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LA CONFRATERNITA DEL CAFFÈ CON FUTURA PRESIDENTE LA SEMPRE PIÙ FINTA “FOLKLORISTICA” CUMAN È SIMILE A QUELLA DEL COTECHINO

Ci eravamo illusi. Pensavamo che dalla riunione dello scorso anno dell’assemblea aperta del Centro Sudi Prospero Alpini scaturissero delle idee da discutere attentamente in una successiva riunione. Il tutto per trovare una soluzione ottimale con un aperto brain-storming.Noi nello scrivere un libro divulgativo su Prospero Alpini con le modalità di un giallo, cosa che aveva suscitato entusiasmo nella riunione, ci siamo impegnati e abbiamo quasi completato il lavoro. Ma ne avevamo verificato il gradimento con un pubblico coinvolto nel problema.La Cuman con i suoi quattro adepti è andata avanti per la sua strada che semplicemente copia iniziative già in essere e di cui il Cortese è il pluridecorato socio di confraternite, ma non propone nulla di innovativo. Diventa pseudo folklore ed aggiunge divise alle divise che ci sono già per la Partita degli Scacchi. E poi il gruppo sarà sempre il solito, “ristretto” come un certo tipo di caffè.Finto folklore insomma, nulla di più. Una mascheratura del Centro Studi Prospero Alpini che dal cielo probabilmente non crede ai propri occhi di certe stupidate.
Noi avremmo invece ragionato più sulla formula di un Club aperto ai cittadini ed ai visitatori di Marostica. Un Club del Caffè “Prospero Alpini” con preziosa tessera e vari gadget e con uno sviluppo di iniziative tutte da inventare. E con la prospettiva di titolare Marostica come città degli scacchi e del caffè.Tra l’altro pensando anche alle piante medicinali, non solo al caffè.
Avremmo insomma desiderato la presentazione di idee piuttosto che una carnevalata utile a dare un’altra carega ai soliti noti oltre che la solita visibilità politica. Roba che non ha nulla a che vedere con il marketing culturale e turistico.
Questa è la ragione per cui Marostica resta ferma. Non c’è confronto di idee e quindi Cultura. Sono sempre i soliti “noti” a senso unico, che fanno e disfano, in questo caso probabilmente con i soldi dei soci della Volksbank e con chiari conflitti di interesse dati i soggetti implicati.
Osservatorio Economico Sociale di Marostica

VERGOGNA! UN PATRIMONIO STORICO SFREGIATO. OCCORRE UN RISCATTO. NE SARÀ CAPACE IL SINDACO?

Giusta la ‘rimostranza’ pubblica per l’offesa resa agli affreschi del Castello. Da approvare la ‘provocazione’ in piazza dell’artista Marco Chiurato, condivisa dall’Amministrazione Comunale.
Il problema è, però, più vasto ed investe le scelte culturali della Città. Dai miei maestri Volpicelli e Bruner ho appreso che è importante, nella comunità, la trasformazione dell’educazionale in uno “stile di vita”, che superi l’estemporanea espressione emozionale.
Il Castello di Marostica è abbastanza facilmente vulnerabile. Lo dimostrano la sparizione della pergamena di Gabriele D’Annunzio, lanciata dall’aereo sulla piazza di Marostica il 2 settembre 1923 (prima ‘Partita a Scacchi’); la scomparsa dei ‘gessi’ delle opere di Bartolomeo Ferrari (il più grande scultore di Marostica, al quale si deve il ‘Doge Francesco Foscari inginocchiato davanti al Leone’, collocato sopra la Porta della Carta di Palazzo Ducale a Venezia; la sottrazione dei quattro grandi medaglioni di bronzo, raffiguranti i “Fattori dell’Indipendenza” (Vittorio Emanuele II, Cavour, Mazzini, Garibaldi), che ornavano il monumento eretto nel 1911 a S-E del Castello e abbattuto nel secondo dopoguerra; il furto dei “fontanelli” in ghisa, acquistati dal Comune nel primo Novecento e che un tempo davano ristoro ai visitatori (nonché ai cittadini) di Marostica (unica superstite la fontanella della Stazione).
Il percorso, che deve investire Marostica, io l’ho più volte segnalato.
Nel 2012 è stato emanato (v. “Gazzetta Ufficiale” 6 marzo 2012) il “Decreto Soragni”, che impone vincoli e indica prospettive unicamente per Marostica, con la dichiarazione di “notevole interesse pubblico del centro storico”. Con decreto n.3 del 2 ottobre 2012 il Sindaco ha nominato il “Gruppo di lavoro per la valorizzazione e la promozione del Castello Inferiore”. La Commissione ha, conseguentemente, elaborato una proposta per la trasformazione del Castello in “museo emozionale” (superando il tradizionale approccio all’esposizione statica, non sempre coinvolgente), in un ambiente, che “metta il visitatore nella condizione di riportare l’impressione di che cosa vuol dire essere in una città medievale, che si chiama ‘Marostica’, la quale ha una storia, una tradizione, un costume, un’offerta da proporre ai contemporanei”. Proposta da discutere, valutare e realizzare nel contesto cittadino. Proposta ampliata con l’intervento pubblico e amministrativo dell’architetto Patrizia Valle, autrice del ‘miracolo Cittadella’.
L’obiezione, che viene sollevata a tale proposito, in un periodo di ‘perpetua crisi italiana’, è: “I soldi! Dove sono i soldi?). Orbene – scartata l’ipotesi Italia – va detto che l’Europa mette a disposizione dei paesi membri i “fondi strutturali e di investimento”, ai quali, tramite la Regione, possiamo accedere con progetto mirato.
Nell’attuale contesto non vedo convincente il ‘muro Chiurato’, installato da giorni sulla piazza. E lo dico alla luce dei comportamenti assunti dalle persone. Un ignoto ‘autore’ ha sostituito la titolazione dell’artista Marco Chiurato “Il muro di sinistra” con la sovrapposta “Il muro di destra”. Grandi e piccini (sollecitati dai genitori) hanno colto l’occasione per disegnare immagini e scritte le più strane, facendo a gara per sovrapporle alle esistenti e allargando il raggio di azione grafica, previsto per la ‘lavagna’, al basamento ed ai supporti. Sicché mi sembra che diventi ‘flatus vocis’ l’obiettivo lanciato dal Sindaco, con il patrocinio: “Vogliamo evidenziare una voglia di riscatto che porti consapevolezza a tutta la cittadinanza”. Piuttosto occorre la sollecita definizione dei testi applicativi del ‘Decreto Soragni’ (adempimento atteso da ben 7 anni!). Necessita un ‘progetto globale’, convincente e remunerativo, che superi il ‘frammentario’, caratterizzante il restauro a Marostica, in atto da ben 37 anni e attivato con ben 36 cantieri diversi).
C’è, infine, da osservare che i danni al nostro patrimonio non sempre sono causati dai ‘vandali’; ma avvengono anche dagli ’addetti ai lavori’. Valga, come esempio, l’amputazione delle gambe a San Cristoforo (il gigantesco affresco del porticato), avvenuta durante i lavori di restauro del 2006, da parte del muratore, il quale, ricevuto l’ordine di asportare l’intonaco del porticato per l’altezza di 130 cm, al fine di combattere l’umidità di risalita, eseguì con meticolosità la disposizione, rendendo vano il mio intervento di salvezza per il tardivo avviso del misfatto ricevuto.
Per l’ennesima volta, io esorto: – Attuiamo il Decreto Soragni!

Mario Scuro
Laboratorio di Analisi Politica Marostica

LA NUOVA “CAREGA” DEL SINDACO MOZZO CON DELIBERA DI DAL ZOTTO

Troppo instabile probabilmente la precedente carega ereditata dalle precedenti amministrazioni. Immaginiamo agitate riunioni in cui la resistenza della sedia dirigenziale del Sindaco è stata messa a dura prova soprattutto nelle passate agitate amministrazioni con Sindaci per ben due volte commissariati. Ma anche questo anno e mezzo di amministrazione leghista non è stata una passeggiata, dovuta anche al non rispetto del programma elettorale che prevedeva una profonda innovazione rispetto al passato, soprattutto nella trasparenza delle decisioni.Quindi la scelta della nuova “carega” dovrebbe andare verso una notevole resistenza oltre che funzionalità.Da parte nostra abbiamo effettuato una profonda ricerca utilizzando vari siti internet e tenendo conto del prezzo deliberato di 459,94 euro al lordo di iva. Quindi abbiamo cercato anche una occasione di prezzo. Finalmente abbiamo trovato la giusta sedia da consigliare per il Sindaco. Evidentemente la nostra scelta è molto influenzata da opinioni personali e da un giudizio su come il giovane Sindaco è stato supportato nella sua rischiosa attività che avrebbe dovuto rigenerare ed innovare l’Amministrazione Comunale di Marostica.
Osservatorio Economico Sociale di Marostica

OK AL RESTAURO DI PORTA BREGANZE DA PARTE DELLA SOPRINTENDENZA, DOPO OLTRE DUE ANNI DI STOP

Il progetto di restauro di Porta Breganze, che dovrebbe anche terminare la parte nord ovest del Camminamento di Ronda, ha ottenuto il via libera dalla Soprintendenza di Verona.Il progetto era stato bloccato nel 2017 in quanto non corrispondente alle norme urbanistiche. Ora viene riapprovato con le dovute modifiche nella seduta della Giunta di Marostica del 26/09/2019.Unico assente e quindi non votante è il geom. Valentino Scomazzon. Va in porto quindi un’altra iniziativa della precedente amministrazione con un investimento complessivo previsto di 200.000 euro.
A questo punto si potrà scendere dal Castello Superiore attraverso il camminamento di Ronda nord ovest. Un ulteriore passo al restauro delle Mura anche se ad oggi manca un progetto definitivo. C’è inoltre da definire il ritorno delle Torri, oggi in parte in mano a privati, sotto gestione diretta del Comune.
Osservatorio Economico Sociale di Marostica.

IL BEATO LORENZINO CANCELLATO DALLA CHIESA SU PRESSIONE DI ISRAELE. MA ECCO LA STORIA VERA

Intorno al 1984 giunse l’ordine dal Vaticano di cancellare qualsiasi Beato che fosse collegato ad un omicidio fatto da ebrei. Era intervenuto un accordo di “rappacificazione” religiosa tra Israele ed il Vaticano anche al seguito dell’ultimo Concilio. Anch’io credetti allora alla storia che veniva cancellata, con il Beato Lorenzino, una invenzione dei cristiani contro gli ebrei.
Ecco invece che mercoledì partecipo presso la piccola Libreria Andersen alla presentazione del libro di Stefano Zulian sulla vicenda. È una rigorosa ricerca storica su documenti d’archivio iniziata nel 2013.Ed ecco riapparire Lorenzino Sossio, figlio di Giorgio e Maria dalla Rosa, di 5 anni “ammazzato nel villaggio di Valrovina il 5 aprile del 1485, presso la località conosciuta come Caluga. Gli assassini tentano di occultare il corpo in una fossa naturale ricoprendolo di sassi. Sul luogo ai nostri giorni si trova un capitello, risalente al XIX secolo”. “Il cadavere di Lorenzino era stato trovato da un pastore che aveva ricevuto la segnalazione del fatto cruento da un eremita, testimone oculare che abitava poco lontano dal luogo del ritrovamento. Quest’ultimo indicò come colpevoli dell’omicidio non meglio precisati ebrei residenti a Bassano”.
Zulian ricostruisce la vicenda con documenti inediti alla mano. E formula una realistica ipotesi: gli assassini sono degli ebrei apparenti ad una setta deviata degli Askenaziti, come fossero dei cristiani indemoniati, che con l’omicidio eseguono un rituale. Nulla a che vedere con la religione ebrea, ma semplicemente un omicidio in piena regola eseguito da fanatici.Poi siccome i responsabili fanno parte di una potente casta di usurai di Bassano, tutto viene coperto anche con l’intervento delle autorità veneziane.
Ma la storia del Beato Lorenzino con il suo contorno leggendario di miracoli resta per secoli nella tradizione popolare di Marostica.
Libro ben scritto e documentato da leggere con attenzione per capire il clima “sociale “ e di potere degli anni di fine 1400 a Marostica e dintorni.
Osservatorio Economico Sociale di Marostica

LA SQUALLIDA ED IGNOBILE DELIBERA DI GIUNTA DI MAROSTICA (MOZZO, SCOMAZZON, BERTOLIN, BIANCHIN, BUREI E COLOSSO) È DELL’AVVOCATO LUCA DE MAURI.

Le istituzioni sono credibili se hanno una “moralità “ di comportamento. E così che si acquisisce anche autorevolezza indispensabile per i rappresentanti dei cittadini. Non è così per la Giunta di Marostica che con la delibera del 23 maggio 2019 adotta punto per punto lo scritto presentato dall’avv. De Mauri per continuare la causa contro Morello per la questione della Biblioteca. È ovvio che dopo che per ben due volte il Pubblico Ministero propone al giudice di archiviare la faccenda, il De Mauri debba sparare le sue ultime cartucce delineando Morello come un delinquente seriale. È vero che il PM ha proposto al giudice 500 euro di multa nella sconcertante vicenda dell’appalto truccato del gas. Ma non dice che la decisone del PM è presa solo su documentazione presentata esclusivamente dal Comune. Noi abbiamo fatto appello al giudice (decisore finale) dimostrando come è stato truccato l’appalto (e basta leggere il verbale “confessione” del consiglio comunale che delibera il pagamento dei 920.000 euro) con anche la ciliegia dell’appalto con la clausola che la cifra in più dalla base di appalto la paga il Comune. Da spararsi sui coglioni. Non c’è traccia di collegio arbitrale. Forse è per questo che l’arch. Collicelli, responsabile tecnica del Comune, firmataria dell’appalto, è scappata da Marostica.Inoltre abbiamo denunciato per omissioni di atti di ufficio la Dalla Valle, in quando era obbligata ovviamente a pagare, ma sapendo che l’appalto era truccato, doveva denunciare la faccenda. E sarebbe stata tranquilla senza problemi. Perché non lo ha fatto?Per quanto riguarda le querele in corso abbiamo sempre vinto. Altro che condannato seriale come la delibera della Giunta vorrebbe far credere su ispirazione del De Mauri!Grande è stata la sentenza sul tentativo di querela di Territori del Brenta (CunIco, Vallotto, Astuni). Il giudice ha confermato la verità del nostro racconto (con anche l’allegra gita di “formazione” a Fuerteventura con i soldi della Regione) e con quindi i fatti separati dalle opinioni rispettando rigorosamente l’art. 21 della Costituzione Italiana, sottolineando solo, non si capisce se come rimprovero o suo divertimento, l’uso di un linguaggio “colorito”.
Mozzo, Scomazzon, Bertolin, Bianchin, Burei e Colosso si vergognino!
Osservatorio Economico Sociale di Marostica

CHI È GABRIELE DAL ZOTTO DA 25 ANNI VICE-SEGRETARIO DEL COMUNE DI MAROSTICA?

Nato nel 1962, diploma di liceo classico nel 1981, laurea in economia nel 1989 è dal 30 dicembre 1994 vice segretario del Comune di Marostica, dopo aver insegnato per due anni in istituti tecnici e professionali. Sindaco al tempo e che lo assume è Martino Bonotto a cui subentra il 23 aprile 1995 Valerio Zanforlin.
Passano gli anni con l’arrivo anche di vari segretari generali e Gabriele Dal Zotto è ancora lì come vice. E sono passati 25 anni. La laurea per diventare segretario generale ce l’ha, ma perché allora non ha fatto il concorso e non si è fatto una esperienza in giro per vari comuni? Tra l’altro nel suo comune di residenza fa per 16 anni fa l’amministratore in minoranza ed in giunta.
Vive quindi come vice segretario a Marostica le vicende dell’area Azzolin con sindaco Zanforlin, dell’appalto illegale della piscina e l’operazione Rubbo-Politeama con Sindaco Bertazzo, l’appalto “truccato” del cambio di gestore del gas con Sindaci Scettro e Dalla Valle infine il buco di bilancio con Dalla Valle e Mozzo. E sta sempre zitto.
Si scatena pretendendo querela e fornendo pseudo motivazioni sulla ridicola e penosa vicenda dell’appalto della gestione della Biblioteca.
Dimostra tra l’altro il suo comportamento illegale non rispettando il regolamento della biblioteca suo preciso compito come vice segretario incaricato del problema.
Ma anche è fuori da ogni conoscenza della figura professionale che serve per gestire la Biblioteca di Marostica. Infatti come persona dipendente il responsabile della Biblioteca del Comune dovrebbe “fare il coordinamento del servizio, curare la conservazione del patrimonio storico, progettare iniziative culturali anche in accordo con le varie associazioni, promuovere la lettura e curare la comunicazione del servizio.”
Dopo 25 anni ormai Dal Zotto è fossilizzato, ma ben attento a gestire il suo potere frutto del detto “i Sindaci passano, ma io resto”.
Osservatorio Economico Sociale di Marostica

SI VA IN TRIBUNALE IL 5 NOVEMBRE. MA IL SINDACO MOZZO NON SA CHE STA FACENDO UNA DENUNCIA INTIMIDATORIA?

I fatti risalgono a fine 2016 quando denunciammo sul blog l’assegnazione ad una cooperativa la gestione della Biblioteca. Evidenziammo subito che il regolamento della biblioteca prevedeva l’assunzione di un dipendente comunale a tempo indeterminato con apposito concorso. Le ragioni sono ovvie. In quanto il bibliotecario è per una cittadina come Marostica l’organizzatore culturale principale e la memoria storica della città.Angelina Frison, allora bibliotecaria storica di alto livello culturale e dipendente comunale, chiese un breve periodo di aspettativa per ragioni familiari prima di andare in pensione. Per sopperire a tale carenza il Dr. Dal Zotto assume temporaneamente una giovane, sembra di sua conoscenza. Quando la Frison va in pensione pochi mesi dopo viene indetta la gara di appalto per una cooperativa. Vince una cooperativa di Vicenza. Arriva come bibliotecaria la giovane assunta temporaneamente. Successivamente viene indetta un’altra gara perché ci sono dei vizi formali. Vince una cooperativa di Mestre. Anche in questo caso arriva la stessa giovane. Ma come è possibile? Non è stata fatto un concorso tra più candidati? Il tutto vien giustificato da un presunto diritto della persona presente in Biblioteca ad essere assunta.Scopriamo che addirittura nell’appalto preparato dal Dr. Dal Zotto è detto che la cooperativa deve assumere personale “presente” in Biblioteca. Capito il trucco per evitare una selezione?Il diritto a mantenere il posto di lavoro è per lavoratori dipendenti a tempo indeterminato nel caso di subentro di una ditta ad un’altra. È il caso di SESA a Marostica quando ha vinto l’appalto per la raccolta dei rifiuti che ha assunto i dipendenti della precedente ditta.
Ovviamente abbiamo raccontato la vicenda facendo un bel po’ di ironia.
E noi veniamo denunciati per diffamazione perché rileviamo una situazione illecita. Il finale era poi previsto in quanto la giovane “selezionata” ha preferito poco tempo fa dimettersi avendo capito che non aveva sbocchi professionali ed era stata strumentalizzata e sfruttata. È andata ad insegnare in una scuola superiore a Bassano.È una triste storia e chiaramente una denuncia intimidatoria nei nostri confronti da parte del Comune prima con la Dalla Valle ed ora con Mozzo. Ed il Comune ha speso oltre 5 mila euro in avvocati!
Osservatorio Economico Sociale di Marostica

MOZZO GIUSTIFICA LA AFFERMAZIONE DEL CAVOLO DI COLOSSO. MA LA DALLA VALLE PROPRIO NON C’ENTRA COI RITARDI DEI LAVORI ALLA EX STAZIONE FTV

Colosso aveva affermato in consiglio comunale che i ritardi erano dovuti al mancato inserimento nell’appalto delle penali per il ritardo dei lavori da parte della precedente amministrazione. Ma era una sparata. Se non sapeva doveva stare zitto.
In realtà Mozzo rivela invece nell’ultimo Consiglio che i lavori si sono protratti per varianti in corso d’opera e che il permesso definitivo da parte della Soprintendenza è arrivato il 24 giugno 2019. Ma da maggio l’appaltatore si era dileguato, per cui il Comune ha bloccato il pagamento degli stati di avanzamento lavori e da fine giugno è scattata la penale dell’un per mille per giorno di ritardo.Il problema sembra essersi risolto con la riunione del 29 luglio in cui l’appaltatore ha garantito al Comune il completamento dell’opera entro fine ottobre.
Noi speriamo, ma che confusione questa amministrazione. A cosa serve un ufficio stampa se non a comunicare ai cittadini anche le problematiche delle opere in corso di esecuzione?
Osservatorio Economico Sociale di Marostica

AVANTI IL SECONDO SEGRETARIO COMUNALE DELL’ERA MOZZO. È L’ORA DI GIUSEPPE LAVEDINI.

Del 1971 con quindi 48 anni di età, Lavedini è ancora lontano dal poter scappare in pensione come il precedente Segretario. È tra l’altro nato a Thiene.Diploma di ragioniere nel 1990 si laurea in legge nel 2001, fa vari corsi sempre nell’ambito dell’amministrazione pubblica, e lavora come impiegato comunale in vari comuni del vicentino finché nel 2011 comincia l’attività come Segretario Comunale, dopo l’opportuno corso di formazione ed esami.E qui comincia il tour come Segretario comunale.

  • Lastebasse, Pedemonte e Valdastico (2011-2014)
  • Lugo di Vicenza e Nove (2011-2017)
  • Unione Montana Astico (2015-2019)
  • Valdagno e Lugo di Vicenza (2018-2019)

Dal 09/09/2019 è Segretario Generale dei comuni di Marostica e Nove.

Ci sembra che la vera esperienza continuativa di Lavedini sia con il Comune di Nove, di circa 5.000 abitanti. Un Comune retto da una giunta Partito Democratico. Come Il Comune di Valdagno (26.000 abitanti).Quindi il Mozzo della Lega di Marostica ha scelto un Segretario che sembra di area PD e Lavedini ha rinunciato ad un Comune indubbiamente più prestigioso come Valdagno per la città degli scacchi con i suoi problemi di amministrazioni commissariate e gestione del bilancio “bucata”. Abbiamo delle perplessità. Comunque Auguri.
Osservatorio Economico Sociale di Marostica