MATTEO MOZZO CENSURA E QUERELA

TUTTI A PROTESTARE PER IL NO AL CINEFORUM DI MOZZO. NESSUNO PER LE QUERELE INTIMIDATORIE DI MOZZO, PAGATE DAL COMUNE, CONTRO LA LIBERTÀ DI OPINIONE

A me sembra incredibile. Ho ricevuto un sacco di querele intimidatorie da Mozzo. Quindi il comportamento del personaggio era noto.
E le querele sono state tutte archiviate dal tribunale. Da quella incredibile della tangente del gas, andata furbescamente in prescrizione, alle varie sulla libertà di giudizio sulle scelte dell’amministrazione comunale.
Nessun partito, nessuna organizzazione democratica, nessun giornale, nessuna persona mi ha mai espresso pubblicamente solidarietà. Talvolta solo qualche sorrisino come per dire: mona hai ragione ma intanto ti devi pagare l’avvocato. Meglio stare zitti. Poi scoppia la faccenda della censura del cinema, in cui non c’è alcun reato, ma solo un idiota comportamento fascio-leghista di spregio ai cittadini che si impegnano.

Ma d’altra parte sono i cittadini che hanno votato il regime fascio-leghista. O sono stati presi per i fondelli?

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

DIMISSIONI SERVITE

LA PROF.SSA LAURA DINALE SI DIMETTE DA PRESIDENTE DEL COMITATO DELLA BIBLIOTECA DI MAROSTICA A SEGUITO DELLA IGNOBILE CENSURA DI MATTEO MOZZO CON L’ASSENSO DELLA “COMBRICCOLA” DELLA GIUNTA FASCIO-LEGHISTA


Riportiamo il verbale della riunione del Comitato. Mai successo in vita mia una situazione del genere, vergognosa e senza alcun rispetto del lavoro delle persone per un significativo progetto culturale

Marostica 28/07/2025 COMITATO BIBLIOTECA CIVICA PIETRO RAGAZZONI. SEDUTA DEL 28 luglio 2025

Alle ore 18.30 di lunedì 28 luglio 2025 il Comitato si riunisce presso la Sala Ragazzi della biblioteca. Sono presenti: • Laura Dinale • Serena Vivian • Francesco Nicolli • Luca Meneghini • Marialuisa Burei • Sofia Marcon (bibliotecaria verbalizzante) • Alessandro Morello • Francesco Bertolin Sono presenti con collegamento online da remoto su piattaforma zoom: • Domenico Bonadio • Marzia Rossi • Laura Primon Sono assenti giustificati: • Angelina Frison • Maurizio Panici. Sono presenti gli invitati: • Daniela Bergamo (con collegamento online tramite zoom) • Ottavio Campagnolo (dalle 19.00) • Giovanni Maroso (dalle 19.00).
È assente giustificato l’esperto invitato: • Gino Cadore. La riunione inizia alle 18.30 con i saluti di Daniela Bergamo, consigliere delegata alla biblioteca, e di Laura Dinale, presidente del Comitato. Viene subito approvato all’unanimità il verbale dell’ultima seduta legalmente valida tenutasi il 21 maggio 2025. Laura Dinale riporta al Comitato la decisione della Giunta di non dare seguito al progetto del Cineforum estivo in biblioteca. Tale decisione è stata comunicata alla presidente con la direttiva 123 del 17 luglio 2025, con la quale viene comunicato che la Giunta Comunale non ritiene dare corso alla iniziativa. Su richiesta del Comitato, la presidente ripercorre il percorso che aveva portato il gruppo, da gennaio 2025, a lavorare al progetto del cineforum: dall’incontro con il Sindaco il 18 marzo al coinvolgimento di esperti quali Gino Cadore per verificare la fattibilità del progetto, i ragazzi volontari dell’università per la scelta dei titoli, la proprietaria de “La pergola” per il rinfresco ecc… Viene riferito che i titoli presentati alla riunione della giunta del 10 luglio erano i seguenti: “No other land” (film documentario diretto, prodotto scritto e montato da un collettivo israelo-palestinese e premiato con l’oscar al miglior documentario ai premi Oscar 2025), “Ida” (film polacco diretto da Pawel Pawlikowski, prodotto con la collaborazione di Vittorio Cecchi Gori, che nel 2015 ha vinto il premio Oscar come miglior film straniero) e, infine, “In the mood for love” (film del 2000 diretto da Wong Kar-wai). La presidente esprime le perplessità che aveva avuto, in prima persona, nel presentare “No other land”, vista l’attualità del tema trattato. In effetti la giunta ha subito dichiarato di non voler presentare nessun film che avesse rilevanza politica in biblioteca e ha chiesto di modificare la programmazione. Prendendo atto di questa indicazione il gruppo di lavoro del cineforum sostituisce “No othet land” con “La notte” di Antonioni, che, pare, potrà essere proiettato gratuitamente rispettando i diritti SIAE. La proposta torna in giunta il 17 luglio, con le seguenti motivazioni scritte dalla Presidente riguardo la scelta dei titoli: “…-il tema proposto è quello della scelta – nella rassegna di film non c’è alcun tema politico – sono tutti film oggetto di studio presso il dipartimento di Letteratura e cinematografia dell’Università degli studi di Padova – i film sono stati scelti dai ragazzi per la loro valenza estetica, tecnica e di contenuti-per quanto riguarda il linguaggio cinematografico usato, ci sono continui rimandi e sviluppi tra i tre titoli-Antonioni è visto come grande maestro e punto di partenza per la cinematografia di alto livello – presenteranno e discuteranno con il pubblico i film un dottore in lettere e una dottoressa magistrale di cinematografia, entrambi laureati all’Università di Padova, che è “nostro” punto di riferimento culturale.” La giunta decide comunque di annullare l’intero progetto. La Presidente conclude il proprio discorso ammettendo che non sono state chiarite le motivazioni che hanno portato la giunta comunale a prendere questa decisione, poiché esse non sono state espresse formalmente nella direttiva. Il Comitato chiede allora a Daniela Bergamo, rappresentante dell’Amministrazione, se sia possibile conoscere le motivazioni di tale scelta. Daniela riferisce di aver contattato il Sindaco dopo aver ricevuto la notizia dell’annullamento dell’iniziativa da Laura Dinale e che, in modo informale, il Sindaco abbia lasciato intendere che la Giunta Comunale avrebbe preferito film più “leggeri, estivi e divertenti”, che non appesantissero il pubblico con riflessioni troppo pesanti, in un momento storico difficile come quello che stiamo vivendo. Serena Vivian chiede se, all’inizio del progetto, a gennaio, fosse stata data qualche indicazione sulla scelta dei titoli: poiché nessuna indicazione era stata data, il Comitato aveva presupposto che la fiducia della giunta fosse posta nella scelta del gruppo stesso. La presidente interviene focalizzando a questo punto quello che a suo parere è il vero problema che si pone al Comitato: la mancanza di fiducia da parte dell’Amministrazione. Questa mancanza di fiducia avrà, secondo la Dinale, conseguenze a più livelli in quanto porterà il Comitato stesso a non potersi più fidare della parola data dall’amministrazione e dalla propria stessa presidente, che dell’amministrazione si era fatta garante. Sulla base di questa sfiducia, la presidente afferma di voler rassegnare le proprie dimissioni da Presidente e da membro del Comitato e, poiché il progetto sfiduciato aveva coinvolto il comitato tutto e sia era posto come un progetto culturale a tutto tondo, Laura chiede agli altri membri di fare altrettanto.
Daniela Bergamo invita il Comitato ad avere pazienza e a valutare attentamente il da farsi, auspicando quanto prima un dialogo con il Sindaco per chiarire la difficile situazione. Tutto il Comitato discute e valuta attentamente la situazione che si è creata e viene presa in seria considerazione, anche dalla stessa presidente, la possibilità di cercare un ultimo dialogo con l’Amministrazione per avere chiarimenti riguardo le loro intenzioni. Tutti i membri del Comitato esprimono chiaramente le loro perplessità, le loro opinioni e i dubbi sulla scelta da compiere e la conversazione si tiene in un clima di ascolto e reciproco confronto. Al termine della riunione, vista l’importanza del tema affrontato, ognuno è chiamato ad esprimersi chiaramente: Laura Dinale, presidente, conferma la propria volontà di rassegnare le dimissioni da presidente e da membro del Comitato, per tutte le ragioni citate in precedenza. Marialuisa Burei, vicepresidente, non rassegnerà le dimissioni e invita il Comitato a cercare un dialogo con l’Amministrazione. Domenico Bonadio, membro del comitato con voto deliberativo, non rassegnerà le dimissioni e, pur perplesso riguardo la situazione che si è venuta a creare, crede sia necessario cercare un dialogo con l’Amministrazione. Luca Meneghini, membro del comitato con voto deliberativo, esprime la volontà di voler rassegnare le proprie dimissioni da membro del comitato, soprattutto visto l’impegno personale che ha speso nell’organizzazione del cinema, facendo parte del gruppo di lavoro per il cineforum. Serena Vivian, membro del comitato con voto deliberativo, con rammarico, esprime la volontà di voler rassegnare le dimissioni da membro del comitato. Francesco Nicolli, membro del comitato con voto deliberativo, con rammarico, esprime la volontà di voler rassegnare le dimissioni da membro del comitato. Maurizio Panici, ultimo membro del comitato con voto deliberativo, è assente. Verrà informato successivamente della riunione svolta e sarà chiamato a sua volta ad esprimere un’opinione in merito. Sono a questo punto chiamati ad esprimersi i membri con voto consultivo: Alessandro Morello, membro con voto consultivo, appoggia quanto espresso dalla presidente ed esprime la propria volontà di voler rassegnare le dimissioni da membro del comitato. Laura Primon, membro con voto consultivo, invita il Comitato ad avere cautela ed esprime la volontà di cercare un dialogo, in ogni caso, con l’amministrazione, in quanto soltanto nel confronto si potrà trovare una strada per risolvere il conflitto e portare avanti nuovi progetti. Marzia Rossi, membro con voto consultivo, condivide quanto detto da Laura Primon. Francesco Bertolin, membro con voto consultivo, appoggia quanto espresso dalla presidente ed esprime la propria volontà di voler rassegnare le dimissioni da membro del comitato: il dialogo è sempre la migliore soluzione, ma in questa specifica situazione non sembra più possibile.
Angelina Frison, membro del comitato con voto consultivo, è assente. Verrà informata della riunione svolta e sarà chiamata a sua volta ad esprimere un’opinione in merito. Al termine della riunione del 28 luglio 2025: 4 membri del comitato con voto deliberativo, cioè la maggioranza, hanno chiaramente espresso la volontà di voler rassegnare le proprie dimissioni. La riunione si conclude annotando che sarà a questo punto facoltà del Sindaco accettare quanto emerso o decidere di agire diversamente.
La riunione si scioglie alle 20.40
A cura dell’Osservatorio Economico Sociale di Marostica

BUCCO NUOVO BIBLIOTECARIO A MAROSTICA?

CARLA FRIGO DELLA PRO MAROSTICA SI PRESTA AD ORGANIZZARE PER BUCCO DEGLI INCONTRI CON ARGOMENTI VARI. SENZA UN REALE FILO LOGICO. A CHE SCOPO?

Adesso il Bucco si mette “culturalmente” in concorrenza con la Biblioteca per organizzare una serie di presentazioni di libri di argomenti più disparati. Il primo questo pomeriggio in Chiesetta San Marco, poi nel Castello. Vuole arricchire, dice lui, la proposta culturale della città. Ma ignora quello che c’è già per intraprendere un percorso di generica cultura con l’unica persona della Pro Marostica che può imbastire un simile percorso, che è la Carla Frigo.
Il Bucco in Biblioteca non lo abbiamo mai visto e non sappiamo se veramente conosce quello che la Biblioteca propone. O se ha mai preso a prestito un libro. Forse sarebbe il caso che incontrasse la prof.ssa Laura Dinale, Presidente del Comitato della Biblioteca di Marostica, per schiarirsi le idee e magari far qualcosa di veramente utile ed interessante insieme. Una cosa pensata e non improvvisata. Ed a questo proposito sarebbe opportuno che la Pro Loco aderisse alla Consulta, come tra le altre associazioni anche il Cai fa.
Ma sappiamo bene che la Pro Marostica vuol fare e disfare per conto suo, forte dei suoi schei. Non apprezzando il fatto che esiste una Consulta delle Associazioni che funziona ed è una peculiarità culturale specifica di Marostica, che per esempio Bassano ci invidia ed eredità del formidabile prof. Consolaro.
Fatte così le presentazioni dei libri sono una occasione spot, che neanche rientrano in quel approfondimento storico collegato alla Partita che noi abbiamo auspicato.
È lo stesso copione della fantomatica Fondazione BPM Volksbank. Anche Xausa aveva seguito il suo percorso individuale lanciando le più disparate iniziative. Adesso che è arrivata come Presidente la Campana, tutto tace. E non c’è stata alcuna presentazione pubblica di attività. Forse sono stati dati tutti i soldi per sponsorizzare il Summer Festival che ora ha anche la coda Volksbank? Perché come sempre abbiamo detto la Fondazione è un ufficio marketing della Volksbank e non ha niente a che vedere con una vera “Fondazione”.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

A MAROSTICA C’E’ ANCHE UNA CULTURA ASSENTE NEI NUMEROSI FASCIO-LEGHISTI LOCALI. ALMENO LEGGIAMO QUELLO CHE CI COMUNICA IL PENSIERO DEL PROF. GIANNI GIOLO, CHE FA VERAMENTE ONORE ALLA NOSTRA CITTADINA

Un articolo sul Corriere di Ernesto Galli della Loggia ha dato il via ad un ampio e complesso dibattito sulla pretesa superiorità dell’Occidente nei confronti delle altre civiltà e culture. Oggi – scrive Galli – predomina la mentalità che vede, nell’affermazione della superiorità dell’Occidente, il nascere di pericolosi sensi di supremazia, di nazionalismi aggressivi o inconsapevoli razzismi. Secondo lui solo l’Occidente conosce la storia. Una specie di ammonimento nei riguardi dei progressisti e dei sostenitori del “politicamente corretto”. Oggi, osserva Galli, dopo aver messo al bando il patriottismo nazionale, si vuole cancellare anche il patriottismo culturale.
Tutto deve essere azzerato perché l’unico patriottismo ammissibile nelle nostre società è il patriottismo costituzionale. Pochi sanno che nel 604 d. C. il principe giapponese Shotoku introdusse la “Costituzione dei 17 articoli”, in cui si legge che le decisioni importanti non devono essere prese da un solo uomo ma da più persone. Allora – osserva Galli – ci deve essere una buona
ragione storica, se noi oggi conosciamo le dottrine di Rousseau e non la Costituzione dei 17 articoli di Shotoku. Ai progressisti Galli ricorda le parole di Erodoto nei confronti degli altri popoli: “Ogni anno mandiamo le nostre navi. Rischiando le nostre vite e spendendo molto denaro, fin sulle coste dell’Africa per chiedere: Chi siete? Quali sono le vostre leggi? Qual è la vostra lingua? Loro non hanno mai mandato una nave per chiederlo a noi”.
Ma bisogna precisare che le ragioni ideali e culturali che spingevano i Greci a confrontarsi cogli altri popoli non impedivano loro di sfoderare le armi, ammazzare chi tentava di fermarli nel loro obiettivo di fondare nuove colonie in tutto il Mediterraneo. E’ noto che le invasioni di altri popoli avvengono non per motivi filosofici e ideali, ma per ragioni strettamente economiche (si veda il viaggio di Cristoforo Colombo, le conquiste dei Romani che si spingevano verso Oriente, dove subirono grandi sconfitte dai Parti, dei nazionalisti tedeschi che cercavano il “Lebensraum”, lo spazio vitale verso la Polonia, il colonialismo delle potenze europee verso l’Africa e non solo). E’ altrettanto noto che le grandi democrazie sono fiorite in Occidente, comprese le idee liberali e socialiste che hanno consentito alla Cina, per esempio, di diventare la potenza di oggi, insieme alle scoperte scientifiche in campo medico e tecnologico. In tutto il pianeta si sta diffondendo la cultura occidentale, basata sui principi del rispetto alla donna e del diritto della felicità, ma non si possono condividere le teorie di Galli che “solo l’Occidente conosce la storia”, il che ipotizza una specie di giustificazione del razzismo di tutti i tempi. E lo provano le intollerabili parole del ministro della difesa israeliano che, mentre toglieva acqua, cibo, elettricità e benzina ai civili palestinesi della Striscia di Gaza, proclamava al mondo: “Stiamo combattendo con animali umani e agiamo di conseguenza”. Parole indecenti nelle quali – come si è scritto – c’è un’idea razzista di supremazia nei confronti di tutto ciò
che è altro da sé, compresa la subdola concezione di avere “una superiorità morale” così forte al punto da imporre “di fatto una superiorità della razza bianca ricca”. E da qui si capisce la mentalità colonialista del generale israeliano, la stessa con cui si sono giustificate le invasioni in Africa che vedevano i negri equiparati a popoli inferiori e questo spiega il motivo per cui gli occidentali sono i popoli più odiati della terra. Eppure la filosofia occidentale è nata con Socrate, nella cui riflessione la ragione pensa a se stessa, e riconosce i suoi limiti. Socrate diceva di “non sapere”, formula perfetta che ha permesso alla storia dell’Occidente di non identificarsi con l’infinita sequela di guerre, dominazioni, stragi, genocidi, sopraffazioni nei confronti dell’altro da sé. La formula che ci ha salvato da noi stessi, permettendoci di riconoscere le nostre debolezze e persino di riformarle (in epoche passate) e di denunciarle (in epoca recente). Che cosa sta accadendo oggi? Cose che per decenni abbiamo date per scontate ora non solo sono ignorate ma anche derise. E’ questa la domanda di fondo dell’articolo di Galli, in cui si difende la supremazia dell’Occidente. Ma l’Occidente viene esaltato anche nei discorsi della Meloni, che ha omaggiato Trump, espressioni che sono state interpretate come una specie di “chiamata alle armi” per tutti gli intellettuali di destra. “L’Occidente – ha scritto Sergio Labate, professore di Filosofia teoretica presso l’Università di Macerata – è diventato il nuovo “significante vuoto” dell’ideologia dei dominanti”. Ma la cultura dell’Occidente include in sé sia le posizioni di Galli quanto che quelle di Socrate. “L’Occidente – scrive Labate – è “la storia delle sue infinite ombre ed è anche la storia di chi ha riconosciuto tali ombre come ombre”. Nella storia si è verificato una importante rottura, il fatto che non si prova più
orgoglio ma vergogna per fatti storici (per fare un esempio le crociate), un tempo considerati portatori di civiltà. Dove una volta si vedevano dei valori, oggi si vedono dei disvalori. La stessa cosa è accaduta con l’Inquisizione, con l’imperialismo, con il colonialismo, con i fascismi e totalitarismi che hanno messo radici nel seno dell’Occidente e hanno portato a due catastrofiche guerre mondiali. Lo stesso discorso riguarda il patriarcato e lo schiavismo. Ma perché oggi Galli, Meloni e Trump e tanti altri decidono di tornare indietro e riarmare l’Occidente proclamandone la supremazia? Quale supremazia? La supremazia del governo Trump che ha arrestato i messicani, ammassati come bestie in gabbia ed esibiti come trofei? La supremazia sulle persone innocenti, che non hanno commesso nessun reato, deportate in luoghi di detenzione? La
supremazia del governo israeliano verso i palestinesi di Gaza che vengono ammazzati mentre vanno in cerca di un piatto di minestra? La supremazia di Netanyahu che bombarda la Chiesa cattolica della Sacra Famiglia nel nord di Gaza e poi si scusa dicendo che si è trattato di un errore? Oggi si parla di rinascita dell’Occidente, ma di quale Occidente? Non certo quello tanto
esaltato da Galli, ma quell’Occidente che ha condannato e messo a morte Socrate, quell’Occidente la cui storia è consistita per millenni nel dominio della forza. E’ vero che esso ha provato di sostituire il diritto alla forza, ma questo tentativo è durato molto poco. In questo poco tempo l’Occidente del “mea culpa” che ha tentato di emendarsi, di rinunciare al vanto della propria pretesa superiorità, di riconoscersi responsabile della barbarie del colonialismo e dell’imperialismo, di relativizzare se stesso aprendosi alla pluralità delle storie, di costruire progetti di democrazie che salvaguardano
l’uguaglianza e la dignità di tutti gli esseri umani, è stata una brevissima parentesi della sua storia, niente di più. “L’Occidente che sta emergendo – sottolinea Labate – è quello della pura forza, del puro dominio brutale sugli altri popoli. Oggi la storia dell’Occidente sta indentificandosi sempre più con la storia dei ricchi. Il lettore potrebbe obiettare: bella novità, da che mondo è mondo, è sempre stato così. Ma non è dello stesso parere il libro di Guido Alfani “Come dèi fra uomini. Storia dei ricchi in Occidente” (Laterza 2025). I ricchi hanno sempre recitato parti importanti sulla scena dell’Occidente, ma non vi è mai stata una totale identificazione dell’Occidente con essi. La storia dell’Occidente è la storia dei potenti, ma tra potenti e ricchi c’è sempre stata diffidenza (nel Medioevo l’ostentazione della ricchezza era sacrilega). La stessa cosa si può dire della storia del capitalismo che è un capitolo della storia dell’Occidente, non di tutta la storia dell’Occidente. Quale sarà allora il nostro futuro? L’Occidente si crede il mondo, ma non è il mondo. “Se il futuro – conclude Labate – dell’Occidente è la supremazia senza regole e senza leggi dei ricchi, non è affatto detto che questo sia il futuro del mondo”

Gianni Giolo

CHE FIGURA DA PIRLA!

TARCISIO LORENZO PAROLIN, GIORNALISTA DEL GIORNALE DI VICENZA E TESTIMONE CITATO DA ASTUNI NELLA CAUSA PER LA LAUREA FALSA, DEPONE IN TRIBUNALE. SENTIAMOLO.

“Testimone Tarcisio Parolin – Allora sono giornalista, lavoro al Giornale di Vicenza nella redazione di Bassano, sono iscritto all’Albo Veneto, dal 2009, dal settembre 2009.
Parte civile, avv. Lunardon – Io l’ho indicata come Teste, dottor Parolin, perché qui discutiamo di una notizia che è apparsa su un sito internet, che è Marostica Notizie e poi è stata ripresa dai social network, relativa ad una presunta laurea fasulla del signor Roberto Astuni, innanzitutto le chiedo: lei conosce Roberto Astuni?
Testimone Tarcisio Parolin- Lo conosco, si.”
“Parte civile, avv. Lunardon – Vi arriva questa notizia?
Testimone Tarcisio Parolin – Allora contemporaneamente la cosa era stata rilanciata dai social, da quei siti chiamiamoli territoriali, cioè Sei di Marostica se…insomma siti legati alla Città di Marostica, allora noi ne avevamo parlato, ma ne avevamo anche sorriso, perché la cosa non ci pareva giornalisticamente rilevante, per cui non avevamo preso in considerazione la cosa, chiaramente era arrivata, ne era a conoscenza il nostro capo servizio, ne eravamo a conoscenza noi, o direttamente, o perché i colleghi l’avevano riferita, ma avevamo deciso di non …insomma non ci sembrava , giornalisticamente, rilevante…
Parte civile, avv. Lunardon – Posso chiedere come mai?
Testimone Tarcisio Parolin – Beh per due motivi, perché allora il sito dal quale proveniva, non è, nell’ambiente, non è considerato attendibile in prima battuta e poi , in realtà, insomma anche così ad una prima valutazione, appariva che il signor Astuni avesse appunto ottenuto, come posso dire, questo titolo onorifico, che non è una laurea rilevante per l’Ordinamento italiano…..”
“Difesa, avv. Zanini – Senta, e successivamente, quando questa cosa è diventata un pochino diciamo…buttata sul sorriso, lei, conoscendo il signor Astuni, ha chiesto, gli ha chiesto se poi fosse fondata questa notizia? Se esisteva questa università? Da chi era rilasciato questo titolo? Cioè c’è stato un interesse in questo senso?
Testimone Tarcisio Parolin- No, direi di no, anche perché…no, ma le spiego anche il perché….
Difesa, avv. Zanini – Si?
Testimone Tarcisio Parolin – Allora perché negli Stati Uniti, non esiste il valore legale dei titoli, non c’è, nell’ordinamento statunitense….
Difesa, avv. Zanini – Ma lei a che titolo sta parlando? Come giornalista? O come esperto di titoli universitari all’estero?”
Difesa, avv. Zanini – Ho detto: avete mai parlato del fatto che esistesse o meno l’università e che la laurea fosse effettivamente fasulla?
Testimone Tarcisio Parolin – No, perché….
Difesa, avv. Zanini – No, io voglio sapere il perché non ne avete parlato, non…
Testimone Tarcisio Parolin – Allora perché la cosa, dal nostro punto di vista, non era giornalisticamente rilevante.
Difesa, avv. Zanini – Perfetto la ringrazio.
Testimone Tarcisio Parolin – Cioè non c’erano stati, non c’erano rilevanze penali, noi non ci occupiamo di cose che non…”

Insomma Tarcisio Parolin è l’esempio incredibile del giornalista che neanche sa ricercare se esiste o è esistita la United States Open University e che usa appunto fonti molto più attendibili di Marosticanotizie, “non considerato attendibile in prima battuta”, pur non essendo noi mai stati smentiti in cinque anni di attività.
Ma sappiamo bene che il Giornale di Vicenza è sempre attendibile e non la “tromba” dell’associazione degli industriali. Il caso eclatante è stato il giornalista di economia Smiderle, propugnatore fino all’ultimo istante della bontà delle azioni Banca Popolare di Vicenza per cercare di mettere sul lastrico tanti lettori creduloni.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica