IN POLITICA DEMOCRATICA SENZA ANTIFASCISMO: IL CASO ASSURDO DELLA DONAZZAN

CHI E’ ELENA DONAZZAN: HA FATTO SOLO “POLITICA”?

Biografia
Comincia da giovane la sua militanza politica nel Fronte della Gioventù, organizzazione giovanile del Movimento Sociale Italiano (MSI), nel quale, qualche anno dopo, diventerà segretario provinciale a Vicenza.
Nel 1995 aderisce alla svolta di Fiuggi di Gianfranco Fini, che porta allo scioglimento del MSI e la sua confluenza in Alleanza Nazionale (AN), partito con il quale, alle elezioni amministrative di quell’anno, si candida, venendo eletta, al consiglio provinciale di Vicenza, tra le liste a sostegno del candidato presidente di centro-destra Giuseppe Castaman.[1]
Alle elezioni regionali in Veneto del 2000 si candida tra le liste di AN, nella mozione del presidente uscente forzista Giancarlo Galan, nella circoscrizione di Vicenza. Viene così eletta nel consiglio regionale del Veneto, dove ha fatto parte delle commissioni agricoltura e cultura.[2]
Alle regionali venete del 2005 si ricandida tra le liste di Alleanza Nazionale, di nuovo a sostegno di Galan, venendo rieletta consigliera regionale nella medesima circoscrizione. In seguito entra nella giunta regionale del Veneto presieduta da Galan, come assessore con deleghe all’istruzione, alla formazione, al lavoro, caccia, protezione civile, tutela del consumatore, sicurezza alimentare e servizi veterinari.[1][2][3]
Alle elezioni politiche del 2006 viene candidata alla Camera dei deputati, nelle liste di Alleanza Nazionale, nella circoscrizione Veneto 2 in quinta posizione, risultando eletta deputata grazie alla rinuncia di Adolfo Urso (che ha optato per il seggio ottenuto nella circoscrizione Veneto 1), ma il 28 aprile 2006 rinuncia all’elezione, e si dimette il giorno stesso, preferendo il mantenimento del suo incarico regionale. Al suo posto viene proclamato deputato Luca Bellotti.
A giugno 2019 aderisce a Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni.[4][5]
L’8 gennaio 2021, durante la trasmissione radiofonica La Zanzara, canta Faccetta nera, suscitando aspre critiche e portando il centro-sinistra a chiedere le sue immediate dimissioni dal consiglio regionale[6] nonché a sollecitare un intervento della magistratura per apologia del fascismo.[7]
Alle elezioni europee del 2024 si candida al Parlamento europeo, nelle liste di Fratelli d’Italia (FdI), circoscrizione Italia nord-orientale, venendo eletta europarlamentare;[8] di conseguenza, il 19 luglio 2024 si dimette da assessore regionale.[9]
Il 23 luglio dello stesso anno, viene eletta fra i vicepresidenti della Commissione per l’industria, la ricerca e l’energia del Parlamento europeo.[10][11]
Posizioni politiche
Le sue dichiarazioni e prese di posizione politiche, marcatamente conservatrici e reazionarie,[12] sono state caratterizzate in più occasioni da continui richiami e ammiccamenti indiretti alle ideologie relative al fascismo, suscitando frequenti polemiche e richieste di dimissioni.[13][14][15][16]
Immigrazione
Dopo gli attentati di Charlie Hebdo, ha mandato una lettera nelle scuole venete per sollecitare gli immigrati stranieri a dissociarsi dal terrorismo islamico.[17] Per risolvere la carenza di manodopera, ha ipotizzato il rientro di oriundi o di discendenti veneti emigrati in Sud America.[18] Ha deprecato i matrimoni misti interreligiosi, tra donne cattoliche e gli uomini musulmani, che, a suo dire favorirebbero le infiltrazioni del terrorismo islamico. Tale posizione ha generato forti critiche.[19]
Leva obbligatoria
Donazzan si è dichiarata “da sempre apertamente favorevole alla reintroduzione di periodo di servizio obbligatorio dei giovani”.[20]

A cura Osservatorio Economico Sociale di Marostica

NIENTE OPERA ESTATE A MAROSTICA GRAZIE A MATTEO MOZZO

L’ ASSESSORE ALLA CULTURA A MAROSTICA INCAPACE E FALLIMENTARE: MATTEO MOZZO.
E COSI’ LA NOSTRA È L’UNICA CITTADINA DI PRESTIGIO INTORNO A BASSANO SENZA OPERA ESTATE

Naturalmente per dimostrarsi capace ed acculturato il Mozzo dopo le dimissioni della Burei si era tenuto l’Assessorato alla Cultura. Insomma voleva una medaglia prestigiosa per Marostica. Ma quando si vuole e si impone un incarico occorre un minimo di capacità di saperlo svolgere. E dopo il fallimentare Museo degli Scacchi fatto rubando lo spazio alle attività delle associazioni culturali, ecco che Marostica non ospita alcuna manifestazione di Opera Estate, quando tutte le cittadine intorno a Bassano hanno avuto un evento. Pensiamo a Campese, San Nazario, Valstagna, Lusiana, ecc… I luoghi ideali per svolgere delle manifestazioni Politeama, Castello Superiore, Sala del Consiglio del Castello inferiore, Chiesetta San Marco, Sala dell’ex Opificio e anche la Piazza sono rimasti chiusi alla sera durante l’estate. Certo abbiamo il coro dei fascio-leghisti che cantano Leon, Leon per l’avvicinarsi della Partita a Scacchi accompagnati dalla nuova colonna sonora, ma certamente perdere una occasione come Opera Estate è da fessi. E in pratica è la dimostrazione dell’incapacità di Mozzo di relazionarsi con un evento culturale di grande successo. Ma che ci sta a fare come Assessore alla Cultura? Si vergogni e si dimetta. E l’Associazione Commercianti sta zitta? Forse è in ferie.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

BURATTINI IN COMUNE A MAROSTICA

VIETATA LA POLITICA: BURATTINI SENZA ANIMA IN CONSIGLIO COMUNALE DI MAROSTICA TRA UN “FINTO” GIOVANE SINDACO, UN SEGRETARIO CHE SI FINGE ESPERTO ED UN RAGIONIERE CHE SCOPRE IL CONTO ECONOMICO CON GLI AMMORTAMENTI

Non possiamo che essere d’accordo con un nostro lettore che è avvilito e incredulo da quanto accade in Consiglio Comunale a Marostica. Appartengo alla generazione del ’68 e ricordo che nei consigli comunali non si discuteva solo di scuole, strade e servizi, ma venivano presentate mozioni politiche come per la guerra del Vietnam o per il blocco di Cuba o la segregazione razziale in Sudafrica.
Oggi tutto tace eppure ci sono il genocidio di Gaza, l’Iran violato con anche l’assassinio del suo massimo dirigente politico, i bombardamenti indiscriminati di Israele, la guerra tra Russia ed Ucraina, gli Stati Uniti che non rispettano le regole internazionali, lo strangolamento di Cuba, la conquista comprata dagli americani del Venezuela, il riarmo forzato, per non parlare dei migranti ecc… E ci sarebbe da discutere molto di più che nel ’68.
Eppure non si parla di vera politica in Consiglio Comunale, non ci sono mozioni e prese di posizione sulla vita reale della gente e tutto viene delegato a pochi politici “leader” dei vari partiti che discutono e decidono per noi. Incredibile. Le discussioni devono essere “leggere” non impegnate per il giovane “controrivoluzionario” Matteo. Dobbiamo stare in letargo e se esprimiamo una opinione non gradita, ecco la denuncia del Sindaco e dei suoi “accoliti” per intimorirci e, siamo al massimo del ridicolo, con le spese legali pagate dai cittadini per il Mozzo.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

I TURISTI NON SONO CITTADINI DI MAROSTICA

IL GRAVE ERRORE DI ANGELINA FRISON:
SERVE UNO SPAZIO ESPOSITIVO PER UNA REALE COMUNICAZIONE CULTURALE TRA I CITTADINI DI MAROSTICA ORA DIMENTICATI PER UN FOLLE MARKETING PER I TURISTI, CHE VERREBBERO COMUNQUE

Ecco la lettera inviata dalla Consulta:

CONSULTA FRA LE ASSOCIAZIONI
CULTURALI DEL TERRITORIO
36063 MAROSTICA (VICENZA)
VIA CAIROLI, 4 – TEL 0424 479102
E-mail: biblioteca@comune.marostica.vi.it – consultasegr@gmail.com

Marostica, 03 agosto 2026
Al Signor Sindaco del Comune di Marostica
e Assessore alla Cultura

Le Associazioni Culturali aderenti alla Consulta, durante l’incontro del 29 giugno 2026, hanno espresso alcune considerazioni sull’andamento turistico culturale del nostro territorio ed hanno precisato che il Veneto si colloca tra le principali destinazioni europee, con oltre 22 milioni di arrivi e più di 74 milioni di presenze annue, a dimostrazione di un sistema turistico di grande rilevanza e competitività. I dati relativi al turismo evidenziano, pure, che anche il contesto territoriale in cui Marostica si inserisce è in forte crescita. La provincia di Vicenza nel 2024 con oltre 880.000 arrivi e circa 2,3 milioni di presenze turistiche, supera i livelli pre-pandemia e conferma il suo trend positivo.
Pure in cittadine dalle dimensioni contenute come Marostica si registrano flussi costanti, con circa 7.000 arrivi e oltre 15.000 presenze annue. Da studi sociologici si comprende che tali margini di crescita sono legati soprattutto alla capacità di arricchire e diversificare l’offerta culturale e che questa va oltre la Partita a Scacchi, evento identitario unico nel suo genere a livello internazionale, che rappresenta un forte elemento di attrazione turistica, confermando il potenziale della città.
Alla luce di tali dati, è evidente come la presenza di mostre temporanee e iniziative culturali costituiscano un fattore strategico per intercettare e fidelizzare i flussi turistici e, magari, per prolungare la permanenza media dei visitatori, generando ricadute economiche positive per le attività locali, dalla ristorazione al commercio di prossimità.
Date queste premesse, sono seguite alcune considerazioni sugli spazi culturali di Marostica e sui bisogni delle nostre Associazioni. Si desidera, pertanto, rendere edotto la S.V., sulle considerazioni emerse, per poter trovare con Lei, alcune soluzioni di cui la Città sente l’esigenza.

Da alcuni anni il nostro territorio risente fortemente di una particolare carenza di spazi sia espositivi che di incontro e, in particolare, da quando è stato limitato alle nostre Associazioni Culturali l’uso della sala consiliare e preclusa la possibilità di predisporre mostre nel Castello Inferiore di Marostica, simbolo identitario dell’intera Comunità, le sale sono state occupate in progettazioni e allestimento della mostra permanente delle scacchiere. Anche se si riconosce che tale esposizione
per la nostra Città ha un significato simbolico, si è pure consapevoli che chi l’ha visitata una volta con il suo castello, potrebbe non avere più validi motivi per ritornarci. Il togliere la disponibilità di queste sale, alle nostre Associazioni, da sempre impegnate con le loro specifiche finalità a promuovere la crescita culturale, storica, ambientale e artistica della Comunità, impedisce loro di disporre di spazi adeguati in cui poter esprimere le loro diversificate proposte culturali. L’assenza di spazi destinati a iniziative e a mostre temporanee si ritiene possa rappresentare una limitazione significativa, sia per la vitalità culturale cittadina, sia per la piena valorizzazione del patrimonio locale e sia per dare stimoli sempre nuovi al visitatore ma anche ai nostri Cittadini.
In quest’ottica, si chiede alla S.V. di valutare la possibilità di destinare a uso espositivo temporaneo la sala attualmente adibita all’esposizione dei costumi della Partita a Scacchi. Tali costumi, di indubbio valore storico e identitario, potrebbero essere valorizzati attraverso modalità innovative di fruizione — quali ricostruzioni virtuali, installazioni multimediali o tecnologie digitali immersive, capaci di mantenere alta la qualità della presentazione, rendendola al contempo più accessibile e coerente con i linguaggi contemporanei.

La reintroduzione di mostre temporanee all’interno del Castello la riteniamo un investimento culturale strategico perché, non solo consentirebbe alle realtà associative del territorio di esprimere e condividere il proprio patrimonio creativo, ma contribuirebbe anche ad ampliare e di versificare l’offerta turistica, con benefici concreti per l’indotto economico locale.

Certi della Vostra sensibilità verso tali tematiche e della volontà di valorizzare in modo equilibrato e lungimirante il patrimonio cittadino di quanti collaborano a livello culturale, restiamo in attesa di un cortese riscontro. Fin da ora, si dà la disponibilità di poter collaborare e portare la nostra lettura, su eventuali altre proposte o soluzioni di cui Lei, come Assessore alla Cultura, volesse farsi interprete, condividendola con tutti i rappresentanti della Consulta.

A nome di tutte le Associazioni, si porgono distinti saluti
Cordialmente
Il Coordinatore
Dott.ssa Angelina Frison

IL SINDACO MATTEO MOZZO NON HA CAPITO UN TUBO. E’ NEMICO DEI CITTADINI

Beata la vecchia stazione storica!
Lorenzo Cuman scrive:

Quella di spostarla a dove è adesso è stata l’idea più malsana e dispendiosa di Marostica!
La vecchia era pressoché funzionale con il bar attiguo!
Hanno eliminato pure l’edicola punto d’incontro mattutino per un saluto e lo scambio di due parole….
Ora li dov’è oltre al posto insano d’estate e maldestro d’inverno, non ci sono neppure i distributori autorizzati di biglietti.
È stata proprio un’idea insolente soprattutto per gli anziani.
E in più soldi buttati al vento!
E poi si dice largo ai giovani sindaci che hanno idee moderne!!!….io dico più malsane di queste non so…..

a cura Osservatorio Economico Sociale di Marostica

LA RESISTENZA NON E’ UN WESTERN

ED IL NOTO GIORNALISTA TICH PRENDE PER IL C… LA RESISTENZA COME FOSSE UN WESTERN NELLA VICENDA DELLA PASTASCIUTTA ANTIFASCISTA E PERDE LA FACCIA. MA PERCHE’?

Ovviamente Tich, noto giornalista locale ora approdato a “Sevenmagazine” dopo Bassanonet, sembra d’accordo per la sospensione tecnica, mancherebbero dei documenti, due giorni prima dell’evento per una domanda presentata a maggio per la “pastasciutta antifascista”. Neanche si sogna di far presente al Sindaco di Solagna, un certo Stefano Bertoncello, che un evento del genere andava favorito senza problemi per la significativa valenza dell’anniversario. E resta meravigliato che abbiamo definito il fatto della sospensione come fascista. E poi trasforma il problema in un “Spaghetti Western”. Veramente ignobile pensando all’eccidio dei Fratelli Cervi e all’inizio della Resistenza su cui si fonda la nostra Repubblica.
Ma la spiegazione di un simile atteggiamento è da trovare nelle vicissitudini avute dal Tich come profugo istriano. E la famiglia del Tich se ne è dovuta scappare all’arrivo dei comunisti di Tito, come la quasi totalità degli italiani, per la maggior parte fascisti, che per 25 anni se la erano goduta a spese degli sloveni e dei croati a cui era addirittura proibito parlare al loro lingua. E pensare che gli slavi consideravano nei secoli Venezia la loro Regina. Tutto distrutto dal comportamento abominevole dei fascisti.
Ora scendere a livello di scontro western è proprio ridicolo e forse il Tich avrebbe bisogno di alcune sedute psicologiche per mettersi il cuore in pace con i comunisti “titini” duri e puri. Ben diversi dagli associati Anpi che in fin dei conti rappresentano la Resistenza italiana al nazi-fascismo nelle sue varie sfaccettature, soprattutto comunista, socialista e cattolica in primis. E quindi hanno il diritto di commemorare e festeggiare con il pieno dovuto supporto delle locali autorità. L’illegalità istituzionale è oggi nell’incredibile fascio-leghismo, non certo nella “pastasciutta antifascista”. Ed è “fascista” bloccare una iniziativa altamente democratica con la scusa della scoperta di una carta mancante due giorni prima.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

IL “FURTO” DEL SINDACO DI MAROSTICA

DOPO IL “FURTO” DEL SINDACO MATTEO MOZZO, IN ACCORDO CON LO SCOMAZZON, DELLA SALA DELLE ASSOCIAZIONI PER FARE, SENZA CONSENSO DELLA CITTA’, IL MUSEO DELLE SCACCHIERE, TUTTO TACE. L’UNICA POSSIBILITA’ È MANIFESTARE PER LA DEMOCRAZIA DURANTE LA PARTITA A SCACCHI

Noi siamo sinceramente stupefatti. La Consulta delle Associazioni raggruppa appunto una serie di associazioni che facendo riferimento alla Biblioteca svolgono una serie importante di attività culturali. Ora il rapporto tra Comune e Consulta è ridicolo: assenza di una presenza costante di un assessore alla Cultura come momento di coordinamento (è presente la Daniela Bergamo che si sforza di interpretare “cosa direbbe” il Mozzo), bocciatura del Comitato della Biblioteca con la vicenda ridicola del cineforum e sua mancata ricostituzione, ma prima di tutto “furto” della sala delle associazioni nel castello inferiore senza una minima consultazione per fare questo fantomatico museo, anche in questo caso senza consultazione, se non con il così detto benefattore che si è intestato il museo a sua gloria futura anche dopo la sua dipartita terrena.
E a quanto sembra la Consulta è costituita da ottime persone dal punto di vista culturale, ma assolutamente “pecore” ossequiose per far valere un minimo di diritti nei confronti del Comune. A nostro avviso occorre ora farsi valere ricorrendo a mezzi nuovi, anche estremi.
Ora è evidente a tutti che il così detto Museo degli Scacchi è un completo fallimento. Dopo una rapida visita alle scacchiere nessuno ci ritorna più. Non è stato costruito alcun progetto “dinamico” dopo una spesa di 700.000 euro. Non è un museo che si aggiorna e rivive con una serie di iniziative e non ha alcuna connessione con la realtà locale e di utilità ai cittadini, se non per il fatto di un collegamento tematico con la Partita a Scacchi.
E le iniziative culturali delle associazioni sono state relegate al castello superiore, altro fallimentare progetto del Comune, che non sa cosa farne dopo aver distrutto il marketing del ristorante con la sua chiusura.
A nostro parere è giunto il momento di protestare anche vivacemente e comunicare all’esterno un governo della città incredibile ed indegno per Marostica dal punto di vista economico-culturale.
Lo spunto finale per questo articolo ci è stato dato da una visita fatta a Renon ed al Museo dell’Iceman Otzi a Bolzano. Per capire la logica di accoglienza turistica a Renon nel costo della stanza erano compresi gratuitamente tutti i mezzi di trasporto (pure a Bolzano), trenino e funivie inclusi. Evidentemente c’è un approccio culturale ben diverso da quello di Marostica.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica