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SINDACO E VICE DI MAROSTICA VOLANO IN CINA PER TRE GIORNI NON PER MAO TZE TUNG, MA A FARE CHE E A SPESE DI CHI?

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“Il confronto aiuta sempre a crescere”. Con questo spirito il sindaco di Marostica Marica Dalla Valle e l’assessore al turismo Simone Mattesco hanno accettato l’invito della provincia cinese dell’Henan (Cina Centrale) al Mayor’s forum on tourism, che si è svolto nella città di Zengzhou con la partecipazione della World Tourism Organization. Ma realmente di cosa si tratta? I cinesi organizzano l’evento ogni due anni sempre a Zengzhou, invitando sindaci e amministratori di 80 nazioni sempre diversi ogni anno. Però non è per promuovere il turismo anche in Italia come afferma il sindaco di Marostica, ma piuttosto il contrario.

Zhengzhou è un grande città capitale della provincia di Henan con una storia millenaria essendo stata fondata oltre 10.000 anni fa. “Precedentemente era conosciuta con il nome di Zhengxian. La sua prefettura si estende su una superficie di 7.446,2 km² e possiede una popolazione di 7.243.000 abitanti. L’area urbana della città invece si estende su una superficie di 1.010,3 km² con 4.362.000 abitanti con una densità di oltre 4.318 abitanti per km². Si tratta di una città industriale dalle strade che si intersecano perpendicolarmente e due grandi parchi situati nella zona centrale, e recentemente vi è stato costruito un parco hi-tech nella zona nord. La città si trova a circa 700 km da Pechino e a 1000 da Shanghai, raggiungibili attraverso il sistema di ferrovie (treno ad altissima velocità) di cui Zhengzhou è un nodo importante nella regione” ( da Wikipedia).

“La delegazione italiana era composta da 14 comuni che rappresentavano tutta la Penisola” commenta l’assessore al turismo Simone Mattesco “Il confronto con i colleghi amministratori di Austria, Polonia, Repubblica Ceca, Nuova Zelanda, Australia e Cina, solo per citarne alcuni, è stato costruttivo e positivo. Abbiamo inoltre instaurato relazioni e rapporti con i comuni che facevano parte della delegazione italiana”. E continua: “Da sempre sosteniamo che fare rete è la strada maestra per crescere e la vivacità e le intuizioni dei nostri colleghi in campo turistico potranno aiutare anche Marostica ad avere una visione più ampia sul tema e sulla promozione”.

D’altra parte come dice l’assessore al turismo di Firenze, Cristina Giachi, è una missione a costo zero per l’Amministrazione comunale visto che le spese sono a carico del China National Tourism Administration the People’s Government of Henan Province. Il ruolo di capo e portavoce della delegazione italiana di 28 componenti è stato affidato a Stefano Balloch sindaco di Cividale che è intervenuto parlando del legame della città come location cinematografica collegata al turismo.

Insomma pagano i cinesi i giorni di soggiorno e anche il viaggio aereo. I giorni attivi sono stati due: uno dedicato alla visita della città e dintorni e uno di convegno con le relazioni. Siccome i cinesi non sono ingenui mecenati, perché lo fanno? Si tratta solo di un modo per i cinesi di presentare come le città di tutto il mondo si muovono nel valorizzare la loro storia e i loro beni culturali con dei relatori diversi ogni due anni a rimborso spese?

 Il vero fine è invece un altro!

Lo scopo è soprattutto, in modo molto abile e geniale, di promuovere la loro città turisticamente attraverso un’azione di pubbliche relazioni con comunicati stampa sull’evento che girano in tutto il mondo, cosa che valorizzata come pubblicità rientra alla grande nei costi sostenuti. E’ una importante attività di pubbliche relazioni con un grande ritorno di comunicazione. Quanto costerebbe una campagna pubblicitaria classica coinvolgendo 80 paesi?

La città cinese ha infatti il riconoscimento governativo di “Excellent Tourism City”, “Optimal Conference and Exhibition City”, “National Competitive City” e “National Cultural City”.

Quindi mica fessi questi cinesi! Altro che andare a cercare turisti per Marostica in Cina! Speriamo che i nostri non si siano accontentati di essersi fatti solo un bel viaggetto gratis grazie alla notorietà di Marostica, ma riflettano di come, per esempio, a Marostica potrebbe essere valorizzato il nostro Prospero Alpini attraverso una settimana europea del caffè coinvolgendo in pieno le attività commerciali locali e regionali, dato che il nostro concittadino lo fece conoscere nel 1592 agli europei.

Dobbiamo aspettare  sindaco e vice cinesi?

Da noi manca la visione e la conoscenza del valore del fare bene il marketing, perché quasi tutto viene buttato in “politica” e quindi solo in visibilità personale.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

RICHIESTA DI VERIFICA PATRIMONIALE A SCOMAZZON

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Luigi Scomazzon da 24+3 anni (con la rinomina) presidente della Cooperativa dei Consumatori di Marostica deve mostrare le carte. Perché due sono i principi per un corretto funzionamento di una cooperativa (ma anche di qualsiasi azienda con più soci):
 una buona organizzazione con i vari responsabili capaci, altrimenti vanno cambiati

 presidente e consiglieri in grado di assumere dipendenti validi ed affidabili per il buon funzionamento dell’azienda e garanzia per i Soci che tutto si svolga regolarmente.

Uno dei cardini di un effettivo controllo da parte dei Soci della cooperativa è il limite del mandato dei consiglieri e del Presidente. Non ci deve essere il minimo dubbio sul comportamento corretto ed onesto del consiglio di amministrazione e soprattutto del presidente (avendo le deleghe della società) e questo è garantito con elevata probabilità se il mandato non supera i nove anni. Tutte le cooperative (e casse rurali) applicano questa regola che permette non solo la verifica di ciò che è stato fatto, ma anche innesta un processo positivo di ricerca delle persone valide tra i Soci per ricoprire il mandato di consigliere o presidente.
Una situazione bloccata come quella della Cooperativa dei Consumatori di Marostica con il presidente ed alcuni fidati consiglieri a nomina “eterna”, non induce a sonni tranquilli, ma è molto preoccupante. Crea una situazione pericolosa, per non dire mafiosa, per cui non contano le idee e le capacità dei consiglieri ma il clan di appartenenza. Ed infatti la rinomina avviene al di fuori dell’assemblea con cordate precostituite, enormemente facilitate anche dal controllo organizzativo
dell’azienda e dalla complicità dei dipendenti. “Ma la cooperativa è in utile con Scomazzon” dicono alcuni soci che non si pongono il problema del ricambio e che non pensano che c’è tanta gente migliore di Scomazzon in grado di migliorare
ulteriormente la gestione della cooperativa. La cooperativa è in utile perché ha una organizzazione, indipendentemente da Scomazzon ed è aiutata da Coop nazionale. Certo che l’immagine attuale di Scomazzon è di “boss” della Cooperativa completamente al di fuori dei principi della cooperazione e assolutamente negativa in termini di esempio.
E chi scrive ha un’esperienza diretta aziendale. Spesso ruotando nelle mansioni i responsabili ho scoperto comportamenti illeciti per cui ho dovuto licenziare e denunciare. Il più comune comportamento illecito sono le “stecche” dai fornitori. Le aziende con fabbriche indipendenti non mantengono in carica il responsabile per più di sei-nove anni per evitare il rischio di intrallazzi, ma ruotano i responsabili o cambiano le mansioni.
E’ a questo punto che i sindaci della cooperativa a norma del codice civile dovrebbero effettuare una verifica patrimoniale a Scomazzon in modo di capire se la gestione della cooperativa è sempre stata corretta o abbia portato allo sviluppo di vantaggi personali.
La democrazia è anche controllo e non delega illimitata. La ignobile fine delle Popolare di Marostica, della Popolare di Vicenza e di Veneto Banca qualcosa dovrebbe insegnare.
Osservatorio Economico Sociale di Marostica

 

 

RUBARE AI POVERI: IL PASSATO DEL FASCISMO E’ IL PRESENTE DELLA POPOLARE DI VICENZA DI ZONIN

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L’UNIVERSITÀ DEGLI ADULTI DI MAROSTICA HA SVOLTO UNA RICERCA SUL FASCISMO. RIPORTIAMO LA TESTIMONIANZA DI GIORGIO VIVIAN ALLORA BAMBINO.

“Eravamo nell’ottobre del 1944. Mi ricordo perché le tre famiglie (due Vivian ed una Crestani che usavamo insieme la grande corte dei Berna di circa duemila metri quadri) avevamo in quel giorno accatastato il legname tagliato nella campagna, appena diviso in due mucchi, quello in ordine con i tronchi scortecciati per travature, tavole o sostegni di filari di viti e il mucchio da tagliare a misura per le stufe e cucine economiche.
Abbiamo sentito il portone ovest che si apriva e si presentarono tre uomini, uno vestito bene con il cappello e un metro rigido in mano e due manovali. Senza salutare e con decisione sono andati verso il mucchio di legname da opera, uno misurava gli altri spostavano dei tronchi: i nostri uomini restarono fermi, sapevano che i gerarchi erano abituati a requisire quanto e come volevano.
Abbiamo sentito arrivare un autocarro, era stato pure requisito, e altri due uomini si avvicinarono al mucchio e cominciarono a caricare i tronchi scelti dal primo gruppo. Il tutto sarà durato una decina di minuti e poi sono ripartiti come fosse loro tutto dovuto. Senza proferire parola un po’ tutti siamo andati verso il portone, io vicino a mio papà seguivo la situazione e percepivo la costernazione dei tre capifamiglia.
Mentre si stava chiudendo il grande portone arrivò una grande vettura nera con i parafanghi esterni anteriori sui quali erano sdraiati due uomini, con fucile e braccio e gomiti sulle sommità dei parafanghi, entro i due alti specchietti retrovisori, fissati sull’esterno dei parafanghi, e con le gambe allungate sui predellini della portiera. E’ sceso il passeggero, ha salutato con un gesto, ha dato un’occhiata alla corte senza entrarci. Nel frattempo un militare è sceso dal parafango, senza entrare, e l’auto si è girata. Il signore (ho saputo poi che era un gerarca) è risalito e sul parafango anche il militare. Con curiosità ho visto che i montanti degli specchietti retrovisori fungevano da appoggio e sicurezza per i due militari sdraiati sui parafanghi. L’auto è ripartita. Nessuno dei tre capifamiglia ha parlato ed il gruppo si è sciolto rientrando nelle rispettive abitazioni.
Avevo assistito ad una requisizione. Ho saputo poi che era normalità in quel momento per qualsiasi merce, anche animale, che il gerarca e i suoi accoliti ritenessero opportuno. I palazzi a loro riservati erano pieni di tali requisizioni. Seppur bambino fin dall’inizio del fatto sopra descritto ho percepito chiaramente l’annichilimento dei grandi presenti. Con la manina sinistra ho serrato la cucitura del pantalone destro del mio vicino papà e non l’ho più mollata fino al rientro nella nostra casa e, alla
fine di quanto accaduto, nessuno nella contrada ha mai più parlato di quanto successo, nemmeno io, fino ad oggi”.

LA CRISI DELLA VOLKSBANK. SI RIPETE LA STORIA DELLA POPOLARE DI MAROSTICA?

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Sembrava fosse venuta la ricca banca dell’Alto Adige a salvare l’ormai quasi fallita Banca Popolare di Marostica, dandone una quotazione d’oro e un fondo annuale di beneficenza di 350.000 euro. Ma ora la Banca Popolare – Volksbank presenta una situazione di bilancio analoga a quella della Popolare di Marostica quattro anni fa. La storia sembra ripetersi con la visita ispettiva della Banca d’Italia che impone una perdita sui crediti deteriorati di 85 milioni con un bilancio semestrale che diventa in rosso di 30 milioni. La Volksbank comunica che l’utile, anche se inferiore a quello del 2015, sarà recuperato nel secondo semestre. Ma il presente è certo, il futuro incerto.

C’è quindi un problema analogo a quello che si presentò alla Popolare di Marostica: l’ammontare dei crediti deteriorati che in pratica sono quasi uguali al capitale netto. A febbraio 2016 scrivevamo analizzando la bozza di bilancio: “l’ammontare dei crediti deteriorati netti a fine dicembre 2015 è pari a 628 milioni quando un anno prima era 344. Quindi ben 284 milioni di euro in più, grazie soprattutto all’apporto negativo di Marostica. Se poi facciamo la % sul capitale netto troviamo che incidenza dei crediti deteriorati netti è pari a circa il 98%, cioè quasi uguale al capitale netto. Una situazione un po’ pericolosa dato anche che il ROE non è elevato, pari al 3,5%”.
Poi c’è stato l’aumento di capitale per 100 milioni per riequilibrare parzialmente la situazione con però oggi la perdita semestrale di 30. Il problema reale è capire di quanto siano aumentati i crediti deteriorati al netto di quelli messi in perdita. A quando poi ammontino le sofferenze (crediti da situazioni di fallimento) e quindi le perdite future.Comunque la situazione sembra analoga alla prima ispezione della Banca d’Italia per la Popolare di Marostica in cui i crediti deteriorati risultavano essere intorno al 90% del capitale netto.
Se appunto, come si evidenzia viene meno una buona redditività ed il futuro del sistema bancario non sembra troppo promettente, è evidente che la Volksbank necessita di un aumento di capitale per rientrare in parametri di rischio accettabili ed avere un rapporto tra crediti deteriorati e capitale netto intorno al 50-60%, come aveva prima della fusione con la Popolare di Marostica.
L’aumento di capitale necessario sembra essere intorno ai 200-300 milioni. Ovvio che con i risultati in essere aver portato in Volksbank la Popolare di Marostica con le valutazioni date sembra essere stato un cattivo affare. Gli unici che se la ridono sono il trio “politico” Xausa, Cortese e Cuman che stanno facendo i magnifici dispensatori di prebende, al di fuori della politica aziendale evidenziata nella relazione al bilancio della banca altoatesina, e pure stipendiati dalla Volksbank con la così detta fondazione Banca Popolare di Marostica che forse dovrebbe anche prevedere, data la situazione, un intervento a
favore della Volksbank! Se si voleva fare un’azione sul territorio ex Popolare di Marostica bastava che la Volksbank assumesse un giovane e capace p.r. che elaborasse delle proposte in un’ottica di marketing aziendale e poi le sottoponesse direttamente alla direzione. E comunque a norma di statuto la beneficenza di una banca popolare va fatta con l’utile e non con le perdite.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

COOP COL “TRUCCO ROMANO”ALLA BIBLIOTECA DI MAROSTICA PER 194.500 EURO

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“L’importo a base di gara è pari ad € 194.500,00 per l’intero periodo – soggetto a ribasso, oltre ad € 2.000,00 per oneri della sicurezza NON soggetti a ribasso. La durata dell’appalto é stabilita dal 8 Agosto 2016 fino al 31 Dicembre 2018”. Questo dice la gara per la gestione del servizio bibliotecario e archivistico del comune di Marostica. Per 6.700 euro al mese il Comune di Marostica ha “sbolognato” la gestione della biblioteca ad una cooperativa esterna con la scusa che non ci sono i soldi per gestirla direttamente nel rispetto del patto di stabilità. Sono invece tutte balle per cittadini ritenuti stupidi!
E’ che a questo punto ci dovrebbe essere una società esterna, magari degli amici degli amici, che dovrà guadagnarci, e ci saranno degli addetti temporanei alla biblioteca sottopagati e quindi poco motivati e sempre pronti a cogliere altre migliori opportunità.
Tutto ciò è contro la legge che obbliga i Comuni anche per i servizi, come quelli bibliotecari, ad utilizzare il MEPA (Mercato Elettronico della Pubblica Istruzione), altrimenti si ricade nella logica del “sistema coop” di Roma mafia capitale, cioè delle gare indette e gestite dal singolo Comune.
Tra l’altro l’Assessore alla Cultura Serena Vivian, anche per problemi familiari, non è presente con continuità e non sembra brillare per gestione del suo assessorato; la presidente della biblioteca Elisa Geremia è una nomina politica alla sua prima esperienza di responsabilità diretta. E’ laureata “in Antropologia nel 2007 con una specializzazione in Antropologia del rischio, ha approfondito in particolar modo l’antropologia sociale, quella del paesaggio e la storia orale. Ha collaborato con
musei e fondazioni in veste di ricercatrice, catalogatrice e come segreteria organizzativa di eventi”.
Ci si augura che acquisisca esperienza. Ma ha vicino qualcuno in grado di fornire un tale supporto?
Sappiamo che a Cittadella la biblioteca è gestita con la massima efficienza da un direttore inquadrato al 7° livello con due dipendenti e l’aiuto di studenti stagisti. Ora si indebolisce ulteriormente la biblioteca di Marostica eliminando una figura dipendente chiave: il bibliotecario – capo progetto, punto di riferimento certo e memoria storica per una  biblioteca.
Gli altri seguono il vento della politica: oggi ci sono, domani non ci sono. Invece occorre formare, anche facendogli frequentare corsi specifici, un bibliotecario di livello con capacità culturale e progettuale alle dipendenze del Comune, magari inizialmente con un contratto a tempo determinato per valutarne le potenzialità. Se ci sono problemi di orari e aiuto alla gestione si deve rilanciare l’Associazione dei Volontari/Amici della biblioteca e dare entusiasmo a chi dà la propria disponibilità. Anche qui c’è la nomina politica del presidente Giovanni Pigatto, segretario dei locale PD che sembra addormentare tutto.
E la biblioteca va gestita nel suo insieme con il personale disponibile nella sede, incluso quello dell’Assessorato alla Cultura. In azienda si chiamerebbe centro di costo aziendale con attenta valutazione dei costi e dei risultati.
Ma a Marostica le decisioni della maggioranza sembrano totalmente improvvisate, con il sospetto che siano furbesche, senza specifiche competenze, per non parlare delle opposizioni: solo inutili chiacchiere senza alcun controllo sugli specifici atti dell’amministrazione e presentazione di alcun progetto specifico.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

 

 

 

INTERESSANTI, CHIARE ED ACCATTIVANTI LE PROMOZIONI CONAD

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Si vede dalle proposte che dietro a Conad c’è un interessante progetto di comunicazione e promozione commerciale. Anche a Marostica c’è l’insegna distributiva con la più forte crescita a livello nazionale ed al secondo posto con il 14% di quota di mercato subito dietro Coop al primo posto con il 16%. Dietro Conad di Marostica c’è il gruppo di negozianti DAO, cioè il Conad trentino ed è per questo che molti prodotti in vendita sono locali.
Comunque il cliente trova:

 prezzi interessanti con promozioni di prodotto con relativo volantino con durata di circa due settimane

 raccolta punti e con 500 punti un buono spesa di 5 euro

 libri scolastici per le medie inferiori e superiori con sconto del 25% in buono spesa

 dal 13 giugno al 25 settembre la collezione di oggetti di marca Kartell con i appositi bollini o punti

 inoltre Conad continua una interessante comunicazione televisiva.

Quando i Soci della cosiddetta “Cooperativa” dei Consumatori, troppo fedeli e tradizionalisti, si accorgeranno che tante cose sono migliori in Conad rispetto alla “Coop” Consumatori, ne vedremo di belle. La gara del mercato, sempre miglior giudice, è cominciata veramente. Metteremo anche a confronto Lidl e Prix, ma ricordiamo che sono un’altra categoria di supermercati rispetto a Conad e Coop: i discount.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

IL “BIDONE” EX AREA AZZOLIN RITORNA IN VOLKSBANK?

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Gli eredi dell’ex area Azzolin riuscirono a vendere abbastanza bene, ma non si conosce però esattamente la cifra che sembra essere stata intorno ai 3 milioni di euro, alla Banca Popolare di Marostica ai tempi della presidenza dell’ing. Sebastiano Petucco, interessato alla zona anche per la sua attività professionale, ovviamente senza porsi alcun problema di conflitto di interessi. Vendettero anche perché la zona è rigidamente controllata dalle Belle Arti che oltre al mantenimento della cubatura per eventuali restauri pongono rigorosi vincoli. Inoltre il Comune di Marostica era anche per la costruzione di un parcheggio sotterraneo. Quindi un intervento di restauro che richiedeva ingenti risorse al di fuori delle possibilità degli eredi. Defenestrato Petucco da presidente della Banca Popolare di Marostica, anche per la forte opposizione ad un presidente non troppo manleabile di Gasparotto già ai tempi direttore generale, quest’ultimo riuscì a vendere, forse suonando il flauto magico, ad un gruppo di privati, con capo cordata il marosticense Fabio Campagnolo, l’intera area sembra per ben 14 milioni di euro. Una cifra spropositata tenuto conto dell’investimento per il restauro con tutti i vincoli. Anche per
uno sceicco sarebbe stato un grosso investimento. Si è aggiunto poi il crollo del mercato immobiliare con l’evidente blocco di ogni iniziativa. Ma pare che la saga non sia finita. Infatti sembra che gli acquirenti, un po’ allocchi data la cifra esorbitante pagata, abbiano trovato un inghippo nel contratto di cessione per cui la Volksbank, subentrata alla Popolare di Marostica,
dovrebbe farsi carico del riacquisto o andare ad una onerosa transazione per dare un valore più reale all’ex area Azzolin. Un salasso non da poco, dati i tempi. E sembra che nessuno degli ex Popolare di Marostica abbia informato la Volksbank del rischio, tantomeno l’ex vice direttore Giovanni Polloniato licenziato a suo tempo da Gasparotto, sembra come capro espiatorio della supervalutazione della Banca di Treviso (con però una super liquidazione: più sbagli più sei pagato!) e che addirittura sembra fosse stato assunto come consulente dalla Volksbank, prima ovviamente che venisse fuori la faccenda e quindi avesse il benservito. Oltre al raddoppio dei crediti deteriorati rispetto alla previsione, quindi un altro “regalo” costoso
dalla Popolare di Marostica alla Volksbank, anche se per l’ultima vicenda c’è sempre la rivalsa su ex amministratori e ex sindaci della ex Popolare di Marostica e che tra poco con ogni probabilità saranno tutti nullatenenti dato che alcuni sembra stiano già vendendo le loro proprietà.

E la saga continua. Intanto la città di Marostica ha un’area in forte degrado all’interno del suo centro storico grazie anche alla lungimiranza dei vari ex Sindaci Zanforlin e Bertazzo che non seppero gestire in maniera pratica e professionale la ristrutturazione dell’area a vantaggio dei cittadini.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

L’ASSEMBLEA COOP ADRIATICA RISPETTA E REGALA MENTRE LA CONSUMATORI DI MAROSTICA PRENDE PER I FONDELLI

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All’assemblea di bilancio della Coop Adriatica/Alleanza 3.0 sembrava di essere in un altro mondo rispetto a quella della falsa Cooperativa dei Consumatori di Marostica.
Alla Coop Adriatica si sono avute risposte dettagliate anche su questione critiche come di alcune perdite in bilancio, dovute, è stato dettagliatamente spiegato, ad interventi di salvataggio di due  Cooperative in Friuli e di ristrutturazioni in atto in Sicilia ed in Lazio. L’atmosfera era cordiale, professionale e di massimo coinvolgimento dei Soci ad intervenire. Alla fine anche tre buoni per la spesa come rimborso per la partecipazione. L’assemblea della così detta “Cooperativa” dei Consumatori si è svolta invece in un clima intimidatorio e minaccioso per chi voleva parlare, quindi con timore di un dibattito, senza poi
alcuna risposta alle questioni poste al Consiglio ed ai Sindaci uscenti da una unico intervento letto e fatto verbalizzare. Si sono eletti poi un consiglio di amministrazione e un collegio sindacale “farlocchi”, perché non sono state rispettate le normali regole, praticamente infischiandosene dei principi di partecipazione, mutualità e solidarietà. Addirittura i dipendenti si sentono padroncini, si eleggono nel Consiglio ed ironizzano ed insultano i Soci che esprimono opinioni diverse. Insomma
un altro mondo che non ha nulla a che vedere con lo spirito della cooperazione. E prendono anche per i fondelli incitando la fine dell’assemblea per andare a “magnare e bere” perché discutere a molti della falsa Cooperativa dei Consumatori proprio è indigesto. Chissà perché?

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

PARTIGIANI IN SOFFITTA

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C’erano una volta anche a Marostica i partigiani, quelli veri che combattevano per la libertà e la democrazia contro i nazisti ed i fascisti, oltre a centinaia di soldati, giovani marosticensi (e in Italia ben 600.000), internati in Germania, spesso lavoratori forzati, perché non volevano aderire alla Repubblica di Salò.
Che ne è rimasto? Da anni le associazioni partigiane ANPI e AVL si sono aperte ai giovani, ma sono lì in soffitta ad aspettare chi sa che cosa. Invece a Marostica dovrebbero lottare contri i clan sempre più agguerriti e chiedere che siano sempre, in ogni occasione, rispettate le regole democratiche con un confronto di idee, proposte e programmi. E’ ora di finirla che in ogni occasione ci siano le cordate mafiose, i clan con una logica di potere senza discussioni.
E cominciamo un nuovo percorso dando agli studenti di terza media non solo la Carta Costituzionale, ottima iniziativa intrapresa dal Sindaco, ma anche la Tessera di Partigiano, perché è dai partigiani che è nata la Costituzione. E dagli studenti la nuova Marostica. Invitiamo Marino Ziliati, presidente dell’ANPI di Marostica a riscoprire nei fatti la Costituzione ed
a non restare sempre in soffitta!

IL CONVENTO DI SAN SEBASTIANO IN ROVINA: ALMENO DELLE PROPOSTE

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Alla pregevole mostra fotografica, allestita dal locale Circolo Fotografico nella torre dei Giardini della Biblioteca, c’è una bella foto del Convento dei Santi Fabiano e Sebastiano sulle pendici del Pauso. Leggiamo dalla didascalia: “Questo sito ospitò un primo insediamento benedettino, documentato dal 1259. Successivamente la rifondazione religiosa del luogo si deve ai Frati Minori Osservanti intorno al 1483-1486. La chiesa venne consacrata nel 1494. Il complesso alle origini era di modeste dimensioni. Successivamente venne ampliato: al 1640-1645 risalgono o due chiostri porticati con volta a crociera. Vennero ampliati il corpo sud della chiesa e fu sopraelevato il campanile. Nel corso del settecento la chiesa, che era a due navate, venne ingrandita a nord con un’ulteriore cappella e raggiunse il numero di ben otto altari. Dopo la soppressione napoleonica del convento (1810), iniziò la progressiva rovina della chiesa (di essa rimangono alcune tracce dell’abside con fornice a sesto acuto), dei chiostri e del campanile, crollato a causa di un fulmine nel 1936. Rovinarono pure le numerose opere d’arte, tra le quali quelle di Jacopo da Ponte (1510-1592), detto il Bassano e di Felice Cignaroli, che un tempo impreziosivano il complesso conventuale: rimangono lacerti di affreschi nelle lunette sotto il portico dei due lati residui del chiostro, raffiguranti episodi biblici e della vita di San Francesco”. Ci sono già state da decenni discussioni interminabili in consiglio comunale, ma senza una vera idea, un progetto. Possibile che a Marostica le uniche decisioni rapide siano state le concessioni edilizie? Perché sul convento non si propone un concorso di idee?

Potrebbe essere uno stupendo ostello della gioventù collegato con la ciclabile e con le escursioni verso l’Altopiano di Asiago. Si potrebbe anche riprendere la coltivazione delle piante medicinali. Dai monaci del convento Prospero Alpini reperiva nel 1600 le sue medicine ricavate appunto dalle erbe medicinali. Ha mai pensato qualcuno a promuovere una immobiliare partecipata dal Comune con quote offerte anche ai cittadini di Marostica oltre alle aziende? Cosa ci stava a fare la ex Popolare di Marostica? E oggi la Volksbank non può promuovere una simile iniziativa? Perché la cosiddetta Cooperativa dei Consumatori investe inutilmente a Breganze, avendo aperto un punto vendita a Sarcedo, e non a Marostica diversificando la sua attività? C’è una mancanza di progettualità con ricerca delle soluzioni in tutti i suoi aspetti. Si attende che crolli tutto? E’ una realtà che fa parte della storia della città e quindi andrebbe salvaguardata. Ma abbiamo tempi interminabili per il restauro delle mura, il teatro Politeama da finire per non parlare del palazzetto dello sport inesistente che era un impegno di Bertacco quando era vice sindaco. Purtroppo Marostica sembra una città dominata da clan per il potere non da idee da proporre e possibilmente da realizzare in tempi brevi. E non si tratta solo di una questione di soldi.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica