del PIL è ovviamente ad appannaggio dei Paesi in via di sviluppo. Ma allora quali sono le prospettive per Paesi come l’Italia?

All’interno di un PIL più o meno fermo, c’è la dinamica dell’evoluzione tecnologica che fa morire prodotti e settori economici per svilupparne altri, di nuovi. E’ in questa logica che un’economia come quella italiana può sopravvivere. Non tanto quindi come crescita nel complesso, ma sviluppando nuovi prodotti e nuovi servizi. E l’innovazione va vista soprattutto come modo per non far diminuire il PIL e mantenere il livello economico attuale. E la disoccupazione? E’ in questo ambito che vanno viste le proposte di riduzione dell’orario di lavoro o del salario minimo garantito.

La sfida è quindi quella di mantenere il livello attuale dell’economia attraverso una forte e continua innovazione, pena il declino dell’economia stessa causa la forte competizione internazionale. Certo ci può essere la fortuna di inserirsi in innovazioni che fanno aumentare il PIL in generale di un Paese, ma si tratta di poche briciole di aumento. Da ciò si comprende quanto siano importanti anche a livello locale, perché il PIL nazionale è la sommatoria delle miriadi di fatti locali, iniziative innovative  che magari siano anche portatrici di occupazione, come la promozione turistica, culturale ed enogastronomica.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica