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VALENTINO SCOMAZZON,VICE SINDACO DI MAROSTICA, SI È INFILATO DAL 2011 COME “BOSS” DELL’ATER.

Ma che cosa è l’Ater di Vicenza di cui Scomazzon è Presidente? È l’x Istituto delle case popolari. Gestisce un bel patrimonio con immobilizzazioni per 162 milioni nel 2018. Il valore della produzione è pari a circa 11 milioni di euro con un utile netto di 616mila. Il totale alloggi in locazione è di 4.214 con una morosità intorno al 4%. Andamento gestionale discreto, senz’altro però inferiore all’Ater di Padova.
Ovviamente costruisce, vende ed affitta alloggi popolari. Insomma una immobiliare per le persone a basso reddito. Ogni provincia del Veneto ha un’Ater.
I dipendenti sono 51 con due dirigenti. Il direttore è Ruggero Panozzo. Dal 21 febbraio 2011 troviamo al vertice sempre Scomazzon, che il 24 marzo dello stesso anno diventa pure presidente dell’Ater Veneto, uno strumento di coordinamento regionale. Nel 2012 nel Consiglio di amministrazione dell’Ater di Vicenza ci si era infilato anche il noto assessore alla (s)bilancio di Marostica Enzo Colosso, che poi è uscito. Probabilmente è lì che si sono conosciuti per poi costituire la “coppia” di “foresti” in Giunta per far “tanto bene” a Marostica.
Oggi il Consiglio dell’Ater è composto oltre che dal nostro Valentino, da Gilberto Trevisan (vice) e Ingrid Bianchi. Uno dei due è stato indicato dalla minoranza del Consiglio regionale. Il Consiglio dura in carica con la legislatura, essendo una nomina politica. La remunerazione del presidente è di 37.800€ e per i consiglieri di 12.000 €.
Il “padrino” politico per gli Ater veneti è l’assessore Lanzarin e si capisce tutto.

Certo che per il nostro “solo” geometra Scomazzon è un’ottima opportunità per essere dentro nel mercato immobiliare, non solo provinciale ma anche regionale per gli incarichi che ricopre dal 2011. Ed essere assessore, sempre del mattone, a Marostica serve, al di là del pseudo impegno sociale.

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LA MISTERIOSA NUOVA FERMATA PER IL BUS A MAROSTICA COSTA 150.000 EURO. UNA PRESA PER I FONDELLI.

Siamo attenti lettori dell’albo pretorio. Così scopriamo che la giunta il 30 aprile ha deliberato lo stanziamento di 150.000 euro per la nuova fermata del bus. Non ci sono indicazioni di località e progetto anche se la delibera rimanda ad allegati che non ci sono.
Leggiamo esattamente. La giunta delibera di:”Realizzare nuova fermata per autocorriere del trasporto pubblico e autobus turistici a Marostica” come redatto dall’Ing. Checchin Alessandro dipendente presso l’Area 3^ LL.PP. E Progettazione.

Continua così l’azione della Giunta Mozzo che se ne infischia di informare e chiedere il parere della gente e che dopo aver ristrutturato spendendo circa 250.000 euro la ex stazioncina FTV, mette in piedi un altro progetto con un ulteriore costo. Noi pensiamo che la misura sia veramente colma.

E Santini sta zitto?

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I “FORESTI” COMANDANO A MAROSTICA. SCOMAZZON DI MASON E COLOSSO DI VILLAVERLA. SIAMO ALLA FRUTTA.

Dopo la botta di Italia Nostra al progetto del nuovo ristorante al Castello Superiore, Valentino Scomazzon stenta a riprendersi, anche se ha fatto intervenire l’esperto di vini Matteo Mozzo all’occasione trasformatosi in “architetto” per giustificare il tutto.
Ma non si poteva discuterne prima in assemblea pubblica invitando vari esperti? Se come afferma Mozzo non esistono particolari vincoli urbanistici per il ristorante in quanto struttura recente, non andava a maggior ragione pensata una soluzione brillante? Magari con un concorso di idee? Invece ci si affida solo all’arch. Furlanetto. Per carità brava dipendente comunale, anche ad emettere fatture aggiuntive come professionista su lavori eseguiti come appunto dipendente comunale!

Il risultato del progetto non ha comunque una soluzione gradevole. Come rilevato da molti cittadini. Ma si sa ormai come viene gestito il Comune, soprattutto grazie ai “foresti”.
Scomazzon, geometra con studio a Mason, è da anni inserito in varie commissioni edilizie (prima a Nove poi a Mason), assessore alla “cementificazione” al primo Sindaco Bertazzo. Oggi di nuovo assessore. Insomma un vero “volontario” all’edilizia. Anche se qualche dubbio di forte interesse personale per la propria attività lo abbiamo. E poi dal 2006 è all’Ater, dove ha conosciuto il Colosso, pure lui in Consiglio di amministrazione per un po’ di tempo. Scomazzon è stato commissario straordinario fino 18/09/2018 e poi Presidente. È anche dal 2011 Presidente dell’Agenzia Regionale delle ATER del Veneto. Sempre restando geometra.

L’Ater di Vicenza ha ricavi nel 2018 per circa 11 milioni di euro con un utile di 616mila. La struttura ha 46 dipendenti di cui due dirigenti. Per il 2018 i compensi e rimborsi spese per il commissario straordinario sono stati 27.200€ e al presidente ed ai due consiglieri di amministrazione 14.585€.

Siamo adesso in attesa della progettazione definitiva del “minareto” – ascensore per accedere al ristorante del Castello Superiore. Suggeriamo all’entrata una degustazione di vini locali.

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IL MERITO DEL”SALVATAGGIO” DEL VENETO È DELLA SICILIANA DR.SSA FRANCESCA RUSSO E DI ZAIA

Francesca Russo, siciliana e medico igienista, è la responsabile della Direzione Prevenzione sicurezza alimentare e veterinaria della Regione Veneto.
Si legge sul sito della regione: “Competenze: coordinamento ed elaborazione dei sistemi di sorveglianza e prevenzione delle malattie infettive non prevedibili e prevedibili con vaccino”.
Infatti la Dr.ssa Russo il 31 gennaio, secondo le dichiarazioni di Zaia, prima quindi del 21 febbraio quando scoppia il caso a Vo’, presenta il piano “tamponi ed isolamento”. È quindi la “madre” del progetto di salvaguardia contro il corona virus, a cui la sera del 21 febbraio Zaia ordina l’applicazione con tamponi a tappeto a Vo’, contro anche la normativa nazionale. Rischia pure una denuncia per danno erariale. Tra l’altro le macchine per i tamponi c’erano già in ogni provincia, mancavano solo i reagenti sufficienti. Zaia fa mettere anche le tende termiche all’esterno degli ospedali in Veneto e chiude quello di Schiavonia. Il quarto giorno dopo Schiavonia erano stati fatti 6.000 tamponi e ci si accorge del pericolo dei portatori sani.
Il 3 marzo Zaia è chiamato dal prof. Crisanti che ha letto l’esperienza di Vo’, unica secondo lui al mondo, e gli chiede ulteriori 3000 tamponi a fine quarantena per chiudere l’esperienza di Vo’.
Zaia afferma “ho deciso io”. Noi gli crediamo perché Zaia è laureato in veterinaria e quindi decide avendo le competenze e conoscenze per capire la pericolosità dei virus.
Esempio del valore della conoscenza rispetto al ciarlatano politichese e di andare a festeggiare a Milano perché è solo una “semplice” influenza.

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ZAIA CAPISCE AL VOLO IL VIROLOGO CRISANTI PERCHÉ LAUREATO IN SCIENZE DELLA PRODUZIONE ANIMALE ALL’UNIVERSITÀ DI UDINE. NON È UN PIRLA DELLA POLITICA.

Ci siamo chiesti perché Luca Zaia abbia reagito immediatamente alla telefonata del virologo Crisanti. Non per simpatia o ragioni politiche, ma perché laureato in Scienze della Produzione Animale presso la Facoltà di Medicina Veterinaria nell’Università di Udine.
Quindi Zaia conosce le malattie degli animali e sa cosa è un virus. Non è un laureato in politichese. Tra Zaia e Crisanti c’era la base di un linguaggio comune. Crisanti non ha dovuto fare al governatore una educazione su cosa è un virus, perché Zaia aveva fatto i suoi bravi esami all’università sulle malattie degli animali e quindi anche sui virus. E ne sapeva la estrema pericolosità. Non occorreva che telefonasse a Salvini.
Ecco un evidente esempio dell’importanza delle competenze. Un dialogo che poteva sembrare difficile con una telefonata si è semplificato attraverso una base culturale
comune.

Adesso sembra che Zaia sia il genio politico che capisce senza alcun tipo di conoscenza specifica.
Zaia invece prende le giuste decisioni perché ha una laurea in veterinaria, come la laurea in medicina per gli animali. Certamente la Lanzarin, assessore alla Sanità, con il diploma di interprete, mai avrebbe compreso la problematica e si sarebbe lasciata influenzare solo da ragioni politiche.

Bravo Zaia che hai utilizzato in eccellente modo le tue conoscenze universitarie. Dovresti però dirlo in modo da non essere scambiato per un mago o peggio ancora un ciarlatano fortunato. Il giusto modo per meritarsi la carriera politica con le competenze.

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PERCHE’ LA “CAMICIA NERA” MOZZO NON QUERELA SANTINI?

Nei nostri confronti Mozzo non ha avuto pietà nel definirci con la delibera di Giunta del 23 maggio 2019 “condannato seriale” invece di “assolto seriale”. Come anche di fatto sarà ulteriormente dimostrato successivamente. E ‘ evidente il lapsus. Ma non per niente il nostro “amato” Sindaco piace indossare spesso la camicia nera. Non sappiamo se Mozzo abbia una cultura storica, ma ci pare evidente il richiamo ai tempi che furono. E chi nel tempo passato indossava la camicia nera di “lapsus” ne fece parecchi.

Allora ci chiediamo perché in linea con la politica adottata Mozzo non querela Santini, tanto paga sempre cucù, per le gravi affermazioni che fa nei confronti della Giunta nel recente articolo sul Giornale di Vicenza a proposito delle modalità di restauro del Castello Superiore. “La Giunta deve capire che i cittadini devono essere i loro alleati, non i loro nemici”.

In pratica Santini, anche con l’iniziativa di indire un referendum per il mantenimento della storica fermata del bus con la raccolta di oltre mille firme, accusa palesemente Mozzo di colpo di stato. In pratica non c’è alcuna applicazione del programma elettorale, un vero tradimento. L’amministrazione non dialoga con i cittadini, ma tutto è in mano al duo di “amiconi” Scomazzon-Colosso. Che fanno e disfano a loro piacimento, nascondono i dati dei bilanci passati, e poi si inventano un nuovo tipo di democrazia leghista. “Go i voti in Consiglio e comando mi”. Anni di storia e dibattiti democratici per trovare la migliore soluzione buttati nel cesso.

E Mozzo perché non querela Santini che vorrebbe non permettergli, una volta appunto eletto, di fare quel cavolo che gli pare? Anche far vedere il cinema questa estate in automobile così si può pomiciare meglio? È uno dei misteri dell’attuale politica marosticense.

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IL MODELLO AMERICANO: AVVELENATI DAL PIOMBO E UCCISI DAL CORONA VIRUS!

Da Chicago al Quebec, in macchina sulle belle autostrade gratuite americane. Con Elisa mi ero incontrato al bellissimo super ostello nel centro di Chicago, stanza a 150 dollari a notte, cara ma sempre comunque un terzo del costo dell’albergo di fronte. Lei per l’estate aveva messo la figlia 15enne in un campus per liceali, ad un centinaio di km dalla città americana, per praticare equitazione e altre attività. Saremmo passati nel ritorno a prenderla.
Intanto facciamo la prima lunga tappa dirigendoci verso il confine canadese con non poche difficoltà ad uscire dal caotico ed incredibile traffico di Chicago. Anche perché occorre avere la massima attenzione in quanto è permesso superare anche a destra. E arrivano in velocità giganteschi camion. Che poi all’ultimo minuto ti strombazzano. Facendoti sobbalzare.

Pensiamo di dormire a Flint, sopra Detroit. Prima di arrivare ci fermiamo a far benzina. Chiediamo quanto manca per la cittadina. Dalla cassiera veniamo guardati con gli occhi stralunati. Ci dice che Flint è oggi una città fantasma con l’acqua avvelenata dal piombo delle industrie collegate alla produzione delle automobili. Ok non vogliamo avvelenarci e ci fermiamo al motel vicino.

Avevamo un po’ dimenticato nel tempo quel fatto, ritenendolo frutto della prima industrializzazione. Invece compriamo una settimana fa’ il libro del corriere della sera “Crack America, la verità sulla crisi degli Stati Uniti”, scritto dal corrispondente Massimo Gaggi, e leggiamo. “Il dramma di Flint, la città industriale del Michigan con l’acqua contaminata dal piombo, ha fatto il giro del mondo. Le autorità sostengono che il caso, denunciato con grande ritardo nel 2016, ora è stato risolto, col piombo che è tornato un po’ sotto i livelli massimi ammessi dalla legge. Ma ormai il danno è fatto: 30.000 bambini hanno assorbito a lungo neurotossine destinate in molti casi a provocare alterazioni al loro sistema nervoso e anche al cervello. La crisi iniziò nel 2014 con la decisione dell’amministrazione, a corto di fondi, di risparmiare qualcosa prendendo l’acqua dal vicino fiume Flint anziché, come fatto fin li’, dal Lago Huron e da un fiume più grande, il Detroit.
Una scelta improvvisata, fatta senza rendersi conto che si stava avvelenando una città di 100mila abitanti perché il fiume Flint era molto inquinato e le sue acque non venivano adeguatamente depurate”.
Una conferma del viaggio attraverso l’America: grandi spazi, grandi risorse naturali ma spesso depredate con una logica che ci siano beni naturali senza limiti da consumare se non depredare.

Libro da leggere per capire anche come una nazione moderna e super tecnologica in poche settimane abbia avuto più morti per Corona virus che l’intera guerra del Vietnam, con circa 60mila americani caduti.

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IL MINARETO DI SCOMAZZON CON ASCENSORE PER IL CASTELLO SUPERIORE DI MAROSTICA AL PREZZO DI 700.000 EURO. RIDICOLO!

Valentino Scomazzon non demorde. Con la Giunta, tutti senza un pezzo di laurea, non sa distinguere gli investimenti sociali usufruibili da tutti i cittadini di Marostica da quelli secondari. Piscina e teatro sono servizi indispensabili per una Comunità. Ora la piscina va all’asta perché con l’appalto “biscotto “ di Bertazzo e’ stata delegata in toto la gestione ad “amici” con tanto di fideiussione del Comune per cui alla fine si sono persi 472.000 euro, invece di avere un progetto di continua manutenzione e sviluppo del complesso con anche una tanto richiesta piscina esterna per l’estate. Ora si vuole perdere il totale investimento svendendo la piscina con un’asta. Sperando di trovare oggi chi compra ed investa per uno sviluppo di una iniziativa sociale.
Il teatro è fermo da oltre dieci anni quando la buona economia dice che se stai facendo un investimento lo devi completare quanto prima. E utilizzarlo. Oppure vendi l’immobile per altri usi, come un centro salute. E trovi un’altra soluzione, tipo lo spazio ex Belfe, per il teatro. Ma occorre una mentalità manageriale che non c’è. Solo confusione, improvvisazione ed incapacità di gestione.
Ci si accontenta così della cantina del teatro ancora “cattedrale nel deserto”. Prima di entrare, nei prossimi mesi, occorrerà indossare lo scafandro anti corona virus.

Piscina e teatro hanno sempre un grande utilizzo da parte della gente in tutte le città. Sono anche momenti di grande socialità.

Ora si decide di investire 670.000 euro nella ristrutturazione del ristorante del Castello Superiore. Non è che sia un servizio ai cittadini in quanto non si tratta di una mensa per meno abbienti. Si tratta di un investimento “immobiliare” che dovrebbe rendere, una volta affittato, almeno 85.000 euro all’anno. E la ragione di dover spendere tutti questi soldi è perché negli anni passati non è stata fatta la dovuta manutenzione da parte delle varie Amministrazioni succedutesi in città. Ma ripetiamo non è un investimento di valenza sociale in favore della Comunità. Le motivazioni sono di valorizzazione economico/turistica. Che ci possono stare se si risolvono i problemi base.

Ora a questo ristorante – castello, Valentino Scomazzon con il suo “discepolo” Mozzo vuol aggiungere una minareto-ascensore per una spesa di circa 700.000 euro. Anche un “idiota” capisce che i cittadini di Marostica non useranno mai l’ascensore in quanto preferiscono eventualmente salire a piedi. Magari dalla Valdibotte, risolto il problema della presenza di M. e delle capre.
Ma ci sono i turisti ed allora avanti con il minareto senza un minimo di presentazione e discussione pubblica. E chi se ne frega del parere dei marosticensi. E poi crediamo che l’attuale Giunta tema un reale confronto.

Ora una spesa totale di 1.370.000 euro per il Castello Superiore rientra in una normale gestione o è una follia con le problematiche da risolvere prima?

Certo che avere la torre-ascensore panoramica intitolata, come “sussurrato” da vox populi, al geometra Valentino Scomazzon, già assessore ai lavori pubblici con il primo governo Bertazzo, sarà un grande onore per Marostica. Mi è subito venuto in mente il minareto dedicato a Gesù nella grande moschea di Damasco. Secondo la tradizione mussulmana, che ha continuità col cristianesimo più di quello che si conosce, vedrà il ritorno di Cristo (considerato il profeta prima di Maometto) sulla terra prima del giudizio universale.
Probabilmente a Marostica vedremo arrivare Scomazzon con Bertazzo non sappiamo se dal Paradiso o dall’Inferno, “premiati” o “puniti” per la “cementificazione “ della città. A questo punto non sappiamo se ridere o piangere.

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UNA CERTEZZA: DI CORONA VIRUS CI AMMALEREMO TUTTI! Ci viene chiesto un nostro parere

Come viaggiatore sacco in spalla in giro per il mondo da oltre quaranta anni non mi sono affatto stupito dell’epidemia. Nei paesi “occidentali” eravamo abituati a vivere in un mondo che non teneva conto dell’”altro” mondo. Quello magari che ha ancora la malaria endemica. Se ci fermiamo in un paese appunto con la presenza della malaria sicuramente ce la becchiamo. Le medicine non difendono dalla malattia. Curano le conseguenze. Per esempio impediscono l’assalto al cervello della malaria che porterebbe alla pazzia.
Quindi abbiamo realizzato di non vivere in un mondo asettico. Quello che si deve fare come per qualsiasi virus è diluire nel tempo la popolazione che si ammala in modo che il sistema sanitario non vada in tilt e possa con elevata probabilità curare tutti.

Ora abbiamo la crisi economica. I negozianti si lamentano perché sono chiusi. Ma sarà per breve tempo. Può succedere. Una mia amica che produce tessuti è in piena attività per la richiesta per produrre mascherine. Pedon e Nardini vanno su Rai con la loro pubblicità in prime time. Impensabile fino a pochi mesi fa per i costi proibitivi. Ma il settore automobilistico forte investitore ha chiuso i rubinetti e quindi la Rai ha svenduto gli spazi favorendo le aziende alimentari meno toccate dalla crisi di vendite. Per loro è una grande opportunità di farsi conoscere. Anche perché stando a casa si guarda la tv.

Il vero settore che avrà lunga crisi è quello legato al turismo. Pensiamo ai voli aerei. Chi avrebbe mai pensato che il colosso Lufthansa corre oggi il rischio di fallimento? E la Boeing già in crisi per il nuovo aereo farlocco? Senza l’intervento governativo il suo destino è segnato. Evidente che ci sarà un nuovo modo di utilizzo dell’aereo. Non più quasi come una bicicletta per molte persone. E qui siamo fortunati di avere la piccola Alitalia. È il momento per darci una giusta dimensione senza costi elevati.
Ma abbiamo aeroporti che erano diventati più shopping center con un sacco di personale che dovrà pensare di fare altro.
Ma anche c’è chi si reinventa. Avventure nel Mondo con i propri capi gruppo in giro per l’Italia, lancia una nuova linea on the road per scoprire il nostro Paese. Almeno per un po’ di tempo.

Ecco perché pensiamo che le proteste delle attività locali siano da considerare come assoluta spinta per i Comuni a consolidare e sviluppare le realtà economiche del territorio. È a nostro parere una grande responsabilità e opportunità alla riscoperta appunto del “locale”. E qui giocano un ruolo importate creatività e competenza.

Insomma con il virus Corona siamo scesi con i piedi per terra. Non viviamo più in un mondo assurdo completamente slegato dall’ambiente. Con il solo obiettivo dei “schei”.

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LORENZO BERTACCO CI QUERELA PER DIFFAMAZIONE, MA È SOLO PER INTIMIDIRCI. NOI CONTINUEREMO A FARE VERA INFORMAZIONE CON NOMI E COGNOMI.

La cosa ci è sembrata strana. Perché una settimana prima, ad articolo già pubblicato, Lorenzo Bertacco ci aveva chiesto l’amicizia su fb. Che ovviamente abbiamo accettato. Noi abbiamo fatto solamente il punto sulla situazione politica di questi ultimi dieci-undici anni con una serie di articoli. E abbiamo ritenuto che il punto di svolta fosse la lettera anonima circolata prima delle elezioni del 2009 in tutte le case di Marostica descrivente i vari personaggi politici della città. In particolare la vita privata di Bertacco, in modo evidentemente diffamatorio. Consideriamo che da un punto di vista “storico” sia un importante documento perché noi riteniamo che sia stato il fattore determinante per la lista Scettro di vincere. Noi assieme ai lettori abbiamo analizzato il documento (che abbiamo censurato nelle offese inutili) e ci siamo accorti infatti che l’unico politico non diffamato è proprio Scettro. E’ ovvio che logicamente riteniamo che la mano scrivente non può che essere di un “fan” della lista di Scettro.
Ed è evidente che facendo un lavoro informativo almeno una parte della lettera andava pubblicata, lasciando perdere appunto la più triviale, tra l’altro essendo già stata ampiamente diffusa, ma certamente non analizzata e commentata. Compito che ci siamo incaricati di fare.
Noi abbiamo fatto questo. A questo punto con la querela di Bertacco, che riteniamo inutile, intimidatoria e pretestuosa, ci viene il dubbio che quanto riportato nella lettera sia proprio tutto vero.

Noi comunque informiamo e riteniamo di conoscere sufficientemente bene l’art. 21 della Costituzione Italiana sulla libertà di informazione, data anche l’esperienza maturata in questi anni con le querele, di chi ci voleva fermare, sempre vinte davanti al Giudice. La libertà di informazione ed opinione prima di tutto.

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