COMBATTERE SENZA PERCHE’

A CROSARA DALL’ANA PRESENTATI I “VALOROSI” SOLDATI DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE MANDATI A MORIRE SENZA SAPERE PERCHE’. SENZA INUTILI PATRIOTTISMI. MA SOLO MANDATI AL MACELLO

È stata una presentazione reale di cosa era la guerra combattuta sull’Altopiano di Asiago, con esempio anche i soldati sardi, a Crosara nella saletta del cinema venerdi’ sera da parte di Lorenzo Panizzolo. L’iniziativa è stata fatta in collaborazione con le sezioni Ana di Crosara e Marostica, a cui va il nostro ringraziamento per finalmente essersi liberati di una retorica militaresca e trionfalistica, troppo esaltata in iniziative del genere. Il libro presentato “Il destino di don Felice tra la Piave ed la Brenta la guerra vissuta con i giovani soldati” ben rappresenta attraverso la forma del romanzo la situazione mentale e psicologica di chi da contadino improvvisamente diventa soldato con una terribile esperienza di guerra.
Tutti poveri cittadini semianalfabeti precettati dal governo di allora e senza sapere perché scaraventati in trincea. Alcuni danno subito di matto e per loro c’è un apposito ospedale a Padova, ma la loro vita è persa. Per gli altri c’è l’obbligo della vita in trincea e combattere per una Patria che cerca di ucciderli. Senza possibilità di altra decisione perché dietro le linee ci sono i carabinieri con l’ordine di sparare contro chi scappa. Una vita d’inferno in trincea al freddo ed in condizioni igieniche disperate. E non erano patrioti convinti di combattere una guerra giusta, ma semplicemente dei poveri disgraziati che se sopravvissuti tornavano spesso a casa mutilati. Con una vita davanti sempre disperata. Una grande tragedia quindi per una generazione di giovani che sarà poi nascosta da una retorica trionfalista che porterà alla seconda guerra mondiale con ancora tanti morti.
L’aver descritto la figura psicologica del soldato arruolato senza perché è un grande merito del romanzo. Siamo convinti che questo è il modo giusto per ricordare avvenimenti militari che non possono essere ricordati con le battaglie vinte o perse. E per cercare di non fare più guerre.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica