IL GIOCO PERICOLOSO DELL’INFORMAZIONE SENZA PADRONI

UN TENTATIVO DI RISPOSTA SUL SISTEMA DI COMUNICAZIONE: COSA È IN PARTICOLARE FACEBOOK?

È sempre più importante nella società contemporanea il problema della comunicazione e della libertà di pensiero. Personalmente ho lavorato in azienda nell’ambito della comunicazione aziendale, e quindi nella costruzione della sua immagine sul mercato, che poi ho insegnato anche all’Università.

Le grandi dittature del secolo scorso furono costruite sul monopolio dell’informazione e sul plagio della popolazione. Oggi la situazione è completamente diversa e siamo di fronte ad una caterva di notizie e fonti informative. Si pone quindi il problema “a chi dobbiamo credere?”. Tanto più che abbiamo un oligopolio dei mezzi di informazione con diversi scopi informativi, anche se il filo conduttore è il profitto derivante dalla pubblicità. Chi gestisce questi nuovi media è interessato a sviluppare l’audience collegata a vendere prodotti e servizi più che al controllo specifico dell’informazione, della notizia in sé. Anzi la notizia è il veicolo per la pubblicità.
Applico le mie conoscenze nella comunicazione con la pagina fb Marostica senza Censura iniziata quasi dieci anni fa, partendo da zero ed arrivando in questi giorni a quasi 4.000 iscritti con circa 1.500 lettori al giorno. Il sistema Facebook permette a tutti di esprimere la propria opinione raggiungendo un vasto pubblico. Non ci sono particolari censure. Fatto impensabile fino a 20-30 anni fa. E qui ci sono due vie. O si fa una pagina ideologica cercando i propri adepti o una pagina di informazione-opinione sempre variabile e dinamica. La prima soluzione raggiunto il proprio target resta chiusa e probabilmente è destinata a restare ferma e sostanzialmente a morire. La seconda può svilupparsi seguendo i principi dell’interesse e della credibilità.
Quindi l’informazione vista non come semplice cronaca, ma interpretazione dei fatti in base all’art. 21 della nostra Costituzione. Ma qui oggi ci si scontra subito sul terreno delle querele. Chi ha soldi propri utilizza la querela subito come minaccia per difendere i propri interessi contro il “giornalista” certamente non ricco e che spesso si autocensura o deve seguire, soprattutto per i giornali e la tv, una precisa linea editoriale. Ma il fatto diventa più grave nei rapporti con le istituzioni pubbliche e l’Italia si pone al di fuori della legge europea. Se scopri un appalto del Comune truccato, come è accaduto nel mio caso e chiedi pubblicamente chiarimenti, subito il Sindaco ti querela per bloccare la tua denuncia e cominciare a farti spendere soldi per difenderti. Tanto l’avvocato del Sindaco è pagato dal Comune e quindi dai cittadini. La nuova normativa europea, che l’Italia dovrà introdurre a breve, prevede che chi perde paga tutto ed eventualmente anche una multa per essersi servito del Tribunale per scopi personali.
Poi viene il problema dell’uso del linguaggio. In un sistema informativo superaffollato occorre trovare quello giusto. Per me è stata significativa l’esperienza in campo pubblicitario che certamente va al dunque del problema senza lunghe disquisizioni e cerca un uso non banale delle parole.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica