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IL “BIDONE” EX AREA AZZOLIN RITORNA IN VOLKSBANK?

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Gli eredi dell’ex area Azzolin riuscirono a vendere abbastanza bene, ma non si conosce però esattamente la cifra che sembra essere stata intorno ai 3 milioni di euro, alla Banca Popolare di Marostica ai tempi della presidenza dell’ing. Sebastiano Petucco, interessato alla zona anche per la sua attività professionale, ovviamente senza porsi alcun problema di conflitto di interessi. Vendettero anche perché la zona è rigidamente controllata dalle Belle Arti che oltre al mantenimento della cubatura per eventuali restauri pongono rigorosi vincoli. Inoltre il Comune di Marostica era anche per la costruzione di un parcheggio sotterraneo. Quindi un intervento di restauro che richiedeva ingenti risorse al di fuori delle possibilità degli eredi. Defenestrato Petucco da presidente della Banca Popolare di Marostica, anche per la forte opposizione ad un presidente non troppo manleabile di Gasparotto già ai tempi direttore generale, quest’ultimo riuscì a vendere, forse suonando il flauto magico, ad un gruppo di privati, con capo cordata il marosticense Fabio Campagnolo, l’intera area sembra per ben 14 milioni di euro. Una cifra spropositata tenuto conto dell’investimento per il restauro con tutti i vincoli. Anche per
uno sceicco sarebbe stato un grosso investimento. Si è aggiunto poi il crollo del mercato immobiliare con l’evidente blocco di ogni iniziativa. Ma pare che la saga non sia finita. Infatti sembra che gli acquirenti, un po’ allocchi data la cifra esorbitante pagata, abbiano trovato un inghippo nel contratto di cessione per cui la Volksbank, subentrata alla Popolare di Marostica,
dovrebbe farsi carico del riacquisto o andare ad una onerosa transazione per dare un valore più reale all’ex area Azzolin. Un salasso non da poco, dati i tempi. E sembra che nessuno degli ex Popolare di Marostica abbia informato la Volksbank del rischio, tantomeno l’ex vice direttore Giovanni Polloniato licenziato a suo tempo da Gasparotto, sembra come capro espiatorio della supervalutazione della Banca di Treviso (con però una super liquidazione: più sbagli più sei pagato!) e che addirittura sembra fosse stato assunto come consulente dalla Volksbank, prima ovviamente che venisse fuori la faccenda e quindi avesse il benservito. Oltre al raddoppio dei crediti deteriorati rispetto alla previsione, quindi un altro “regalo” costoso
dalla Popolare di Marostica alla Volksbank, anche se per l’ultima vicenda c’è sempre la rivalsa su ex amministratori e ex sindaci della ex Popolare di Marostica e che tra poco con ogni probabilità saranno tutti nullatenenti dato che alcuni sembra stiano già vendendo le loro proprietà.

E la saga continua. Intanto la città di Marostica ha un’area in forte degrado all’interno del suo centro storico grazie anche alla lungimiranza dei vari ex Sindaci Zanforlin e Bertazzo che non seppero gestire in maniera pratica e professionale la ristrutturazione dell’area a vantaggio dei cittadini.

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L’ASSEMBLEA COOP ADRIATICA RISPETTA E REGALA MENTRE LA CONSUMATORI DI MAROSTICA PRENDE PER I FONDELLI

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All’assemblea di bilancio della Coop Adriatica/Alleanza 3.0 sembrava di essere in un altro mondo rispetto a quella della falsa Cooperativa dei Consumatori di Marostica.
Alla Coop Adriatica si sono avute risposte dettagliate anche su questione critiche come di alcune perdite in bilancio, dovute, è stato dettagliatamente spiegato, ad interventi di salvataggio di due  Cooperative in Friuli e di ristrutturazioni in atto in Sicilia ed in Lazio. L’atmosfera era cordiale, professionale e di massimo coinvolgimento dei Soci ad intervenire. Alla fine anche tre buoni per la spesa come rimborso per la partecipazione. L’assemblea della così detta “Cooperativa” dei Consumatori si è svolta invece in un clima intimidatorio e minaccioso per chi voleva parlare, quindi con timore di un dibattito, senza poi
alcuna risposta alle questioni poste al Consiglio ed ai Sindaci uscenti da una unico intervento letto e fatto verbalizzare. Si sono eletti poi un consiglio di amministrazione e un collegio sindacale “farlocchi”, perché non sono state rispettate le normali regole, praticamente infischiandosene dei principi di partecipazione, mutualità e solidarietà. Addirittura i dipendenti si sentono padroncini, si eleggono nel Consiglio ed ironizzano ed insultano i Soci che esprimono opinioni diverse. Insomma
un altro mondo che non ha nulla a che vedere con lo spirito della cooperazione. E prendono anche per i fondelli incitando la fine dell’assemblea per andare a “magnare e bere” perché discutere a molti della falsa Cooperativa dei Consumatori proprio è indigesto. Chissà perché?

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PARTIGIANI IN SOFFITTA

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C’erano una volta anche a Marostica i partigiani, quelli veri che combattevano per la libertà e la democrazia contro i nazisti ed i fascisti, oltre a centinaia di soldati, giovani marosticensi (e in Italia ben 600.000), internati in Germania, spesso lavoratori forzati, perché non volevano aderire alla Repubblica di Salò.
Che ne è rimasto? Da anni le associazioni partigiane ANPI e AVL si sono aperte ai giovani, ma sono lì in soffitta ad aspettare chi sa che cosa. Invece a Marostica dovrebbero lottare contri i clan sempre più agguerriti e chiedere che siano sempre, in ogni occasione, rispettate le regole democratiche con un confronto di idee, proposte e programmi. E’ ora di finirla che in ogni occasione ci siano le cordate mafiose, i clan con una logica di potere senza discussioni.
E cominciamo un nuovo percorso dando agli studenti di terza media non solo la Carta Costituzionale, ottima iniziativa intrapresa dal Sindaco, ma anche la Tessera di Partigiano, perché è dai partigiani che è nata la Costituzione. E dagli studenti la nuova Marostica. Invitiamo Marino Ziliati, presidente dell’ANPI di Marostica a riscoprire nei fatti la Costituzione ed
a non restare sempre in soffitta!

IL CONVENTO DI SAN SEBASTIANO IN ROVINA: ALMENO DELLE PROPOSTE

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Alla pregevole mostra fotografica, allestita dal locale Circolo Fotografico nella torre dei Giardini della Biblioteca, c’è una bella foto del Convento dei Santi Fabiano e Sebastiano sulle pendici del Pauso. Leggiamo dalla didascalia: “Questo sito ospitò un primo insediamento benedettino, documentato dal 1259. Successivamente la rifondazione religiosa del luogo si deve ai Frati Minori Osservanti intorno al 1483-1486. La chiesa venne consacrata nel 1494. Il complesso alle origini era di modeste dimensioni. Successivamente venne ampliato: al 1640-1645 risalgono o due chiostri porticati con volta a crociera. Vennero ampliati il corpo sud della chiesa e fu sopraelevato il campanile. Nel corso del settecento la chiesa, che era a due navate, venne ingrandita a nord con un’ulteriore cappella e raggiunse il numero di ben otto altari. Dopo la soppressione napoleonica del convento (1810), iniziò la progressiva rovina della chiesa (di essa rimangono alcune tracce dell’abside con fornice a sesto acuto), dei chiostri e del campanile, crollato a causa di un fulmine nel 1936. Rovinarono pure le numerose opere d’arte, tra le quali quelle di Jacopo da Ponte (1510-1592), detto il Bassano e di Felice Cignaroli, che un tempo impreziosivano il complesso conventuale: rimangono lacerti di affreschi nelle lunette sotto il portico dei due lati residui del chiostro, raffiguranti episodi biblici e della vita di San Francesco”. Ci sono già state da decenni discussioni interminabili in consiglio comunale, ma senza una vera idea, un progetto. Possibile che a Marostica le uniche decisioni rapide siano state le concessioni edilizie? Perché sul convento non si propone un concorso di idee?

Potrebbe essere uno stupendo ostello della gioventù collegato con la ciclabile e con le escursioni verso l’Altopiano di Asiago. Si potrebbe anche riprendere la coltivazione delle piante medicinali. Dai monaci del convento Prospero Alpini reperiva nel 1600 le sue medicine ricavate appunto dalle erbe medicinali. Ha mai pensato qualcuno a promuovere una immobiliare partecipata dal Comune con quote offerte anche ai cittadini di Marostica oltre alle aziende? Cosa ci stava a fare la ex Popolare di Marostica? E oggi la Volksbank non può promuovere una simile iniziativa? Perché la cosiddetta Cooperativa dei Consumatori investe inutilmente a Breganze, avendo aperto un punto vendita a Sarcedo, e non a Marostica diversificando la sua attività? C’è una mancanza di progettualità con ricerca delle soluzioni in tutti i suoi aspetti. Si attende che crolli tutto? E’ una realtà che fa parte della storia della città e quindi andrebbe salvaguardata. Ma abbiamo tempi interminabili per il restauro delle mura, il teatro Politeama da finire per non parlare del palazzetto dello sport inesistente che era un impegno di Bertacco quando era vice sindaco. Purtroppo Marostica sembra una città dominata da clan per il potere non da idee da proporre e possibilmente da realizzare in tempi brevi. E non si tratta solo di una questione di soldi.

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AGGIORNATO IL CURRICULUM DEGLI AMMINISTRATORI “FARLOCCHI” DELLA PER NIENTE “COOPERATIVA” DEI CONSUMATORI DI MAROSTICA

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L’assemblea di nomina degli amministratori della Cooperativa dei Consumatori di Marostica si è svolta in modo totalmente irregolare. Secondo le norme Coop gli amministratori non possono avere più di tre mandati (nove anni) e i dipendenti non possono essere amministratori per ovvio conflitto di interessi. Si è inoltre impedita la presentazione del curriculum e la discussione del programma da parte dei singoli candidati.

La lista Scomazzon/Bertazzo si era già eletta fuori dall’assemblea e quindi non serviva discutere. Per queste ragioni gli amministratori sono “farlocchi”.

Rivediamo gli aggiornamenti scoperti o pervenuteci dei vari personaggi:

Scomazzon Luigi: 71 anni, da ventiquattro anni presidente, si è rieletto con un altro mandato triennale. Pensionato da lunga data, ex sindacalista alla ex Belfe, batte Kim Jong–il, il Caro Leader della Corea del Nord, per durata del mandato.

Consolaro Pierluigi: eterno vice presidente, ex Banca Popolare di Marostica salvato dalla Volksbank. Risulta da Linkedin avere la maturità classica al Liceo Pigafetta ed essere quadro direttivo UD Analisi Crediti Anomali presso la Volksbank. Arrogante, e non era suo compito dare i tempi agli interventi, nel cercare di impedire l’illustrazione delle osservazioni di Morello alla relazione del consiglio e dei Sindaci.

Capuzzo Antonio: E’ al terzo mandato come amministratore. Laureato in legge, assessore al lavori pubblici, ex Popolare di Marostica salvato dalla Volksbank. Assunto nel 1999, fino al 2011 resp. Dell’Ufficio Segreteria Fidi e poi resp. Dell’Ufficio legale e reclami. Dal 2003 rappresentante sindacale presso la Pop. Di Marostica e delegato provinciale.

Bertazzo Luca: si è fatto eleggere dal papà Alcide, noto ex sindaco cementificatore della ex stupenda Marostica e instancabile costruttore delle trame politiche della città. Peccato che non si sia accorto che la ex Banca Popolare di Marostica stava fallendo, ma come è noto i politici non sanno che il vero padrone dell’economia è il Mercato. Luca ci ha comunicato dopo nostre indagini, parte del suo curriculum: laurea in Scienze Politiche, Master in Microfinanza nel 2008, responsabile dell’ufficio di Padova di PerMicro SpA, Finanziaria “etica” per il finanziamento di iniziative esclusa dai tradizionali canali del credito e con riferimento la BNL, gruppo BNP Paribas. Aggiunge: “1 anno vissuto in Etiopia con ONG CVM (Comunità Volontari per il Mondo), presidente dell’associazione Ujamaa, giocatore di calcio dell U.S. Valle S. Floriano, coniugato e padre di due figlie”

Agnolin Guido: eterno consigliere, è un noto infermiere.

Dinale Giuseppe: al secondo mandato, si sa che è geometra, ma nulla di più.

Morello Elisa: commessa, è dipendente della Cooperativa e le piace essere, contro ogni regola etica, controllore come amministratore e controllata come dipendente.

Parise Alberto: laureato in economia, al terzo mandato, ex Popolare Marostica salvato dalla Volksbank sembra essere collegato a Bertacco, ex consigliere comunale bivalente, di maggioranza e minoranza, ex consigliere della Popolare di Marostica e oggi consigliere della Volksbank. In dote ha portato il buco della Madonna della ex Popolare di Marostica. I sudtirolesi sembrano un po’ incazzati in quanto recentemente hanno dovuto ricapitalizzare.

Barausse Alessandro: ci ha inviato il curriculum: addetto al reparto macelleria, dipendente, non può essere amministratore.

Meneghin Giovanni: eterno consigliere, ex consigliere comunale, pensionato.

Pellizzer M. Patrizio: per la prima volta eletto dovrebbe essere, da informazioni di piazza, un tecnico della Vimar.

Nota bene. La presentazione del curriculum per i candidati consiglieri è obbligatoria a norma del regolamento della Cooperativa dei Consumatori.

Conclusione: QUANDO SARA’ RICONVOCATA L’ASSEMBLEA PER DELLE REGOLARI ELEZIONI CON PRESENTAZIONE DEI CANDIDATI E DISCUSSIONE DEI PROGRAMMI?

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MAO TSE-TUNG – BERTAZZO LANCIA LA DINASTIA. MA CHI E’ LUCA BERTAZZO?

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Senza alcuna presentazione di curriculum, come previsto dal regolamento, ma sotto l’ala protettrice di papi, Luca Bertazzo è uno dei nuovi consiglieri di amministrazione della “ex Cooperativa” ora sempre più “Supermercato” dei Consumatori di Marostica. Ma chi è Luca Bertazzo?

E’ innanzitutto appunto figlio di Alcide, nome assegnatogli il 26 aprile 1948 dai genitori ferventi democristiani in onore dell’appena eletto a governare l’Italia, Alcide De Gasperi. Lui era quindi destinato a governare Marostica. Laureato in Scienze naturali, è andato in pensione nel 2003 dopo aver insegnato per 25 anni. E’ stato Sindaco di Marostica dal 1999 al 2009 e poi vice Sindaco con Scettro. Co-autore del golpe contro Scettro nel 2011, è protagonista per l’elezione di Marica Dalla Valle con l’alleanza Marostica Più, che non è una normale alternanza al governo della città, ma un’alleanza destra-sinistra per il potere, per cui gli scheletri delle passate gestioni restano negli armadi.

Il figlio Luca però ha un’altra storia, anche se è difficile comprendere le ragioni della sua nomina dal curriculum che abbiamo scoperto. Si laurea in Scienze Politiche nel 2006 e poi consegue un Master nel 2008 in Microfinanza all’Università di Bergamo dove studia con giovani provenienti da vari Paesi in via di sviluppo appunto finanza in funzione del microcredito. Dopo una brevissima esperienza (10 mesi) con la Caritas in Sri Lanka, rientra subito in Italia e viene assunto nel 2009 da PerMicro S.p.A. come responsabile dell’ufficio di Padova.  Che cosa è PerMicro S.p.A.?

E’ una Finanziaria che così si definisce: “Creiamo occupazione e inclusione sociale attraverso l’erogazione professionale di microcrediti, l’educazione finanziaria e l’offerta di servizi di avviamento e accompagnamento all’impresa, in un’ottica di sostenibilità della nostra attività. Ci rivolgiamo a persone competenti con una buona idea imprenditoriale e a persone con esigenze finanziarie primarie (casa, salute, formazione), escluse dai tradizionali canali del credito per insufficiente storia creditizia o precaria posizione lavorativa”. I Soci sono:3

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Il socio forte è quindi BNL gruppo BNP Paribas e per quel che si capisce PerMicro S.p.A. è la sua finanziaria etica. La crescita di PerMicro è stata notevole passando da circa 800.000 Euro di proventi nel 2012 a circa 3.600.000 Euro nel 2015 con crediti verso la clientela di 40 milioni rispetto ai 9,6 del 2012. La fase iniziale ha comportato delle perdite di gestione, non essendo ancora coperti i costi dal margine. La previsione è di un primo utile nel 2016. Per continuare lo sviluppo e coprire le perdite, la finanziaria necessita però di essere ricapitalizzata. Dietro c’è sempre più stretta mamma BNL che con molto probabilmente interverrà aumentando la sua partecipazione

Ma che ci sta a fare Luca Bertazzo in consiglio della “Cooperativa”  dei Consumatori?

Due sono le ipotesi:

  • o il suo curriculum è una cosa seria, per cui si avrà un interesse a promuovere società/cooperative di giovani nei servizi (consegna a domicilio della spesa, ecc,) e nell’agricoltura per prodotti a km zero
  • o è, come sembra molto probabile,  la prima poltrona per succedere a papi nella carriera politica a Marostica.

Da ricordare però che per le aziende c’è il Mercato non la Politica ed il Mercato non perdona rispetto alla Politica, cui alla fine nessuno risponde di quello che fa, vedi anche Mao Tse-tung.

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GIORGIO GUIDA E FRANCESCA ORGANIZZATRICE PER IL GRUPPO DEL MERCOLEDI’

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Non solo c’è l’impegno di Giorgio per scoprire sentieri nuovi e di Francesca per organizzare il tutto anche con la memorabile e costante sosta caffè. Quando c’è qualcosa di nuovo e un po’ più impegnativo c’è Giuliano, responsabile del Gruppo CAI Natura di Marostica che si aggrega e guida. E questo ogni mercoledì dell’anno estate ed inverno il gruppo si ritrova ogni mercoledì alle 8.30, col sole o la pioggia per esplorare a piedi i dintorni di Marostica. Tutti rigorosamente con 50 e più anni in tenuta escursionistica, forse con più donne che uomini. In tutto tra le 20 e le 30 persone ogni gita. Una volta al mese l’escursione supera le quattro ore con la sosta per il pranzo per lo più in un ristorante delle colline con prezzi operai e qualità da signori. E così si spazia da Mason a Conco, da San Michele a Rubbio, ma non mancano le gite lungo il Brenta o nel Feltrino. Ogni settimana una camminata diversa con nuovi sentieri sconosciuti ai non esperti e nascosti tra le siepi.

E’ la riscoperta della bellezza dei posti in cui viviamo che magari da più giovani non conosciamo per avventurarci in spedizioni in paesi lontani, senza conoscere che a due passi da casa abbiamo una natura ricca di animali, piante e fiori con anche delle località che vedono il ritorno dei vecchi abitanti con il restauro a regola d’arte delle vecchie case abbandonate.

Marostica è anche questo, da difendere.

XAUSA PIU’ BRAVO DI GASPAROTTO EX DG DELLA EX POPOLARE DI MAROSTICA?

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Si legge nella relazione di Bilancio 2015 della Banca Popolare – Volksbank nella parte SPONSORIZZAZIONI ED ELARGIZIONI : “…sostiene associazioni o iniziative coerentemente con un preciso piano marketing, allo scopo di raggiungere specifici obiettivi di immagine e/o commerciali. Le sponsorizzazioni promuovono l’immagine e la popolarità della Società, ma tendono anche a consolidare il legame con il cliente e rappresentano un mezzo strategico che agevola l’avvio di nuove relazioni.

Nel 2015 Banca Popolare – Volksbank ha investito complessivamente in sponsorizzazioni 655.462 Euro.

I settori che hanno beneficiato vanno dallo sport, alla cultura, al sociale alla formazione. Il sostegno alle sezioni giovanili delle associazioni sportive viene tenuto in particolare considerazione. Normalmente i contratti di sponsorizzazione hanno durata pluriennale e possono essere  rinnovati. Nel 2015 Banca Popolare – Volksbank ha sponsorizzato circa 145 associazioni. L’investimento è ricaduto per circa il 72,5% in attività sportive, mentre del restante 27,5% hanno beneficiato associazioni culturali, sociali ed ecologiste.

A questo importo va aggiunta la somma gestita direttamente dalle filiali a sostegno di iniziative locali di piccola/media entità. Nel 2015 tale importo è ammontato complessivamente a 350.000 Euro.

E’ ESATTAMENTE LA CIFRA ASSEGNATA ALLA COSI’ DETTA FONDAZIONE BANCA  POPOLARE DI MAROSTICA! Perché non viene specificato? Ed essendo tale importo nel paragrafo “sponsorizzazioni” dovrebbe intendersi che la destinazione dei fondi dovrebbe avere quell’indirizzo stabilito dal Consiglio di Amministrazione della Volksbank.

Proseguendo nella lettura del capitoletto abbiamo il successivo paragrafo elargizioni: ”Banca popolare – Volksbank sostiene il territorio anche mediante elargizioni, per sostenere le realtà meritevoli di supporto.. Di norma le elargizioni sono destinate a finalità di bene comune e possono anche essere indirizzate ad istituzioni culturali. Tradizionalmente la Società contatta direttamente le strutture locali destinatarie….Complessivamente nel 2015 le elargizioni sono state circa 342.000 Euro. Tra le istituzioni beneficiarie si registrano parrocchie, associazioni volontarie laiche ed istituzioni locali.”

Quindi il totale 655.000+342.000+350.000 = 1.347.000 Euro. I 350.000 Euro per Marostica corrispondono con precisione “teutonica” al peso della ex Popolare di Marostica nella Volksbank e cioè circa il 25%.

Ma la cifra di 350.000 Euro è lorda perché bisogna considerare i 50.000 Euro di costo della Fondazione con anche le retribuzioni dei vari Xausa, Cortese, Cuman…E quindi la % destinata alle iniziative sociali diminuisce a 300.000 Euro.

Ma quanto elargiva la ex Popolare di Marostica sotto l’ex direttore generale Gasparotto? L’unico dato disponibile è il bilancio 2012 in cui “l’Assemblea dei soci, per opere di assistenza e beneficenza, ha quindi messo a disposizione del Consiglio € 127.957 che si sono concretizzati in 663 erogazioni liberali”. Lo statuto della Marostica prevedeva di destinare nella ripartizione dell’utile “una quota non superiore al 6% da devolvere, ad insindacabile giudizio del Consiglio di Amministrazione, a scopo di beneficenza, assistenza e di pubblico interesse a favore dei territori serviti”. Ma nel 2012  la Banca registrava una perdita di 7 milioni e quindi non avrebbe potuto elargire alcuna somma. Infatti gli anni successivi, sempre in perdita, pur evidenziando un capitoletto “INIZIATIVE SOCIALI E MUTUALITA’”, non viene evidenziata alcuna cifra anche se sono elencate parecchie attività tra cui nel 2014 “La Banca ha contribuito alla realizzazione di un volume a cura di Roberto Xausa dal titolo”…Avvegnachè, Havendo ne li tempi andati…”

Nel 2012 la Volksbank aveva stanziato 706.000 € di cui 131.000€ per elargizioni, quasi la stessa cifra della generosissima Marostica che ripetiamo pesava un quarto della Volksbank.

Anche negli anni successivi la Volksbank mantiene più o meno stabile il totale: 752.000 € nel 2013, 770.000€ nel 2014, per arrivare, senza l’importo destinato a Marostica, a 997.000 € nel 2015 con quindi un incremento di ben del 29% sull’ultimo anno. Perché? Forse per mantenere la stessa % ponderata con Marostica?

Per concludere, con la cosiddetta Fondazione Banca Popolare di Marostica sembra che la Volksbank deroghi dalla sua specifica politica commerciale a sostegno del territorio finalizzata sul totale per il 66% nel 2015 (ma erano l’81% nel 2012) ad attività di sponsorizzazioni, soprattutto sportive, per dare forse il via ad una OPERA PIA dei secoli passati.

Sembra una gestione allegra (con i soldi dei Soci) a fronte di una situazione di bilancio che richiede la massima attenzione evidenziando la Volksbank un ROE del 3,5% rispetto ad un ottimale 8% e un texas ratio (crediti deteriorati netti/patrimonio netto tangibile) del 96% rispetto ad un accettabile 57% del 2014.

 

Alessandro Morello

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

AI CAPITELLI SPECULAZIONE EDILIZIA E SAGA FAMILIARE

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Quante volte siete andati ai Capitelli per l’ottima tagliata ed i fagioli con la salsa? Ma adesso non si può più parcheggiare sul terrapieno davanti e restare estasiati dal magnifico paesaggio.
E’ in costruzione un incredibile albergo proprio sul terrapieno-piazzale per soddisfare delle esigenze familiari, che possiamo anche definire come saga, perché c’è dietro una storia.
Il paesaggio viene ancora deturpato. Ma non sarebbe stato economicamente più vantaggioso fare un caffè ristorante all’aperto con pergolato senza alcuna costruzione e magari ristrutturando le abitazioni diroccate intorno, creando una specie di agorà con il Santuario?
Pare che non si sia ancora compreso che i turisti vengono a Marostica non per le camere in più, che ci sono già a sufficienza, ma per il paesaggio. Ci sono tra l’altro delle belle ristrutturazioni di case effettuate sulla montagna fino a Conco. La maggior parte degli interventi sono espressione di civiltà e rispetto ambientale.
E’ bastato poi mettere della cartellonistica per aumentare gli escursionisti per i sentieri. Ci sono ancora tanti sentieri belli, nascosti e non segnalati. Valorizziamo anche quelli con tante segnalazioni.
C’è chi scrive: “ Io penso invece che un albergo a Capitelli renderà più vivace il posto più frequentato e conosciuto magari molti pernotteranno per le feste del santuario, ci sarà più spazio un giardino composto e parcheggio, molte cose che ora non ci sono! E sopratutto qualche posto di lavoro per chi ne ha bisogno……con i tempi che corrono io penso che chi ha intrapreso questo progetto sia oggi un coraggioso da lodare…….”.
Non scherziamo era una bellissimo posto paesaggistico e le case in collina sono sempre state costruita addossate alla montagna….con il terrapieno davanti a mo’ di piazzale. Che saggi i nostri vecchi!
E poi che sia un affare è tutto da dimostrare con le tendenze di mercato in essere per alberghi isolati.
Ci sono già nei dintorni di Marostica casi clamorosi di flop alberghieri.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica