A CENA CON I FIGURANTI DELLA PARTITA A SCACCHI DI MAROSTICA

UNA PRO MAROSTICA PARTECIPATA, “INTELLIGENTE” E CULTURALMENTE APERTA: È IL NOSTRO DESIDERIO

Difficile dimenticare la “cattiva” querela di Bucco con dietro uno scatenato consiglio direttivo della Pro, quando ponemmo in modo ironico la questione del diritto dei pensionati canadesi di avere di ritorno i soldi dei biglietti della Partita sospesa per il Covid. La Pro aveva deliberato di intascarseli. Poi uscì anche la normativa dell’obbligo a ritornarli. Tutti però erano felici che fossimo condannati. In realtà il giudice solo ci biasimò per il paragone “eccessivo” tra banda Bassotti e consiglio direttivo. Ma certamente il Bucco aveva assunto un atteggiamento ostile su una questione in cui avevamo perfettamente ragione. Ma comunque al di là della questione specifica è stata una caratteristica della Pro di essere nemica a proposte diverse. Invece di assumere un atteggiamento di ascolto e valutazione.
Forse in questo atteggiamento c’è il fatto che il direttivo della Pro manca di una presenza “intellettuale”. Ci sono dei bravissimi operativi. Ne parlavamo sere fa ad una cena del Rotary con Roberto Xausa che ci raccontava come era il rapporto tra lui e l’allora presidente della Pro, Filippi e della divisione di compiti che c’era in base alle specifiche competenze e capacità culturali. E giravano il mondo con lo spettacolo della Partita in perfetta armonia.
Certo Bucco agisce come un piccolo dittatore, con numerosi nemici tra i concittadini, con il suo gruppo che lo avvalla sempre e questo è funzionale se si portano avanti delle scelte valide. Ma non permette di vedere le eventuali problematiche. Noi abbiamo vissuto sulla nostra pelle la chiusura alle nostre proposte del Consiglio di Amministrazione della Cooperativa dei Consumatori. Vorremmo che una simile situazione non si ripetesse più a Marostica. Tra l’altro la situazione del gruppo chiuso è dovuta al non incentivo ai marosticensi ad iscriversi alla Pro (e la quota è di soli 10 euro!) e quindi i Soci sono poco più di 200-300 ed al regolamento delle elezioni che prevede un numero di preferenze uguale ai componenti del direttivo, per cui organizzando bene la votazione con il 51% si prendono tutti i consiglieri, non lasciando spazio alle minoranze e quindi ad un dibattito. Questo fatto tra l’altro per noi è illegale.
Comunque noi siamo d’accordo, in base alla nostra esperienza manageriale, con le attuali scelte operative fatte dalla Pro in particolare l’iniziativa di verifica con l’Accademia della Scala e aver variato il calendario della Partita con il venerdì e sabato di due settimane. Oltre naturalmente alle iniziative culturali di ripensamento della Partita nel contesto storico veneziano. Tutte cose che sostenevamo da anni.
Ora appare questa iniziativa “A cena con i Figuranti”, aspettando la Partita a Scacchi. In pratica una cena al mese nei ristoranti di Marostica. La riteniamo una ottima iniziativa per avvicinare la cittadinanza alla manifestazione. Ci auguriamo che sia strutturata anche con una breve presentazione focalizzando argomenti specifici della Partita. Una osservazione ci permettiamo di fare: quando abbiamo chiesto se la cena era aperta agli iscritti alla Pro Marostica, ci hanno risposto che è aperta a tutti i Marosticensi. Ecco noi la avremmo tenuta solo per gli iscritti alla Pro. Un modo quindi per far iscrivere i cittadini.

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UN GRANDE LAVORO DI INFORMAZIONE RICOMPENSATO DAI LETTORI: MAROSTICA SENZA CENSURA

L’AUTOREVOLEZZA DI MAROSTICA SENZA CENSURA È NEI NUMERI DELL’ULTIMO ANNO: +100% DI LETTORI CON 1400-1500 AL GIORNO E +25% DI ISCRITTI, ARRIVANDO A QUASI 3500

Ovviamente parliamo di dati medi. Abbiamo avuto anche dei punti di lettori incredibili. Dipende dalla notizia che possibilmente deve avere un senso di novità. Certo che abbiamo cercato di evolvere la nostra formula editoriale grazie anche ad un arricchimento delle nostre fonti informative. Ed abbiamo mantenuto un linguaggio esplicito e diretto, cosa che molti lettori apprezzano. Abbiamo cercato di non assumere posizioni personali, non siamo dei tromboni per gloriarci né abbiamo padrini politici od economici da pubblicizzare. Cerchiamo anche di comunicare posizioni diverse che chiaramente non sono le nostre. Anzi il nostro scopo è di uscire da idee precostituite per scoprire cosa ci può essere dietro un fatto con varie interpretazioni. Chiaramente si privilegia l’informazione locale che comunque è sempre connessa a quella regionale, nazionale ed internazionale. Insomma possiamo dire che facciamo un marketing della notizia assecondando il lettore nelle sue curiosità, non per vendergli una certa informazione. Non certamente manipolandolo, anzi cercando di aprirgli gli occhi e di farlo pensare e ragionare. Ovviamente ci troviamo in un ambiente difficile in cui personaggi e gruppi di potere vogliono imporre il loro modo di operare. Se non avessimo la nostra discreta autonomia economica avremmo dovuto già chiudere baracca e burattini soprattutto di fronte a amministratori pubblici locali che spietatamente ti querelano usando i soldi della pubblica amministrazione. Ma avendo alle spalle una vita aziendale in cui abbiamo imparato a difenderci, continuiamo a farlo. Anzi da un punto di vista culturale quello che facciamo ci tiene estremamente attivi perché non possiamo sparare puttanate, ma essere informati e documentati. Insomma non siamo pensionati attivi solo da leggere il giornale ai giardini pubblici. Anzi non abbiamo mai letto tanti libri come in questi ultimi anni. Per informarci appunto. Forse rappresentiamo un nuova generazione di anziani cha accettano la sfida di continuare a partecipare. Un esempio divertente è stato nell’analisi dei bilanci delle banche locali. Non avevo esperienza in merito. Documentandomi ho scoperto il Texas Ratio, che sa tanto di pistole fumanti. È il rapporto tra crediti fuffa e capitale. Facendo una ricerca su internet si può scoprire la % di crediti fuffa che può trasformarsi in denaro in un determinato periodo. Ovviamente se i crediti fuffa al netto di quelli monetizzabili superano il capitale, la banca è tecnicamente fallita. Questa tecnica è stata applicata nell’esame dei bilanci della Popolare di Marostica e della Popolare di Vicenza. Avevamo appena cominciato la nostra attività e limitatamente al numero di lettori abbiamo informato. Anzi ci hanno anche invitato ad un dibattito pubblico per esprimere la nostra opinione sulla Popolare di Vicenza,
Una fonte di informazione importante per noi è l’Albo Pretorio, dove vengono pubblicati tutti gli atti del Comune, anche gli acquisti della carta igienica. Pochissimi lo leggono o addirittura ne conoscono l’esistenza, se non per gli atti di matrimonio. Eppure è il vero strumento per fare politica e ovviamente gli atti vanno interpretati. Certo che da quando in Comune si sono accorti del nostro attento interesse, hanno cercato di complicarci un po’ la vita, con le solite furbate.
Insomma abbiamo a nostro parere raggiunto un risultato positivo per la nostra Comunità che può disporre di uno strumento professionale per capire e non farsi abbindolare.

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ENZO COLOSSO SMENTITO DALLA DANIELA BASSETTO A MAROSTICA

DANIELA BASSETTO SMENTISCE DECISAMENTE L’AFFERMAZIONE DI ENZO COLOSSO IN CONSIGLIO COMUNALE A MAROSTICA

Proprio così. Finalmente la Bassetto ha reagito in modo vivace all’affermazione di Colosso che le difficoltà economiche della piscina comunale sono colpa del PD e seguaci perché avevano impedito la vendita ed addirittura raccolte le firme contro il Comune. Tutto falso come prova il nostro articolo del tempo. La realtà è che le piscine comunali sono invendibili e possono solo essere date in gestione.
Ma ricapitoliamo la vicenda riprendendo l’articolo di www.marosticanotizie.it del 7 ottobre 2021:
” Nel documento di programmazione recentemente pubblicato siamo andati a vedere cosa dice della piscina comunale. Dopo il ridicolo tentativo di venderla con un colpo di mano decidendo in Giunta in segreto e facendolo approvare in un Consiglio comunale “sovietico” con i soli voti della Lega, al di sopra delle teste dei cittadini, la giunta Mozzo ha dovuto rimangiarsi il tutto e darla in affitto. Una vera figura di “merda” caratteristica degli incapaci, ma arroganti. Fortunatamente la Rari Nantes Valsugana, che si è aggiudicata la gara per la gestione, è un ottimo gestore e gestisce le piscine delle varie cittadine della Valsugana, soprattutto nei periodi estivi. Ora nel documento del Comune si continuano a scrivere stupidate pensando sempre alla vendita scaricabarile (utopica, come dimostrato dalla prima asta andata deserta). Invece di prendere in mano la situazione in una ottica di competenza e di risultato: c’è appunto solo un continuo scaricabarile e tanto fumo.
Con un minimo di sale in testa, occorre assolutamente ottimizzare l’impianto con una piscina esterna in modo da garantire ai giovani e meno giovani una struttura importante di svago estivo. E così si realizzerebbe un probabile pareggio economico.
Il documento invece è scritto come se si parlasse di un qualsiasi servizio del “tubo”, quando invece si ha la fortuna oggi di avere una bella piscina ed un gestore con tutte le capacità professionali, dopo la ridicola gestione degli amici marosticensi del Club “umma umma” di Bertazzo e Bertacco. E aver pagato, il Comune, 472.000 euro al Credito Sportivo al posto dei gestori umma umma per chiudere la faccenda e non avere sotto sequestro il conto in banca, perché all’improvviso era apparsa la garanzia del Comune sul mutuo (fatto che pochi conoscevano, trattato dal privato e che non pagava più). Una vergogna!”

Quindi il Colosso dovrebbe impegnarsi maggiormente a far quadrare i conti della piscina invece di colpevolizzare altri per gli errori di Mozzo & C.

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IN CONSIGLIO COMUNALE A MAROSTICA TUTTI ZITTI SUI NUOVI COSTI DELLA RACCOLTA RIFIUTI

IL MISTERO DELLE TARIFFE PER I RIFIUTI IN CONSIGLIO COMUNALE DOPO LA TARI E L’ELIMINAZIONE DELL’UFFICIO RIFIUTI DEL COMUNE DI MAROSTICA

Nell’ultimo Consiglio Comunale c’è stata una lunga disquisizione sul nuovo modo di smaltire i rifiuti con una tariffa unica sovracomunale. Il “dotto” assessore al bilancio Enzo Colosso ha spigato che con il passaggio della responsabilità della gestione dei rifiuti al Consiglio di Bacino “Brenta per i Rifiuti” non esisterà più la tassa sui rifiuti riscossa dal Comune, ma i soldi saranno direttamente incassati da Etra che opererà come Gestore del Servizio Integrato Rifiuti con un tariffario unico nel territorio del Bacino costituito da 48 comuni.
Sostanzialmente non cambia niente per l’utente che sia una tassa o un corrispettivo. Ciò che cambia è il costo del nuovo sistema sovracomunale. Il Comune avrà un compito in meno, anche se era già senza costi in quanto le entrate Tari pareggiavano i costi. La preoccupazione di Colosso è stata di sottolineare che comunque il Comune non avrebbe avuto costi aggiuntivi. Si era liberato di un problema.
E qui ci saremmo aspettati dal Sindaco e dall’assessore un esempio pratico. Un utente con certe caratteristiche pagava prima una certa somma. Quanto dovrà pagare in futuro? Pagherà uguale o di più? Silenzio tombale e anche l’opposizione è rimasta muta. Non ha chiesto niente. Probabilmente sarà l’uovo di Pasqua del 2026. E senza dubbio ci saranno spiacevoli sorprese per l’utente. Ma il modo di trattare l’argomento è semplicemente vergognoso per un Consiglio Comunale. Il cittadino ha diritto di conoscere i costi ed il modo per risparmiare.

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GLI ALPINI IN RUSSIA NON ERANO AMICI

GLI ALPINI ALLEATI DEI NAZI-FASCISTI SONO ANDATI IN RUSSIA PER SOTTOMETTERE UNA POPOLAZIONE AL PIANO DI STERMINIO DI HITLER E NON SI HA IL CORAGGIO DI DIRE LA VERITA’

Va bene ricordare l’Ortigara, un massacro di giovani che non sapevano probabilmente per che cosa veramente combattevano e morivano. La partecipazione alla prima guerra mondiale fu dichiarata dall’Italia tradendo l’alleanza che c’era con Germania ed Austria e la soluzione di riavere per via diplomatica i territori allora austriaci abitati da italiani era molto fattibile. Ma i guerrafondai vinsero e portarono l’Italia alla guerra.
Ma celebrare la battaglia di Nikolajewka, con in pratica l’annientamento delle truppe italiane, senza il vero contesto storico è una ignominia. Certo gli Alpini furono massacrati dai Russi, però con la grossa differenza che loro difendevano la loro Patria dallo sterminio della popolazione programmato dai nazisti. E gli Alpini erano invasori alleati con Hitler. Certo poi si resero conto di essere stati imbrogliati, ma non ovviamente gli ufficiali, e mandati al macello da Mussolini. Ed infatti quei pochi che riuscirono a tornare a casa, capito il tradimento, furono per la maggior parte partigiani combattenti contro i nazi-fascisti. Ora non è affatto opportuno ricordare tale battaglia in senso eroico e di martirio. Meglio dimenticare. O fare la giornata della memoria e del pentimento in onore della popolazione russa che nella guerra ebbe almeno 18 milioni di morti. È come se in Germania si onorasse la battaglia di Stalingrado per i “poveri” caduti tedeschi. Solo i nostalgici nazisti fanno qualche cerimonia.
Che poi l’iniziativa sia accolta il 24 gennaio alle ore 20.30 dalla parrocchia di Sant’Antonio Abate con l’uso del teatro ci sembra alquanto contradditorio. Se pensiamo che il teatro fu rifiutato all’ex Comitato della Biblioteca di Marostica per la proiezione del film sui palestinesi. Una collaborazione tra giornalisti israeliani e palestinesi, premio Oscar per i documentari.
Però abbiamo la presenza dell’Ana, l’Associazione degli alpini, che organizza la faccenda. Anche qui c’è grande confusione per cui una associazione che opera in modo solidale sul territorio con molte iniziative utili alla gente, si trasforma in una associazione militarista. Dimenticando anche la Costituzione italiana. Ricordiamo che l’Ana anni fa, modificando lo statuto, ammise tra gli associati anche gli alpini fascisti della Repubblica di Salò. Si continua quindi con grosse ambiguità e non chiarezza.
Ambiguità evidentemente che vanno benissimo al nuovo potere fascio-leghista.

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QUALI NUOVE INIZIATIVE CON L’AVV. CAMPANA?

DOPO L’ARCH. XAUSA È ARRIVATA L’AVV. CAMPANA ALLA COSI’ DETTA FONDAZIONE BANCA POPOLARE – VOLKSBANK E PER ORA ALCUNE INIZIATIVE….

Quando sorse la così detta Fondazione Banca Popolare di Marostica successivamente con l’aggiunta di Volksbank, dicemmo subito che il nome non era corretto perché una fondazione bancaria controlla delle azioni della banca e con i dividendi agisce nel sociale. In questo caso invece si tratta di una semplice operazione di marketing sociale finanziata in toto dalla Volksbank per ricordare nel nome la vecchia popolare marosticense salvata con i suoi Soci dal disastro proprio dalla Volksbank, che ci mise anche del tempo per capire come rimettere in piedi una situazione critica. I soldi poi si sono presi da quanto spendeva la Popolare di Marostica in attività di beneficenza/sociali, allora circa 420.000 euro per la provincia di Vicenza. Nella cifra erano compresi i compensi agli amministratori e le spese generali.
Ora dopo l’era Xausa in cui il protagonismo personale con tante iniziative un po’ a pioggia, ha senza dubbio creato conoscenza della Fondazione tant’è che sembrava che l’architetto fosse il Presidente della banca locale, arriva ora l’avvocato Campana già Sindaco di Breganze, nominata circa un anno fa.
Dalle prime iniziative e dichiarazioni non abbiamo compreso innanzitutto di quali risorse possa disporre la Fondazione e come saranno ripartite queste risorse. Certo si è iniziata l’attività con l’accordo per restaurare delle abitazioni di proprietà dell’Ater a beneficio di persone indigenti e un bando per il sostegno a progetti di ambito sociale. Restando ferma, sembra, la sponsorizzazione del Summer Festival in piazza a Marostica, che senza dubbio dà visibilità al marchio della banca.
Però oltre alla reale definizione delle risorse, non sono chiare nel concreto le attività su cui si intende operare nel 2026.

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IL MUSEO FARLOCCO E LO SHOP DELLE CHINCAGLIERIE AL CASTELLO DI MAROSTICA

MA UN MUSEO ANIMATO DEI COSTUMI DELLA PARTITA A SCACCHI È MOLTO PIÙ INTERESSANTE DI UN ARIDO MUSEO DELLE SCACCHIERE. E MATTEO MOZZO NON SE NE ACCORGE CON IL BUCCO

È la prima osservazione che hanno fatto i “tecnici” del Teatro della Scala di Milano chiamati dalla Pro Marostica per una analisi dello spettacolo della Partita: la bellezza e la ricchezza del patrimonio dei costumi. Che è, assieme alla piazza con il Castello, la chiave del successo dello spettacolo che, ricordiamolo, è una opera d’arte con testo scritto dall’artista Mirko Vucetich.
La realtà di oggi è che i costumi non sono valorizzati con una seria mostra, ma esposti con pochi esempi e senza animazione al primo piano dopo le gigantografia dei registi delle varie partite, che al pubblico interessa ben poco.
Adesso si stanno spendendo 668.000 euro per fare un museo delle scacchiere che nulla ha a che vedere con la Storia di Marostica e serve principalmente per appagare la megalomania di un personaggio collezionista che si vedrà anche intitolato a suo nome il museo. Una vera follia frutto di una assenza culturale della Giunta di Marostica nel valorizzare il proprio patrimonio.
Ovviamente il tutto è stato deciso dal solito gruppetto di fascio-leghisti senza alcuna consultazione con la cittadinanza, oltre ovviamente l’incredibile silenzio dell’opposizione, che è completamente assente.
E questo fatto si aggiunge al negozio della Pro Marostica nel Castello che in pratica vende solo cianfrusaglie oltre al Leone di San Marco in vari formati per accontentare tutte le tipologie di leghisti. Ma il Bucco è mai andato a vedere l’interessante shop del Museo Civico di Bassano? Lì si respira storia e cultura, certamente non a Marostica.

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LA PRO MAROSTICA NON HA LIBRI PER I VISITATORI SULLA STORIA DELLA CITTA’

I LIBRI CHE NON CI SONO NELLO SHOP DELLA PRO MAROSTICA. UNA GRAVE DIMENTICANZA CULTURALE DI SIMONE BUCCO

Abbiamo spesso visite di amici stranieri. Ovviamente la visita del Castello Inferiore e poi di quello Superiore e’ di obbligo.
Il Castello Inferiore si presenta bene sia nella sala video di presentazione della Partita a Scacchi che a seguire la sala con i costumi, che ci sembra però un po’ povera. C’è poi la visione della piazza dall’alto delle Mura. Ed è la cosa più apprezzata dai nostri amici stranieri.
Successivamente si scende attraversando una squallida soffitta. Ma non potrebbe essere sistemata con magari un gruppo di armati?
Alla fine si scende e si ripassa per lo shop. È evidente che ci sofferma per comperare un ricordo. Ci sono cartoline, ceramiche, paccottiglie, dolci e liquori. Poi due libri illustrati su Marostica in un angolo. E qui è evidente che c’è una grave carenza. Non ci sono libri ben fatti sulla storia di Marostica magari riportanti lo scritto di Vucetich della Partita a Scacchi.
In realtà di libri su Marostica c’è ne sono parecchi e alcuni li riportiamo nella foto, ma non sono in vendita. In particolare tre sono di estremo interesse:

  • Storia manoscritta di Marostica di Gio.Paolo Matteazzi, a cura di Mario Consolaro e Giuseppe Antonio Muraro
  • Marostica e la dominazione scaligera nel Veneto di Giuseppe Antonio Muraro
  • Marostica Profilo istituzionale di un centro urbano nell’età della Serenissimo, interventi coordinati da Claudio Povolo, edito dall’Amministrazione Comunale di Marostica.
    L’ultima pubblicazione in particolare merita un elogio per la sua completezza ed stata realizzata grazie al premio Marostica, Città Veneta della Cultura 2002, promosso dalla Regione Veneto.

Il Castello Superiore infine con il suo paesaggio stupisce il visitatore. Ma a parte le precarie mostre, l’interno è squallido senza anche alcun punto di informazione e ristoro.
Ci auguriamo che la Pro Marostica prenda in mano la situazione facendo uno specifico libretto ad uso dei visitatori, utilizzando le pubblicazioni già in essere. E che il Comune completi la fruizione del Castello Superiore.

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PERCHE’ MATTEO MOZZO NON ERA IN LISTA

MATTEO MOZZO NON ERA NELLA LISTA ALLE REGIONALI. PERCHE’? CERCHIAMO DI RISOLVERE IL MISTERO

Fino ad agosto la voce di popolo presentava Mozzo inserito nella lista di candidati alle regionali. Pompato sempre come giovane “capace” Sindaco di una città prestigiosa come Marostica in lista era quasi sicuro. Poi se avesse probabilità di essere eletto sarebbe stato un altro discorso.
Invece successivamente è completamente sparito dalla circolazione dei candidati. Nessuno ne ha più parlato. E qui entra un fatto importante. La Lega crediamo che abbia i suoi meccanismi di valutazione che tengono conto anche di una reale presentabilità democratica e di creazione del consenso. Ne è anche esempio il siluramento della Pavan a favore di Finco a Bassano. C’è poi da tenere presente che culturalmente la Lega a Marostica ha sostituito il potere della Democrazia Cristiana, anche se non ha realmente una rappresentanza culturale come la aveva la vecchia DC. Ha dei gestori di soldi che sanno illudere con vari progetti e facendo alla cieca senza una logica di programmazione. Ed il consenso le deriva da una adesione popolare ideologica collegata al Leone di San Marco, e quindi alla storia di Venezia, e dall’assenza di una seria opposizione. Oltre che dall’obbedienza a chi è al potere da parte di molti che hanno il Comune come riferimento anche professionale e che ovviamente stanno zitti, magari non facendo anche delle banali osservazioni.
Ma lo scontro con la prof.ssa Laura Dinale sulla questione dei titoli dei film da proiettare in Biblioteca ha messo il Mozzo in grave difficoltà all’interno della Lega, dimostrando di non saper gestire una banale e semplice questione informativa per trasformarla ed ingigantirla in una questione politica pro o contro i palestinesi. Quando proprio non era il caso essendo il film un documentario premiato anche con l’Oscar della categoria. Ed il Mozzo si è fidato di qualche amico, che vede ancora dappertutto comunisti, senza neanche aver visto il film. E ci è cascato come un pero.
Quindi probabilmente data la situazione da parco giochi, vedremo il Mozzo candidarsi per la terza volta a Sindaco e la maggioranza dei marosticensi, ormai sulla via del fascio-leghismo felici e contenti. Per fortuna permane con i suoi limiti una certa vivacità delle associazioni che ruotano intorno alla biblioteca. Ma il futuro non lo vediamo “politicamente” brillante.

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CULTURA MAROSTICA ESCLUDE LA DIESEL DI RENZO ROSSO

DOPO 5 MESI DALLE CLAMOROSE DIMISSIONI ANCORA NON È STATO NOMINATO IL COMITATO DELLA BIBLIOTECA DI MAROSTICA. INTANTO È USCITO UN DECENTE “CULTURA MAROSTICA” CON I SOGNI DELLA MODA DEL PASSATO, SENZA PERO’ LA CULTURA DEL PRESENTE

La vicenda della censura da parte del Sindaco Mozzo per il cineforum proposto in agosto dal Comitato della biblioteca ha portato in primo luogo alle dimissioni della maggioranza dei componenti, lesi nella loro dignità e diritti da una decisione arbitraria. La vicenda poi ha avuto non solo riscontri locali, ma anche nazionali, facendo diventare Marostica la città della censura.
Ora da ben 5 mesi il Comitato della Biblioteca non esiste più se non nei componenti senza diritto di voto. Il Consiglio comunale non ha ancora formalizzato le nuove nomine ed il Sindaco deve ancora indicare il nuovo Presidente. Noi avevamo suggerito di chiudere la spiacevole ed inopportuna vicenda respingendo le dimissioni dei componenti. Ma sembra che regni una completa cecità culturale da parte della giunta fascio-leghista, che si arrampica su improponibili modifiche statutarie.
Intanto l’attività della Biblioteca è continuata con un numero interessante di “Cultura Marostica” che è dedicato alla “moda” ed alle aziende del passato ricordando i circa venti opifici per cappelli di paglia dei primi anni del ‘900, le successive aziende di abbigliamento Belfe, Breco’s e Camox. Una capacità di fare abiti di moda diffusa tra le donne ed ancora rimasta nelle capacità di creare gli stupendi costumi della Partita a Scacchi.
Indubbiamente gli articoli sono interessanti dal punto di vista storico. Ricordano le glorie del passato. Che però non è morto, come sembra vogliano dire gli imbalsamati redattori. Infatti ad un tiro di schioppo da Marostica c’è il quartier generale della Diesel con il suo Ammiraglio Renzo Rosso. E non è mica una piccola fabbrica di cioccolatini, ma guarda caso di abbigliamento di dimensioni internazionali. Ovviamente con tutti gli aggiornamenti del caso e con nuove tecniche. È quindi la erede diretta di ciò che era Marostica nello stesso settore.
Certo che mica quindi si può fare Cultura come fa Cultura Marostica. Occorre fare un grande passo avanti ed aggiornarsi, aprire gli occhi al presente, sempre interessante con nuove storie e bravi imprenditori che danno continuità ad una cultura dell’abbigliamento che scorre nelle vene di Marostica e dintorni.
Diamoci quindi una mossa e cerchiamo di capire non solo la storia dell’abbigliamento, ma anche la sua evoluzione, che può essere di stimolo per le nuove generazioni.

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