TANTI SOLDI ALLA PRO MAROSTICA…PER LA FELICITA’ DI BUCCO

TANTI SOLDI DEL COMUNE ALLA PRO MAROSTICA PREVISTI NEL 2027: 94.200+64.320+32.484 = 191.004 EURO!

Nello specifico 94.200 euro vanno per la gestione dell’ufficio turistico, 64.320 per la Partita a Scacchi a scomputo del canone di concessione stabile ex A&O e 32.483 come contributo per manifestazioni turistiche. Un totale quindi di 191.004 euro.
È evidente, e ci permettiamo una battuta anche a rischio di essere deferiti ai Probi Viri e quindi essere espulsi dall’associazione come desidererebbe il Bucco, che anche per fare una gita a New York i soldi ci sono. Ma non è questo il problema, in quanto la spesa andrebbe dettagliata e magari confrontata con altre situazioni. Il problema è la trasparenza. L’aggressione nei nostri confronti nell’ultima assemblea straordinaria per la modifica dello statuto ne è un esempio. Noi semplicemente proponevano che lo statuto fosse a norma e che non prevedesse una votazione blindata. Cioè la possibilità di votare 9 consiglieri su 9 da eleggere. Tale clausola per noi è illegale in quanto impedirebbe la presenza di una minoranza. E ci viene il dubbio che questa fondamentalmente sia la motivazione per cui non si allarga la base sociale dei soci della Pro. Infatti non vi è alcuna iniziativa specifica per portare i soci sopra il centinaio, che sono i soci attuali. Con 10 euro si può essere soci e quindi buona parte dei cittadini di Marostica può essere socia della Pro. E sarebbe una bella cosa.
Per evitare equivoci. Noi siamo fieri di essere finalmente stati ascoltati con le modifiche apportate all’ultima Partita: la verifica con la Scala dell’Opera di Vucetich e quindi l’inserimento della musica a completamento dello spettacolo (si è usciti dall’ambito paesano) e l’utilizzo di due settimane (venerdì e sabato) per lo spettacolo.
Il nostro augurio è che la Pro sia di tutti i cittadini di Marostica anche in ragione appunto del fatto dell’ammontare dei contributi ricevuti.

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CATTOLICI “RIVOLUZIONARI” A MAROSTICA

IL PUNTO A MAROSTICA ERA IL GIORNALE DEI CATTOLICI “RIVOLUZIONARI” DEL ’68. INTERESSANTE CONVEGNO ALL’ORATORIO

A Marostica nel ’68 in una cittadina con 24 consiglieri comunali della Democrazia Cristiana su 30, sorge all’interno dell’oratorio della parrocchia di San Antonio Abate un gruppo di giovani impegnati a ridiscutere la situazione politico-sociale di Marostica e a contestarne la realtà conservatrice anche in base a quanto discusso dall’ultimo Concilio Vaticano. E fondano una rivista locale: Il Punto.
E la storia ce l’ha ben raccontata la prof.ssa Giovanna De Antoni nel convegno all’oratorio Don Bosco per i cent’anni della parrocchia sabato scorso. La relazione è stata molto interessante e puntuale (sarà pubblicata?) in quanto ha dimostrato la vivacità culturale di quella generazione, che affronta la “rivoluzione” del ’68 in base a saldi principi cristiani di giustizia sociale. Per me è stata una novità in quanto ho vissuto quegli anni da sessantottino laico di sinistra. Anche se a Padova i più determinati sotto l’aspetto di impegno erano i cattolici che rifiutavano il ruolo reazionario della Chiesa. Alcuni, pochi per fortuna, poi hanno fatto il salto in Potere Operaio, gruppo con forti connessioni con le Brigate Rosse.
A Marostica questo gruppo super cattolico trovò poi riferimento nell’azione politica del prof. Mario Consolaro, tanto riverito ma poco seguito nelle sue idee, successivamente impallinato dal recupero di potere della locale Democrazia Cristiana, che con il socialismo o peggio il comunismo non voleva assolutamente dialogare.
Ricordiamo che sono gli anni della strage di Piazza Fontana del 12 dicembre 1969, attentato che fu il tentativo di criminalizzare la sinistra per preparare un colpo di stato militare sull’esempio della Grecia. E ancora oggi sottovalutato come influenzatore per i giovani di allora a prepararsi a combattere con le armi la destra reazionaria emergente, sull’esempio della passata Resistenza. Per fortuna sindacati e partiti di sinistra reagirono ed in qualche modo prevalsero, mantenendo però parecchie ambiguità.
Quindi la relazione della De Antoni ci ha evidenziato l’importanza dei valori cristiani se poi realmente applicati nel sociale. E ci fa pensare sull’attuale maggioranza fascio-leghista a Marostica che ha ottenuto oltre il 60% dei voti. Ci rendiamo conto che nel pensiero sociale nella nostra cittadina permane una spaccatura netta tra democrazia e conservazione se non neofascismo.

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MATTEO MOZZO UCCIDE LA BIBLIOTECA

MATTEO MOZZO HA UCCISO LA BIBLIOTECA DI MAROSTICA CONTRO LA VOLONTA’ DEL PROF. MARIO CONSOLARO

Dopo le dimissioni della prof.ssa Laura Dinale nell’agosto dello scorso anno impossibilitata a svolgere il suo ruolo per la censura politica del Sindaco sul cineforum proposto in biblioteca, il Comitato della Biblioteca di Marostica non è stato più rinnovato disattendendo lo Statuto. Evidentemente le regole democratiche al Mozzo non interessano, come già dimostrato più volte. È il piccolo dittatore di Marostica aiutato dal suo vice Scomazzon. Perché non crediamo che certe decisioni siano tutte farina del suo sacco.
Ed è un vero peccato perché il Comitato di gestione della Biblioteca costituiva un importante momento di riflessione e proposta culturale. Con la presenza di tutte le diverse posizioni culturali e politiche di Marostica ed il lavoro svolto era orientato ad una visione ampia sull’attività culturale. E la sua costituzione era stata un’idea originale del prof. Mario Consolaro. Ma il Mozzo ha fatto saltare tutto al grido “ci sono i comunisti”. Una barzelletta non degna di un Sindaco e fuori dalla realtà. Noi a dir la verità ci aspettavamo che la scusa fosse “sono arrivati i maranza”, fatto di maggiore attualità.
Ora l’Ufficio Cultura del Comune ha preso in mano la faccenda facendo alcune proposte dimostrando però una enorme limitatezza culturale e trasformando molte iniziative come “neutrali” in realtà sono la gran cassa di un tentativo di restaurazione neofascista. Basta vedere la presentazione dei libri sulla grande guerra, argomento che ormai ci vieni fuori dalle orecchie, senza il rispetto dei giovani morti quasi analfabeti che non sapevano il reale perché si dovevano sacrificare. O le storie per cui mi girano le palle degli “eroi” delle foibe. Senza dire che le uccisioni, per la maggior parte fascisti, furono la conseguenza della vendetta degli sloveni e dei croati per i delitti commessi per oltre venti anni da fascisti alleati anche con i nazisti che comandavano in Slovenia e Croazia. E gli slavi sono conosciuti per essere vendicativi. Anche se riconoscono Venezia come la loro Regina per come li ha trattati nei secoli della Repubblica, con grande rispetto.
Insomma il vero fatto culturale di Mozzo è di aver intitolato al donatore vivente delle scacchiere Giovanni Longo, bravissimo commerciante capace ad intortare i leghisti locali, il fantomatico Museo, addirittura autoproclamatosi “internazionale”, degli scacchi. Il mondo lo ho girato bene con oltre 150 paesi visitati e non ho mai visto un museo pubblico intitolato ad un donatore. Anche qui un record pseudo culturale veramente mondiale!

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IL COMUNE DI MAROSTICA SENZA STRATEGIA PER IL PNRR

LA GRAVE PERDITA DI OPPORTUNITA’ DEL COMUNE DI MAROSTICA SUL PNRR: IL RESTAURO DEL CONVENTO E L’IMPIANTO A CREMAGLIERA PER LA SALITA AL CASTELLO. È LA GRAVE MANCANZA DI PROGETTUALITA’ DI AMMINISTRATORI SENZA CULTURA

Una opportunità del genere è impensabile nel futuro ed il Comune se la è mangiata correndo dietro a fantomatici raddoppi di ponticelli e sale riunioni mascherate da mense scolastiche. Ma pensate a sollevare lo sguardo e vedere il convento restaurato e trasformato in un moderno ostello della gioventù pubblicizzato a livello internazionale. E girando il mondo mi ricordo quello stupendo delle Azzorre dove ci ho dormito col mio gruppo di Avventure nel Mondo. Ma anche a Bressanone ce ne è uno più piccolo sempre trasformato in ostello. E poi si potrebbero progettare dei corsi di italiano per stranieri. Sarebbe un vero rianimare Marostica e toglierla dalla posizione ormai conquistata di città ideale per i pensionati. Che per carità a me va benissimo appartenendo a quest’ultima categoria. Però quando ero a settembre in Messico in giro nello Yucatan con mia moglie ho meravigliosamente soggiornato a Merida in un ostello familiare con anche piccole stanze per coppie oltre che con letti a castello, tutto arredato in stile locale e con anche una fantastica colazione. Ma soprattutto non c’erano signori attempati in cerca del classico hotel formale, ma una allegra e bella gioventù trentenne da tutto il mondo. E mi ci sono trovato bene.
Per quanto riguarda la salita al Castello superiore è ovvio che va trovata una soluzione eliminando le macchine. E la cremagliera può essere una soluzione.
E ci sarebbe anche il così detto piano B per l’utilizzo. Dopo anni che si indicono gare su gare per un fantomatico ristorante e si perdono 70.000 euro all’anno (l’affitto del gestore precedente) forse conviene un’altra soluzione. Quella persa con il convento. Trasformare il castello superiore in un piccolo ostello con bar. E la finiamo con questa storia. Anche in questo caso il Comune manca di flessibilità, tanto paghiamo noi.

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IL POLITEAMA A MAROSTICA NON HA IDENTITA’

ED IL POLITEAMA ARRIVA PER ULTIMO FACENDO FUORI ANCHE TEATRIS. UN ERRORE GRAVE CON UNA NOTEVOLE CONCORRENZA DI PROPOSTE TEATRALI E SENZA UNA PROPRIA IDENTITA’

Una stagione teatrale striminzita sembra più rivolta ai ragazzi che agli adulti, quella proposta da La Piccionaia, la società cooperativa che gestisce il teatro di Marostica, costato nella ristrutturazione una caterva di soldi. E dopo 20 anni di attesa di fine lavori con incredibili situazioni politiche-fallimentari, ecco il risultato. Ormai di buone proposte teatrali ce ne sono tante intorno a Marostica: Bassano, Thiene, Schio, Cassola e ultima Cartigliano. E proprio in quest’ultima cittadina è approdata Teatris, l’associazione teatrale di Marostica con “luminare” il Panici, regista della Partita a Scacchi. E Teatris sembrava invece dover diventare il riferimento di una proposta teatrale marosticense, per sviluppare qualità e originalità con il Politeama, legata al territorio.
Ma se pensiamo anche la fine fatta dall’ex Comitato della Biblioteca che è dovuto andare a Nove a fare la sua proposta di Cineforum con poi grande successo, nulla ci può meravigliare.
Siccome appunto la politica a Marostica è governata da “geni incompresi”, non c’è stato un minimo ragionamento di posizionare commercialmente il Politeama. Si è fatto il bando e amen. Ovviamente vinto da La Piccionaia di Vicenza. Si è anche esclusa l’ipotesi dell’utilizzo del teatro per il Cineforum.
Insomma siamo molto scettici che il Politeama possa essere in pieno utilizzato, mancando anche un riferimento di esperienza locale ed avendo come assessore alla Cultura Matteo Mozzo, il che è tutto dire.

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L’ACQUA CHE VALE ORO A VALBRENTA

VALGONO ORO LE SORGENTI DI ACQUA PURISSIMA DELLA VALBRENTA E VANNO TUTELATE AL MASSIMO

Organizzata dal Gruppo Grotte Giara Medon di Valstagna presso la saletta delle Grotte di Oliero venerdì sera c’è stata la presentazione della situazione delle sorgenti d’acqua in Valbrenta.
Una visione puntuale ed eccezionale della ricchezza che la Valle ha come sorgente d’acqua di una purezza invidiabile, filtrata dalle rocce carsiche dell’Altopiano di Asiago e dal Monte Grappa. Fonti d’acqua che riescono a mantenersi, ed essere utilizzate dalla popolazione, anche in periodi di siccità, come la scorsa estate.
Un bene prezioso che va conosciuto e difeso da folli politiche che cercherebbero di modificare il territorio in modo irreversibile, come la “famosa” discarica sull’Altopiano, una vera bomba ecologica che pone a rischio le sorgive della Valbrenta.

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LORENZO BERTACCO CI DA’ LA MANO

INCREDIBILE MA VERO. LORENZO BERTACCO PRIMA CI DENUNCIA POI A FINE UDIENZA DEL PROCESSO RINGRAZIA IL NOSTRO AVVOCATO E CI DA’ LA MANO

Ci aveva querelati per aver pubblicato parte del volantino diffamatorio nei suoi confronti del 2009 che praticamente era servito ai suoi avversari per bloccarlo nella candidatura a diventare Sindaco di Marostica.
Noi avevamo sempre sostenuto che la pubblicazione del volantino era una analisi attenta per capire chi lo avesse scritto ed in pratica chi lo aveva denigrato appunto con lo scopo di bloccare la sua elezione. Ed il Bertacco aveva pienamente diritto ad essere Sindaco. Lo avevamo pubblicato nel 2020 come motivazione per dare una spiegazione a oltre 10 anni di vicissitudini politiche a Marostica del tutto incredibili e anti democratiche. Per noi conseguenza di quel volantino diffamatorio.
La nostra deposizione precisa che riassume quegli anni sarà da noi pubblicata appena avremo il verbale dell’udienza. Costituisce una analisi dettagliata anche con la truffa dell’appalto del gas, con il Bertacco uno dei pochi consiglieri comunali che allora vota contro la proposta dell’allora Sindaco Scettro.
Comunque mai ci saremmo aspettati una simile conclusione dell’udienza. Il Bertacco che si avvicina al nostro legale avv. Zanini e si complimenta con lei per il suo lavoro e che poi si avvicina anche a noi dandoci la mano, come pieno riconoscimento che noi non avevamo alcuna intenzione di diffamarlo, ma semplicemente scoprire di chi era lo scrittore del volantino, distribuito casa per casa in 1.500 copie in forma anonima, che non poteva che appartenere a qualcuno del gruppo che poi avrebbe vinto le elezioni dopo aver cercato di sputtanare il Bertacco. L’errore del Bertacco è quello di non aver capito che la politica ha degli aspetti che possono toccare la vita personale. E occorre agire di conseguenza in modo determinato. Cosa che a Bertacco è sfuggita lasciando campo aperto agli avversari.


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COMBATTERE SENZA PERCHE’

A CROSARA DALL’ANA PRESENTATI I “VALOROSI” SOLDATI DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE MANDATI A MORIRE SENZA SAPERE PERCHE’. SENZA INUTILI PATRIOTTISMI. MA SOLO MANDATI AL MACELLO

È stata una presentazione reale di cosa era la guerra combattuta sull’Altopiano di Asiago, con esempio anche i soldati sardi, a Crosara nella saletta del cinema venerdi’ sera da parte di Lorenzo Panizzolo. L’iniziativa è stata fatta in collaborazione con le sezioni Ana di Crosara e Marostica, a cui va il nostro ringraziamento per finalmente essersi liberati di una retorica militaresca e trionfalistica, troppo esaltata in iniziative del genere. Il libro presentato “Il destino di don Felice tra la Piave ed la Brenta la guerra vissuta con i giovani soldati” ben rappresenta attraverso la forma del romanzo la situazione mentale e psicologica di chi da contadino improvvisamente diventa soldato con una terribile esperienza di guerra.
Tutti poveri cittadini semianalfabeti precettati dal governo di allora e senza sapere perché scaraventati in trincea. Alcuni danno subito di matto e per loro c’è un apposito ospedale a Padova, ma la loro vita è persa. Per gli altri c’è l’obbligo della vita in trincea e combattere per una Patria che cerca di ucciderli. Senza possibilità di altra decisione perché dietro le linee ci sono i carabinieri con l’ordine di sparare contro chi scappa. Una vita d’inferno in trincea al freddo ed in condizioni igieniche disperate. E non erano patrioti convinti di combattere una guerra giusta, ma semplicemente dei poveri disgraziati che se sopravvissuti tornavano spesso a casa mutilati. Con una vita davanti sempre disperata. Una grande tragedia quindi per una generazione di giovani che sarà poi nascosta da una retorica trionfalista che porterà alla seconda guerra mondiale con ancora tanti morti.
L’aver descritto la figura psicologica del soldato arruolato senza perché è un grande merito del romanzo. Siamo convinti che questo è il modo giusto per ricordare avvenimenti militari che non possono essere ricordati con le battaglie vinte o perse. E per cercare di non fare più guerre.

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LA GRANDE CIVILTA’ QUASI CANCELLATA DAGLI SPAGNOLI

I MAYA: UNA INCREDIBILE CIVILTA’ QUASI CANCELLATA DAGLI SPAGNOLI

Uxum e’ semplicemene spettacolare ed esprime in pieno la civilta’ Maya sorta intorno al 500 a.C. che aveva sviluppato una cultura molto evoluta con una propria lingua scritta e parlata ancora oggi dal 30% della popolazione indigena. Conoscevano i numeri e avevano lo zero. Avevano una religione monoteista con rappresentazioni mistiche-simboliche, senza raffigurazioni umane. Una civilta’ ben superiore a quelle degli Atzechi o degli Inca, relativamete giovani. Sono conservati solo tre libri scritti Maya che si sono salvati dalla folle distruzione degli spagnoli.

Alessandro ed Elisa

MOZZO “LOVES” SANTINI

SANTINI ABBRACCIA MOZZO: E’ PER LO SPORT A MAROSTICA
Tutto bene dunque dopo 7 anni dall’essere Sindaco il Mozzo comprende che le problematiche di gestione di Marostica vanno oltre il “fanatismo” leghista e quindi per gli investimenti nello sport plaude l’accordo con Santini.

Si tratta di:

  1. Rifare la pista di atletica
  2. Continuare la sistemazione della piscina comunale
  3. Progettare la nuova palestra comunale che pero’ non e’ ancora finanziata

Ed infine cominciare a progettare il nuovo campo di calcio.

Tutti investimenti da fare per una cittadina come Marostica finora rimasti nella propaganda elettorale. Oggi in piu’ c’e’ la collaborazione con la minoranza.

Certo che lo sport non puo” essere preso come unico modello educativo per i giovani, come fa capire il Mozzo, anche perche’ questo lo diceva pure Mussolini.

L’amministrazione comunale dovrebbe favorire al massimo i valori della liberta’ di pensiero e discussione senza le remore della rivoluzione bolscevica a Marostica. Gia’ lo scorso anno al rigurdo ci siamo fatti una bella risata, con la vicenda del Comitato della Biblioteca, che tra l’altro deve essere ancora ricostituito.

Ricordiamo inoltre che i fondi del PNRR sono stati gestiti in forma arbitraria e minimalista, non pensando invece ad un grande progetto, come poteva essere il restauro del convento che si sta sempre piu’ sgretolando su Borgo Giara.

Anche qui occorre trovare una soluzione probabilmente con partner privati.

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