marostica notizie

Latest Posts

GIORGIO GUIDA E FRANCESCA ORGANIZZATRICE PER IL GRUPPO DEL MERCOLEDI’

V__93BE

 

Non solo c’è l’impegno di Giorgio per scoprire sentieri nuovi e di Francesca per organizzare il tutto anche con la memorabile e costante sosta caffè. Quando c’è qualcosa di nuovo e un po’ più impegnativo c’è Giuliano, responsabile del Gruppo CAI Natura di Marostica che si aggrega e guida. E questo ogni mercoledì dell’anno estate ed inverno il gruppo si ritrova ogni mercoledì alle 8.30, col sole o la pioggia per esplorare a piedi i dintorni di Marostica. Tutti rigorosamente con 50 e più anni in tenuta escursionistica, forse con più donne che uomini. In tutto tra le 20 e le 30 persone ogni gita. Una volta al mese l’escursione supera le quattro ore con la sosta per il pranzo per lo più in un ristorante delle colline con prezzi operai e qualità da signori. E così si spazia da Mason a Conco, da San Michele a Rubbio, ma non mancano le gite lungo il Brenta o nel Feltrino. Ogni settimana una camminata diversa con nuovi sentieri sconosciuti ai non esperti e nascosti tra le siepi.

E’ la riscoperta della bellezza dei posti in cui viviamo che magari da più giovani non conosciamo per avventurarci in spedizioni in paesi lontani, senza conoscere che a due passi da casa abbiamo una natura ricca di animali, piante e fiori con anche delle località che vedono il ritorno dei vecchi abitanti con il restauro a regola d’arte delle vecchie case abbandonate.

Marostica è anche questo, da difendere.

XAUSA PIU’ BRAVO DI GASPAROTTO EX DG DELLA EX POPOLARE DI MAROSTICA?

WP_20160528_001

Si legge nella relazione di Bilancio 2015 della Banca Popolare – Volksbank nella parte SPONSORIZZAZIONI ED ELARGIZIONI : “…sostiene associazioni o iniziative coerentemente con un preciso piano marketing, allo scopo di raggiungere specifici obiettivi di immagine e/o commerciali. Le sponsorizzazioni promuovono l’immagine e la popolarità della Società, ma tendono anche a consolidare il legame con il cliente e rappresentano un mezzo strategico che agevola l’avvio di nuove relazioni.

Nel 2015 Banca Popolare – Volksbank ha investito complessivamente in sponsorizzazioni 655.462 Euro.

I settori che hanno beneficiato vanno dallo sport, alla cultura, al sociale alla formazione. Il sostegno alle sezioni giovanili delle associazioni sportive viene tenuto in particolare considerazione. Normalmente i contratti di sponsorizzazione hanno durata pluriennale e possono essere  rinnovati. Nel 2015 Banca Popolare – Volksbank ha sponsorizzato circa 145 associazioni. L’investimento è ricaduto per circa il 72,5% in attività sportive, mentre del restante 27,5% hanno beneficiato associazioni culturali, sociali ed ecologiste.

A questo importo va aggiunta la somma gestita direttamente dalle filiali a sostegno di iniziative locali di piccola/media entità. Nel 2015 tale importo è ammontato complessivamente a 350.000 Euro.

E’ ESATTAMENTE LA CIFRA ASSEGNATA ALLA COSI’ DETTA FONDAZIONE BANCA  POPOLARE DI MAROSTICA! Perché non viene specificato? Ed essendo tale importo nel paragrafo “sponsorizzazioni” dovrebbe intendersi che la destinazione dei fondi dovrebbe avere quell’indirizzo stabilito dal Consiglio di Amministrazione della Volksbank.

Proseguendo nella lettura del capitoletto abbiamo il successivo paragrafo elargizioni: ”Banca popolare – Volksbank sostiene il territorio anche mediante elargizioni, per sostenere le realtà meritevoli di supporto.. Di norma le elargizioni sono destinate a finalità di bene comune e possono anche essere indirizzate ad istituzioni culturali. Tradizionalmente la Società contatta direttamente le strutture locali destinatarie….Complessivamente nel 2015 le elargizioni sono state circa 342.000 Euro. Tra le istituzioni beneficiarie si registrano parrocchie, associazioni volontarie laiche ed istituzioni locali.”

Quindi il totale 655.000+342.000+350.000 = 1.347.000 Euro. I 350.000 Euro per Marostica corrispondono con precisione “teutonica” al peso della ex Popolare di Marostica nella Volksbank e cioè circa il 25%.

Ma la cifra di 350.000 Euro è lorda perché bisogna considerare i 50.000 Euro di costo della Fondazione con anche le retribuzioni dei vari Xausa, Cortese, Cuman…E quindi la % destinata alle iniziative sociali diminuisce a 300.000 Euro.

Ma quanto elargiva la ex Popolare di Marostica sotto l’ex direttore generale Gasparotto? L’unico dato disponibile è il bilancio 2012 in cui “l’Assemblea dei soci, per opere di assistenza e beneficenza, ha quindi messo a disposizione del Consiglio € 127.957 che si sono concretizzati in 663 erogazioni liberali”. Lo statuto della Marostica prevedeva di destinare nella ripartizione dell’utile “una quota non superiore al 6% da devolvere, ad insindacabile giudizio del Consiglio di Amministrazione, a scopo di beneficenza, assistenza e di pubblico interesse a favore dei territori serviti”. Ma nel 2012  la Banca registrava una perdita di 7 milioni e quindi non avrebbe potuto elargire alcuna somma. Infatti gli anni successivi, sempre in perdita, pur evidenziando un capitoletto “INIZIATIVE SOCIALI E MUTUALITA’”, non viene evidenziata alcuna cifra anche se sono elencate parecchie attività tra cui nel 2014 “La Banca ha contribuito alla realizzazione di un volume a cura di Roberto Xausa dal titolo”…Avvegnachè, Havendo ne li tempi andati…”

Nel 2012 la Volksbank aveva stanziato 706.000 € di cui 131.000€ per elargizioni, quasi la stessa cifra della generosissima Marostica che ripetiamo pesava un quarto della Volksbank.

Anche negli anni successivi la Volksbank mantiene più o meno stabile il totale: 752.000 € nel 2013, 770.000€ nel 2014, per arrivare, senza l’importo destinato a Marostica, a 997.000 € nel 2015 con quindi un incremento di ben del 29% sull’ultimo anno. Perché? Forse per mantenere la stessa % ponderata con Marostica?

Per concludere, con la cosiddetta Fondazione Banca Popolare di Marostica sembra che la Volksbank deroghi dalla sua specifica politica commerciale a sostegno del territorio finalizzata sul totale per il 66% nel 2015 (ma erano l’81% nel 2012) ad attività di sponsorizzazioni, soprattutto sportive, per dare forse il via ad una OPERA PIA dei secoli passati.

Sembra una gestione allegra (con i soldi dei Soci) a fronte di una situazione di bilancio che richiede la massima attenzione evidenziando la Volksbank un ROE del 3,5% rispetto ad un ottimale 8% e un texas ratio (crediti deteriorati netti/patrimonio netto tangibile) del 96% rispetto ad un accettabile 57% del 2014.

 

Alessandro Morello

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

AI CAPITELLI SPECULAZIONE EDILIZIA E SAGA FAMILIARE

cap

 

Quante volte siete andati ai Capitelli per l’ottima tagliata ed i fagioli con la salsa? Ma adesso non si può più parcheggiare sul terrapieno davanti e restare estasiati dal magnifico paesaggio.
E’ in costruzione un incredibile albergo proprio sul terrapieno-piazzale per soddisfare delle esigenze familiari, che possiamo anche definire come saga, perché c’è dietro una storia.
Il paesaggio viene ancora deturpato. Ma non sarebbe stato economicamente più vantaggioso fare un caffè ristorante all’aperto con pergolato senza alcuna costruzione e magari ristrutturando le abitazioni diroccate intorno, creando una specie di agorà con il Santuario?
Pare che non si sia ancora compreso che i turisti vengono a Marostica non per le camere in più, che ci sono già a sufficienza, ma per il paesaggio. Ci sono tra l’altro delle belle ristrutturazioni di case effettuate sulla montagna fino a Conco. La maggior parte degli interventi sono espressione di civiltà e rispetto ambientale.
E’ bastato poi mettere della cartellonistica per aumentare gli escursionisti per i sentieri. Ci sono ancora tanti sentieri belli, nascosti e non segnalati. Valorizziamo anche quelli con tante segnalazioni.
C’è chi scrive: “ Io penso invece che un albergo a Capitelli renderà più vivace il posto più frequentato e conosciuto magari molti pernotteranno per le feste del santuario, ci sarà più spazio un giardino composto e parcheggio, molte cose che ora non ci sono! E sopratutto qualche posto di lavoro per chi ne ha bisogno……con i tempi che corrono io penso che chi ha intrapreso questo progetto sia oggi un coraggioso da lodare…….”.
Non scherziamo era una bellissimo posto paesaggistico e le case in collina sono sempre state costruita addossate alla montagna….con il terrapieno davanti a mo’ di piazzale. Che saggi i nostri vecchi!
E poi che sia un affare è tutto da dimostrare con le tendenze di mercato in essere per alberghi isolati.
Ci sono già nei dintorni di Marostica casi clamorosi di flop alberghieri.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

MINACCIA ANCHE ALLA LIBERTA’ DI INFORMAZIONE ED OPINIONE

B3

Riceviamo e pubblichiamo la e mail ricevuta dal Rag. Gianni Scettro:

“Grazie per i suggerimenti ma mi permetto di sottolineare che gli aspetti da Lei toccati sono espressi a pagina 2 punto 2.

Tutti abbiamo sempre qualcosa da imparare, nel mio caso penso che dopo 30 anni che partecipo a consigli di amministrazione di aziende, banche, cooperative, soprattutto di credito, si possa acquisire anche un po’ di esperienza aziendale.

I giudizi e soprattutto i commenti sui sindaci “farlocchi” e meglio non farli, ma soprattutto prima di farli conoscere la realtà.

Lei invece che è revisore contabile e che cita gli articoli del codice civile quali incarichi ricopre?

Analizzerò assieme agli altri sindaci le azioni da intraprendere per salvaguardare la nostra immagine”.

 

Ecco l’articolo completo pubblicato su Facebook.

APPLICATA L’OFFERTA 2 X 1 PER I  SINDACI  DELLA COOPERATIVA DEI CONSUMATORI.   MA CHI SONO?

Sinceramente viene un dubbio. Ma Scomazzon, per 24 anni presidente della Cooperativa dei Consumatori di Marostica, ha le capacità e le competenze per dirigere un’Assemblea della Cooperativa che avendo capitale sopra il milione di euro va gestita con le procedure formali ed i regolamenti di una SpA soprattutto in presenza di proposte e candidature nuove o è tutta solo una storia di cordate politiche ed elezioni “farlocche” per il potere?

Come si può dare per scontata la conferma del Collegio Sindacale senza passare per candidati alternativi e votazione con schede come per il Consiglio? Cioè si è votato il nuovo Consiglio e si è accettato in regalo la riconferma del vecchio Collegio Sindacale. Voti uno e prendi due. Inimmaginabile in qualsiasi Assemblea Sociale. Ma questo è accaduto alla Cooperativa dei Consumatori di Marostica.

E chi sono i Sindaci “farlocchi”:

Scettro Gianni, ragioniere, consigliere comunale ed ex Sindaco della città. E’ Presidente del Collegio. Sembra non avere esperienza aziendale, solo contabile.

Crestani Alferio, laureato in economia, ha perso il contatto con la realtà aziendale.

Franco Gera, ragioniere, è l’unico con completa capacità professionale. Probabilmente si trova in minoranza nel Collegio Sindacale.

Il Collegio dei Sindaci attuale produce relazioni “copia ed incolla” senza approfondire e chiarire l’organizzazione ed i dati aziendali. Soprattutto non dimostra di conoscere il Codice Civile che nell’art.2403, Doveri del Collegio Sindacale così recita:

“1. Il Collegio Sindacale vigila sull’osservazione della legge e dello statuto, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione ed in particolare sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile adottato dalla società e sul suo corretto funzionamento.

  1. Esercita inoltre il controllo contabile nel caso previsto dall’art. 2409-bis, terzo comma.”

Nella relazione dei Sindaci non c’è alcuna considerazione sull’adeguatezza organizzativa, amministrativa e contabile per la tutela dei Soci della Cooperativa.

Teniamo conto inoltre anche che in assenza di una Commissione Elettorale con relativo regolamento per la validazione delle candidature ed il regolare svolgimento delle elezioni (Scomazzon ha nominato un suo uomo a Presidente dello scrutinio silurando il giorno prima chi lo aveva sempre fatto con imparzialità, solo perché aveva espresso dubbi sulla ricandidatura di Scomazzon), tali compiti spetterebbero ai Sindaci assieme a quelli dei Probiviri, per dirimere eventuali controversie minori.

 

Alessandro Morello

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

 

N.B.: Morello è laureato in Chimica industriale, Diploma in Organizzazione Aziendale Cuoa con tesi su “Analisi economico finanziaria di una cooperativa operante nell’edilizia” con il Prof. Giorgio Brunetti (controllo di gestione). E’ stato responsabile delle Coop Industriali nel Veneto e nel Consiglio Generale di Legacoop a Roma, amministratore delegato di Fujifilm Italia, direttore generale per Sennheiser Italia e altri brand esteri, amministratore della Cooperativa dei Consumatori (cacciato per le cose fatte e proposte), docente all’Università degli Studi di Udine, è coordinatore dell’Osservatorio Economico Sociale di Marostica ed è revisore contabile. Appassionato di legalità ed onestà.

IL RISPARMIO DEI SOCI SALVA COOP ADRIATICA

b2

 

Si stanno svolgendo nel mese di maggio in Veneto (per la nostra zona a Pove del Grappa il 27 maggio alle ore 20.30 presso la Sala Polivalente Comunale) le assemblee di bilancio della grande Coop Adriatica con oltre 1,2 milioni di Soci. Ma saranno le ultime perché dal 1° gennaio 2016 è in atto la fusione con Coop Consumatori Nordest e Coop Estense con la formazione di Coop Alleanza 3.0, una Super Coop con 4,2 miliardi di euro di fatturato ed i Soci quasi triplicati.

Ma qual è la situazione di bilancio di Coop Adriatica nel 2015?

I ricavi ammontano a 2.023 milioni in flessione dell’1,6% rispetto al 2014, dovuta principalmente alla crisi degli ipermercati. Il problema è la redditività delle vendite che registra una perdita tra ricavi e costi di produzione di ben 21 milioni rispetto ad una perdita di 6 milioni nel 2014. Una perdita quindi dell’1% rispetto ad un normale utile netto positivo del 2-3% di aziende similari con punte del 4% di Esselunga. Dicono nella relazione di bilancio che la perdita è dovuta ad un riposizionamento dei prezzi in basso, in realtà, se guardiamo bene, per costi di struttura enormi e fuori linea.

Ma ecco la bacchetta magica che porta in utile la Coop: i proventi finanziari in particolare il risparmio sociale. I Soci hanno versato ben 2.265 milioni di euro in cooperativa, che li ha remunerati all’1,7% lordo (era l’1,9% nel 2014) pari a 37 milioni. Ma alla Cooperativa l’investimento finanziario dei soldi dei Soci non rende meno del 4% anche se è difficile l’esatta estrapolazione. Rende quindi come un normale fondo bilanciato obbligazionario. Il totale dei proventi finanziari ammonta al netto dei 37 milioni pagati ai Soci prestatori la ragguardevole cifra di 136 milioni. La legge prevede che il risparmio sociale può essere remunerato 2 punti in più dei buoni postali decennali. Quindi potrebbe essere remunerato benissimo sopra il 3%.

Ma ciò non e possibile perché occorre coprire perdite finanziarie per 75 milioni (c’è anche la Popolare di Vicenza?) e i 21 milioni della gestione ordinaria. Poi bisogna dimostrare che si è bravi con un po’ di utile netto pari a 35 milioni. Ma è un utile non commerciale e “preso” dal risparmio dei Soci.

Ovviamente, data la situazione, anche il ristorno ai Soci è un sogno.

 

Adesso c’è Coop Alleanza 3.0. Ci auguriamo che non sia un’alleanza di perdite perché il bilancio aggregato 2015  delle tre cooperative chiude con un fatturato di 4.169 milioni con una perdita della gestione commerciale di 58 milioni ed un utile netto totale con la gestione finanziaria di soli 4 milioni: una miseria.

C’è veramente da mettersi le mani nei capelli e correre a ristrutturare un realtà cooperativa che non può essere gestita in questo modo.

 

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

UNA BIBLIOTECA DA RILANCIARE

b1

 

La biblioteca di Marostica è una delle istituzioni più importanti della città. Vi fanno riferimento tutte le Associazioni che aderiscono alla Consulta del Territorio di Marostica. Vi opera al suo interno l’Associazione dei Volontari della Biblioteca. Molte biblioteche più che dei Volontari la chiamano degli Amici.

E’ costituito su delibera del Consiglio Comunale il Comitato della Biblioteca composto di sette membri ed integrato con voto consultivo da 2 rappresentanti della Consulta fra le Associazioni Culturali del territorio, 1 rappresentante del Consiglio di Istituto del “Dalle Laste” di Marostica, 1 rappresentante del Consiglio di Istituto “P.M. Pozza” di Lusiana, per la sezione staccata di Crosara ed infine 2 rappresentanti dell’Associazione Volontari della Biblioteca.

La biblioteca è un momento importante di riferimento non solo per le varie Associazioni, ma anche per gli studenti che trovano lo spazio per studiare e i cittadini di tutte le età per leggere i giornali e le riviste e perché no per ritrovarsi in un ambiente che non sia il bar.

Stanno arrivando tutte le riviste previste dopo mesi di totale assenza e questo è stato un fatto molto grave per una biblioteca.

Inoltre si è attivato un importante aggiornamento informatico per cui i libri possono essere prenotati anche da casa nell’ambito del servizio provinciale on line.

Leggiamo inoltre su Cultura Marostica che è partito un servizio su Facebook. Il problema è che pochi sanno il nome della biblioteca e quindi, come gli altri Comuni, la pagina andava nominata come “Biblioteca Marostica” e non “Biblioteca Civica Pietro Regazzoni” che pochissimi conoscono. Questo è un grosso problema di comunicazione.

Ma c’è anche una mancanza di programmazione continuativa dell’attività della Biblioteca stessa. E’ indispensabile che una biblioteca abbia un’attività scadenzata di presentazione dei libri con possibilmente gli autori. Dovrebbe per esempio essere una scadenza fissa il mercoledì alle 18.00. E questo al di fuori di una logica puramente commerciale, ma culturale. Stanno uscendo per esempio dei libri molto interessanti sulla storia del secolo scorso o sulle problematiche religiose su cui oggi ci si scontra.

Per ora l’attività dei Volontari è limitata a garantire la fruizione della Biblioteca alla domenica, ma con l’apporto di nuove adesioni e sistemando il vecchio statuto, potrebbe gestire ulteriori attività. Come appunto la presentazione dei libri. Occorre far funzionare gli organismi e promuovere delle attività che diano entusiasmo e soddisfazione ai promotori e partecipanti.

CONVEGNI INUTILI SE POI MANCANO LE DECISIONI E GLI AVVOCATI GIUSTI

m7

 

Oltre anno fa si è svolto un interessante convegno “Marostica centro storico di interesse pubblico” promosso dall’Amministrazione Comunale. E’ stato finalmente chiarito con l’intervento del direttore generale dei Beni Culturali e Paesaggistici del Veneto e dalla documentazione citata dal prof. Mario Scuro che mura e torri sono di proprietà demaniale e prese in consegna dal 1910 dal Comune di Marostica “per la vigilanza e la custodia della loro conservazione”. Le torri nel tempo sono state occupate da alcuni abitanti nel disinteresse generale della comunità, allora estranea ad una valorizzazione storico-monumentale. Ma essendo proprietà dello Stato non possono essere soggette ad usucapione (diritto di proprietà dopo 20 anni di possesso) e quindi sono ancora oggi proprietà statale.

A questo punto dato il processo di restauro in essere (circa 10 milioni di euro) ed il valore turistico assunto da Marostica, una delle poche città murate rimasta intatta, è richiesto un intervento deciso dell’Amministrazione Comunale. Ma il Comune cosa fa? Tergiversa ed affida al prof. Scuro una nuova ricerca.

Ma un “proprietario” qualsiasi o come nel caso del Comune di Marostica che ha in gestione dallo Stato mura e torri, cosa dovrebbe fare? La prassi normale è quella di rivolgersi ad un avvocato per chiarire la situazione con coloro che occupano abusivamente le torri formalizzando un contratto o decidendo altro uso delle torri pensando allo sviluppo turistico. Un Sindaco competente deve però scegliere un avvocato possibilmente di Milano, perché mai un avvocato locale si impegnerà positivamente in una causa contro persone che possono mettere a rischio la sua possibilità di lavorare a Marostica e dintorni nel futuro. Ma la gestione pubblica non vuole decidere ed ha paura ad assumersi le responsabilità della gestione dei beni della comunità e quindi tergiversa con nuova pseudo ricerca sulla “proprietà” delle torri per rinviare nei secoli futuri ogni decisione e così i marosticensi pagano anche convegni che poi non danno seguito a fatti concreti.

CHI SONO GLI AMMINISTRATORI “FARLOCCHI” DELLA COOPERATIVA DEI CONSUMATORI DI MAROSTICA?

m6

 

L’assemblea di nomina degli amministratori della Cooperativa dei Consumatori di Marostica si è svolta in modo totalmente irregolare e si è impedita la presentazione e discussione del programma da parte dei candidati. La lista Scomazzon/Bertazzo si era già eletta fuori dall’assemblea e quindi non serviva discutere. Per questo gli amministratori sono “farlocchi”. Vediamo chi sono i vari personaggi:

Scomazzon Luigi: da ventiquattro anni presidente, si è rieletto con un altro mandato triennale. Pensionato ex sindacalista della ex Belfe, batte Kim Jong–il, il Caro Leader della Corea del Nord, per durata del mandato.

Consolaro Pierluigi: eterno vice presidente, ex Banca Popolare di Marostica salvato dalla Volksbank. Non è noto il suo curriculum.

Capuzzo Antonio: laureato in legge, assessore al lavori pubblici, ex Popolare di Marostica salvato dalla Volksbank. E’ al terzo mandato come amministratore.

Bertazzo Luca: si è fatto eleggere dal papà Alcide, noto ex sindaco cementificatore della ex stupenda Marostica e instancabile costruttore delle trame politiche della città. Peccato che non si sia accorto che la ex Banca Popolare di Marostica stava fallendo, ma come è noto i politici non sanno che il vero padrone dell’economia è il Mercato. Di Luca sono in corso ricerche per il curriculum.

Agnolin Guido: eterno consigliere, è un noto infermiere.

Dinale Giuseppe: al secondo mandato, si sa che è geometra, ma nulla di più.

Morello Elisa: commessa, è dipendente della Cooperativa e le piace essere, contro ogni regola etica, controllore come amministratore e controllata come dipendente.

Parise Alberto: laureato in economia, al terzo mandato, ex Popolare Marostica salvato dalla Volksbank sembra essere collegato a Bertacco, ex consigliere comunale bivalente, di maggioranza e minoranza, ex consigliere della Popolare di Marostica e oggi consigliere della Volksbank. In dote ha portato il buco della Madonna della ex Popolare di Marostica. I sudtirolesi sembrano un po’ incazzati in quanto recentemente hanno dovuto ricapitalizzare.

Barausse Alessandro: sconosciuto. Siamo in attesa del curriculum.

Meneghin Giovanni: eterno consigliere, ex consigliere comunale, pensionato.

Pellizzer M. Patrizio: sconosciuto. Siamo in attesa del curriculum.

 

Nota bene. La presentazione del curriculum per i candidati consiglieri è obbligatoria a norma del regolamento della Cooperativa dei Consumatori.

INTERVENTO ALL’ASSEMBLEA DI BILANCIO DELLA COOPERATIVA DEI CONSUMATORI DI MAROSTICA

m5

 

Cari Soci,

secondo l’articolo 2364 del codice civile, comma 2, il bilancio va depositato presso la Sede Sociale 15 giorni prima dell’Assemblea per permettere ai Soci, con ragionevole anticipo, di raccogliere ed esaminare le informazioni tese alla formulazione di un voto consapevole in Assemblea. Questa possibilità importante per i Soci è stata omessa nella lettera per l’Assemblea. Ho ritirato la copia del bilancio conoscendo il codice civile.

Ritengo che il primo presidente della Cooperativa, Prof. Aliprando Franceschetti, abbia sempre comunicato correttamente questo diritto dei Soci.

A pag 1 della relazione al bilancio 2015 viene detto che Coop nazionale ristorna una parte dell’avanzo di gestione. Non è corretto altrimenti pagherebbe le tasse se fosse un avanzo di gestione. Per la precisione è lo sconto commerciale differito che i fornitori di Coop nazionale danno a Coop nazionale, grazie al consistente ammontare degli acquisti. Questo premio che si aggira sul 10% degli acquisti viene girato in base ai suoi acquisti a Coop dei Consumatori. In valore assoluto dovrebbe aver superato nel 2015 il milione di euro. Grazie a questo Coop dei Consumatori ha utile e può fare ristorno ai Soci. Veramente quindi un grazie alla forza del sistema Coop nazionale.

La % di utile sul fatturato è sostanzialmente costante, come il ristorno, negli ultimi 5 anni.

Utile/vendite = 1,8% netto

Ristorno ai Soci = 2,6% lordo

Utile/capitale netto = 7,51% in ripresa dopo il calo al 5,21 – 5,39% nel 2014 e 2013. Questo indice dovrebbe essere intorno all’8% come era negli anni 2012 e 2011 e indica la possibilità di Coop di fare investimenti.

La stabilità degli indici significa che a fronte di una ulteriore crescita di Soci e quindi di fatturato (+8,77% nel 2015 rispetto al 2014) non ci sono ulteriori risparmi in termini di assorbimento dei costi di struttura. Cioè la Cooperativa cresce senza guadagnare di più in termini %. A questo punto risulta imperativa la valutazione se è opportuno crescere ancora con altri punti vendita. Più la cooperativa aumenta il numero di soci, meno i soci potranno partecipare direttamente, che è il grande problema delle Cooperative con milioni di Soci.

Con quasi 10.000 Soci occorre fermarsi e pensare veramente a sviluppare la partecipazione reale ed ulteriori servizi per i Soci. Questa valutazione strategica spetta all’Assemblea dei Soci e non al Consiglio di Amministrazione, come fatto finora perché la Cooperativa non è un SpA con il capitale maggioritario in Consiglio..

Andrebbe inoltre sempre precisato che i prezzi di vendita (e quindi i margini) non sono fatti ai clienti/Soci da Coop Marostica, ma da Coop Adriatica perché è ovvio che Coop nel suo insieme deve avere dei prezzi omogenei sul mercato. Certo c’è sempre la libertà di decisione di Coop Marostica.

E le promozioni pure. La maggior parte delle promozioni vengono da Coop nazionale, c’è solo da cambiare l’etichetta e mettere Coop dei Consumatori. E conviene farle perché sono sostenute da pubblicità nazionale che Coop Marostica non paga o diciamo paga nei prezzi di acquisto dei prodotti a marchio Coop.

Quello che conta è un serio e efficiente ufficio amministrativo che sappia gestire il tutto. E qui faccio sinceramente i migliori complimenti al personale.

Poi occorre che i dipendenti sappiano gestire bene i punti vendita e siano bravi nella comunicazione con i clienti/Soci. Anche in questo caso tanti complimenti.

Probabilmente per il personale in generale c’è  la comprensione di avere un eccellente posto di lavoro e che vale la pena impegnarsi per difenderlo.

Altro problema. Il nuovo punto vendita di Sarcedo di 800 metri quadrati, deciso dal Consiglio di Amministrazione senza informare preventivamente i Soci, è a 3 km da Breganze e avrà un fatturato annuo oggi prevedibile in 4-5 milioni. Subito il medio-piccolo punto vendita di Breganze ne ha risentito con un -4% di vendite. Che significato assume a questo punto l’investimento di proprietà previsto di 800 metri quadri a Breganze? E’ ancora compatibile? Ricordo che il terreno è costato 1,5 milioni di euro. Forse si può considerare una parziale diversificazione dell’investimento in un Centro Salute e Benessere per i Soci in accordo con Unipol la grande compagnia assicurativa delle Coop.

Infine mi stupisce che i Sindaci non rilevino il fatto che l’attuale Presidente è in carica da ben 24 anni e altri amministratori da più di tre mandati. L’alternanza delle cariche è un fatto reale di controllo di una Società tant’è che il limite massimo previsto nei regolamenti delle cooperative è di tre mandati consecutivi, quindi nove anni. Qui è interessante sapere che la modifica proposta nel codice civile nel gennaio 2003 prevedeva l’obbligatorietà dei tre mandati. Nel dicembre 2004 la modifica è stata cancellata per l’ovvio intervento dei padroni delle Banche Popolari, Zonin in testa, che avrebbero perso la sedia, come gli amministratori eterni della Banca Popolare di Marostica. Forse oggi non avremmo un cumulo di macerie, come possono testimoniare tre ex dipendenti della Popolare Capuzzo, Consolaro e Parise.

Quindi se le associazioni cooperative dicono massimo 3 mandati consecutivi per gli amministratori per una corretta gestione, partecipazione e controllo,
anche la Cooperativa dei Consumatori di Marostica deve rispettare le regole altrimenti è fuori dal sistema Coop.

Alessandro Morello

Revisore contabile iscritto all’Albo Nazionale

Marostica, 28 aprile 2016