marostica notizie

Latest Posts

IL SUICIDIO DEL GIORNALE DI VICENZA. INUTILE CRONACA SENZA COMMENTO E NOTIZIE MANIPOLATE.

Nel 1998 le copie vendute dal Giornale di Vicenza erano 44.957 al giorno. Nel mese di maggio 2020, 18.518. Lo stesso mese del 2019, 18.363.
Certo c’è l’edizione on line che porta ad un totale di copie vendute giornalmente a 24.528.
Si tratta di un vero crollo, che dovrebbe portare ad una radicale trasformazione del quotidiano in linea con le esigenze informative delle persone e con il cambiamento del mercato dell’informazione.
Perché il drastico crollo? La semplice cronaca non regge più ed è facilmente reperibile su internet. Conta per un quotidiano la qualità giornalistica dell’informazione.
Oggi la gente vuole commenti ed opinioni sotto varie prospettive e di livello professionale. Non fatti ed interventi pilotati in base alle opportunità o alla pubblicità.

Ma ciò che è veramente incredibile è che la proprietà del Giornale di Vicenza è di quella Associazione Industriali che a parole ogni giorno si straccia le vesti contro chi non vuole modernizzare il Paese. Poi alla fine non sa gestire in modo laico e pluralista ciò che è una delle chiavi per il progresso del Veneto e del Paese: l’informazione pluralistica.

Evidentemente l’Associazione Industriali deve ancora uscire dalle tenebre dell’oscurantismo e della manipolazione.
Ne è stato esempio eclatante la campagna imbonitrice per convincere i cittadini ad acquistare le azioni della Banca Popolare di Vicenza, quando la banca era già in una situazione drammatica.

Per non parlare delle informazioni su Marostica.
Silenzio assoluto su alcuni fatti che in altri paesi sarebbero sulla prima pagina dei giornali locali e sui notiziari televisivi: l’appalto truccato del cambio di gestore del gas con perdita di 920.000 euro, i buchi del bilancio comunale con l’ultima trovata della Giunta leghista di coprire la perdita 2019 di circa 581.000 euro con la comica rivalutazione delle Mura da zero a 5 milioni di euro. E le varie lottizzazioni per gli incarichi senza considerazioni di professionalità. Con risultati di buttar via soldi senza avere concretizzato alcunché.

Insomma il Giornale di Vicenza è una occasione persa per chi si proclama portatore di modernità e trasparenza. Ma il mercato dell’informazione nell’era internet non perdona e se un giornale non più monopolista dell’informazione non serve agli utenti, è destinato a scomparire. Un vero peccato dovuto alla cecità dell’Associazione Industriali. O a cercare fino all’ultimo di far valere gli interessi di un certo gruppo. Ma siamo fiduciosi. Abbiamo vissuto l’esperienza del Cuoa, come ex allievo che chiedeva il ripristino dell’eccellenza della Scuola, sempre sotto la tutela dell’Associazione degli Industriali: dalle stalle alle stelle, quando sono state prese le corrette decisioni.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

IL CASO METANOTEZZE. MARA BIZZOTTO ALLORA SOSTENNE LA DENUNCIA. E ADESSO A MAROSTICA È LATITANTE CON I SUOI?

L’articolo che pubblichiamo lo abbiamo preso dal sito della europarlamentare Mara Bizzotto ed è stato postato il 15 settembre 2009.
Come si può leggere il fatto di per sé è meno grave dei 920.000 euro pagati con un appalto truccato, per il cambio del gestore del gas, dal Comune di Marostica, in quanto tutto si è svolto come dialettica politica alla luce del sole. La Lega allora all’opposizione dichiarava una sottovalutazione nella vendita di METANOTEZZE per 200.000 euro. Ma il Sindaco di TEZZE di allora aveva voluto procedere.
Alla fine la Corte dei Conti aveva dato ragione alla minoranza ed imposto ai responsabili della vendita il pagamento della cifra non incassata.
Interessante che oltre al Sindaco siano stati coinvolti soprattutto il segretario comunale ed i revisori contabili.
A Marostica vedremo come finirà. Ci auguriamo che la Comunità possa recuperare la somma pagata ingiustamente dal Comune.

LA GRANDE DIFFERENZA COMUNQUE CON TEZZE È CHE TUTTO IL CONSIGLIO COMUNALE DI MAROSTICA, SENZA DISTINZIONE TRA MAGGIORANZA E MINORANZA, HA CERCATO DI NASCONDERE LA FACCENDA. ED IL FATTO È GRAVISSIMO E VERGOGNOSO. ED ADDIRITTURA L’ALLORA SINDACO DI MAROSTICA, MARICA DALLA VALLE, CI HA DENUNCIATI, QUANDO ABBIAMO PUBBLICATO LA VICENDA, PENSANDO DI INTIMORIRCI E ZITTIRCI.
SIAMO IN ATTESA DELLA CHIUSURA DELLE INDAGINI SU NOSTRA CONTRO QUERELA.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

NON TUTTO IL MALE VIEN PER NUOCERE. IL CASO VOLKSBANK-COMUNE DI MAROSTICA PER L’AREA EX AZZOLIN.

Abbiamo più volte trattato il problema dell’area ex Azzolin ora ritornata di proprietà della Volksbank, come eredità dei pasticci della Banca Popolare di Marostica.
Ora siamo in possesso di ulteriore documentazione per cui riteniamo che il progetto di ristrutturazione presentato dagli eredi Azzolin, e sostenuto anche dal Prof. Mario Scuro, sia stato giustamente bocciato dalla Soprintendenza per i Beni ambientali. Costruire in quell’area 50-70 appartamenti di circa ognuno 100 metri quadri con inoltre tre livelli sotterranei di garage per 140 macchine ci sembra veramente esagerato.

Per fortuna sono intervenuti i Beni ambientali, perché il progetto era stato approvato dalla Giunta Bertazzo il 20 novembre 2000 con l’entusiasmo del famoso avv. Favero Fabio, assessore esterno esperto all’urbanistica “cementificazione”, e con voto favorevole in Consiglio Comunale di Bucco Simone, Marcon Giovanni, Zampese Pierantonio, Scomazzon Valentino (proprio lui l’attuale vice Sindaco ritornato in auge dopo vent’anni!), Scettro Gianni, Bertacco Lorenzo…
Ovviamente con voto contrario di Valerio Zanforlin, che non era riuscito, lui da Sindaco, a trovare una corretta mediazione con la proprietà Azzolin.

Ora c’è la Lega con l’eterno “muratore” Valentino Scomazzon e la Volksbank, che sembra intenzionata a valorizzare l’area con un progetto immobiliare in accordo con il Comune ed ovviamente la Soprintendenza, cane da guardia attenta nell’applicazione anche del nuovo decreto Soragni a tutela della “storica” Marostica.

Le condizioni adesso per risolvere il problema ci sono tutte. La Giunta “leninista”-Lega obbedisce al trio Scomazzon, Colosso, Mozzo (per quel che conta) ed agisce sempre compatta e la Volksbank deve realizzare un investimento immobiliare certamente non previsto nel momento dell’assorbimento della Popolare di Marostica. Insomma deve sbolognare un patrimonio non in linea con la sua “mission” bancaria cercando ovviamente di non perderci. E certamente un progetto ben fatto dovrebbe avere la sua valenza commerciale, soprattutto se non solo come residenza per anziani, come sostenuto sempre dal prof. Scuro.

E noi siamo sempre attenti ad informare i cittadini augurandoci che finalmente il Centro Storico di Marostica non abbia più un’area così degradata.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

IL COMUNE DI MAROSTICA SI RIORGANIZZA, MA NON PUNISCE LE IRREGOLARITÀ AMMINISTRATIVE ANCHE CON QUERELE FASULLE.

Il nuovo segretario comunale Dr. Giuseppe Lavedini ridefinisce le responsabilità dei servizi del Comune.

⁃ Dr. Gabriele Dal Zotto: servizi demografici, segreteria, biblioteca, cultura, sviluppo qualità – comunicazione – rapp. pubblico, asilo nido, sport e turismo, pubblica istruzione.
⁃ Dr.ssa Silvia Fabris: ufficio contabilità e bilancio, ufficio economato-provveditorato, ufficio gestione tributi, ragioneria generale e controllo di gestione, assistenza.
⁃ Ing. Diego Tollardo: amministrazione opere pubbliche, servizio tecnico-patrimoniale, logistica generale e territorio, progettazione e direzione lavori, gestione verde pubblico, ufficio gestione rifiuti.
⁃ Arch. Antonella Disegna: urbanistica tutela dell’ambiente, ufficio piani e programmi, ufficio pianificazione commerciale-casa, edilizia privata.

Il Dr. Giuseppe Lavedini oltre che segretario generale è responsabile dell’ufficio personale.

Rileviamo che se i componenti della Giunta di Marostica non hanno un pezzo di laurea, qui sono tutti laureati. Consegue il dubbio di una reale capacità della Giunta di comprendere certe decisioni “burocratiche”, soprattutto dal punto di vista legale.

Rileviamo inoltre che alcune responsabilità non sono state attentamente valutate. Ne sono esempi eclatanti la causa persa sulla gestione della Biblioteca, quella in corso sull’appalto del gestore del gas oltre la copertura attuata per la perdita di bilancio 2019.

Sul primo punto così dice il Giudice nella sua sentenza di archiviazione:
“…rilevato che il bando di appalto per l’affidamento del servizio di gestione della biblioteca pubblica del Comune di Marostica aggiudicato alla Cooperativa Socio Culturale di Mestre(VE) ha previsto l’inserimento della clausola di salvaguardia sociale del posto di lavoro per i lavoratori precedentemente occupati tramite cd “esternalizzazione” (i.e. “il personale in appalto attualmente in biblioteca civica ha preferenza nella assunzione…”), clausola che dal punto di vista della regolarità amministrativa, presuppone quale antecedente logico un precedente regolare bando pubblico di affidamento del medesimo servizio sì da tutelare i lavoratori con esso già occupati, ma che di tale precedente procedura di affidamento nulla emerge dagli atti e, in particolare modo dal verbale della seduta del Consiglio Comunale in cui, previo accurato excursus della situazione della Biblioteca, si è decisa l’esterna lizza ione del servizio nel 2018”.
“ …sicché i dubbi ironicamente espressi in tal senso dall’indagato con gli scritti oggetto del presente procedimento avevano un effettivo e concreto fondamento oggettivo così da evidenziarsi sia il rilievo sociale della circostanza a cui ha fatto riferimento l’indagato -in quanto relativa all’operato di una pubblica amministrazione e del relativo apparato amministrativo nella gestione dei pubblici denari- sia di conseguenza l’esistenza di un legittimo diritto di critica politica verso la procedura concretamente adottata dal Comune di Marostica per l’affidamento del servizio di Biblioteca….”
Ricordiamoci che in una azienda privata un dirigente si inventasse delle norme di assunzione, sarebbe messo alla porta.

Per la scandalosa vicenda dell’appalto del gas e del pagamento della somma “non dovuta” di 920.000 euro, attendiamo le conclusioni dell’indagine da parte della Procura della Repubblica.

Infine osserviamo che nel bilancio 2019 del Comune la perdita di circa 581.000 euro è mascherata da una ridicola ed incredibile rivalutazione delle Mura da zero a 5 milioni di euro. Al di fuori di ogni principio contabile.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

GIOVANNELLA CABION ASSESSORE AL TURISMO A BASSANO IMPARI. IL VERO PROGETTO TURISTICO È QUELLO PRESENTATO DAL CAMPIONATO ITALIANO DI CICLISMO.

Seguendo la telecronaca del campionato italiano di ciclismo domenica scorsa ci siamo resi conto di seguire un lungo spot televisivo di presentazione del progetto Esagono, con protagoniste sei cittadine. Uno spot magnifico con una eccellente presentazione turistico-culturale di Bassano, Marostica, Cittadella, Castelfranco, Asolo e Possagno, citando il Canova.
Ed i politici da oltre quindici anni hanno nel cassetto questa precisa proposta con le sei cittadine che permetterebbe in modo eccellente di qualificare il territorio e di sviluppare una proposta turistica non mordi e fuggi, ma di soggiorno di almeno una settimana. Invece lasciano spazio ad Associazioni come Territori del Brenta che non ha presentato nulla e promossa in una pura logica di interesse personale da gente non qualificate come Cunico, Astuni e Vallotto, capaci solo di denunciare, e perdere la causa, perché abbiamo definito un simile progetto una “cagata pazzesca”. Solo appunto una marea di chiacchiere per farsi finanziare dalla Regione con anche un viaggio a Fuerteventura a scopo “didattico”. Siamo al ridicolo e la vecchia politica con la Confcommercio attuale li ha appoggiati.

Ed ecco che per televisione attraverso una gara ciclistica abbiamo una panoramica di ciò che possono offrire le nostre sei cittadine. Merito a chi ha promosso l’iniziativa. È veramente una occasione da non perdere ed un lavoro professionale da fare per promuovere il Bassanese senza gelosia di parrocchie. Sarà in grado la Cabion di gestire un simile progetto con Bassano capofila? E magari di dare una scadenza annuale o biennale alla gara ciclistica?
Il nostro territorio va rispettato e promosso con capacità ed intelligenza. Come è stato fatto. Basta che non resti un semplice spot.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

CHIUSURA INDAGINE PER L’APPALTO TRUCCATO DEL GAS CON PERDITA DEL COMUNE DI MAROSTICA DI 920.000 EURO. SARÀ SVELATO IL MISTERO?

La vicenda era cominciata nel novembre 2013 con una casuale nostra
partecipazione ad un consiglio comunale. Si deliberava il pagamento di ben 920.000 euro ad Italgas, il gestore uscente. Il Comune di Marostica aveva bandito la gara per l’assegnazione ad un nuovo gestore valutando l’impianto circa 3 milioni. In un primo momento, dalla sua contabilità, Italgas valutava e chiedeva 5 milioni. Ma il Comune di Marostica andava dritto per la sua strada addirittura inserendo una clausola di altissimo rischio e cioè che si sarebbe fatto carico della differenza in più se la valutazione finale fosse stata superiore ai 3 milioni.
Anche uno sprovveduto avrebbe capito che la vera valutazione era a metà strada, cioè circa 4 milioni di euro. Come effettivamente avvenne.
A fine consiglio comunale incontrammo Valerio Zanforlin. “Ma cosa è questa storia?”, chiedemmo. “Non me ne parlare”, fu la risposta. Pochi giorni dopo incontrammo Marica Dalla Valle, da pochi mesi Sindaco. Alla stessa domanda rispose strabuzzando gli occhi “appalto truccato”. Chiaramente era ancora in una fase di “ingenuità “ politica.
Il Gazzettino cominciò su nostra informazione a scrivere sulla vicenda. Anche con una intervista a Gianni Scettro, Sindaco firmatario dell’appalto con la responsabile tecnica del Comune Arch. Collicelli, che rispose “sarà un errore del tecnico”. Poi l’edizione locale del Gazzettino chiuse e non ci fu più possibilità di parlare ancora della questione. Sembrava che dovesse diventare una vicenda dimenticata.
Poi nel 2016, stanchi dei vari intrallazzi a Marostica con i soliti personaggi, siamo partiti con il nostro blog informativo e abbiamo ripreso la storia dell’appalto del gas accusando la Dalla Valle di aver coperto la vicenda invece di denunciarla. Fatto che in pratica le avrebbe tolto ogni responsabilità.

La Dalla Valle invece, ormai inserita nel sistema di potere locale, ci querelò per diffamazione. Nella querela presentata c’era una voluminosa documentazione anche evidentemente per confondere le acque. Infatti in prima istanza con solo quella documentazione di parte il Pubblico Ministero ci condannò ad una multa di 500 euro. Ma quella voluminosa documentazione in realtà era una autoaccusa se letta da un esperto di appalti, come da nostra specifica competenza professionale.
Infatti abbiamo risposto con una contro querela alla Dalla Valle per omissione di atti di ufficio e dimostrando le ragioni dell’appalto truccato.
Alcuni mesi dopo abbiamo avuto una telefonata da Vicenza per un appuntamento con la Guardia di Finanza. Pochi giorni prima ci fu però disdetto. Poi più niente.

Ora apprendiamo in via informale che le indagini sono terminate. Sarà finalmente svelato il mistero del pagamento di ben 920.000 euro da parte dei Cittadini di Marostica per avere Ascopiave come nuovo gestore?

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

PARTE IL PROGETTO VOLKSBANK-COMUNE PER L’AREA EX AZZOLIN. DOPO ANNI DI “MENATE” A COMINCIARE DALL’ERA VALERIO ZANFORLIN.

L’avevamo già detto in precedenti scritti. Il problema area ex Azzolin andava risolto. Non si può lasciare un’area in centro storico con relative Mura e torri in completo degrado.
Già nel luglio 2000 (ben 20 anni fa!) Gianfranco Azzolin a nome e per conto dei quattro eredi presentava il progetto redatto dall’ing. Stefano Giunta per la riqualificazione dell’area.

Il progetto prevedeva la “restituzione” del palazzo, con dotazione di un porticato per la configurazione con l’immagine della Città; l’abbattimento di tutti i corpi di fabbrica inutili e la riedificazione della volumetria con una quarantina di “minialloggi per anziani” inseriti nell’ambiente (problema molto sentito a Marostica; disegno da approvare certamente per la favorevole ubicazione per la terza età); la cessione al Comune del parco per uso pubblico e di una fascia di rispetto lungo le mura larga 12 metri ad uso pedonale; la realizzazione di un parcheggio interrato a tre piani, con la concessione di uno in uso alla collettività marosticense con l’ipotesi di uscita sotto le mura per non intasare il traffico urbano; la rinuncia al diritto di “proprietà delle torri C, D, E”, unitamente al contributo di 300 milioni di lire per il loro restauro. Il progetto, sembrava assai favorevole per la Comunità di Marostica; sostenuto da una qualificata minoranza di consiglieri, associazioni, professionisti; reso possibile dalle indicazioni del Piano regolatore Urbanistico per il centro storico, si arena per la mancanza di decisionalità “politico-amministrativa”, con la scusante di tenere in vita “l’esistente”, in gran parte di nessun valore per la Comunità marosticense ed anche frutto di abusivismo edilizio. Soprattutto per l’assenza di una proposta politica alternativa. Di fronte al disinteresse del Sindaco di allora Valerio Zanforlin, gli eredi Azzolin cedono la proprietà alla Banca Popolare di Marostica, allora gestita dall’ing. Sebastiano Petucco. La Banca prevedeva la possibile collocazione della progettata nuova sede nell’ampia area disponibile. Entrata nel discorso di merito dell’operazione la Banca d’Italia, l’istituto di credito cittadino cede, a sua volta, sotto la direzione di Gasparotto, l’acquistato alla Morfeo s.r.l. di Marostica che ha come riferimento Fabio Campagnolo. Quest’ultima propone un nuovo progetto di ristrutturazione, che, però, non è approvato dalla Soprintendenza di Verona. Nella cessione della proprietà la Banca Popolare di Marostica del “furbo” Gasparotto, non aveva chiarito i vincoli urbanistici. Per questa ragione la Morfeo Srl fa causa alla Banca e la vince per cui la proprietà è ora ritornata alla Volksbank, subentrata alla Popolare di Marostica.

Ora abbiamo una delibera della Giunta Comunale che nell’approvazione del comodato d’uso per una porzione immobiliare situata in prossimità di Porta Breganze per permettere l’accesso al cammino di ronda, scrive “potrebbe essere ceduta in proprietà al Comune di Marostica a titolo di beneficio pubblico”. Questo può avvenire in quanto l’intera area ex Azzolin “fa parte dell’intenzione di Volksbank di realizzare un progetto di recupero, riqualificazione e rifunzionalizzazione in concerto con l’Amministrazione Comunale”.

Insomma dopo oltre venti anni di saga casereccia, siamo forse arrivati ad una svolta definitiva con una reale sistemazione e valorizzazione dell’area.

RITENIAMO CHE ANCHE LA CITTADINANZA DEBBA ESSERE INFORMATA DEL PROGETTO ATTRAVERSO UN’ASSEMBLEA PUBBLICA. COSÌ ANCHE VOLKSBANK POTRÀ AVERE UN CONCRETO E REALE RUOLO SOCIALE A MAROSTICA, SUPERANDO L’OPERA PIA – FONDAZIONE DEL TRIO XAUSA, CORTESE E CUMAN, CHE PIÙ CHE PIANGERE FA RIDERE.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

INGIUNZIONE DEL COMUNE AL “TRUST PAUSO” CON MARGHERITA BARCI (TRUSTEE) E ANNA VANZETTA, USUFRUTTUARIA. BRUNO MORESCO È SOLO IL DIRETTORE DEI LAVORI: BLOCCO DEI LAVORI E ORDINE DI RIPRISTINO DEL TERRENO. POI C’È LA RIMOZIONE DI UN CADAVERE DI UN OVINO.

cof

Nella grottesca vicenda della Valdibotte continuano ad esserci nuovi fatti. Il 30 luglio c’è l’intervento dei carabinieri di Marostica che accompagnano i funzionari comunali ing. Tollardo e geom. Moro a verificare i lavori in corso che sono difformi dalla concessione edilizia. I lavori vengono immediatamente sospesi.
Nella vicenda sono anche coinvolte le ditte Escavazioni Rossi Giorgio di Lusiana, la Eco Martini di Montecelio Precalcino e la M.M. Di Dueville.

Nella sostanza il Comune chiede il ripristino della situazione “nel MASSIMO RISPETTO della cinta muraria e relativi fabbricati appartenenti al Complesso Fortificato della Città di Marostica che NON DEVONO ESSERE ASSOLUTAMENTE INTERESSATI DA ALCUN LAVORO E/O INTERVENTO PRIVATISTICO”.

Arriva poi una seconda ingiunzione del Comune il 14 agosto sempre contro il Trust Pauso per “la immediata rimozione della carcassa di un ovino” in Valdibotte “in avanzato stato di decomposizione “ che “si trova a ridosso di alcune abitazioni, lungo un sentiero turistico e che emette un odore nauseabondo”.

Della vicenda Valdibotte ormai c’è materiale sufficiente per un istant book.

Il significato di Trust: Rapporto giuridico nel quale una persona amministra dei beni, sui quali ha il controllo, per conto di terzi, che ne sono beneficiari.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

PERCHÉ L’UTILE VOLKSBANK È PROPRIO MISERO. SOLO 6 MILIONI NEL PRIMO SEMESTRE. È UN PROBLEMA DI COME ESSERE BANCA. PERFINO IL BUCCO L’HA CAPITO ANDANDO CON IL CREDITO COOPERATIVO BANCA SAN GIORGIO.

Come si può valutare se l’utile di una banca è o non è un buon risultato? Si prende a riferimento una banca sostanzialmente simile come capitale netto e soldi conferiti dai clienti. E possibilmente similitudine di zona operativa.
E Volksbank è confrontabile con Credit Agricole Friuli/Adria. Hanno un capitale simile intorno ai 700 milioni e debiti verso la clientela intorno ai 9.000 milioni.

La grossa differenza è data dal risultato netto della gestione finanziaria. Cioè da come viene gestito il denaro avuto in prestito dai clienti.

Infatti tale risultato per Volksbank si aggira intorno ai 200 milioni, mentre per Credit Agricole Friuli/Adria è intorno ai 300 milioni. Quindi un ben 50% in più. Ed è fondamentalmente questo il problema principale di Volksbank. Si aggiunga poi la continua perdita sui crediti e si arriva alla conclusione finale: bassa redditività e la gestione finanziaria con anche elevato rischio. Cioè i soldi vengono dati a clienti che poi non li ritornano.
Sembra evidente che mentre Credit Agricole Friuli/Adria sa fare bene il suo mestiere di banca, Volksbank molto meno con risultati finali in questi anni che sono ben lontani da una redditività maggiore del 7% sul capitale netto previsto nel piano industriale del 2016, ma fermandosi all’1% nella semestrale 2020, dopo la perdita consistente del 2019.
Ecco la vera ragione del cambio ai vertici Volksbank. Una situazione insostenibile. E quindi fuori Presidente e Direttore Generale e 7 consiglieri tra cui i “nostri” Cabion e Bertacco.
Gli unici che ancora restano sono quelli dell’Opera Pia – Fondazione Volksbank Marostica, Xausa, Cortese e Cuman. Forse per la loro “straordinaria” azione di marketing sociale? O forse per mantenere viva la storia della “vecchia politica” fatta di “opere di bene” con i soldi degli altri?
Cerchiamo invano spiegazione, certo che l’immagine della Volksbank non c’è ne guadagna. Basta vedere per peggiorare ulteriormente l’immagine, anche l’assenza di un progetto per l’area ex Azzolin di proprietà Volksbank.
Ed infatti l’ha capita perfino il Bucco, presidente della Pro Marostica, che ha mollato Volksbank, come sponsor della Partita a Scacchi, per il Credito Cooperativo San Giorgio, vera banca del territorio, che vede tra i suoi amministratori anche il bravo Remo Pedon. I fatti dicono più delle parole.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

UN VIAGGIO PER IL MESSICO DI QUESTI TEMPI CON AEROMESSICO IN FALLIMENTO.

Avevo comperato il biglietto il 14 febbraio con partenza da Venezia per il Messico. Il 15 marzo arriva una comunicazione dall’agenzia on line che il volo del 15 aprile da Venezia a Madrid è cancellato. Ma come faccio a raggiungere Madrid? Scrivo all’agenzia che mi manca il volo per Madrid. Però il 25 marzo AeroMexico cancella il volo di andata da Madrid a Mexico City.
Ho un numero telefonico di assistenza al cliente e chiamo. Rispondono dopo una attesa di 45 minuti. Tra l’altro il numero è di Vibo Valentia in Calabria. Faccio dei conti di quando riprenotare, augurandomi che l’epidemia finisca. Riprenoto per partenza il 17 agosto con un costo aggiuntivo.

Il 19 luglio mi arriva la comunicazione della cancellazione del volo per Mexico City.

Leggo inoltre su internet che AeroMexico è in bancarotta causa Corona virus ed ha chiesto l’amministrazione controllata. Cioè continua l’attività con blocco dei pagamenti ai fornitori.

Ritelefono all’agenzia, ma mi risponde un operatore incapace che non sa risolvere il problema e ad un certo punto si incasina ed interrompe la comunicazione.
Potrei chiedere il rimborso, ma con molta probabilità lo riceverei forse a babbo morto, essendo la compagnia aerea in amministrazione controllata. Mi conviene mantenere il buono spesa.
Poi mi viene un dubbio e ricontrollo sul sito AeroMexico il numero del mio biglietto. Mi vedo una prenotazione di sola andata con partenza da Amsterdam!
Controllo le partenze dei voli e noto che la compagnia messicana ha voli diretti anche da Madrid e Parigi.
Ritelefono all’agenzia e questa volta trovo un operatore che verifica la situazione e poi mi invita ad attendere la risposta via e mail perché deve consultare il responsabile.

Il giorno dopo ricevo comunicazione di richiamare per fissare le date.

Richiamo e l’operatore non riesce a farmi partire ai primi di ottobre da Venezia, come da me chiesto. Probabilmente con la situazione di bancarotta di AeroMexico sono venuti meno gli accordi con le altre compagnie o sono esse stesse in difficoltà. A questo punto chiedo il biglietto da Parigi viaggiando solo con AeroMexico. Vuol dire che sia all’andata che al ritorno avrò la possibilità di passare il weekend con mio figlio studente master alla Scuola Superiore della Magistratura. Da Venezia a Parigi prenderò un biglietto Air France. Non c’è problema, sono appena rientrato da Parigi.

Sembra fatta ed il giorno dopo infatti ricevo il biglietto sempre però con un ulteriore costo aggiuntivo. Finora ho pagato il 50% in più del costo base del biglietto. Forse era meglio che riprenotassi con altra compagnia? I prezzi oggi tra l’altro sono ribassati.

Vediamo come finirà.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica