SIMONE BUCCO E’ IL BURATTINAIO?

IL “BUON PADRE DI FAMIGLIA” HA SEMPRE RAGIONE, MA SIMONE BUCCO DELLA PRO MAROSTICA NON RAGIONA IN QUESTO MODO
È impossibile conoscere tutte le norme e le leggi. E quando si hanno delle responsabilità e si devono prendere delle decisioni avendo appunto delle responsabilità il metodo di lavoro è quello di seguire la logica “del buon padre di famiglia”. Poi si faranno le opportune verifiche. Che per mia esperienza diretta di solito coincidono con le norme e leggi.
Così è la questione dello Statuto della Pro Loco. Abbiamo detto più volte che avere 9 consiglieri e nelle votazioni dare la possibilità di scrivere 9 nomi è una truffa. La logica delle elezioni è di permettere che si crei la maggioranza del Consiglio di Amministrazione che governa l’associazione e non permettere ad un solo gruppo di prendersi tutti i seggi. E la verifica della legge in questo senso mi ha dato ragione. Lo avevo intuito appunto con la logica del buon padre di famiglia. La legge impone che ci siano uno o più consiglieri di minoranza non collegati con la maggioranza che governa. E questo vale per tutti i Consigli.
Perché chi decide è ovviamente la maggioranza del Consiglio con i consiglieri eletti, ma la minoranza è d’obbligo per il funzionamento del Consiglio. Quindi eleggere tutto il Consiglio con il 50,1% dei voti attraverso il trucco di eleggere 9 consiglieri su 9 del Consiglio senza considerare la minoranza è fuori legge e completamente illegale. Ma Bucco non è un buon padre di famiglia ma padre solo di se stesso.
Addirittura lo statuto tipo dell’Associazione delle Pro Loco lascia all’assemblea del momento la decisione di quanti debbano essere i consiglieri e le modalità di votazione, cioè quanti consiglieri spettino alla maggioranza. Che comunque per un Consiglio di 9 i voti dovrebbero essere 5-6. In modo che non possano vincere in toto maggioranze precostituite. Tra l’altro la legge prevede sopra i 7 consiglieri che due vadano alla minoranza.
La diligenza del buon padre di famiglia è un concetto di diritto privato, risalente al diritto privato romano, e richiamato da vari articoli del Codice civile italiano. E il Bucco anche se non è laureato in legge, ma è un geometra, dovrebbe capirlo.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

FALSA DEMOCRAZIA

LA FALSA DEMOCRAZIA DELLA PRO MAROSTICA (PARTITA A SCACCHI) CON SIMONE BUCCO
ECCO LA CORRISPONDENZA INTERCORSA.
A Associazione Pro Marostica
23 feb 2026, 11:26

Buon giorno. Con riferimento alla convocazione dell’Assemblea Straordinaria ed alle modifiche di Statuto proposte, vogliate inserire e mettere ai voti nell’Assemblea la mia proposta di modifica dell’art.9 come segue: “Il Consiglio di Amministrazione è composto da 9 componenti eletti dall’Assemblea. Ciascun socio ha il diritto di esprimere il proprio voto per un numero massimo di 6 preferenze”.
Riteniamo che quanto previsto oggi nello Statuto sia illegale, non ho memoria di simili statuti nelle associazioni in cui partecipo ed ho partecipato, in quanto con il 50,1% dei voti darebbe tutti i componenti del Consiglio alla “cordata” che si potrebbe organizzare impedendo la partecipazione democratica di eventuali minoranze.

Cordiali saluti
Alessandro Morello

Simone Bucco – Pro Marostica presidente@marosticascacchi.it
23 feb 2026, 14:24 (18 ore fa)

a me

Egregio Sig. Morello,
spiace comunicarLe che la Sua richiesta pervenutaci via e-mail in data odierna non è accoglibile in quanto andremo ad integrare un ordine del giorno al di fuori del termine minimo degli otto giorni previsto dall’attuale statuto per la convocazione dell’Assemblea, venendo così meno la garanzia del diritto all’informazione e alla partecipazione informata dei Soci.

Tanto le dovevo, Cordialmente Simone Bucco

Simone Bucco, Presidente
Associazione Pro Marostica

Alessandro Morello alessandro.morello01@gmail.com
23 feb 2026, 15:28 (17 ore fa)

a Simone Bucco

Le faccio presente che le mozioni di modifica possono sempre essere presentate in assemblea. Lo tenga ben presente.
Cordiali saluti
Alessandro Morello

a cura Osservatorio Economico Sociale di Marostica

ASSEMBLEA STRAORDINARIA DELLA PRO MAROSTICA

SIMONE BUCCO CONVOCA L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DELLA PRO MAROSTICA PER PUTTANATE. NOI PRESENTEREMO UNA SERIA PROPOSTA DI MODIFICA DELLA STATUTO PER L’ELEZIONE DEL CONSIGLIO

Le modifiche poste all’attenzione dei Soci della Pro Marostica per l’Assemblea Straordinaria del 2 marzo sostanzialmente riguardano l’aggiornamento dello statuto in base alle modifiche legislative intervenute nell’ultimo tempo. Certo è da valutare la proposta della nomina di un Segretario direttamente dal Presidente senza l’approvazione del Consiglio e anche al di fuori del Consiglio stesso, purché Socio della Pro. Il Segretario diventa una specie di direttore generale.
Ma il vero punto che non viene modificato è l’elezione del Consiglio di Amministrazione da parte dell’Assemblea. Le modalità attuali sono uniche e chiaramente illegali. Di tutte le associazioni cui ho partecipato e partecipo è l’unico caso con una simile regola. L’attuale statuto dice infatti: “Il Consiglio di Amministrazione è composto di 9 componenti eletti dall’Assemblea. Ciascun socio ha diritto di esprimere il proprio voto per un numero massimo di 9 preferenze”. La blindatura di tipo sovietico per cui il 51% dei soci si può pappare tutti consiglieri infischiandosene delle minoranze non è solo chiaramente illegale, ma controproducente per la gestione della Associazione perché elimina il dibattito. Il che è molto pericoloso per una associazione o società che si voglia. Noi proponiamo la seguente modifica: “Ciascun socio ha diritto di esprimere il proprio voto per un numero massimo di 5 preferenze”. In questo caso un eventuale gruppo di maggioranza precostituito può governare l’Associazione con suoi 5 consiglieri, ma si avvale della presenza di una minoranza che può controllare le decisioni ed esprimere sempre la sua opinione. Gli interventi per decisioni errate o non attentamente valutate nei suoi molteplici aspetti poi sono sempre difficili da rimediare e generalmente si interviene dopo perdite non indifferenti.
La dialettica democratica è la chiave di successo delle organizzazioni, che così evita la logica del paraocchi, molto pericolosa per la vita organizzativa.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

PRESIDI DEL LICEO CLASSICO E SCIENTIFICO DI BASSANO DEL GRAPPA BOCCIATI

IL LICEO CLASSICO E LO SCIENTIFICO DI BASSANO NON PARTECIPANO PERCHE’ HANNO PRESIDI CHE NON COMPRENDONO ARROGANTEMENTE LA CULTURA DEL TERRITORIO. PENSANO AL MEDIEVO

Il bravo Presidente della Confindustria bassanese Alessandro Bordignon ha presentato al nostro Rotary l’iniziativa di collegamento tra imprese e territorio, particolarmente orientata per le scuole. Alla nostra domanda del perché, mentre tutte le altre scuole superiori hanno aderito, manca la presenza dei due Licei cittadini, la risposta è stata che i Presidi non hanno ritenuto l’iniziativa didatticamente importante. Una vera follia culturale. Perché per un giovane studente capire oggi cosa è una impresa è determinante anche per le sue future scelte universitarie. E noi lo sappiamo bene avendo a fine carriera manageriale insegnato all’Università di Udine portando alla laurea 56 studenti in sette anni generalmente con tesi in azienda di ricerca sul posizionamento del prodotto. Buona parte degli studenti hanno poi trovato subito lavoro anche utilizzando la tesi fatta. Forse quei presidi non hanno mai visto oggi cosa è una azienda e pensano ancora a luoghi fumosi e malsani in cui i lavoratori sono trattati da schiavi pronti con le bandiere rosse per la rivoluzione. Non che le teorie di Marx non siano più valide a livello macroeconomico anche oggi, ma il contesto è profondamente mutato e l’azienda è il motore dell’economia locale e nazionale. Confrontarsi è quindi essenziale, anche per evitare che Confindustria diventi il super partito che impone le sue scelte senza discussione con i cittadini. Vedi la famosa Pedemontana, imposta dagli industriali alle forze politiche asservite, senza valutare alternative importanti.
Ci auguriamo una ampia partecipazione all’iniziativa che può anche essere ulteriormente migliorata. Noi abbiamo posto dei suggerimenti, prontamente accolti dal Presidente Bordignon.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

LA BIBLIOTECA DI MAROSTICA HA IL SINDACO COME PADRONE

ANGELINA FRISON, PRESIDENTE DELLA CONSULTA DELLE ASSOCIAZIONI DI MAROSTICA, AFFERMA CHE LA BIBLIOTECA È DI TUTTI I CITTADINI, PERCHE’ È UNA DONAZIONE DI UN PRIVATO, IL DR. RAGAZZONI

E ha proprio ragione affermando tale concetto in presenza del Sindaco Matteo Mozzo nell’ultima riunione della Consulta. Ma occorre veramente il coraggio per battersi per l’indipendenza della biblioteca dalle continue interferenze del Mozzo o chi per lui come Sindaco. Occorre prima di tutto modificare lo statuto facendo in modo che il Comitato di Gestione della Biblioteca la gestisca effettivamente in piena autonomia e che il comitato eletto abbia l’autorità e l’indipendenza di governare la biblioteca per gli anni del mandato del Sindaco con anche un suo budget con soldi comunali o di privati. L’attuale statuto fa del Comitato semplicemente il cameriere del Sindaco che decide in ultima istanza su ogni particolare. Così succede che una persona tra l’altro con nessuna competenza culturale come il Mozzo combini cose incredibili come la censura effettuata per il Cineforum estivo. E strumentalizzi la Biblioteca a fini politici. Ma non solo. Perché la Biblioteca per la natura stessa di essere la donazione di un cittadino per i suoi cittadini deve essere sempre usufruibile e non in mano alla solita burocrazia comunale. Ciò vuol dire che dovrebbe essere aperta anche alla sera ed alla domenica mattina. E si può fare. Basta attivare pienamente l’Associazione dei Volontari, come parzialmente veniva fatto anni fa. Tra l’altro il successo delle iniziative per i ragazzini può essere ripetuto con le persone adulte soprattutto alla sera. Si tenga anche conto, lo vediamo dalla modifica dei lettori dei giornali durante il giorno, che stanno crescendo il numero dei pensionati che potrebbero trovare nella biblioteca sempre più un momento di aggregazione anche con iniziative specifiche.
Sarà una battaglia anche della minoranza invece di stare a vivacchiare in attesa di nominare i suoi rappresentanti politici? Ma a nostro parere il Santini non ha ancora capito che il Mozzo non intende fare nulla mantenendo la biblioteca senza un serio Comitato e facendo in sostanza quello che gli pare, felice e contento. Tanto è circondato da allocchi, timorosi e riverenti.

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UNA UNIVERSITA’ SPECIALE A MAROSTICA, FORSE PER LA LAUREA A…..

PANICI, XAUSA, SCOMAZZON E MOZZO, ADEPTI DELLA LINK CAMPUS UNIVERSITY DI ROMA FELICI DEL SUPPORTO DI LORENZO PAROLIN (“FAMOSO” GIORNALISTA DI CRONACA DEL GIORNALE DI VICENZA) MEMBRO DI ALIZE’, IL FANTOMATICO CENTRO STUDI

Università privata di Roma di Francesco Polidori, fondatore anche di Cepu con sponsor (ve lo ricordate?) Del Piero, conosciuta anche come Unilink opera soprattutto on line rilasciando lauree al costo medio annuale di 10.000 euro. Ora il Comune di Marostica ha dato il supporto ad una settimana di Winter School – Visioni d’Europa organizzata da Teatris, l’associazione di Maurizio Panici. E ha cercato di coinvolgere gli studenti locali.
Andare a Roma con una università privata molto discussa per i diplomi dati a cani e porci, ci è sembrato molto svilente. Se pensiamo che l’Università di Padova è nella 4° posizione nazionale e 44° come reputazione accademica in Europa. Il punteggio Censis è di 90,3 per Padova con più di 75.000 studenti, 2.700 docenti, 15.000 laureati ogni anno con una offerta didattica d’eccellenza ed in continua trasformazione. Unilink è una piccola università privata con circa 2.000 studenti (nostra stima) ed il Censis la classifica con 80,8 punti.
Noi siamo rimasti collegati all’Università di Padova, in cui ci siamo laureati in Chimica Industriale e diplomati in Organizzazione Aziendale, con la abbastanza recente associazione Alumni, che offre una panoramica formidabile dell’attività odierna dell’Università.
E Panici si collega a Roma per organizzare “Visioni d’Europa”. Perché non ha organizzato l’iniziativa coinvolgendo chi ha esperienza e conoscenza ed invece improvvisando una simile iniziativa?
L’unica spiegazione che ci viene in mente è che con l’amico Parolin voglia essere referente commerciale di tale università. Sappiamo il desiderio di molte persone di avere la laurea anche se patacca. E’ un interessante mercato.

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ALPINI IN RUSSIA E FOIBE: UNA MANIPOLAZIONE

ALPINI IN RUSSIA E FOIBE SONO L’OCCASIONE PER CELEBRARE IL NEOFASCISMO ANCHE A MAROSTICA. SI STANNO FOTTENDO LA COSTITUZIONE E LA RESISTENZA

Siamo sempre più offesi e meravigliati. Ma almeno noi non siamo fessi. E lo diciamo a gran voce, mentre anche i “democratici” tacciono. Non si vuole distinguere la situazione personale di chi è stato vittima di situazioni di decisioni del fascismo con le decisioni stesse. Il soldato che è andato in Russia e ha sofferto situazioni incredibili per sopravvivere, non può diventare l’eroe di una guerra di conquista che vedeva gli Alpini alleati con i nazisti. Invece si fa di una erba un fascio per cui gli alpini diventano gloriosi eroi combattenti contro il terribile nemico russo. Tutte balle. E sarebbe ora di finirla di strumentalizzare l’associazione degli alpini da meritevole associazione benefica a gruppo paramilitare erede di chi eroicamente ha difeso la Patria in Russia. È una reale presa per i fondelli che cerca di manipolare la Storia.
Come la vicenda delle foibe. Agli italiani è andata anche troppo bene con gli sloveni e croati a fine della guerra dopo quello che avevano combinato i fascisti con le popolazioni locali per 25 anni. Ed il problema di fondo dell’esodo è stato il cambio di regime con l’arrivo dei comunisti jugoslavi che avevano vinto la guerra. Tutta la popolazione, con gli italiani, dovevano in qualche modo vivere in una società socialista. Fatto inaccettabile per la maggioranza degli italiani che si erano “goduti” i privilegi del fascismo e comunque di una società borghese.
Poi possiamo soffermarci su singoli episodi di fatti di guerra o delle difficoltà scaturite dal cambiamento di posto in cui vivere, ma non possiamo costruire una storia che permette l’arrivo del neofascismo, cioè la negazione del criminale regime che è stato il fascismo in Italia e di ciò che drammaticamente ha provocato nella vita dei cittadini.

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LA FUFFA DELLA CULTURA A MAROSTICA

LA FUFFA DELLA CULTURA AL MERCATO A MAROSTICA CON PANICI DAL 9 AL 13 FEBBRAIO
Argot e Teatris (leggi Panici) tirano dentro Radici Future (leggi Visentin il fratello del Presidente del Cuoa) e proprio (sic) il Cuoa nel carnevale di Marosticacampus. Ovviamente con il Centro Studi Alize’, dello stesso gruppo di Cepu per il recupero degli studenti somari, con membro anche il giornalista locale del Giornale di Vicenza Lorenzo Parolin, amico di Roberto Astuni, l’albergatore con la laurea falsa. Insomma mancano solo Pulcinella ed Arlecchino per completare il quadro.
In pratica una iniziativa roboante in cui addirittura ancora però mancano i nomi dei relatori, a meno che non siano degli attori di Teatris mascherati.
Ci vergognamo che in questa carnevalata in dispregio di Marostica e delle sue vere espressioni culturali ci sia anche il Comune con il Sindaco Matteo Mozzo.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

Ma siamo impazziti? Unilink e’ una universita’ privata romana di pessima reputazione e tra i membri del suo Centro Studi Alize’ c’e’ Lorenzo Parolin, “famoso” giornalista locale testimone per conto di Astuni nel processo da lui tentato contro di noi per aver denunciato la sua laurea falsa. Siamo alla presa per i fondelli

nella foto Panici con Mozzo, promotori

“𝗠𝗔𝗥𝗢𝗦𝗧𝗜𝗖𝗔𝗠𝗣𝗨𝗦”, 𝗨𝗡𝗔 𝗦𝗘𝗧𝗧𝗜𝗠𝗔𝗡𝗔 𝗗𝗜 𝗔𝗟𝗧𝗔 𝗙𝗢𝗥𝗠𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗦𝗨𝗟 𝗙𝗘𝗗𝗘𝗥𝗔𝗟𝗜𝗦𝗠𝗢 𝗘𝗨𝗥𝗢𝗣𝗘𝗢: 𝗦𝗧𝗨𝗗𝗜𝗢𝗦𝗜 𝗜𝗡𝗧𝗘𝗥𝗡𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗔𝗟𝗜, 𝗦𝗧𝗨𝗗𝗘𝗡𝗧𝗜 𝗘 𝗖𝗜𝗧𝗧𝗔𝗗𝗜𝗡𝗔𝗡𝗭𝗔 𝗔 𝗖𝗢𝗡𝗙𝗥𝗢𝗡𝗧𝗢
𝘔𝘢𝘳𝘰𝘴𝘵𝘪𝘤𝘢𝘮𝘱𝘶𝘴: 𝘶𝘯𝘢 𝘴𝘦𝘵𝘵𝘪𝘮𝘢𝘯𝘢 𝘥𝘪 𝘢𝘭𝘵𝘢 𝘧𝘰𝘳𝘮𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘶𝘯𝘪𝘷𝘦𝘳𝘴𝘪𝘵𝘢𝘳𝘪𝘢 𝘥𝘦𝘥𝘪𝘤𝘢𝘵𝘢 𝘢𝘪 𝘵𝘦𝘮𝘪 𝘥𝘦𝘭 𝘧𝘦𝘥𝘦𝘳𝘢𝘭𝘪𝘴𝘮𝘰 𝘦𝘶𝘳𝘰𝘱𝘦𝘰, 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘴𝘶𝘴𝘴𝘪𝘥𝘪𝘢𝘳𝘪𝘦𝘵𝘢̀ 𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘴𝘰𝘴𝘵𝘦𝘯𝘪𝘣𝘪𝘭𝘪𝘵𝘢̀, 𝘢𝘱𝘦𝘳𝘵𝘢 𝘢 𝘴𝘵𝘶𝘥𝘦𝘯𝘵𝘪 𝘶𝘯𝘪𝘷𝘦𝘳𝘴𝘪𝘵𝘢𝘳𝘪 𝘦 𝘭𝘪𝘤𝘦𝘢𝘭𝘪 𝘮𝘢 𝘢𝘯𝘤𝘩𝘦 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘤𝘪𝘵𝘵𝘢𝘥𝘪𝘯𝘢𝘯𝘻𝘢, 𝘱𝘰𝘳𝘵𝘦𝘳𝘢̀ 𝘢 𝘔𝘢𝘳𝘰𝘴𝘵𝘪𝘤𝘢 𝘴𝘵𝘶𝘥𝘪𝘰𝘴𝘪 𝘦 𝘳𝘪𝘤𝘦𝘳𝘤𝘢𝘵𝘰𝘳𝘪 𝘥𝘪 𝘱𝘳𝘰𝘧𝘪𝘭𝘰 𝘪𝘯𝘵𝘦𝘳𝘯𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘢𝘭𝘦.

𝗗𝗮𝗹 𝟵 𝗮𝗹 𝟭𝟯 𝗳𝗲𝗯𝗯𝗿𝗮𝗶𝗼 𝗻𝗮𝘀𝗰𝗲 𝗠𝗮𝗿𝗼𝘀𝘁𝗶𝗰𝗮𝗺𝗽𝘂𝘀, 𝗰𝗵𝗲 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗲𝗿𝗮̀ 𝗶𝗻 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮̀ 𝘀𝘁𝘂𝗱𝗶𝗼𝘀𝗶 𝗲 𝗿𝗶𝗰𝗲𝗿𝗰𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗱𝗶 𝗽𝗿𝗼𝗳𝗶𝗹𝗼 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗶𝗻𝘀𝗶𝗲𝗺𝗲 𝗮 𝘀𝘁𝘂𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶, 𝘀𝗰𝘂𝗼𝗹𝗲 𝗲 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗮𝗻𝘇𝗮.
🏰 Tra il Castello Inferiore, Palazzo Baggio e la Chiesetta di San Marco si alterneranno lezioni, tavole rotonde, dibattiti e attività partecipative con ospiti provenienti da alcune delle più prestigiose istituzioni accademiche e di ricerca del mondo.
Un programma ricco che attraversa i grandi temi del futuro europeo: dal Manifesto di Ventotene al rapporto tra federalismo ed ecologia, dalle prospettive dell’Unione europea al ruolo delle comunità locali e delle politiche di prossimità, con momenti di confronto, role play e incontri tra cultura, teatro e patrimonio artistico.

ℹ️ 𝘓’𝘪𝘯𝘪𝘻𝘪𝘢𝘵𝘪𝘷𝘢 𝘦̀ 𝘪𝘯𝘦𝘥𝘪𝘵𝘢 𝘱𝘦𝘳 𝘪𝘮𝘱𝘰𝘴𝘵𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘦 𝘳𝘦𝘴𝘱𝘪𝘳𝘰 𝘴𝘤𝘪𝘦𝘯𝘵𝘪𝘧𝘪𝘤𝘰, 𝘷𝘦𝘥𝘦 𝘤𝘰𝘮𝘦 𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘤𝘢𝘱𝘰𝘧𝘪𝘭𝘢 𝘭’𝘢𝘴𝘴𝘰𝘤𝘪𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘤𝘶𝘭𝘵𝘶𝘳𝘢𝘭𝘦 𝘛𝘦𝘢𝘵𝘳𝘪𝘴 𝘦𝘥 𝘦̀ 𝘳𝘦𝘢𝘭𝘪𝘻𝘻𝘢𝘵𝘢 𝘪𝘯 𝘤𝘰𝘭𝘭𝘢𝘣𝘰𝘳𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘤𝘰𝘯 𝘭’𝘈𝘮𝘮𝘪𝘯𝘪𝘴𝘵𝘳𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘤𝘰𝘮𝘶𝘯𝘢𝘭𝘦, 𝘤𝘰𝘯 𝘪𝘭 𝘤𝘦𝘯𝘵𝘳𝘰 𝘥𝘪 𝘴𝘵𝘶𝘥𝘪 𝘦𝘶𝘳𝘰𝘱𝘦𝘪 𝘈𝘭𝘪𝘻𝘦́ 𝘥𝘪 𝘙𝘰𝘮𝘢 𝘦 𝘤𝘰𝘯 𝘪𝘭 𝘭𝘪𝘤𝘦𝘰 𝘥’𝘢𝘳𝘵𝘦 “𝘋𝘦 𝘍𝘢𝘣𝘳𝘪𝘴” 𝘥𝘪 𝘕𝘰𝘷𝘦. 𝘐𝘭 𝘱𝘳𝘰𝘨𝘦𝘵𝘵𝘰 𝘦̀ 𝘪𝘯𝘰𝘭𝘵𝘳𝘦 𝘴𝘰𝘴𝘵𝘦𝘯𝘶𝘵𝘰 𝘥𝘢𝘭 𝘱𝘦𝘳𝘤𝘰𝘳𝘴𝘰 𝘥𝘪 𝘦𝘥𝘶𝘤𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘴𝘰𝘴𝘵𝘦𝘯𝘪𝘣𝘪𝘭𝘪𝘵𝘢̀ 𝘙𝘢𝘥𝘪𝘤𝘪 𝘍𝘶𝘵𝘶𝘳𝘦 𝘦 𝘢𝘯𝘯𝘰𝘷𝘦𝘳𝘢 𝘵𝘳𝘢 𝘪 𝘱𝘳𝘰𝘱𝘳𝘪 𝘴𝘰𝘴𝘵𝘦𝘯𝘪𝘵𝘰𝘳𝘪 𝘭𝘢 𝘍𝘰𝘯𝘥𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘊𝘶𝘰𝘢 𝘥𝘪 𝘈𝘭𝘵𝘢𝘷𝘪𝘭𝘭𝘢 𝘝𝘪𝘤𝘦𝘯𝘵𝘪𝘯𝘢, 𝘉𝘶𝘴𝘪𝘯𝘦𝘴𝘴 𝘚𝘤𝘩𝘰𝘰𝘭 𝘥𝘪 𝘊𝘰𝘯𝘧𝘪𝘯𝘥𝘶𝘴𝘵𝘳𝘪𝘢 𝘝𝘪𝘤𝘦𝘯𝘻𝘢.

#cittàdimarostica #marostica

a cura Osservatorio Economico Sociale di Marostica

LA MANIPOLAZIONE DELLA STORIA IN CHIAVE NEOFASCISTA

BASTA CON I MARTIRI DELLE FOIBE. È UN MODO NEOFASCISTA PER RICORDARE UNA STRAGE, VENDETTA DEI CRIMINI ITALIANI

Il mio Rotary di Milano era gemellato con un Rotary di Fiume. Indimenticabili le feste di Natale. Sembrava di essere ancora sotto l’Impero Asburgico, come ambientazione. E poi la gita con lo yacht affittato verso l’isola di Krk. Ma anche l’incontro con la presidente del circolo alla casa degli italiani di Fiume. E poi con Avventure nel Mondo il giro della Croazia con anche la visita di uno dei più interessanti musei storici che abbia visto nei miei viaggi, a Zagabria. Quando poi i croati di una certa età venivano a sapere che ero veneto dicevano che Venezia era stata la loro Regina. Ovviamente questa storia è stata distrutta dai fascisti.
E poi recentemente è uscito un libro “Adriatico amarissimo” in cui si descrivono le vicissitudini che esplodono in Istria con il fascismo, il nazismo ed il comunismo.
Quindi sono abbastanza afferrato per parlare delle foibe, il modo con cui i vincitori dopo la fucilazione facevano sparire i nemici. E tutto nasce dal dominio fascista dell’Istria e della Dalmazia che vuole far sparire la lingua slovena e croata, italianizzando tutto e vietandone l’uso. E facendo terra bruciata intorno ai patrioti sloveni e croati, con violente repressioni e campi di concentramento. Ma la situazione precipita con la guerra e con la costituzione del Partito Comunista diretto da Tito, che non segue le indicazioni di Stalin di allearsi con altri partiti per combattere i tedeschi e gli italiani, ma si batte da solo per formare uno stato “socialista” dopo la vittoria. È evidente che le logiche della violenza si inseriscono con sconcertante facilità. E che i vincitori faranno pagare, ciò che hanno prima subito, ai vinti. Con in più il fatto che il nuovo stato si fonda sul comunismo e gli italiani non solo per la maggior parte hanno sostenuto il fascismo, ma costituiscono la locale borghesia, di per sé contraria alla nuova ideologia.
Diciamo che agli italiani è andata anche bene in quanto per la maggior parte hanno potuto scappare, se non convinti che il nuovo regime fosse nei loro ideali, come lo scrittore Fulvio Tomizza che aderì alla nuova repubblica socialista e quindi rimase nella sua casetta in Istria.
Gli italiani vittime civili, una parte dopo essere stati uccisi messi nelle foibe, ammonterebbero a 3.500, quelli ovviamente censiti ufficialmente. Teniamo però presente che nelle foibe sono finiti un bel po’ di soldati nazisti. Certamente non ricordati dalla Germania.
Quindi le foibe non possono essere il modo in cui si esalta patriottismo ed italianità. Sono un triste fatto di vendetta per ciò che hanno sofferto i croati e gli sloveni. Amen e per cortesia piantiamola qui.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica