FABRIZIO BERTACCO SCRIVE A PROPOSITO DELL’ATTIVITA’ DI MOZZO & C. COMINCIANDO DAL BAR DELLA STAZIONE
Il mancato rispetto dei voleri di un defunto potrà essere principio di futuro roseo per il locale ? Le brave persone che si vantano dell’ operazione economica sono le stesse che hanno chiuso il cortile del castello inferiore o sbaglio ? Gli stessi discendenti di Pilato che si lavano le mani nelle compravendite private dei torrioni del castello ? Possibile che avevamo un super ristorante in cima al castello e ora è tutto chiuso o vaneggio ? Incredibile che con tutto l’impegno messo da queste brave persone sia questa la situazione . Manco l’avessero fatto apposta per tornaconto personale.
a cura Osseevatorio Economico Sociale di Marostica
Il VERO GRANDE PROGETTO CON I FONDI DEL PNRR NON REALIZZATO DAL MOZZO, INCAPACE DI PENSARE ALLA GRANDE PER MAROSTICA: IL CONVENTO DEI SANTI FABIANO E SEBASTIANO
Il bravo editore Andrea Minchio ci aveva dedicato un documentato articolo nel numero di luglio/agosto 2018 di Bassanonews con anche una conferenza dell’arch. Duccio Dinale, che sull’argomento aveva fatto la sua tesi di laurea. Noi per anni ne abbiamo riprodotto la foto sulla pagina fb. Il convento ha una suggestiva presenza e domina Borgo Giara. L’idea di un suo restauro è argomento di discussione da decenni. Sarebbe la destinazione ideale di un albergo anche in forma di ostello di qualità come ne abbiamo trovati molti, ultimo quello di Bressanone. Per non parlare della vicina Croazia.
Ma le amministrazioni comunali di Marostica perdono tutte le occasioni. Noi non parliamo di un intervento diretto, ma almeno di una progettazione base per il recupero. È compito del Comune pensare a delle soluzioni delle problematiche locali in discussione perché poi solo così si possono attivare realmente delle possibilità.
Ovviamente i “muratori” Mozzo e Scomazzon sono presi da una serie di iniziative spesso inutili e mancanti di una strategia per Marostica. Ma probabilmente legate a lobby locali. Se dopo l’articolo e la conferenza fosse partita una seria idea progettuale e risolti i problemi abitativi di chi ancora vi si alloggia, spendendo anche relativamente pochi soldi (basta pensare che per la inutile mensa della scuola di San Luca si sono spesi per il progetto quasi 40.000 euro), oggi forse si potrebbe iniziare il restauro dell’edificio con i soldi del Pnrr.
Una Giunta quella della Lega di Mozzo senza quindi una reale strategia del territorio ed è spiegabile semplicemente perché manca di Cultura. Senza Cultura vera non si va da nessuna parte e men che meno si può governare una cittadina con una Storia come Marostica.
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Che lavora sulla spiaggia di Holbox -Yucatan c’e’ anche un giovane vicentino. Faceva il tecnico a 1200 euro al mese. E’ scappato, non ce la faceva piu’ a vivere. Qui prende 400 euro con in piu’ le mance, ma e’ un’altra vita e si spende molto poco per vivere. Tra l’altro il proprietario dell’hotel e’ pure italiano arrivato 40 anni fa. E ha fatto i soldi.
IL FALLIMENTO DEL MARKETING DELLA PEDEMONTANA CON UN BUCO DELLA MADONNA. ED I RESPONSABILI SONO ANCORA IN POLITICA O NELLE ASSOCIAZIONI IMPRENDITORIALI
Il via alla Pedemontana fu dato da Galan e Zaia ha continuato nella scelta facendone una bandiera politica “vincente”. Oggi ci troviamo con un investimento bidone che ha un deficit di oltre 50 milioni all’anno. Gli unici che si arricchiscono sono i costruttori che vedono remunerati i loro soldi all’8% annuo. Ed era stato strombazzato dalla politica come una “innovativa” partnership pubblico/privato con quindi rischio ripartito. Invece è una pagliacciata per una ragione molto semplice: il target errato per cui gli utilizzatori sono 20.000 al giorno invece dei previsti 30.000, numeri ormai stabilizzati. E tutto il sistema economico ha sostenuto una simile operazione in primis la Confindustria per poi liberarsi delle perdite scaricandole sul pubblico e cioè i cittadini. Per carità si può anche sbagliare, ma è di obbligo pagarne le conseguenze. È evidente che la Regione Veneto per far quadrare i conti deve oggi tagliare importanti investimenti e sembra che non ci sia all’orizzonte altra soluzione se non la furbata di scaricare, da bravi leghisti, i costi a Roma. Riconsiderare il contratto con i privati è una barzelletta. Perché dovrebbero perdere una remunerazione garantita all’8%? Non abbiamo a che fare con degli allocchi. Gli allocchi sono tutti i cittadini veneti che pagano 50 milioni per i 20.000 automobilisti che utilizzano ogni giorno la Pedemontana.
QUASI STESSO BUSINESS MA GESTIONE E UTILI DIVERSI PER ETRA, VIACQUE E ACQUE DEL CHIAMPO. DIPENDE TUTTO DAGLI AMMINISTRATORI SCELTI DAI VARI PARTITI ETRA SpA è una multiutility a totale proprietà pubblica, cioè una società soggetta alla direzione e al coordinamento dei Comuni soci in base all’art. 30 del TUEL (Conferenza dei Servizi), che svolge una serie di servizi di rilevanza pubblica. L’attività di ETRA si svolge nel bacino del fiume Brenta, che si estende dall’Altopiano di Asiago ai Colli Euganei, comprendendo l’area del Bassanese, l’Alta Padovana e la cintura urbana di Padova. Questo territorio, attraverso i propri rappresentanti (Comuni e Consiglio di Bacino Brenta), ha affidato a ETRA compiti essenziali per la collettività: la gestione del Servizio Idrico Integrato e la gestione dei rifiuti. Viacqua SpA è una società per azioni a capitale pubblico che gestisce il servizio idrico integrato (acquedotto, fognatura e depurazione) in 66 comuni della Provincia di Vicenza, per un bacino d’utenza di circa 544 mila abitanti. L’acqua viene prelevata quotidianamente da 427 punti di approvvigionamento (327 sorgenti e 100 pozzi artesiani) per essere distribuita su tutto il territorio tramite una rete di acquedotto che si sviluppa per 5.204 km, con numerose stazioni di pompaggio e serbatoi. L’acqua usata per gli usi civili e industriali è poi raccolta grazie a una rete fognaria formata da 2.722 km di tubazioni e 503 impianti di sollevamento e convogliata a 124 impianti di depurazione (37 depuratori e 87 vasche Imhoff), dove viene trattata in modo che possa essere restituita all’ambiente senza compromettere la qualità dei corsi d’acqua recettori. Acque del Chiampo S.P.A. è una società per azioni a totale capitale pubblico che gestisce il servizio idrico integrato e la depurazione per 10 comuni che fanno parte dell’ambito territoriale della Valle del Chiampo (Arzignano, Altissimo, Brendola, Chiampo, Crespadoro, Lonigo, Montecchio Maggiore, Montorso Vicentino, Nogarole Vicentino e San Pietro Mussolino) nonché il servizio di ritiro e smaltimento di rifiuti liquidi, fornendo a cittadini ed imprese un servizio di valore, nel pieno rispetto dell’ambiente, a fronte di tariffe accessibili. Etra fattura, nel 2024, 219 milioni (+12,05 rispetto al 2023) con un utile del 3,86%. Ha una posizione finanziaria netta di 129 milioni (quindi i debiti finanziari superano le attività liquide) ed il capitale netto copre il debito per il 54%. Gli oneri finanziari incidono sul fatturato per il 4,37%. Il ROE (utile netto su capitale netto) è pari al 3,41%. Viacque ha un fatturato di 88 milioni (+8,54%), con un utile netto del 16,04% e una posizione finanziaria netta di -15 milioni. Il rapporto debito/capitale è 0,13 e quindi il debito è quasi interamente coperto dal capitale. Si evidenziano però oneri finanziari per il 5,09% sempre sul fatturato. Il ROE è pari all’11,84. Acque del Chiampo fattura 74 milioni (-2,53%), con un utile dell’8,6%, una posizione finanziaria netta di 10 milioni ed il debito è coperto dal capitale per il 24%. Gli oneri finanziari incidono il 2,16%. Il ROE risulta essere 7,18%. Risulta evidente che la migliore gestione è quella di Viacque, mentre la situazione più difficile risulta essere quella di Etra con minor redditività e maggior indebitamento.
E COME VANNO PEDON, PENGO, PIZZATO ELETTRICA, BRAVE KID, MUBRE E COOP CONSUMATORI?
Pedon S.P.A. con legumi, cereali e semi fa il business e fattura nel 2024 90 milioni di euro (+2,47% rispetto al 2023) con un utile del 2%. Risulta leggermente indebitata con rapporto debiti netti/capitale netto del 1,84 e quindi oneri finanziari sul fatturato del 2,89%. È una azienda familiare che cerca di crescere nell’ambito alimentare con anche l’innovazione di prodotto attraverso la proposta di piatti pronti. Ha 280 collaboratori nel mondo. Pengo S.P.A. azienda specializzata nella distribuzione di prodotti casalinghi per la casa e la ristorazione ha un fatturato di 76 milioni (-2,52%), ma come gruppo arriva a 150 milioni. L’utile netto è del 5,4%. In Italia ha 250 persone e con l’estero raggiunge i 400. Infatti è presente in Francia e Spagna. Anche Pengo è un’azienda familiare arrivata alla terza generazione. Pizzato Elettrica S.R.L. ha 64 milioni di fatturato (-13,77%) ed un utile netto del 13,8%. È una delle principali realtà europee costruttrici di interruttori di posizione, microinterruttori, dispositivi di sicurezza, moduli di sicurezza, interruttori a pedale, dispositivi di comando e segnalazione, dispositivi per ascensori. Giuseppe e Marco Pizzato guidano l’azienda e rappresentano la 2° generazione. I dipendenti sono 400 con 7 filiali nel mondo. Brave Kid S.R.L. è leader nella ricerca e nello sviluppo sul prodotto, nella manifattura e nella distribuzione di collezioni di prêt-à-porter e accessori di alta moda per bambini. Fa parte del gruppo OTB di Renzo Rosso. Il fatturato è di 61 milioni (-20,26%) con un utile netto del 4,2%. Il totale dipendenti è di 141. Gestisce anche un negozio online multimarca dedicato al mondo del kidswear. Mu.Bre Costruzioni fattura 44 milioni (-24,1%) con un utile del 2,96% ed opera nell’ambito dell’edilizia civile e delle infrastrutture con 101 persone da 58 anni. Mu.Bre è riconosciuta una delle più importanti imprese di costruzioni in grado di operare su tutto il territorio nazionale. La Cooperativa dei Consumatori ha un fatturato di 27 milioni (+3,03%) con una perdita di -1,45% sul fatturato. Ha debiti netti pari a 3.903.527 euro con una incidenza di oneri finanziari del 0,54% sul fatturato. La perdita è dovuta ad una struttura di costi fissi non supportata dal fatturato. Infatti il costo del personale supera del 3% il costo di simili supermercati. I Soci tra Marostica, Breganze e Sarcedo sono oltre 12.000. La Cooperativa per coprire le perdite degli ultimi tre anni ha ridotto il patrimonio netto di 1,317 milioni passando da 5,367 a 4,050. A questo punto si attendono le decisioni del Consiglio di Amministrazione per riportare la Cooperativa almeno in pareggio.
L’ECONOMIA INTORNO A MAROSTICA CON LE AZIENDE: F.LLI CAMPAGNOLO, BUSA COMBUSTIBILI, RIGONI DI ASIAGO, LATTERIE VICENTINE E NICO Continuiamo dopo la prima puntata ad osservare il nostro territorio con le aziende più significative. F.lli Campagnolo, azienda di proprietà della famiglia, opera nell’ambito dell’abbigliamento con 5 brand. Il più noto è CMP nell’ambito dell’abbigliamento sportivo. Fattura nel 2024 207 milioni (-10,01% rispetto al 2023) con utile netto del 12,1%. I dipendenti attuali superano le 1.200 persone. Curiosa ed interessante la promozione allo spaccio aziendale nel giorno del compleanno del cliente: trasforma in euro l’età del cliente e li sconta sull’acquisto. Busa Combustibili fattura 168 milioni (+27,9%) ed ha un utile dello 0,26%, che sembra basso, ma in realtà se vediamo il ROE, cioè l’utile sul patrimonio netto è del 12,20%. In pratica il settore ha margini limitati e per guadagnare occorre fatturare molto. I dipendenti sono 21. Rigoni di Asiago, noto marchio di confetture di proprietà della famiglia, inizia l’attività nel 1923, grazie alla passione di nonna Elisa per il miele. Fattura 145 milioni (+13,3%) con una perdita dell’1,9%. Ha un rapporto tra indebitamento finanziario netto e patrimonio netto di 0,73, da tenere sotto controllo e probabilmente dovuto a notevoli investimenti fatti. Famosa è la causa fatta da Nutella contro la Nocciolata Rigoni, che veniva pubblicizzata “senza olio di palma” in Francia, vinta dalla Rigoni. I dipendenti sono 336 tra Italia, Francia e Bulgaria. Latterie Vicentine fattura 118 milioni (+22,7%) con un utile dello 0,06%. Ha un indice debito netto/capitale netto di 1,38 e quindi deve fare attenzione. Associa 200 aziende agricole ed ha 150 dipendenti. È il più grande produttore italiano di Asiago Dop. Nico S.P.A. vende per 109 milioni con un utile netto del 7,0%. Ha 13 punti vendita di cui 2 in Polonia. I dipendenti risultano essere 651. Con il cambio generazionale l’attività ha ricevuto un nuovo impulso. Soci sono le famiglie Passuello e Battaglia. Alla prossima puntata.
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LE AZIENDE INTORNO A NOI A MAROSTICA COME VANNO? GUARDIAMO ALCUNI BILANCI E COMMENTIAMO
La scorsa settimana è uscito l’allegato del Giornale di Vicenza con i bilanci 2024 delle prime 500 aziende della provincia. Ovviamente è un elenco che va analizzato attentamente e che delinea lo sviluppo economico del nostro territorio. A livello macroeconomico il fatturato sviluppato è rimasto stabile rispetto all’anno precedente con anche una leggera contrazione della redditività. Ovviamente le differenze si colgono guardando i bilanci delle singole imprese. Al primo posto troviamo sempre Unicomm s.r.l. (Famila) che fattura 2.082 milioni in tutta Italia (crescita del +2,93% rispetto al 2023), particolarmente nel Nord con un reddito netto del 3,3%. Poi troviamo Diesel S.P.A. con 422 milioni di fatturato (-3,08%). Viene da una profonda ristrutturazione e quindi registra ancora una piccola perdita. Poi c’è Baxi S.P.A. con 381 milioni (+3,87%), con un utile netto del 3,3%. Vimar segue con 320 milioni di fatturato (+5,19%) ed un utile netto del 20%, che obiettivamente è un dato straordinario. Dainese S.P.A. ha fatturato 203 milioni (-8,18%) con una incredibile perdita di 119 milioni pari al 59%. La drammatica situazione ha portato la cessione nel 2025 ad 1 euro ai suoi maggiori creditori che sono dei fondi londinesi. Se guardiamo i settori passiamo dalla grande distribuzione, all’abbigliamento trendy, al riscaldamento-climatizzazione, al materiale elettrico base a quello più sofisticato ed all’abbigliamento tecnico-sportivo. Per quanto concerne la proprietà Unicomm è della famiglia Cestaro. Diesel è di Rosso, Baxi è di Bdr Thermea Group con sede in Olanda, Vimar delle famiglie Viaro e Gusi con una partecipazione della multinazionale svizzera ABB del 10%. Alla prossima puntata
LA BLASFEMA CULTURA DI MATTEO MOZZO E SIMONE BUCCO CHE RENDONO CARNEVALE LA QUARESIMA
“Il Carnevale è il periodo di festa e abbondanza che precede la Quaresima, tempo di digiuno, riflessione e preparazione spirituale alla Pasqua. Origini e significato del Carnevale Il Carnevale ha radici antiche, che combinano tradizioni cristiane e usanze precristiane come i Saturnali romani, durante i quali veniva temporaneamente sospeso l’ordine sociale e i ruoli venivano ribaltati. Il termine “Carnevale” deriva dal latino carnem levare, cioè “eliminare la carne”, indicando l’ultimo momento in cui si poteva consumare carne e cibi abbondanti prima dell’inizio della Quaresima. Tradizionalmente, il Carnevale rappresenta un’occasione di gioia, con maschere, costumi, sfilate e banchetti, ma anche un momento di rinnovamento spirituale, come ricordava San Filippo Neri, che invitava a vivere la fede con letizia. La Quaresima: tempo di penitenza e riflessione La Quaresima, che dura quaranta giorni, inizia con il Mercoledì delle Ceneri e prepara i fedeli alla Pasqua, commemorando i quaranta giorni di Gesù nel deserto. È caratterizzata da digiuno, astinenza, preghiera e conversione spirituale, e invita a mettere da parte l’effimero per riscoprire valori come la carità e la preghiera. Durante questo periodo, anche la cucina si semplifica: si riducono i prodotti animali e si privilegiano ingredienti umili, simbolo di sobrietà e consapevolezza. Il legame tra Carnevale e Quaresima Carnevale e Quaresima sono due momenti opposti ma complementari dell’Anno Liturgico: il Carnevale celebra l’abbondanza e la trasgressione controllata, mentre la Quaresima invita alla sobrietà e alla riflessione. Il passaggio tra i due periodi è scandito da riti simbolici e tradizioni popolari, che accompagnano l’uomo dalla festa alla rinascita spirituale pasquale. In questo senso, il Carnevale non è solo un momento di divertimento, ma un preludio necessario alla preparazione interiore che culminerà nella Pasqua. Tradizioni culinarie e culturali Durante il Carnevale si consumano dolci tipici come frittelle, zeppole e ciambelle, simbolo dell’ultimo saluto all’abbondanza. Con l’inizio della Quaresima, la tavola diventa più essenziale, riflettendo il passaggio dalla trasgressione alla consapevolezza e alla moderazione. Questi aspetti gastronomici sottolineano il legame tra cultura, religione e vita quotidiana, rendendo il passaggio Carnevale-Quaresima un momento di riflessione anche attraverso il cibo.
In sintesi, Carnevale e Quaresima rappresentano un percorso simbolico e spirituale: dalla gioia e dall’abbondanza alla sobrietà e alla preparazione alla Pasqua, unendo tradizione, fede e cultura popolare”.
Ovviamente la Quaresima con i suoi valori è stata soppiantata da una forzata continuità del Canevale, svilendo quei valori positivi della morale e tradizione cattolica. Ma ormai anche Marostica, vedi pure la censura del cineforum da parte della Chiesa locale, è in mano ai pseudocatto-fascio-leghisti. Non bastano le candeline della Pace per essere cattolici. Occorre rispettarne i veri valori. Ringrazio per la discussione sull’argomento R.
IL NOTAIO VERBALIZZA CHE LO STATUTO DELLA PRO MAROSTICA È ILLEGALE E BUCCO DIVENTA PAONAZZO CERCANDO DI FAR RESPINGERE CON VOTAZIONE LA PROPOSTA, DOPO AVER NEGATO QUESTA POSSIBILITA’ In pratica Bucco si è incastrato da solo. Non si può giocare con le normative che regolano la vita delle associazioni e delle società. Dopo averci scritto che a norma (avevamo fatto la richiesta in ritardo) non poteva mettere in discussione la nostra proposta di togliere la possibilità di poter scegliere 9 candidati su 9 consiglieri permettendo al 50,1% dei soci di impadronirsi della Pro Marostica, senza una minoranza, ha dovuto accettare che il notaio verbalizzasse l’illegalità della faccenda come da norma. E contraddicendosi aveva messo prima ai voti la nostra richiesta da lui respinta, ovviamente bocciata dai fedelissimi. Ma il punto è la legalità non la votazione, cosa che lui non ha capito. E ha creato evidentemente una situazione che si deve risolvere a norma di legge. E l’assemblea era praticamente blindata con solo ciechi sostenitori del Bucco. Che per carità ha presentato un ottimo bilancio consuntivo e preventivo per cui abbiamo votato favorevolmente. Come anche il fatto del riconoscimento giuridico della Pro che praticamente toglie la responsabilità diretta degli amministratori sugli impegni dell’Associazione. Noi a dire la verità pensavamo che fosse una situazione già acquisita. E anche qui abbiamo ovviamente votato a favore. Certamente, come suggerito da qualcuno, Bucco ha problemi di personalità e si sente l’eroe dei grandi risultati ed impegno (da noi non negati) e da noi perseguitato, tant’è che per le nostre osservazioni ha detto che ci avrebbe deferito ai Probi Viri, ovviamente amici suoi. E poi c’è il fatto che il Bucco non è ovviamente interessato ad una Pro Loco partecipata con tanti soci, sempre nella logica della paura di perdere il potere, tanto è che il numero dei soci della Pro nel 2025 è di 129. Un numero ridicolo.