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UNA VERGOGNA PER BASSANO: NON C’È ALCUN MONUMENTO AD ADOLF E AUGUST WESTEN, I FONDATORI DELLE SMALTERIE.

“In un viaggio tra Ottocento e Novecento, dagli albori dell’industrializzazione alla concorrenza esasperata degli anni Sessanta, si sviluppano le alterne fortune dei Westen, imprenditori mitteleuropei che fecero di Bassano un centro industriale di prima grandezza. La loro fortuna fa leva sulle caratteristiche dell’Impero Austro-ungarico, nel quale non esistevano contrapposizioni nazionalistiche, almeno fino alla Grande Guerra, ma anche su di una tecnologia raffinata, quella per la realizzazione degli smalti, che si poteva però facilmente replicare anche in aree non ancora industrializzate e ricorrendo ad una manodopera non specializzata.
Dietro a queste evidenti doti imprenditoriali, vi era anche una precisa concezione del lavoro, come dimostra un passo dell’intervista di un nipote del fondatore delle Smalterie di Bassano: “Una delegazione in visita allo stabilimento osservava un operaio al lavoro; visto che era proprio bravo, uno dei visitatori gli chiese esplicitamente di poterlo assumere. L’operaio rispose: ‘Vedremo, se ne può parlare’. Dopo mezz’ora, la delegazione entrò nell’ufficio di mio nonno e rimase di stucco quando si ritrovò di fronte la stessa persona che poco prima aveva visto in tuta, intenta a smaltare. Questo non soltanto per dire che a mio nonno piaceva molto mettersi la tuta ed eseguire personalmente le fasi della produzione, ovviamente, quanto per sottolineare come appartenesse ad una generazione in cui il padrone era – e doveva essere – il primo degli operai”.

Alla stretta integrazione tecnologica e commerciale, che caratterizza i rapporti tra le varie industrie fondate dai Westen, si aggiunge anche la straordinaria capacità di individuare materiali e prodotti assolutamente innovativi, dall’acciaio inox alle vasche da bagno, dai contenitori per l’industria casearia ai radiatori in lamiera d’acciaio stampata, e di individuare con facilità aree e mercati potenzialmente favorevoli, in Russia, Polonia, Romania, Italia e Jugoslavia.
Nel secondo dopoguerra, a seguito delle varie nazionalizzazioni operate dai nascenti regimi comunisti dell’Europa Orientale, del vasto impero dei Westen rimane solo la fabbrica di Bassano e, mentre la grande industria chimica tedesca Bayer mette a disposizione di chiunque le materie prime per la smaltatura, il mercato delle stoviglie di acciaio porcellanato, sostituite dalle più valide pentole in alluminio o acciaio inossidabile, declina inesorabilmente.

Le Smalterie di Bassano, che sanno ristrutturarsi solo in parte, perdono le nuove sfide industriali che si susseguono negli anni del boom economico, nella produzione di televisori, frigoriferi e lavatrici; in quest’ultimo decisivo ambito, è emblematico quanto accade nel settore delle lavatrici: i produttori di lavatrici passano dai 5 del 1953 agli oltre 50 del 1960 e si riducono a 18 alla metà degli anni Sessanta, quando la quota di mercato dei primi 6 oltrepassa il 90%.
In una situazione di crescente difficoltà, i Westen riprendono la loro tipica strategia del cercare nuove aree produttive, aprendo nuovi stabilimenti in Sicilia, Spagna, Abruzzo, fino a porre in liquidazione la grande fabbrica bassanese. Nel 1975, dopo cinquant’anni, si chiude così la storia delle Smalterie di Bassano, ma il patrimonio di ingegno e passione, lavoro e coraggio che aveva iniziato mettere radici in via Trozzetti nella tarda primavera del 1925 continua a dare i suoi frutti, confermando così l’auspicio di un piccolo ritaglio di giornale degli anni Trenta: “Bassano del Grappa, sotto l’impulso della potente industria che procurò lavoro e pane ad un grande numero di famiglie, cambiò gradatamente il suo volto. Dalla Smalteria e Metallurgica Veneta, i bassanesi impararono l’arte del fabbricare prodotti industriali, dalla scuola di questa grande industria, ricchi dell’esperienza acquisita fra le sue mura, uscirono uomini intraprendenti che fondarono nuove imprese. Oggi Bassano del Grappa è un operoso e ricco centro industriale. La Smalteria e Metallurgica Veneta è giustamente reputata l’industria pilota che ha mutato la vita della fiorente città”. (A cura del prof. Francesco Tessarolo),

Ma siccome gli ultimi eredi furono brutti e cattivi e liquidarono l’azienda nel 1975, nessun monumento è mai stato eretto ai fondatori delle Smalterie nel 1925, Adolf e August Westen. Una speciale punizione di mandare all’inferno i Westen da parte degli imperanti democristiani.
Eppure sono quelli che portarono l’industria a Bassano come ben riconosce il prof. Tessarolo. E una cultura industriale che ha avuto continuità con l’attuale Baxi, che è fiera di esserne erede. Basta vederne il sito.

Una vergogna per Bassano. Le colpe dei figli non possono ricadere su dei grandi genitori!

Osservatorio Economico Sociale di Bassano

ECCO LA NUOVA ORGANIZZAZIONE DEL COMUNE DI MAROSTICA. CON ANCHE VOLTI NUOVI.

Da segretario comunale di recente arrivo, Lavedini mette mano alla struttura del Comune. Se ne è appena andato l’ing. Diego Tollardo e gli subentra l’ing. Alessandro Cecchin. Inoltre la delega al personale passa alla Dr.ssa Silvia Fabris, responsabile finanziario, cambiando anche nome in “risorse umane”. Prima era di Lavedini, che resta responsabile dei servizi informativi. La Fabris arriva a Marostica a metà 2020 e praticamente ha lavorato 13 anni a Mason (dal 2005 al 2018), comune di poco più di 3000 abitanti, come Istruttore amministrativo contabile, con brevi periodi poi in altri comuni. Risulta diplomata al Liceo linguistico di Thiene nel 1995 e laureata nel 2018 in Scienze della Comunicazione. Ha sostituito Elisabetta Biliato.

Rileviamo inoltre che è indetto dal Comune di Marostica un concorso pubblico, per soli esami, per la copertura di un posto di istruttore contabile, categoria C, a tempo pieno ed indeterminato presso l’ufficio tributi. Il concorso è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 17 del 02-03-2021. Scadenza presentazione domande: *ore 12,00 del 1^ aprile 2021*.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

CONDANNATO A GRANCASSA DA LORY MARTUCCI E LUIGI CRESTANI CON ALCUNI CITTADINI DI MAROSTICA “FASCISTOIDI”, MA POI PIENAMENTE ASSOLTO DAL VERO TRIBUNALE. Da qui nasce Marostica senza Censura con la “C” maiuscola!

È opportuno talvolta riflettere sulle regole della democrazia e dell’incapacità ed ignoranza o interesse di molti cittadini nell’applicarle. È il caso che ci è capitato nel 2017 ed il motivo del sorgere di Marostica senza Censura.

Pubblichiamo una serie di articoli critici sulla vicenda del progetto di marketing territoriale dell’associazione Territori del Brenta. È pane per i nostri denti in quanto è proprio una nostra specifica competenza il marketing ed in particolare il posizionamento del prodotto o servizio. Come risposta veniamo querelati con anche una “comunicazione” arrogante e saccente. Il direttivo dell’associazione è formato da Cunico, Astuni e Vallotto.

Su Marostica senza censura, con la “c” minuscola si scatena la Lory Martucci che si sostituisce al Tribunale emettendo già una proposta di condanna che alla fine arriva con “sentenza” di Luigi Crestani. Espulsione preventiva dal gruppo. Non importa se poi la sentenza del tribunale sarà di assoluzione completa con una ampia spiegazione dell’art. 21 sulla libertà di parola ed opinione.
A questa “sentenza” si associano dei cittadini di cui attendiamo ancora le scuse che plaudono alla decisione Martucci – Crestani. Leggete ad alta voce i nomi. Si vantano come esempio di cultura democratica ed obiettività. In realtà sono rimasti ai tempi di Benito Mussolini.

Ma non tutto il male vien per nuocere. Scopriamo che è registrato un Marostica senza Censura con la “C” maiuscola inutilizzato e con pochi iscritti. Siccome non ci manca un certo spirito vendicativo – gogliardico, chiediamo a chi lo ha registrato di diventarne amministratore e farlo crescere con un preciso modello editoriale. Esperienza nell’ambito della comunicazione non ci manca. Ottenuto il consenso ci impegniamo, diventando un importante punto informativo di discussione anche politica a Marostica assieme al blog www.marosticanotizie.it.

Ed ecco come si è sviluppato Marostica senza Censura, con gli insulti della coppia Martucci-Crestani che per distinguersi sono costretti ad aggiungere alla “c”, il “the original”. Originale in che? Nell’emettere false sentenze? Veramente sputtanati e poveretti.

E comunque questo è un chiarissimo caso di cercare di evitare la vera informazione, che è fatta anche di opinioni ed interpretazione degli avvenimenti, non certamente di censure. Ecco perché riteniamo che i social in questi anni abbiamo aperto un mondo informativo che prima era solo in mano a chi manipolava per suoi o altrui interessi. Ovviamente mantenendo un livello di analisi dell’informazione chiara e competente.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

IL NUOVO FAMILA È ANCORA UN SUPERMERCATO DI VICINANZA E QUINDI AVRÀ SUCCESSO GRAZIE ALL’AMPLIAMENTO DELL’OFFERTA MERCEOLOGICA?

E il primo vero supermercato a Marostica fu la Cooperativa del Consumatori che guarda il caso si riforniva da Cestaro il patron di Famila. Poi arrivò come fornitore Coop con la sua grande forza di acquisto raggruppando il sistema dei supermercati a marchio.

Oggi a Marostica c’è il Conad, il Prix, il Lidl e l’ex A&O che adesso raddoppia con 1800 metri quadri come Famila. Gli unici che dovettero battere in ritirata sulla piazza di Marostica furono i tedeschi del Billa. Al loro posto subentrarono i negozianti trentini associati in forma cooperativa del Conad.

Ci sarà da mangiare per tutti o il mercato è saturo? Il nuovo Famila può essere considerato sempre un supermercato di vicinanza? Abbiamo raccolto l’opinione di due lettori. Giampaolo Gasparotto da’ in calo Coop del 30%, mentre Matteo Venezian vede penalizzata Famila per via del suo decentramento.
Chi avrà ragione?
È evidente che il posizionamento di Famila come prezzi, qualità e prodotti è uguale a Coop. Poi bisogna vedere quanti sono i marosticensi che non usano la macchina per andare a fare la spesa. Generalmente però non si va a piedi, anche perché la spesa pesa. Per supermercato di vicinanza si intende che non implichi grossi spostamenti da casa. Generalmente si resta nel proprio comune. Quanti sono i marosticensi che si spostano per la spesa verso superfici più grandi con maggiore assortimento e che con il Famila potrebbero rientrare a Marostica?

Tutte queste considerazioni andrebbero valutate. Certamente i proprietari di Famila sono sempre stati abili imprenditori. Tant’è che hanno a suo tempo acquistata l’area ex Elba a Bassano per impedire l’inserimento di eventuali concorrenti vicini al loro punto vendita.

Adesso vedremo se la loro scelta è stata corretta. Noi riteniamo di sì, anche perché nella gestione di un supermercato con l’informatica i costi del personale sono più contenuti che nel passato e quindi si può raggiungere il fatturato di pareggio dei costi con più facilità. Ma soprattutto il concorrente Coop è paralizzato dalla gestione aziendale non cooperativa e gerontocratica. Pagherà lo scotto del non rinnovamento? Vedremo….certo che il supermercato Coop a Breganze non ha i tempi di realizzazione di Cestaro, ma biblici perché la grinta non fa parte degli ottuagenari. Hanno bisogno di riposo e tempi lunghi.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

WALTER MORESCO & LORY MARCUCCI SI AMANO TROPPO PER NON GODERE INSIEME CON LE QUERELE. E POI C’È IL DUO MARGHERITA E MARA CHE “CANTA” DAI CARABINIERI

Ci siamo andati a vedere i documenti per la querela presentata da Walter Moresco & C. che ricordiamo è da anni il fidanzato di Lory Martucci, la boss della pagina fb concorrente però con la “c” minuscola.
Innanzitutto per l’art. 124 del codice penale una denuncia per essere valida deve essere fatta entro 3 mesi dalla conoscenza dei fatti. Ora nei documenti presentati risulta che il dibattito sotto accusa si è svolto tra il 2014 e 2015. Poi c’è stata la discussione associata ai lavori vicino alle Mura con la pubblicazione dell’articolo del prof. Scuro. Ma è un’altra storia.
La denuncia è stata presentata il 22 novembre 2017. Il Pubblico Ministero chiede l’archiviazione il 22 settembre 2020. La “famiglia” impugna la decisone per andare davanti al giudice costringendo i “probi” cittadini di Marostica a pagarsi l’avvocato per niente. Il risultato è già scritto. È solo una vendetta.
Noi abbiamo solo sostenuto che le leggi prevedono il sequestro delle proprietà se non vengono rispettate. È per questo che il Walter & C. su spinta della Lory, che si dà da fare per architettare a tutto gas le cosiddette prove, ci querela. Una vera provocazione legale.

Ma il problema è che hanno perso il treno, oltre alla inconsistenza delle accuse. Infatti la Lory è iscritta a Sei di Marostica se…nel 2014 e quindi conosce il dibattito come ovviamente pure il fidanzato Walter. Monica Moresco è iscritta dal 22/08/2016 e Mara Moresco dal 18/09/2016. Quindi è da quelle date che possono accedere a Sei di Marostica se..Ma riteniamo che la Lory, data la sua frenetica attività difensiva dal 2014 della famiglia Moresco, abbia sicuramente sempre informato il gruppo di “famigliari “. Non si è mica svegliata nel 2017, avvisando il Walter come lei afferma.

E la querela riguarda solo la vicenda dell’edificio di Via Mazzini, ma furbescamente il Walter & C. inserisce nella denuncia una pagina che non ha niente a che vedere con la questione ed è un dialogo avvenuto il 27/08/2017 tra lui ed una persona querelata, ma su una questione completamente differente, che è quella delle Mura. Ovviamente è il tentativo di cercare di non far scadere la querela, ben sapendo dei tempi scaduti. Siamo proprio alla frutta. Questi Moresco credono di aver a che fare con degli imbecilli allocchi e di essere gli “intelligentoni” di turno. Probabilmente hanno solo più soldi di noi di cui fanno vanto anche con la scelta del loro nuovo avvocato. Quello specializzato nella difesa dei narcotrafficanti.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

IL TRIO MOZZO, SCOMAZZON E COLOSSO CI OBBLIGANO A RIENTRARE A MAROSTICA DAL MESSICO PER ANDARE A PROCESSO.

Proprio così dobbiamo rientrare perché il 14 maggio c’è il ricorso davanti al giudice del trio leghista di Marostica dopo che il Pubblico Ministero aveva archiviata la loro querela. Crediamo che sia la solita “menata” dell’accusa di complottare contro di loro, quando già precedentemente il giudice ha chiarito che noi prendiamo in considerazione singoli fatti su cui esprimiamo la nostra libera opinione.

Potremmo anche non rientrare e lasciare il tutto in mano all’avvocato in quanto non è richiesta la presenza dell’ “imputato”. Ma si sa in queste faccende in cui è in gioco la propria fedina penale, meglio essere sempre presenti.

Peccato, perché qui in riva al lago Chapala si sta veramente bene ed il Corona virus è in discesa. Il clima è asciutto e la temperatura varia tra il 12 e 28 gradi centigradi e c’è sempre il sole. Ambiente ottimale per gli anzianotti come noi. E poi il pesos naviga sui 24-25 per un euro. Lo scorso anno era sui 20-21. Quindi pesce, carne e frutta ancora più convenienti. La vita in pratica costa un terzo che in Italia.
Ho appena passato tre giorni in una meravigliosa spa sulle colline sopra il lago con piscine di acqua termale e con la struttura immersa in un parco, riproduzione di un villaggio credo Maja o Atzeco (www.montecoxala.com). Ovviamente anche c’è il trattamento “indio” al suono dei tamburi in una grotta. Probabilmente sarebbe consigliato al trio leghista di Marostica, evidentemente affetto da paranoia politica. Sarebbero più rilassati. Il tutto anche a un costo ridicolo.

Insomma qui c’è la possiamo spassare alla grande con la possibilità anche di permesso di soggiorno avendo moglie messicana ed invece il trio che dovrebbe essere “protettore dei propri cittadini” ci costringe a rientrare con tutte le procedure per il virus. Diciamo anche che siamo “becco e bastonato”, perché quel trio lo avevamo votato, sperando in una Lega del cambiamento e non del tradimento.

Ma così è la vita. Per fortuna rientriamo in primavera e speriamo che ci siano anche le ciliegie. Poi un po’ di nostalgia degli amici che continuano ad informarci, in verità la abbiamo, dopo 6 mesi.

Questa sera abbiamo anche una simpatica cena con una coppia di italiani e le loro tre figlie. Li abbiamo conosciuti attraverso il network di Avventure nel Mondo durante una discussione sulla pagina fb dei partecipanti ai viaggi. Si sono conosciuti durante un indimenticabile viaggio in macchina negli Stati Uniti, sempre con Avventure. Lui è ingegnere e lavora per una ditta italiana che sta costruendo una pipeline per portare il gas dal Texas in Messico. Ironicamente mi ha raccontato che il Messico è ricco di gas naturale, ma lo compra dagli Stati Uniti. La forza del vicino.

E l’altra sera sono stato invitato dal boss della moglie, che lavora nella struttura che sta costruendo il mega residence per anziani super servito. Un italiano di Savona che ha sposato una messicana. Ovviamente ci ha preparato spaghetti al pesto: ottimi. Ho portato l’eccellente vino della Baja della California.

Ma anche la nostra traduttrice degli atti di matrimonio è una italiana e suo papà vive vicino a noi, sempre con una messicana. Adesso è in pensione: era un tecnico aeronautico dell’Itavia. Quella compagnia che falli’ dopo l’abbattimento dell’aereo.

Insomma mi sono ambientato molto bene, anche con gli amici americani del Rotary, che in questo momento fanno le riunioni via Zoom come il mio di Bassano-Marostica. E a questo punto grazie alla tecnologia, anche se in Messico, ho partecipato a tutte le riunioni. Quando le fanno alle 21.00 ora di Marostica, qui sono le 14.00.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

LA FAVOLA DELLA VOLKSBANK AVRÀ UN LIETO FINE? OBIETTIVO ROE 4,1% NEL 2013.

Non sarà facile. Perché la criticità della Volksabank permane nel 2021, secondo il piano industriale al 2023 appena presentato. Infatti è previsto l’aumento del tasso di deterioramento che arriva al 3,6 per scendere poi al 1,9 nel 2023..
Con questa situazione il ROE, cioè la redditività netta sul capitale proprio, non si schioda da un misero intervallo dell’1-2%.
Poi però come per miracolo, e comunque caratteristica di tutte le previsioni, all’ultimo anno appare la prospettiva di un ROE del 4,1% nel 2023. È evidente che il nuovo consiglio deve darsi un obiettivo gradito ai Soci. Per la realizzazione si vedrà. Comunque si gioca la credibilità.

Tutta l’azione è dettagliata con una manovra industriale di 20 milioni, centrata sulla qualità del risparmio gestito e sulla consulenza. Nella logica della Banca più professionale, l’unico aumento di costo è per il personale per il quale si punta anche ad un ricambio generazionale.

L’obiettivo degli impieghi è diviso per circa il 38% per i privati e per il 62% per le imprese, con un target dimensionale di un fatturato inferire ai 100 milioni di euro.

Questo processo riorganizzativo, comunque centrato anche come negli anni passati su una pulizia generale dei crediti, porta comunque una crescita del Texas Ratio, rapporto tra i crediti deteriorati ed il capitale, dal 53,0% al 60,9% nel 2023.

Quindi si tratta di un vero e proprio progetto di riposizionamento della Volksbank, che seguiremo con la massima attenzione e che ci auguriamo vada a buon fine, anche per gli interessi coinvolti a Marostica, come la sistemazione dell’area ex Azzolin.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

VOLKSBANK: IL PIANO INDUSTRIALE AL 2023. LE PROMESSE DEL NUOVO CONSIGLIO, SENZA I SILURATI GIOVANNELLA CABION E LORENZO BERTACCO DI MAROSTICA.

Cambiati Presidente e Direttore Generale, oltre alla maggior parte degli amministratori, ora è arrivato il tempo degli impegni per la nuova gestione. Ecco quindi il piano industriale della Volksbank al 2023. Facciamo alcune considerazioni.

La Banca si presenta come Banca del Triveneto con 164 filiali e punti di forza nelle provincie di Bolzano, Vicenza e Treviso. La focalizzazione territoriale della Banca è chiara con sembra una struttura di costi accettabile.

La Volksbank ora si analizza rispetto ad un campione di Banche e fa quindi una ricerca di “posizionamento”. Risulta così ancora una banca molto all’antica con ricavi appunto da attività tradizionali ancora pari al 62%, mentre il campione si attesta sul 46%.

E quindi le commissioni dalla gestione di intermediazione e consulenza sono ancora al 29% rispetto a 41% del campione. Questa situazione era da noi già stata evidenziata tempo fa facendo un confronto di bilancio con Banca Friuladria, di analoghe dimensioni e presa come riferimento ottimale.

Evidentemente diventare una banca “consulente” e non semplice prestatore di denaro richiede formazione e competenze. Quindi sarà un impegno non di poco conto.

Altro punto evidenziato nel piano industriale, e sempre da noi precedentemente sottolineato, è l’elevato rischio sul credito che ad oggi evidenzia un tasso di deterioramento di 1,9 che però è di ben tre volte di meno del tasso raggiunto nel 2013, pari a 5,7.
E qui la sorpresa da parte nostra. Volksabank acquista nel 2015 la Popolare di Marostica con una sua situazione critica dal punto di vista del credito. Adesso capiamo bene gli avvenimenti successivi con momenti di massima criticità.
(1^ puntata)

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

LA GESTIONE DI LUIGI SCOMAZZON DELLA COOP CONSUMATORI È UN FALLIMENTO “MORALE”. NON C’È LO STATUTO, I NOMI DEGLI AMMINISTRATORI, IL BILANCIO OLTRE ALL’APPLICAZIONE DEI PRINCIPI COOPERATIVI

Riprendiamo l’argomento della Coop Consumatori di Marostica dato che rileviamo un particolare interesse da parte dei cittadini. L’articolo che pubblicammo il 22 luglio dello scorso anno è sempre ai primi posti come lettura. Il titolo era:”Il supermercato forse intitolato a “Luigi Scomazzon” (ex Coop) in costruzione a Breganze ed a Marostica arriva Famila”.

Apriamo la pagina web della Coop Consumatori e osserviamo che riporta solo le offerte commerciali ed il catalogo premi. Non ci appare un mondo cooperativo se non nel nome. Mancano lo statuto, i nomi degli amministratori e dei sindaci e l’ultimo bilancio con relativa relazione. Informazioni che qualsiasi cooperativa fornisce anche per motivi di trasparenza e partecipazione.

Ma il mondo di Scomazzon e dei suoi controllati amministratori è un altro. La chiave della gestione della cooperativa, si fa tanto per dire, non è la partecipazione dei Soci come fattore di marketing competitivo ne’ tantomeno un’azione sociale per la comunità. Si tratta solo di vendita di scatolette neanche tanto a prezzo competitivo con l’entusiasmo apporto di un gruppo di dipendenti che si sentono i veri padroncini.

Certo che adesso dopo una attesa di ben 15 anni finalmente Scomazzon ha regalato ai cosiddetti Soci la sala riunione. Ma per farne che? C’è un programma? Non c’è nulla perché non esiste alcuna attività sociale.

Per fortuna, quando eravamo amministratori e poco prima di essere buttati fuori per aver cercato di porre delle regole cooperative, prima di tutte quella che gli amministratori non possono avere più di tre mandati consecutivi, quindi 9 anni e non oltre 30 come il nostro Luigi, abbiamo lottato per soddisfare la richiesta del CAI di avere proprio sopra la Coop la propria sede. Con le tante attività programmate ci auguriamo che almeno al CAI la nuova sala riunione serva.

Adesso siamo in attesa della nuova sede Coop Consumatori di Breganze con anche l’arrivo di Aliper e, a Marostica, Famila.
Così strutturata, quanto tempo durerà Coop? Ma la strategia del futuro non interessa Scomazzon preso dal mattone e dalle scatolette.

Chi scrive conosce bene il mondo Coop avendovi lavorato per cinque anni a fine anni ‘70. Altri dirigenti con grandi motivazioni politiche e sociali. Certo il mondo Coop c’è ancora, ma è profondamente cambiato amalgamandosi ai normali supermercati perché non è mai stata fatta una riflessione sulle variabili competitive vincenti ed esclusive di una cooperativa. Ed hanno vinto le scatolette di dimensioni sempre più grandi, anche in formato ipermercato low cost. Una follia pagata a duro prezzo con grossi buchi di bilancio negli ultimi anni e con tentativi ora di invertire la rotta. Ma occorre un giovane gruppo dirigente che somigli a quello degli anni ‘60-‘70, con forti motivazioni sociali. Perché essere una cooperativa vuol dire avere non solo un utile gestionale, ma anche appunto un utile sociale.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

I GEOMETRI SONO QUELLI CHE CONTANO A MAROSTICA. CULTURA E COMPETENZE SONO A SENSO UNICO. VIEN DA PIANGERE…MA NO RIDIAMO FELICI, È TUTTA UNA FARSA.

Sono geometri Valentino Scomazzon il vero Sindaco di Marostica, altro che il Mozzo, Bucco Presidente della Pro Marostica, Bianchin assessore al Turismo e Attività Produttive, che lavora nello studio di Bucco, ma non dobbiamo dimenticare anche la nota figura del geometra Bruno Moresco esperto di finanza e diritto, si fa per dire, che continua a imperversare con la sua attività anche perdendo un sacco di soldi dopo aver rotto le palle a mezzo mondo.
Per quanto riguarda il resto della Giunta di Marostica sono “periti”. Non nel senso che sono morti, ma che hanno un diploma tecnico.

Basta che parlino e si capisce subito la scuola di formazione. Non è classica, umanistica, letteraria, scientifica, universitaria è proprio da geometri. C’è il detto “parla come magni”. Ma è falso. Parli come hai studiato. Certo ci sono gli autodidatti, quelli “laureati on the road”, ma sono proprio una rarità. Anche se ci sono e soprattutto al femminile. E di una certa età.

Insomma la realtà politica attuale di Marostica è ben diversa dal passato ed ha subito una involuzione. In una società in cui se non hai studiato ed ottenuto una laurea e non dimostri competenze nel mondo del lavoro non conti niente e fai ridere, la politica ti spalanca le porte. Basta saper intortare bene gli elettori, fare belle promesse ovviamente da non mantenere e sei sistemato. Poi ancora meglio se l’euro deputata di turno, come la Mara Bizzotto, supporta un presupposto cambiamento in politica locale, mettendo come facciata il Mozzo con dietro il ben navigato Scomazzon, che di certo non rappresenta una novità politica. E poi ancora di più se sei applaudito dalla combriccola degli armati della partita a scacchi, trasformatasi in partito, il Pipiesse. Senza pensare che se vinci politicamente, ma sei ignorante devi circondarti di competenze. Ma per gli ignoranti vale il “fasso tutto mi”. Quindi andiamo allo sbaraglio.

Ma certamente una domanda ce la dobbiamo fare. Dove sono finiti i professionisti, i docenti, gli imprenditori di Marostica? Stanno solo a guardare?
Certo che se pensiamo alla realtà della fantomatica fondazione della Popolare di Marostica con dentro i pensionati tutti ex democristiani, e di cui abbiamo parlato fin troppo. O alla realtà dell’Università degli adulti in mano ad un “maestrina” da un’eternità politicante. O all’occasione mancata della Coop Consumatori capace solo di promettere scatolette migliori. Ci viene proprio da ridere.

Comunque una grande realtà locale, che però conosciamo poco, aggregatrice di un ampio pubblico c’è ed è il CAI, il famoso Club Alpino. Tutto spostato ora alla rigorosa difesa dell’ambiente e di cui vediamo con piacere una grande attività. Ma è una mosca nel deserto.
Noi da parte nostra con il nostro blog e MsC costituiamo un piccolo gruppo di “intellettuali” con solo uno che mostra la faccia, perché esprimere liberamente le proprie opinioni non è facile. Crediamo di essere diventati il punto di informazione aperto e democratico di Marostica. E siamo invidiati, in primis a Bassano.

Siamo però in pratica, tirando le somme, proprio alla frutta, perché i geometri non molleranno mai finché non crollerà tutto e perché il futuro è certo: senza una capacità politica seria ed acculturata non si va da nessuna parte.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica