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LE BALLE DI MARIANGELA CUMAN CON LA FANTOMATICA ACCADEMIA DEL CAFFÈ.

Sabato prossimo esordisce l’Accademia del Caffè con un convegno per “la rinnovata effige” di Prospero Alpini su casa Zampieri.

A rigor di logica il convegno doveva essere organizzato dal Centro Studi. Ma si sa ormai siamo alla moltiplicazione dei pesci per “apparire” di più. Anche perché ci sarà l’esibizione in maschera degli “accademici”.

Infatti sulla presentazione leggiamo quella che è la mission dell’Accademia che è propria di un centro studi e cioè sostanzialmente di valorizzare gli studi di Prospero Alpini e di patrocinare iniziative per divulgare la cultura del caffè.
La novità di una ilarità assoluta è il punto in cui si afferma che l’Accademia “favorisce il momenti dell’incontro e valorizza la dimensione sociale del rito del caffè”. Insomma girano il Veneto a bersi il caffè nei vari bar, come è già stato fatto. Non sappiamo se mascherati o meno.

Sono tutti desideri astratti ed avulsi da una reale valorizzazione di Prospero Alpini anche in termini culturale-turistica di Marostica.
Ribadiamo che una seria iniziativa di marketing dovrebbe coinvolgere visitatori e cittadini formando non una Accademia dei quattro gatti, ma una specie di club costruito sul “data base” dei turisti e degli spettatori della Partita a Scacchi.

Chiudiamo con un’osservazione sull’interessante relazione che viene proposta sull’ “Archeologia funeraria dell’antico Egitto”. È evidente l’interesse di Mariangela e dei suoi adepti ad essere mummificati con le opportune tecniche. Al Sindaco, presente, il compito di individuare il sito per la piramide.

Sarebbe stato invece interessante capire la politica di Venezia nel 1500 nei confronti dall’Egitto e dell’impero Ottomano, ai tempi appunto del nostro Prospero Alpini. Noi abbiamo letto con vera curiosità un libro al riguardo.

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DOPO ANNI DI BOCCIATURA FINALMENTE SI È RISOLTO L’ACCESSO AL CAMMINO DI RONDA. ACCORDO TRA COMUNE E VOLKSBANK. C’È UN PASSAGGIO SEGRETO?

Non volevano proprio capire. Mai e poi mai la Sovrintendenza di Verona avrebbe permesso un accesso alle Mura esterno, appiccicato alle Mura stesse. Ci aveva provato la Dalla Valle. Poi Mozzo. Sempre risposta negativa.
Finalmente si è capito e si fatto un accordo con la Volksbank che ha concesso in comodato gratuito al Comune la torre a ridosso delle Mura in prossimità di Porta Breganze. Adesso si potrà procedere con i lavori, non intaccando l’architettura originale delle Mura. Potrà essere finalmente completato una parte del cammino di ronda.
Ma occorreva tanto a capire la soluzione? Evidentemente abbiamo avuto politici interessati a sbattere la testa contro il muro o meglio le Mura. A metterci anni per trovare una soluzione.
Ci auguriamo che questo sia solo un inizio per la collaborazione tra Volksbank e Comune, perché urge sistemare l’intera area Azzolin di proprietà della banca.

Una ultima osservazione la vogliamo fare. L’amministrazione continua a parlare di lavori per il “rilancio turistico”. Facciamo osservare che prima di tutto c’è il rispetto dei cittadini di Marostica che orgogliosamente vogliono vivere in una cittadina sempre ben restaurata. E da fare c’è ancora parecchio. Anni inconcludenti ne sono passati troppi.
Nella foto abbiamo immaginato una “ipotesi turistica” e divertente del passaggio per accedere alle Mura.

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ALTRI 19.000 EURO PER DIPINGERE L’EX STAZIONE FTV. LA SAGA NON È MAI FINITA. COSTO DI QUASI DUE ANNI DI AFFITTO!

Pensavamo che con l’assegnazione al nuovo gestore la vicenda ormai pluriennale dell’ex Stazione Ferrotranvie Vicentine fosse terminata. Ci sbagliavamo.

A firma del capo area Diego Tollardo c’è una determinazione del 5 ottobre che assegna per 18.703,82 euro la tinteggiatura del fabbricato alla ditta Color Srl. I lavori quindi non erano ancora finiti!

E si tratta di un affidamento diretto, cioè senza interpellare altre ditte. Va bene che con il decreto legge 76/2020 è tutto legale e si può assegnare direttamente senza gara fino a 150.000 euro, ma se fosse casa nostra non chiederemmo almeno un altro preventivo?

E ora, dopo aver speso tutti questi soldi comprendendo anche il restauro e avendo affittato l’immobile a 800 euro al mese come sarà utilizzato? Finalmente diventerà oltre che un bar un vero punto informativo turistico? E sarà riportata di fronte la fermata del bus o saranno spesi altri soldi per una fermata lontana dal centro storico e senza servizi?

Insomma questa amministrazione non sa, a nostro parere, operare come un “buon padre di famiglia”.
E con questo modo di operare, a spizzichi e bocconi, non si saprà mai quanto un’opera pubblica verrà a costare.

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A BASSANO SPARITI I 5STELLE CON UN CONSIGLIERE INESISTENTE. A MAROSTICA SILENZIO. UN PARLAMENTARE ASSENTE, LA GUIDOLIN, ED UN ALTRO ERETICO, LA CUNIAL.

Bassano e Marostica sono gli esempi più evidenti del perché a livello locale e regionale i grillini siano spariti. E se continuano a considerare la politica solo a livello nazionale avranno seri problemi nel futuro.
Noi siamo sempre molto interessati a fenomeni politici e sociali che portino salutari cambiamenti e rinnovo della politica. E non siamo orgogliosamente legati ad alcuna posizione precostituita. Ci riteniamo dei liberi pensatori.

A Marostica è morto un M5S che nelle comunali del 2013 aveva preso oltre il 16% e avrebbe preso di più se avesse avuto un candidato credibile. Ma il gruppo era dominato da due personaggi manipolatori senza arte né parte. E l’uno vale uno ha dimostrato i suoi limiti se non hai dietro nulla e ti mancano le competenze. Poi a maggior ragione se in pietose condizioni culturali non cerchi competenze, sei finito. Come un po’ sta accadendo a Mozzo che si avvale di una sola vera competenza: il “muratore” Valentino Scomazzon. Come se riparare i buchi delle strade fosse la vera politica. Però per questa competenza di lavori “edili” evidentemente ci siamo. Attendiamo però i reali risultati perché il tutto è in corso di opera.

A Bassano il M5S sopravvive con un consigliere che è come non esistesse (non ne ricordiamo nemmeno più più il nome) e che non ha mai fatto sentire la sua voce sulle varie problematiche. Solo qualcosa per le case di riposo per far piacere alla Guidolin che ci lavorava.
La senatrice e la deputata certamente non “animano” la vita politica locale anche se i loro elettori sono bassanesi. C’è in atto un vero tradimento.

Per le regionali il M5S ha candidato la vecchia guardia sopravvissuta dalle prime elezioni. Altro che ripartire con le competenze e personaggi emergenti, come fece Di Maio nelle ultime politiche con grande successo. D’altra parte l’ormai ex consigliere regionale Berti, che avrebbe dovuto fare questo, neanche si è ripresentato, avendo capito di aver fallito nel dare sostanza ad una base elettorale che indubbiamente ci sarebbe. Forse è tornato a fare il maestro di sci.

Insomma la Lega avanza come un panzer utilizzando tutti i mezzi che ci sono social e non come gruppo praticamente affaristico-politico, mentre i grillini sembrano arrivati in dirittura finale come politica locale. Certo hanno messo sul piatto a livello politico nazionale personaggi nuovi (e Conte ne è un esempio eclatante) che si sono dimostrati in grado di competere con il PD e di impostare una nuova politica. Che si può anche non condividere, ma certamente c’è ed è molto chiara. Noi che un po’ abbiamo studiato la potremmo definire senz’altro profondamente keynesiana, cioè favorevole ad uno Stato interventista nell’economia. Dopo decenni di oscurità succede per la prima volta che ci sia un governo con una “politica”. Ma si può sopravvivere solo di politica nazionale, senza far crescere forze locali un domani in grado di muoversi anche a livello nazionale?

Un grande quesito per il futuro.

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CACCIATA DA MAROSTICA LA FUCINA LETTERARIA, ASSOCIAZIONE ADERENTE ALLA CONSULTA DELLA BIBLIOTECA, CON IL CORSO DI SCRITTURA.

Il tema del corso di scrittura 2020/2021, con docente il sempre molto bravo Marco Cavalli, e’ il racconto breve. Ma inspiegabilmente il corso viene trasferito al Museo Hemingway a Bassano. Non abbiamo creduto alla motivazione ufficiale e cioè che si trattI di una “collaborazione speciale”. Tutte balle!

Di fatto la Biblioteca di Marostica perde una pietra preziosa delle già ridotte attività culturali. E la motivazione è molto semplice. Il Comune non ha risposto con sollecitudine agli organizzatori per la disponibilità della ex Chiesetta San Marco, non potendosi il corso svolgere nella solita saletta della Biblioteca in quanto non rispondente come spazi alle norme Covid.

E siccome i tempi organizzativi erano brevi, ecco la immediata disponibilità degli spazi al Museo Hemingway, che anche dato il nome che porta si collega molto bene all’iniziativa del corso di scrittura. Ed è molto strano che il sempre “dotto” Giandomenico Cortese, factotum del Museo, non ci abbia pensato prima. E la cosa sia nata casualmente. Perché il luogo si presterebbe molto bene per una Accademia della Scrittura. Ma si sa che il nostro Giandomenico è troppo preso con la Cuman per la pagliacciata dell’Accademia del Caffè, oltre ovviamente all’Opera Pia.

Abbiamo già accennato in un nostro articolo precedente l’importanza dello scrivere per anche “gustare” la lettura, leggere libri.

La diffusione dei social ha portato molte persone ad affrontare la tastiera molto spesso da “leoni”. Finalmente potevano sfogarsi, anche insultando i loro “nemici” o ritenuti tali.
Si tratta di un avvicinamento alla scrittura di molte persone che quasi avevano dimenticato come si fa.
Riteniamo che i corsi di scrittura siano una formidabile opportunità culturale per capire come si scrive, ricercare un proprio stile e saper argomentare le proprie opinioni non solo con i facili insulti. E poi leggere anche per confrontare le modalità di scrittura.

Un’opportunità che per quest’anno Marostica ha perso, perché in Comune sono a livello zero nel comprendere una “politica culturale”, mantenere e sviluppare le opportunità.

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ARRIVANO LE NOMINE DI MOZZO PER LA CASA DI RIPOSO E L’ASILO. INVERSIONE DI TENDENZA?

Alla Fondazione Scuola Materna Prospero Alpino arriva Nadia Andreatta. Sì è proprio lei che è stata segretaria comunale a Marostica negli anni 2004-2006. Poi ha girato in altri comuni per finire a Cittadella nel 2013. Dal 2018 è in pensione. Abitando a Marostica è stata rifilata alla Fondazione e sostituisce Gaetano Bortolomiol che ha resistito un anno. Quindi un ex segretario comunale sostituisce un geometra. È una chiara situazione di inversione culturale per la giunta Mozzo.

Invece per il consiglio di amministrazione di Casa Rubbi resta Bertolin Renato, assessore al Sociale e ormai veterano del consiglio, mentre entrano due figure di “spicco”: Michele Parise, classe 1992, ragioniere, consigliere comunale leghista e Pierantonio Zampese, noto medico ex politico marosticense, dopo il comitato di gestione della biblioteca come vice presidente, messo anche nella casa di riposo. Aspettiamo un ulteriore incarico. Non c’è due senza tre.

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PER IVANO TOLETTINI DEL “FAMOSO” GIORNALE DI VICENZA LA VENDITA DELLA POPOLARE DI MAROSTICA FU UN MISFATTO. CON GASPAROTTO DIRETTORE GENERALE C’ERA UN FUTURO “ROSA”, NON LA DISPERAZIONE

L’abbiamo postato giorni fa su Marostica senza Censuro l’articolo del Giornale di Vicenza in cui si comunica la conferma della Cassazione della sanzione contro la società di revisione sulla verifica del bilancio 2011. Gli amministratori della Popolare di Marostica sono usciti dalla vicenda con la prescrizione. Non certamente assolti.

Ma il giornalista del Giornale di Vicenza Ivano Tolettini, quello che anche fino all’ultimo incitava a comperare le azioni della Popolare di Vicenza, è pronto a cogliere l’opportunità della triste vicenda dell’acquisto della Banca di Treviso con la rivelazione, non si capisce da quale documentazione, che oggi gli sportelli di Treviso sono i più redditivi della Volksbank. “E lo stesso si può dire dell’ex Banca Popolare di Marostica per la rigorosa politica dei crediti deteriorati”, fatta dall’allora direttore generale Gasparotto. Ma il Tolettini sa leggere un bilancio? La Popolare di Marostica stava fallendo perché aveva il Texas Ratio vicino al 150%. Cioè i crediti deteriorati superavano il capitale del 50%!

Ma la conclusione dell’articolo è di una comicità unica: “Egli (Gasparotto, ex direttore generale) aveva fatto crescere BpM a livelli ragguardevoli, ma a fine 2014 fu estromesso perché contrario alla fusione, col pretesto di accuse false per le quali si è tolto ampia soddisfazione. Sul piano penale e civile”. Bel giornalismo questo di evocare soddisfazioni che non esistono. Dei milioni di danni richiesti, Gasparotto ha preso solo l’indennità di licenziamento, come suo diritto. Per il resto picche!
Altre cause sono state lasciate perdere in quanto i soci di Marostica dovevano solo brindare per la super valutazione della loro quota nell’acquisizione di BpM in Volksabank. Certamente non merito di Gasparotto che voleva andare verso l’abisso.

Questa strategia comunicativa del Giornale di Vicenza di totale manipolazione dei fatti per l’interesse dei soliti personaggi, è la causa principale della sua agonia con la perdita di migliaia di copie e lettori , che non sono degli allocchi, e che lo porterà a breve, continuando su questa strada, alla sparizione. Un giornale vende se è credibile, informa e difende i suoi lettori. E poi in epoca internet/social non si può più manipolare a senso unico. Non si è più monopolisti dell’informazione.
Quando l’Associazione Industriali di Vicenza, proprietaria del giornale, interviene cambiando linea editoriale e dando credibilità all’informazione? Si continua a predicare bene, ma a razzolare male, non capendo che una linea editoriale “liberal” e ricca di opinioni e commenti, può ridare slancio alla testata.

Alberto Luca, responsabile media degli Industriali, svegliati! Chiudi il giornale o ridagli un minimo di dignità. Lo sputtanamento ha dei limiti.
C’è spazio appunto per una informazione credibile e “liberal”.

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IL CAOS DEI NUMERI IN CONSIGLIO COMUNALE A MAROSTICA. MA CI SARÀ UN ALTRO BUCO NEL 2020? FORSE.

Certo che sembra incredibile che tutti stiano zitti. Noi siamo abituati dall’esperienza aziendale che quando si fa una previsione di bilancio a ragionare in questo modo: i ricavi previsti ammontano a tot con una differenza rispetto alla precedente previsione di tot. I costi previsti sono tot con una differenza di tot. Il risultato economico previsto prevede un utile, un pareggio o un buco.

Fatta questa premessa si entra nel dettaglio delle maggiori differenze di ricavi e costi.
Ora noi abbiamo diligentemente ascoltato quanto esposto dalla Dr.ssa Silvia Fabris nella verifica di assestamento del bilancio obbligatoria per legge entro il 30 settembre. È un elenco molto lungo di tutte le variazioni intervenute. Così, senza una classificazione per importanza e senza un prospetto sintetico è difficile orientarsi.

E poi manca completamente una prospettiva di chiusura del conto economico.
L’unica tabella che abbiamo rintracciato come delibera di Giunta ci preoccupa assai.

Si ragiona sempre in termini di cassa. Ora se la previsione di cassa è di avere un saldo di soli 1,7 milioni a fine anno, quando era di 4,2 milioni a fine 2019, quale sarà il risultato economico a questo punto?
Lo scorso anno la differenza tra costi e ricavi evidenziava una perdita di circa 581.000 euro coperta con una incredibile e “artistica” rivalutazione delle Mura da 0 a 5 milioni. È probabile che anche il 2020 registri una ulteriore perdita. La si coprirà con la riserva costituita dai sassi delle Mura? Ma la liquidità non si recupera con i sassi.
Quando si chiarirà la faccenda, invece di snocciolare una caterva di modifiche, senza una sintesi di compatibilità tra ricavi e costi?

Noi riteniamo, e lo diciamo da alcuni anni, che il Comune di Marostica si stia inchiodando.

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VIAGGIARE VERSO L’AMERICA IN COMPAGNIA DEL CORONA VIRUS. SEMBRA FANTASTICO!

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All’aeroporto di Venezia c’erano quattro gatti. Tranquillo mi sono mangiato un panino terribile con il pane surgelato “rivitalizzato” alla mortadella. Per fortuna l’Air France mi ha subito offerto un buon caffè Segafredo che mi ha risistemato lo stomaco. Per questo mi sono fatto la tessera Flyingblue AirFrance/KLM. I francesi hanno stile con il cliente.
In aereo compilo il solito modulo di rintracciamento se qualcuno tra i passeggeri ha il Corona per essere avvisato di fare la quarantena e poi in un attimo mi consegnano il pesante bagaglio. Però i francesi fanno dogana e controllano i passaporti.

Ho dovuto comprare per la ”famiglia messicana” il limoncello originale da Sorrento e la Vaca Mora di Poli come liquore tipico del mio paesello. Evito il formaggio parmigiano reggiano, anche se richiesto, in quanto i cani anti droga l’ultima volta mi hanno bloccato all’arrivo a Città del Messico. Ed ho dovuto subire l’ispezione della valigia. Non ho capito se lo volessero mangiare o se la nuova ricetta per fare il formaggio preveda un po’ di marijuana.

Coma albergo a Parigi per il pernottamento ho scelto il Citizen M a 300 metri dal terminal 3 dell’aeroporto Charles de Gaulle. C’ero già stato e durante il weekend ha prezzi stracciati per un quattro stelle: 66,87 euro a notte per stanza. Un terzo del prezzo normale.
Poi è un hotel informatico. La reception è uno schermo di Pc con scanner per il passaporto. Si compila il modulo sullo screen e si paga con la carta di credito. E si ha la chiave della stanza dove c’è un i-Pad per il controllo tv e luci.

Non c’è la robot a farti compagnia, ma siamo vicini. Al ristorante si legge il menù tramite lettore QR. Dopo l’ordine al cameriere, ti consegnano un affare che lampeggia quando devi ritirare il piatto che hai ordinato.

L’ambiente dell’hotel è colorato ed informale. Tant’è che non mi muovo ed ho invitato il figlio a pranzo prima di ripartire per l’Amerca con AeroMessico, compagnia aerea in bancarotta per via del Corona, ma che, bloccati i debiti, continua a funzionare per mantenere il valore aziendale. Speriamo che non risparmino sull’ossigeno anche se le hostess messicane sono molto allegre e cordiali. Non è che speri in una respirazione bocca a bocca, ma non si sa mai.

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BRUNO MORESCO PERDE E PAGA TUTTE LE CAUSE, ANCHE CON CARLA MORESCO. E IL FAMOSO “TRUST VILLA” AFFONDA IN TRIBUNALE.

Personalmente conosciamo Bruno Moresco di sfuggita. Certo ci venne a far visita a casa una sera, al buio accompagnato da una donna, chiedendoci se eravamo noi a scrivere che aveva la “coda di paglia”. Il tono era minaccioso, ma ci siamo fatti una risata.

A Marostica tutti ne erano terrorizzati perché la vox populi diceva che se cadevi nelle sue querele perdevi e ci rimettevi soldi.

Ma la realtà è ben diversa e ci meraviglia che una persona di una certa cultura, e certamente Moresco conosce le problematiche, vada ad infilarsi in queste situazioni.

Ha appena perso la causa intentata contro F.P., marito e figli, Compagnia delle Mura ed il Comune di Marostica sul diritto di passaggio sul sentiero Valdibotte di uso pubblico da tempo immemore, in modo definitivo, con sentenza della Corte di Appello di Venezia. La Corte non solo ha ribadito quanto già affermato il 23 gennaio del 2013 dal Tribunale di Bassano sull’uso pubblico del sentiero, ma addirittura che il Trust Villa non può intentare la causa per difetto di titolarità. Cioè non è realmente in possesso del bene.
Che pasticcio, che perdita di tempo, che spreco di soldi, che rottura per normali cittadini coinvolti in simili ridicole faccende.

Anche perché Bruno Moresco aveva perso già il ricorso alla causa per la riformulazione dei beni ereditati intentata nel 1984 dalla sorella Carla Moresco per lo scioglimento della comunione ereditaria.

Infatti il Tribunale di Bassano nel 2002 aveva approvato lo scioglimento della comunione dei beni con relativa divisione in base alla consulenza tecnica. Bruno Moresco aveva fatto ricorso alla Corte di Appello di Venezia che, con sentenza del 28/02/2014, non accettava il ricorso individuando anche il fatto che il Trust non è dotato di personalità giuridica e che “viene anche assunto che nella determinazione dei conguagli si sarebbe determinata una lesione di valore di € 100.000 in danno di Giorgio Moresco”. Rilievo che viene fatto dalla Corte “anche se i due condividenti avevano chiesto di mantenere tra loro la comunione” utilizzando il Trust Villa. Giorgio Moresco intanto, muore, suicidandosi, nel 2011. La mamma, Giovanna Pedron, era già deceduta lasciando eredi i figli.

Infine la Corte Suprema di Cassazione a Roma rigettava definitivamente l’ulteriore ricorso di Bruno Moresco il 13 luglio 2016.

Riesce veramente difficile per un normale cittadino capire perché Bruno Moresco crei queste situazioni anche per lui dannose con un immane spreco di soldi per tutta l’attività che i tribunali sono costretti a fare.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica