NIENTE OPERA ESTATE A MAROSTICA GRAZIE A MATTEO MOZZO

L’ ASSESSORE ALLA CULTURA A MAROSTICA INCAPACE E FALLIMENTARE: MATTEO MOZZO.
E COSI’ LA NOSTRA È L’UNICA CITTADINA DI PRESTIGIO INTORNO A BASSANO SENZA OPERA ESTATE

Naturalmente per dimostrarsi capace ed acculturato il Mozzo dopo le dimissioni della Burei si era tenuto l’Assessorato alla Cultura. Insomma voleva una medaglia prestigiosa per Marostica. Ma quando si vuole e si impone un incarico occorre un minimo di capacità di saperlo svolgere. E dopo il fallimentare Museo degli Scacchi fatto rubando lo spazio alle attività delle associazioni culturali, ecco che Marostica non ospita alcuna manifestazione di Opera Estate, quando tutte le cittadine intorno a Bassano hanno avuto un evento. Pensiamo a Campese, San Nazario, Valstagna, Lusiana, ecc… I luoghi ideali per svolgere delle manifestazioni Politeama, Castello Superiore, Sala del Consiglio del Castello inferiore, Chiesetta San Marco, Sala dell’ex Opificio e anche la Piazza sono rimasti chiusi alla sera durante l’estate. Certo abbiamo il coro dei fascio-leghisti che cantano Leon, Leon per l’avvicinarsi della Partita a Scacchi accompagnati dalla nuova colonna sonora, ma certamente perdere una occasione come Opera Estate è da fessi. E in pratica è la dimostrazione dell’incapacità di Mozzo di relazionarsi con un evento culturale di grande successo. Ma che ci sta a fare come Assessore alla Cultura? Si vergogni e si dimetta. E l’Associazione Commercianti sta zitta? Forse è in ferie.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

BURATTINI IN COMUNE A MAROSTICA

VIETATA LA POLITICA: BURATTINI SENZA ANIMA IN CONSIGLIO COMUNALE DI MAROSTICA TRA UN “FINTO” GIOVANE SINDACO, UN SEGRETARIO CHE SI FINGE ESPERTO ED UN RAGIONIERE CHE SCOPRE IL CONTO ECONOMICO CON GLI AMMORTAMENTI

Non possiamo che essere d’accordo con un nostro lettore che è avvilito e incredulo da quanto accade in Consiglio Comunale a Marostica. Appartengo alla generazione del ’68 e ricordo che nei consigli comunali non si discuteva solo di scuole, strade e servizi, ma venivano presentate mozioni politiche come per la guerra del Vietnam o per il blocco di Cuba o la segregazione razziale in Sudafrica.
Oggi tutto tace eppure ci sono il genocidio di Gaza, l’Iran violato con anche l’assassinio del suo massimo dirigente politico, i bombardamenti indiscriminati di Israele, la guerra tra Russia ed Ucraina, gli Stati Uniti che non rispettano le regole internazionali, lo strangolamento di Cuba, la conquista comprata dagli americani del Venezuela, il riarmo forzato, per non parlare dei migranti ecc… E ci sarebbe da discutere molto di più che nel ’68.
Eppure non si parla di vera politica in Consiglio Comunale, non ci sono mozioni e prese di posizione sulla vita reale della gente e tutto viene delegato a pochi politici “leader” dei vari partiti che discutono e decidono per noi. Incredibile. Le discussioni devono essere “leggere” non impegnate per il giovane “controrivoluzionario” Matteo. Dobbiamo stare in letargo e se esprimiamo una opinione non gradita, ecco la denuncia del Sindaco e dei suoi “accoliti” per intimorirci e, siamo al massimo del ridicolo, con le spese legali pagate dai cittadini per il Mozzo.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

I TURISTI NON SONO CITTADINI DI MAROSTICA

IL GRAVE ERRORE DI ANGELINA FRISON:
SERVE UNO SPAZIO ESPOSITIVO PER UNA REALE COMUNICAZIONE CULTURALE TRA I CITTADINI DI MAROSTICA ORA DIMENTICATI PER UN FOLLE MARKETING PER I TURISTI, CHE VERREBBERO COMUNQUE

Ecco la lettera inviata dalla Consulta:

CONSULTA FRA LE ASSOCIAZIONI
CULTURALI DEL TERRITORIO
36063 MAROSTICA (VICENZA)
VIA CAIROLI, 4 – TEL 0424 479102
E-mail: biblioteca@comune.marostica.vi.it – consultasegr@gmail.com

Marostica, 03 agosto 2026
Al Signor Sindaco del Comune di Marostica
e Assessore alla Cultura

Le Associazioni Culturali aderenti alla Consulta, durante l’incontro del 29 giugno 2026, hanno espresso alcune considerazioni sull’andamento turistico culturale del nostro territorio ed hanno precisato che il Veneto si colloca tra le principali destinazioni europee, con oltre 22 milioni di arrivi e più di 74 milioni di presenze annue, a dimostrazione di un sistema turistico di grande rilevanza e competitività. I dati relativi al turismo evidenziano, pure, che anche il contesto territoriale in cui Marostica si inserisce è in forte crescita. La provincia di Vicenza nel 2024 con oltre 880.000 arrivi e circa 2,3 milioni di presenze turistiche, supera i livelli pre-pandemia e conferma il suo trend positivo.
Pure in cittadine dalle dimensioni contenute come Marostica si registrano flussi costanti, con circa 7.000 arrivi e oltre 15.000 presenze annue. Da studi sociologici si comprende che tali margini di crescita sono legati soprattutto alla capacità di arricchire e diversificare l’offerta culturale e che questa va oltre la Partita a Scacchi, evento identitario unico nel suo genere a livello internazionale, che rappresenta un forte elemento di attrazione turistica, confermando il potenziale della città.
Alla luce di tali dati, è evidente come la presenza di mostre temporanee e iniziative culturali costituiscano un fattore strategico per intercettare e fidelizzare i flussi turistici e, magari, per prolungare la permanenza media dei visitatori, generando ricadute economiche positive per le attività locali, dalla ristorazione al commercio di prossimità.
Date queste premesse, sono seguite alcune considerazioni sugli spazi culturali di Marostica e sui bisogni delle nostre Associazioni. Si desidera, pertanto, rendere edotto la S.V., sulle considerazioni emerse, per poter trovare con Lei, alcune soluzioni di cui la Città sente l’esigenza.

Da alcuni anni il nostro territorio risente fortemente di una particolare carenza di spazi sia espositivi che di incontro e, in particolare, da quando è stato limitato alle nostre Associazioni Culturali l’uso della sala consiliare e preclusa la possibilità di predisporre mostre nel Castello Inferiore di Marostica, simbolo identitario dell’intera Comunità, le sale sono state occupate in progettazioni e allestimento della mostra permanente delle scacchiere. Anche se si riconosce che tale esposizione
per la nostra Città ha un significato simbolico, si è pure consapevoli che chi l’ha visitata una volta con il suo castello, potrebbe non avere più validi motivi per ritornarci. Il togliere la disponibilità di queste sale, alle nostre Associazioni, da sempre impegnate con le loro specifiche finalità a promuovere la crescita culturale, storica, ambientale e artistica della Comunità, impedisce loro di disporre di spazi adeguati in cui poter esprimere le loro diversificate proposte culturali. L’assenza di spazi destinati a iniziative e a mostre temporanee si ritiene possa rappresentare una limitazione significativa, sia per la vitalità culturale cittadina, sia per la piena valorizzazione del patrimonio locale e sia per dare stimoli sempre nuovi al visitatore ma anche ai nostri Cittadini.
In quest’ottica, si chiede alla S.V. di valutare la possibilità di destinare a uso espositivo temporaneo la sala attualmente adibita all’esposizione dei costumi della Partita a Scacchi. Tali costumi, di indubbio valore storico e identitario, potrebbero essere valorizzati attraverso modalità innovative di fruizione — quali ricostruzioni virtuali, installazioni multimediali o tecnologie digitali immersive, capaci di mantenere alta la qualità della presentazione, rendendola al contempo più accessibile e coerente con i linguaggi contemporanei.

La reintroduzione di mostre temporanee all’interno del Castello la riteniamo un investimento culturale strategico perché, non solo consentirebbe alle realtà associative del territorio di esprimere e condividere il proprio patrimonio creativo, ma contribuirebbe anche ad ampliare e di versificare l’offerta turistica, con benefici concreti per l’indotto economico locale.

Certi della Vostra sensibilità verso tali tematiche e della volontà di valorizzare in modo equilibrato e lungimirante il patrimonio cittadino di quanti collaborano a livello culturale, restiamo in attesa di un cortese riscontro. Fin da ora, si dà la disponibilità di poter collaborare e portare la nostra lettura, su eventuali altre proposte o soluzioni di cui Lei, come Assessore alla Cultura, volesse farsi interprete, condividendola con tutti i rappresentanti della Consulta.

A nome di tutte le Associazioni, si porgono distinti saluti
Cordialmente
Il Coordinatore
Dott.ssa Angelina Frison

IL SINDACO MATTEO MOZZO NON HA CAPITO UN TUBO. E’ NEMICO DEI CITTADINI

Beata la vecchia stazione storica!
Lorenzo Cuman scrive:

Quella di spostarla a dove è adesso è stata l’idea più malsana e dispendiosa di Marostica!
La vecchia era pressoché funzionale con il bar attiguo!
Hanno eliminato pure l’edicola punto d’incontro mattutino per un saluto e lo scambio di due parole….
Ora li dov’è oltre al posto insano d’estate e maldestro d’inverno, non ci sono neppure i distributori autorizzati di biglietti.
È stata proprio un’idea insolente soprattutto per gli anziani.
E in più soldi buttati al vento!
E poi si dice largo ai giovani sindaci che hanno idee moderne!!!….io dico più malsane di queste non so…..

a cura Osservatorio Economico Sociale di Marostica

LA RESISTENZA NON E’ UN WESTERN

ED IL NOTO GIORNALISTA TICH PRENDE PER IL C… LA RESISTENZA COME FOSSE UN WESTERN NELLA VICENDA DELLA PASTASCIUTTA ANTIFASCISTA E PERDE LA FACCIA. MA PERCHE’?

Ovviamente Tich, noto giornalista locale ora approdato a “Sevenmagazine” dopo Bassanonet, sembra d’accordo per la sospensione tecnica, mancherebbero dei documenti, due giorni prima dell’evento per una domanda presentata a maggio per la “pastasciutta antifascista”. Neanche si sogna di far presente al Sindaco di Solagna, un certo Stefano Bertoncello, che un evento del genere andava favorito senza problemi per la significativa valenza dell’anniversario. E resta meravigliato che abbiamo definito il fatto della sospensione come fascista. E poi trasforma il problema in un “Spaghetti Western”. Veramente ignobile pensando all’eccidio dei Fratelli Cervi e all’inizio della Resistenza su cui si fonda la nostra Repubblica.
Ma la spiegazione di un simile atteggiamento è da trovare nelle vicissitudini avute dal Tich come profugo istriano. E la famiglia del Tich se ne è dovuta scappare all’arrivo dei comunisti di Tito, come la quasi totalità degli italiani, per la maggior parte fascisti, che per 25 anni se la erano goduta a spese degli sloveni e dei croati a cui era addirittura proibito parlare al loro lingua. E pensare che gli slavi consideravano nei secoli Venezia la loro Regina. Tutto distrutto dal comportamento abominevole dei fascisti.
Ora scendere a livello di scontro western è proprio ridicolo e forse il Tich avrebbe bisogno di alcune sedute psicologiche per mettersi il cuore in pace con i comunisti “titini” duri e puri. Ben diversi dagli associati Anpi che in fin dei conti rappresentano la Resistenza italiana al nazi-fascismo nelle sue varie sfaccettature, soprattutto comunista, socialista e cattolica in primis. E quindi hanno il diritto di commemorare e festeggiare con il pieno dovuto supporto delle locali autorità. L’illegalità istituzionale è oggi nell’incredibile fascio-leghismo, non certo nella “pastasciutta antifascista”. Ed è “fascista” bloccare una iniziativa altamente democratica con la scusa della scoperta di una carta mancante due giorni prima.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

IL “FURTO” DEL SINDACO DI MAROSTICA

DOPO IL “FURTO” DEL SINDACO MATTEO MOZZO, IN ACCORDO CON LO SCOMAZZON, DELLA SALA DELLE ASSOCIAZIONI PER FARE, SENZA CONSENSO DELLA CITTA’, IL MUSEO DELLE SCACCHIERE, TUTTO TACE. L’UNICA POSSIBILITA’ È MANIFESTARE PER LA DEMOCRAZIA DURANTE LA PARTITA A SCACCHI

Noi siamo sinceramente stupefatti. La Consulta delle Associazioni raggruppa appunto una serie di associazioni che facendo riferimento alla Biblioteca svolgono una serie importante di attività culturali. Ora il rapporto tra Comune e Consulta è ridicolo: assenza di una presenza costante di un assessore alla Cultura come momento di coordinamento (è presente la Daniela Bergamo che si sforza di interpretare “cosa direbbe” il Mozzo), bocciatura del Comitato della Biblioteca con la vicenda ridicola del cineforum e sua mancata ricostituzione, ma prima di tutto “furto” della sala delle associazioni nel castello inferiore senza una minima consultazione per fare questo fantomatico museo, anche in questo caso senza consultazione, se non con il così detto benefattore che si è intestato il museo a sua gloria futura anche dopo la sua dipartita terrena.
E a quanto sembra la Consulta è costituita da ottime persone dal punto di vista culturale, ma assolutamente “pecore” ossequiose per far valere un minimo di diritti nei confronti del Comune. A nostro avviso occorre ora farsi valere ricorrendo a mezzi nuovi, anche estremi.
Ora è evidente a tutti che il così detto Museo degli Scacchi è un completo fallimento. Dopo una rapida visita alle scacchiere nessuno ci ritorna più. Non è stato costruito alcun progetto “dinamico” dopo una spesa di 700.000 euro. Non è un museo che si aggiorna e rivive con una serie di iniziative e non ha alcuna connessione con la realtà locale e di utilità ai cittadini, se non per il fatto di un collegamento tematico con la Partita a Scacchi.
E le iniziative culturali delle associazioni sono state relegate al castello superiore, altro fallimentare progetto del Comune, che non sa cosa farne dopo aver distrutto il marketing del ristorante con la sua chiusura.
A nostro parere è giunto il momento di protestare anche vivacemente e comunicare all’esterno un governo della città incredibile ed indegno per Marostica dal punto di vista economico-culturale.
Lo spunto finale per questo articolo ci è stato dato da una visita fatta a Renon ed al Museo dell’Iceman Otzi a Bolzano. Per capire la logica di accoglienza turistica a Renon nel costo della stanza erano compresi gratuitamente tutti i mezzi di trasporto (pure a Bolzano), trenino e funivie inclusi. Evidentemente c’è un approccio culturale ben diverso da quello di Marostica.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

Mai Veneti sono diventati degli idioti?

LA CORTE DEI CONTI BOCCIA IL VENETO: TRA GLI SPRECHI DELLA PEDEMONTANA, I BUCHI DELLE OLIMPIADI, LO SFREGIO DELL’AMBIENTE E I SOLDI ALLA SANITA’ PRIVATA
In principio era lo Zaiastan. Poi arrivò il salviniano Stefani, che, fedele devoto al principio d’inerzia, continuò la strada, accidentata, dal padre. L’analisi del bilancio della Corte dei Conti è impietosa.
E’ la politica del panem et circenses.

Eppure ci avevano detto che i GIOCHI OLIMPICI sarebbero stati a costo zero. La relazione della Corte dei Conti ci ricorda, invece, che la Fondazione Milano Cortina ha perdite per 176 milioni e debiti per 1 miliardo. Infatti nel nostro bilancio 152 milioni rimangono accantonati per far fronte ai debiti dei giochi e non potranno essere usati per i servizi dei veneti. Serviva proprio fare quella pista da bob che è costata 120 milioni di euro? Non si poteva utilizzare la pista di Innsbruck, come aveva suggerito il Comitato olimpico internazionale che invocava la sostenibilità sociale delle opere? E’ stata una follia questa grande opera, per uno sport praticato da 50 persone in Italia e che verrà quasi di sicuro dismessa a breve, visti i costi. Noi lo abbiamo detto per anni, ma Zaia cocciuto la volle. Noi adesso la paghiamo.

La Corte dei conti di ricorda il salasso della PEDEMONTANA, il più grande spreco di denaro pubblico della storia recente. Dovremo regalare 52 milioni al privato nel 2025. Questo, tuttavia, è solo l’inizio, perché quando il canone al privato supererà i 400 milioni l’anno perderemo più di 200 milioni. Soldi delle nostre tasse, soldi nostri, soldi sottratti alla sanità e alla salute dei veneti.

La destra ha trasformato il bellissimo paesaggio Veneto in una colata di cemento. Qui la Corte dei conti è chiarissima: “Le principali problematiche riguardano l’impermeabilizzazione del suolo, la frammentazione del territorio naturale e agricolo…l’efficienza delle reti idriche, la transizione energetica e la riduzione delle emissioni climalteranti”. Bocciati. Ricordo che se in Europa siamo al 4% del suolo consumato, in Italia al 7%, in Veneto quasi al 12%. Questa classe dirigente è totalmente e ottusamente insensibile alla tutela dell’ambiente, perché tutto deve essere sacrificato sull’altare della logica del profitto. Un giorno si accorgeranno che i schei non si mangiano e non ci consentono di respirare.

Uno dei più grandi intellettuali dei due secoli, Edgar Morin, prima di morire ha detto: “L’avventura umana è arrivata a una gigantesca crisi nella quale si gioca il nostro destino. La probabilità è a favore del peggio, ma non è ineluttabile. Anche l’improbabile e l’imprevedibile sono possibili. Sembra che Thanatos debba essere il vincitore. Ma, qualunque cosa accada, la nostra vita può avere senso prendendo le parti di Eros. E l’imperativo ecologico ci offre un’occasione ispirata per riuscirsi”. Questa destra tanatologica ha distrutto l’ambiente. Dobbiamo cambiare strada. L’amore per l’ambiente è l’amore pe la vita, l’amore per le generazioni future.

Infine, la Corte dei conti ci ha ricordato che metà dei fondi per diminuire le liste d’attesa sono finiti al privato. Questo, purtroppo lo sapevamo già. Peggiori in spesa in sanità privata. Urrà!

Grandi opere al posto dei servizi, con debiti che ci priveranno dei servizi anche in futuro. Distruzione dell’ambiente e privatizzazione della sanità. Evviva!

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

LA CAGNARA POLITICA DEL TRIBUNALE DI BASSANO

COSA NASCONDE LA GRANDE CAGNARA POLITICA PER RIAPRIRE IL TRIBUNALINO DI BASSANO? ERANO DEFICIENTI QUELLI CHE LO AVEVANO CANCELLATO NEL 2012?

Riportiamo alcuni stralci delle opinioni serie e credibili attorno all’incredibile massiccia manipolazione di politici scatenati, che sta avvenendo attorno al Tribunale di Bassano, e che a gran cassa con Finco & C. chiedono che venga resuscitato

“Operazione di facciata fuori dal tempo e da ogni realtà logica e organizzativa, che rappresenta il totale fallimento della programmazione e una preoccupante mancanza di visione strategica”. Questa la posizione ribadita dai presidenti degli Ordini degli avvocati di Vicenza, Padova e Treviso Alessandro Moscatelli, Francesco Rossi e Diego Casonato, nel corso della manifestazione contro l’apertura del Tribunale a Bassano del Grappa, svoltasi il 3 luglio nel piazzale dell’ingresso di quello vicentino.
Presenti anche il presidente del Tribunale di Vicenza Giuseppe Limitone, il procuratore Giorgio Falcone, magistrati e rappresentanti dell’Associazione nazionale magistrati, personale amministrativo, il sindaco di Vicenza Giacomo Possamai e una quindicina di sindaci dell’Alto Vicentino e della cintura urbana, oltre a rappresentanti delle istituzioni.
“Aprire una nuova struttura – hanno detto concordemente i tre presidenti – significa penalizzare gli uffici giudiziari esistenti, perché gli organici verranno semplicemente sottratti a Vicenza, Padova, e Treviso. Infatti, per dotare Bassano del Grappa di un organico adeguato, tenuto conto della popolazione trasferita al nuovo circondario, in mancanza di dati disaggregati sui flussi per singolo comune (che non esistono), occorrerebbe sottrarre ai tribunali di Vicenza, Padova e Treviso rispettivamente il 33%, il 9% e il 20% dei magistrati giudicanti e il 29%, 1’11% e il 21% dei requirenti. Accadrà, quindi, che Tribunali già al collasso verranno privati delle pochissime risorse di cui dispongono per far sì che alcune di esse siano destinate al Tribunale di Bassano che, a sua volta, farà fatica a reperire gli organici di cui ha bisogno, perché non è detto che vi siano magistrati e personale amministrativo disponibili a trasferirsi nella nuova sede”.
“L’istituzione di un ottavo tribunale in Veneto – ha concluso Moscatelli, – è un’ipotesi lunare che contribuirà a frammentare ulteriormente il territorio, non favorirà un servizio di maggiore qualità e, tanto meno, porterà a migliorare la qualità delle decisioni. La nostra convinzione è che l’accorpamento e la centralizzazione favoriscano la specializzazione sia degli avvocati sia dei magistrati, contribuendo così a un sistema giudiziario più efficiente e a decisioni di qualità superiore. In tribunali con meno di 30 magistrati, come sarebbe quello di Bassano, non sono possibili né economie di scala né specializzazione”.

Ma riaprire piccole sedi quando già le grandi hanno difficoltà non è la strada giusta per la magistratura associata, che ha più volte anche negli incontri con il governo sottolineato che in questo modo si producono effetti diametralmente opposti in termini di efficienza del sistema giustizia. Argomentazioni ribadite in una nota della giunta esecutiva dell’Anm. Che sottolinea come “riaprire i piccoli tribunali significa adottare logiche di consenso clientelari e danneggiare ancora una volta l’efficienza della giustizia. La decisione del governo di riaprire le sezioni distaccate già soppresse nel 2012, è disarmante”.
“Mentre inquieta l’intenzione di aprire un tribunale – Bassano del Grappa – dinanzi alla cui incomprensibile istituzione gli stessi avvocati di Vicenza avevano chiesto di soprassedere. L’Associazione nazionale magistrati denuncia dunque “l’ennesimo spreco di risorse, che vanifica, come in un surreale gioco dell’oca, tutto lo sforzo profuso dai magistrati per offrire ai cittadini un servizio quanto più possibile efficiente e razionale e soprattutto rapido. Questa scelta rallenterà i tempi della giustizia e danneggerà la fiducia dei cittadini nelle istituzioni”.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

IL COMUNE DI MAROSTICA SISTEMA L’IMU

IL COMUNE DI MAROSTICA NON HA INCASSATO CORRETTAMENTE L’IMU E HA PERSO SOLDI

Ai primi di giugno riceviamo comunicazione dall’ufficio tributi del Comune di Marostica che per anomalie riscontrate negli anni precedenti non possono inviarci il modello F24 precompilato per il pagamento. E noi chiediamo subito un incontro. Ma mai negli anni precedenti il Comune ci ha inviato l’F24 precompilato, ma è sempre stata cura del nostro commercialista preparare i versamenti. Ora il Comune ci chiede un bel po’ di soldini a conguaglio per gli ultimi 5 anni. Gli anni precedenti sono prescritti. Ma la vicenda delle variazioni catastali risale a circa venti anni fa ed il Comune non ha mai comunicato nulla. Ed il nostro commercialista con sede fuori provincia si è basato su quanto comunicato dall’Agenzia delle Entrate di Vicenza.
Ora è evidente che l’aria “organizzativa” in Comune di Marostica è cambiata ed è in atto una attenta verifica del pagamento IMU dei contribuenti. Certo che per quanto ci riguarda la variazione catastale è avvenuta circa 20 anni fa. Quindi per 20 anni non c’è stata alcuna verifica né tantomeno, soluzione più logica, l’invio in automatico dell’F24 all’utente.
Diciamo che essendo prescritto il pagamento oltre i 5 anni abbiamo recuperato un po’ di soldini per le cause intentate dal Mozzo. Tanto per consolarci dalle ignobili cause “temerarie”.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica