ADDIO AL GRUPPO DEL MERCOLEDI’?

C’ERANO UNA VOLTA FRANCESCA E GIORGIO DEL GRUPPO DEL MERCOLEDI’ DI MAROSTICA. È TUTTO FINITO?


Rientrando da Milano a Marostica dopo ben oltre venti anni di assenza, ho trovato il modo di conoscere i dintorni di Marostica attraverso il Gruppo del mercoledì. Infatti ogni mercoledì mattina, e tutto il giorno in estate, c’era alle 8.30 l’appuntamento per l’escursione a piedi attorno a Marostica. Quindi soprattutto Altipiano di Asiago e Monte Grappa. Gli organizzatori erano Giorgio, che curava l’itinerario, e Francesca, che si preoccupava di avere anche il thermos con il caffè ed i biscotti, per una piacevole sosta. Non era una escursione impegnativa in montagna, ma una passeggiata piacevole in mezzo alla natura con simpatici amici.
Poi due-tre anni fa Francesca e Giorgio si sono ritirati. È subito subentrata un’altra gestione che ha cambiato le modalità della passeggiata diventata una escursione in montagna. È evidente che il gruppo è subito cambiato eliminando quelli che anche per ragioni di età, e quindi di fiato, non volevano forzare il passo.
Anch’io mi sono ritirato, o meglio sono stato tolto dal file del gruppo, dopo un forte cambiamento di partecipanti, che è andato per la sua strada. Sinceramente non so più nulla e che fine ha fatto il bel Gruppo del mercoledì.
Certo che ho un grosso rimpianto: ho perso una magnifica opportunità di vivere ogni settimana la bella natura dei dintorni di Marostica in piacevole compagnia.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

IL GIOCO PERICOLOSO DELL’INFORMAZIONE SENZA PADRONI

UN TENTATIVO DI RISPOSTA SUL SISTEMA DI COMUNICAZIONE: COSA È IN PARTICOLARE FACEBOOK?

È sempre più importante nella società contemporanea il problema della comunicazione e della libertà di pensiero. Personalmente ho lavorato in azienda nell’ambito della comunicazione aziendale, e quindi nella costruzione della sua immagine sul mercato, che poi ho insegnato anche all’Università.

Le grandi dittature del secolo scorso furono costruite sul monopolio dell’informazione e sul plagio della popolazione. Oggi la situazione è completamente diversa e siamo di fronte ad una caterva di notizie e fonti informative. Si pone quindi il problema “a chi dobbiamo credere?”. Tanto più che abbiamo un oligopolio dei mezzi di informazione con diversi scopi informativi, anche se il filo conduttore è il profitto derivante dalla pubblicità. Chi gestisce questi nuovi media è interessato a sviluppare l’audience collegata a vendere prodotti e servizi più che al controllo specifico dell’informazione, della notizia in sé. Anzi la notizia è il veicolo per la pubblicità.
Applico le mie conoscenze nella comunicazione con la pagina fb Marostica senza Censura iniziata quasi dieci anni fa, partendo da zero ed arrivando in questi giorni a quasi 4.000 iscritti con circa 1.500 lettori al giorno. Il sistema Facebook permette a tutti di esprimere la propria opinione raggiungendo un vasto pubblico. Non ci sono particolari censure. Fatto impensabile fino a 20-30 anni fa. E qui ci sono due vie. O si fa una pagina ideologica cercando i propri adepti o una pagina di informazione-opinione sempre variabile e dinamica. La prima soluzione raggiunto il proprio target resta chiusa e probabilmente è destinata a restare ferma e sostanzialmente a morire. La seconda può svilupparsi seguendo i principi dell’interesse e della credibilità.
Quindi l’informazione vista non come semplice cronaca, ma interpretazione dei fatti in base all’art. 21 della nostra Costituzione. Ma qui oggi ci si scontra subito sul terreno delle querele. Chi ha soldi propri utilizza la querela subito come minaccia per difendere i propri interessi contro il “giornalista” certamente non ricco e che spesso si autocensura o deve seguire, soprattutto per i giornali e la tv, una precisa linea editoriale. Ma il fatto diventa più grave nei rapporti con le istituzioni pubbliche e l’Italia si pone al di fuori della legge europea. Se scopri un appalto del Comune truccato, come è accaduto nel mio caso e chiedi pubblicamente chiarimenti, subito il Sindaco ti querela per bloccare la tua denuncia e cominciare a farti spendere soldi per difenderti. Tanto l’avvocato del Sindaco è pagato dal Comune e quindi dai cittadini. La nuova normativa europea, che l’Italia dovrà introdurre a breve, prevede che chi perde paga tutto ed eventualmente anche una multa per essersi servito del Tribunale per scopi personali.
Poi viene il problema dell’uso del linguaggio. In un sistema informativo superaffollato occorre trovare quello giusto. Per me è stata significativa l’esperienza in campo pubblicitario che certamente va al dunque del problema senza lunghe disquisizioni e cerca un uso non banale delle parole.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

MA LA DONAZZAN NON HA LA GIUSTA FORMAZIONE

SULLA DONAZZAN RICEVIAMO UNA NOTA DA UN CITTADINO
Ogni volta che Elena Donazzan interviene sulla scuola e’ come se parlasse da esperta di pedagogia, di didattica o di organizzazione scolastica, ma vale la pena ricordare un dato molto semplice: non risulta che abbia una formazione accademica specificica in nessuno di questi ambiti.

Il suo titolo di studio, per quanto pubblicamente noto, è un diploma di maturità linguistica (come la Meloni). Un percorso rispettabile, come qualsiasi altro diploma, ma che non costituisce una preparazione specialistica nelle scienze dell’educazione, nella pedagogia, nella didattica o nell’organizzazione scolastica.

Qualcuno potrebbe obiettare che è stata per molti anni assessore regionale all’Istruzione del Veneto. È vero. Ma questo non cambia la sostanza del problema.

L’incarico di assessore regionale non trasforma una persona in un’esperta di scuola. Le competenze di un assessore riguardano prevalentemente la programmazione territoriale, il diritto allo studio, la formazione professionale, l’organizzazione della rete scolastica, i rapporti con gli enti locali e altri aspetti amministrativi. Si tratta di responsabilità importanti, ma profondamente diverse dalla progettazione educativa e dall’attività didattica.

Nell’ordinamento italiano la scuola gode di autonomia. Le scelte pedagogiche e metodologiche non sono date agli assessori regionali, ma allo Stato, che denifisce gli ordinamenti e gli indirizzi generali, e alle singole istituzioni scolastiche, che esercitano la propria autonomia attraverso dirigenti, docenti e organi collegiali.

Per questo motivo, presentare una lunga esperienza politica come se fosse una qualicazione scientica nel campo dell’educazione signica confondere due piani che dovrebbero rimanere distinti.

Essere stati assessore all’Istruzione significa aver amministrato politiche pubbliche. Non significa aver studiato pedagogia. Non significa essere esperti di didattica. Non significa possedere competenze specifiche sulla formazione degli studenti o sui processi di apprendimento.

Un politico ha tutto il diritto di avere idee sulla scuola e di proporre riforme. Ma quando pretende di indicare agli insegnanti come debbano educare, cosa debbano insegnare o quali contenuti culturali siano legittimi, è inevitabile chiedersi su quale preparazione fondi tale autorevolezza.

La risposta, almeno per quanto riguarda i titoli di studio e la formazione specialistica, è piuttosto chiara: non risultano percorsi universitari o professionali specifici nel campo delle scienze dell’educazione.

In una democrazia matura non dovrebbe scandalizzare porre questa domanda. Anzi, dovrebbe essere normale. Perché la scuola non appartiene ai politici di turno: appartiene alla Repubblica, alla Costituzione e alla comunità educante che ogni giorno la costruisce con competenza, studio e responsabilita’.

A cura Osservatorio Economico Sociale di Marostica

IN POLITICA DEMOCRATICA SENZA ANTIFASCISMO: IL CASO ASSURDO DELLA DONAZZAN

CHI E’ ELENA DONAZZAN: HA FATTO SOLO “POLITICA”?

Biografia
Comincia da giovane la sua militanza politica nel Fronte della Gioventù, organizzazione giovanile del Movimento Sociale Italiano (MSI), nel quale, qualche anno dopo, diventerà segretario provinciale a Vicenza.
Nel 1995 aderisce alla svolta di Fiuggi di Gianfranco Fini, che porta allo scioglimento del MSI e la sua confluenza in Alleanza Nazionale (AN), partito con il quale, alle elezioni amministrative di quell’anno, si candida, venendo eletta, al consiglio provinciale di Vicenza, tra le liste a sostegno del candidato presidente di centro-destra Giuseppe Castaman.[1]
Alle elezioni regionali in Veneto del 2000 si candida tra le liste di AN, nella mozione del presidente uscente forzista Giancarlo Galan, nella circoscrizione di Vicenza. Viene così eletta nel consiglio regionale del Veneto, dove ha fatto parte delle commissioni agricoltura e cultura.[2]
Alle regionali venete del 2005 si ricandida tra le liste di Alleanza Nazionale, di nuovo a sostegno di Galan, venendo rieletta consigliera regionale nella medesima circoscrizione. In seguito entra nella giunta regionale del Veneto presieduta da Galan, come assessore con deleghe all’istruzione, alla formazione, al lavoro, caccia, protezione civile, tutela del consumatore, sicurezza alimentare e servizi veterinari.[1][2][3]
Alle elezioni politiche del 2006 viene candidata alla Camera dei deputati, nelle liste di Alleanza Nazionale, nella circoscrizione Veneto 2 in quinta posizione, risultando eletta deputata grazie alla rinuncia di Adolfo Urso (che ha optato per il seggio ottenuto nella circoscrizione Veneto 1), ma il 28 aprile 2006 rinuncia all’elezione, e si dimette il giorno stesso, preferendo il mantenimento del suo incarico regionale. Al suo posto viene proclamato deputato Luca Bellotti.
A giugno 2019 aderisce a Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni.[4][5]
L’8 gennaio 2021, durante la trasmissione radiofonica La Zanzara, canta Faccetta nera, suscitando aspre critiche e portando il centro-sinistra a chiedere le sue immediate dimissioni dal consiglio regionale[6] nonché a sollecitare un intervento della magistratura per apologia del fascismo.[7]
Alle elezioni europee del 2024 si candida al Parlamento europeo, nelle liste di Fratelli d’Italia (FdI), circoscrizione Italia nord-orientale, venendo eletta europarlamentare;[8] di conseguenza, il 19 luglio 2024 si dimette da assessore regionale.[9]
Il 23 luglio dello stesso anno, viene eletta fra i vicepresidenti della Commissione per l’industria, la ricerca e l’energia del Parlamento europeo.[10][11]
Posizioni politiche
Le sue dichiarazioni e prese di posizione politiche, marcatamente conservatrici e reazionarie,[12] sono state caratterizzate in più occasioni da continui richiami e ammiccamenti indiretti alle ideologie relative al fascismo, suscitando frequenti polemiche e richieste di dimissioni.[13][14][15][16]
Immigrazione
Dopo gli attentati di Charlie Hebdo, ha mandato una lettera nelle scuole venete per sollecitare gli immigrati stranieri a dissociarsi dal terrorismo islamico.[17] Per risolvere la carenza di manodopera, ha ipotizzato il rientro di oriundi o di discendenti veneti emigrati in Sud America.[18] Ha deprecato i matrimoni misti interreligiosi, tra donne cattoliche e gli uomini musulmani, che, a suo dire favorirebbero le infiltrazioni del terrorismo islamico. Tale posizione ha generato forti critiche.[19]
Leva obbligatoria
Donazzan si è dichiarata “da sempre apertamente favorevole alla reintroduzione di periodo di servizio obbligatorio dei giovani”.[20]

A cura Osservatorio Economico Sociale di Marostica

NIENTE OPERA ESTATE A MAROSTICA GRAZIE A MATTEO MOZZO

L’ ASSESSORE ALLA CULTURA A MAROSTICA INCAPACE E FALLIMENTARE: MATTEO MOZZO.
E COSI’ LA NOSTRA È L’UNICA CITTADINA DI PRESTIGIO INTORNO A BASSANO SENZA OPERA ESTATE

Naturalmente per dimostrarsi capace ed acculturato il Mozzo dopo le dimissioni della Burei si era tenuto l’Assessorato alla Cultura. Insomma voleva una medaglia prestigiosa per Marostica. Ma quando si vuole e si impone un incarico occorre un minimo di capacità di saperlo svolgere. E dopo il fallimentare Museo degli Scacchi fatto rubando lo spazio alle attività delle associazioni culturali, ecco che Marostica non ospita alcuna manifestazione di Opera Estate, quando tutte le cittadine intorno a Bassano hanno avuto un evento. Pensiamo a Campese, San Nazario, Valstagna, Lusiana, ecc… I luoghi ideali per svolgere delle manifestazioni Politeama, Castello Superiore, Sala del Consiglio del Castello inferiore, Chiesetta San Marco, Sala dell’ex Opificio e anche la Piazza sono rimasti chiusi alla sera durante l’estate. Certo abbiamo il coro dei fascio-leghisti che cantano Leon, Leon per l’avvicinarsi della Partita a Scacchi accompagnati dalla nuova colonna sonora, ma certamente perdere una occasione come Opera Estate è da fessi. E in pratica è la dimostrazione dell’incapacità di Mozzo di relazionarsi con un evento culturale di grande successo. Ma che ci sta a fare come Assessore alla Cultura? Si vergogni e si dimetta. E l’Associazione Commercianti sta zitta? Forse è in ferie.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

BURATTINI IN COMUNE A MAROSTICA

VIETATA LA POLITICA: BURATTINI SENZA ANIMA IN CONSIGLIO COMUNALE DI MAROSTICA TRA UN “FINTO” GIOVANE SINDACO, UN SEGRETARIO CHE SI FINGE ESPERTO ED UN RAGIONIERE CHE SCOPRE IL CONTO ECONOMICO CON GLI AMMORTAMENTI

Non possiamo che essere d’accordo con un nostro lettore che è avvilito e incredulo da quanto accade in Consiglio Comunale a Marostica. Appartengo alla generazione del ’68 e ricordo che nei consigli comunali non si discuteva solo di scuole, strade e servizi, ma venivano presentate mozioni politiche come per la guerra del Vietnam o per il blocco di Cuba o la segregazione razziale in Sudafrica.
Oggi tutto tace eppure ci sono il genocidio di Gaza, l’Iran violato con anche l’assassinio del suo massimo dirigente politico, i bombardamenti indiscriminati di Israele, la guerra tra Russia ed Ucraina, gli Stati Uniti che non rispettano le regole internazionali, lo strangolamento di Cuba, la conquista comprata dagli americani del Venezuela, il riarmo forzato, per non parlare dei migranti ecc… E ci sarebbe da discutere molto di più che nel ’68.
Eppure non si parla di vera politica in Consiglio Comunale, non ci sono mozioni e prese di posizione sulla vita reale della gente e tutto viene delegato a pochi politici “leader” dei vari partiti che discutono e decidono per noi. Incredibile. Le discussioni devono essere “leggere” non impegnate per il giovane “controrivoluzionario” Matteo. Dobbiamo stare in letargo e se esprimiamo una opinione non gradita, ecco la denuncia del Sindaco e dei suoi “accoliti” per intimorirci e, siamo al massimo del ridicolo, con le spese legali pagate dai cittadini per il Mozzo.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

I TURISTI NON SONO CITTADINI DI MAROSTICA

IL GRAVE ERRORE DI ANGELINA FRISON:
SERVE UNO SPAZIO ESPOSITIVO PER UNA REALE COMUNICAZIONE CULTURALE TRA I CITTADINI DI MAROSTICA ORA DIMENTICATI PER UN FOLLE MARKETING PER I TURISTI, CHE VERREBBERO COMUNQUE

Ecco la lettera inviata dalla Consulta:

CONSULTA FRA LE ASSOCIAZIONI
CULTURALI DEL TERRITORIO
36063 MAROSTICA (VICENZA)
VIA CAIROLI, 4 – TEL 0424 479102
E-mail: biblioteca@comune.marostica.vi.it – consultasegr@gmail.com

Marostica, 03 agosto 2026
Al Signor Sindaco del Comune di Marostica
e Assessore alla Cultura

Le Associazioni Culturali aderenti alla Consulta, durante l’incontro del 29 giugno 2026, hanno espresso alcune considerazioni sull’andamento turistico culturale del nostro territorio ed hanno precisato che il Veneto si colloca tra le principali destinazioni europee, con oltre 22 milioni di arrivi e più di 74 milioni di presenze annue, a dimostrazione di un sistema turistico di grande rilevanza e competitività. I dati relativi al turismo evidenziano, pure, che anche il contesto territoriale in cui Marostica si inserisce è in forte crescita. La provincia di Vicenza nel 2024 con oltre 880.000 arrivi e circa 2,3 milioni di presenze turistiche, supera i livelli pre-pandemia e conferma il suo trend positivo.
Pure in cittadine dalle dimensioni contenute come Marostica si registrano flussi costanti, con circa 7.000 arrivi e oltre 15.000 presenze annue. Da studi sociologici si comprende che tali margini di crescita sono legati soprattutto alla capacità di arricchire e diversificare l’offerta culturale e che questa va oltre la Partita a Scacchi, evento identitario unico nel suo genere a livello internazionale, che rappresenta un forte elemento di attrazione turistica, confermando il potenziale della città.
Alla luce di tali dati, è evidente come la presenza di mostre temporanee e iniziative culturali costituiscano un fattore strategico per intercettare e fidelizzare i flussi turistici e, magari, per prolungare la permanenza media dei visitatori, generando ricadute economiche positive per le attività locali, dalla ristorazione al commercio di prossimità.
Date queste premesse, sono seguite alcune considerazioni sugli spazi culturali di Marostica e sui bisogni delle nostre Associazioni. Si desidera, pertanto, rendere edotto la S.V., sulle considerazioni emerse, per poter trovare con Lei, alcune soluzioni di cui la Città sente l’esigenza.

Da alcuni anni il nostro territorio risente fortemente di una particolare carenza di spazi sia espositivi che di incontro e, in particolare, da quando è stato limitato alle nostre Associazioni Culturali l’uso della sala consiliare e preclusa la possibilità di predisporre mostre nel Castello Inferiore di Marostica, simbolo identitario dell’intera Comunità, le sale sono state occupate in progettazioni e allestimento della mostra permanente delle scacchiere. Anche se si riconosce che tale esposizione
per la nostra Città ha un significato simbolico, si è pure consapevoli che chi l’ha visitata una volta con il suo castello, potrebbe non avere più validi motivi per ritornarci. Il togliere la disponibilità di queste sale, alle nostre Associazioni, da sempre impegnate con le loro specifiche finalità a promuovere la crescita culturale, storica, ambientale e artistica della Comunità, impedisce loro di disporre di spazi adeguati in cui poter esprimere le loro diversificate proposte culturali. L’assenza di spazi destinati a iniziative e a mostre temporanee si ritiene possa rappresentare una limitazione significativa, sia per la vitalità culturale cittadina, sia per la piena valorizzazione del patrimonio locale e sia per dare stimoli sempre nuovi al visitatore ma anche ai nostri Cittadini.
In quest’ottica, si chiede alla S.V. di valutare la possibilità di destinare a uso espositivo temporaneo la sala attualmente adibita all’esposizione dei costumi della Partita a Scacchi. Tali costumi, di indubbio valore storico e identitario, potrebbero essere valorizzati attraverso modalità innovative di fruizione — quali ricostruzioni virtuali, installazioni multimediali o tecnologie digitali immersive, capaci di mantenere alta la qualità della presentazione, rendendola al contempo più accessibile e coerente con i linguaggi contemporanei.

La reintroduzione di mostre temporanee all’interno del Castello la riteniamo un investimento culturale strategico perché, non solo consentirebbe alle realtà associative del territorio di esprimere e condividere il proprio patrimonio creativo, ma contribuirebbe anche ad ampliare e di versificare l’offerta turistica, con benefici concreti per l’indotto economico locale.

Certi della Vostra sensibilità verso tali tematiche e della volontà di valorizzare in modo equilibrato e lungimirante il patrimonio cittadino di quanti collaborano a livello culturale, restiamo in attesa di un cortese riscontro. Fin da ora, si dà la disponibilità di poter collaborare e portare la nostra lettura, su eventuali altre proposte o soluzioni di cui Lei, come Assessore alla Cultura, volesse farsi interprete, condividendola con tutti i rappresentanti della Consulta.

A nome di tutte le Associazioni, si porgono distinti saluti
Cordialmente
Il Coordinatore
Dott.ssa Angelina Frison

IL SINDACO MATTEO MOZZO NON HA CAPITO UN TUBO. E’ NEMICO DEI CITTADINI

Beata la vecchia stazione storica!
Lorenzo Cuman scrive:

Quella di spostarla a dove è adesso è stata l’idea più malsana e dispendiosa di Marostica!
La vecchia era pressoché funzionale con il bar attiguo!
Hanno eliminato pure l’edicola punto d’incontro mattutino per un saluto e lo scambio di due parole….
Ora li dov’è oltre al posto insano d’estate e maldestro d’inverno, non ci sono neppure i distributori autorizzati di biglietti.
È stata proprio un’idea insolente soprattutto per gli anziani.
E in più soldi buttati al vento!
E poi si dice largo ai giovani sindaci che hanno idee moderne!!!….io dico più malsane di queste non so…..

a cura Osservatorio Economico Sociale di Marostica