UNA MULTIUTILITY “POLITICA” DELLA LEGA COSTA DI PIU’

ETRA CI FA PAGARE IL 4 % IN PIU’ NELLE BOLLETTE PER RESPONSABILITA’ DEGLI AMMINISTRATORI

Parecchi lettori ci chiedono la nostra opinione sull’Etra. Quello che possiamo fare è confrontare le voci di bilancio dell’Etra con un’altra multiutility. È il classico confronto tra aziende dello stesso settore. Abbiamo preso la Hera, numero 1 nel settore con un fatturato nel 2024 di 13 miliardi rispetto ai 216 milioni dell’Etra. Un colosso, però con analoghe problematiche di gestione di un bilancio.
E abbiamo scoperto che Hera paga oneri finanziari pari al 1,2% sul fatturato in diminuzione rispetto al 2023, mentre Etra paga il 4,4% in crescita sia sul 2023 che sul 2022. L’utile netto poi è simile intorno al 4% perché Etra ha un buon risultato operativo pari al 9% rispetto al 6,4% di Hera.
Se Etra non avesse negli anni passati, se non ricordiamo male, ritornato in parte l’utile ai Comuni o avesse avuto un utile in linea con una giusta remunerazione del capitale, non si sarebbe indebitata, pagando ora oneri finanziari che poi deve far pagare all’utente finale nelle bollette.
Quella di operare con i soldi propri e di essere una azienda capitalizzata è una regola base fondamentale per una buona gestione di una multiutility. Cosa che gli amministratori dell’Etra non hanno fatto. E la responsabilità è notevole.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

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LA PROF. LAURA DINALE CONSEGNA A DON LUIGI I SOLDI DEL CINEFORUM

RICEVIAMO DALLA DELEGAZIONE DEGLI EX COMPONENTI DEL COMITATO DI GESTIONE DELLA BIBLIOTECA DI MAROSTICA CHE HANNO CONSEGNATO AL PARROCO DI NOVE LE OFFERTE RACCOLTE DURANTE IL CINEFORUM

“Siamo andati a cantare la stella al parroco! Gli abbiamo consegnato le offerte del pubblico di Cinema oltre le mura (circa1200 euro), che abbiamo lasciato al fianco del suo presepe come offerta per quelle famiglie in difficoltà con figli che studiano.
Il presepe è fatto con statuine di terracotta, tutte plasmate dalla sapienti mani di don Luigi. Ogni statuina ha un valore simbolico.
Assieme a don Luigi abbiamo seguito lo sguardo di san Giuseppe rivolto alla stella. Emozionante.
Don Luigi ci ha regalato IL suo ultimo libro per prepararsi con san Matteo al nuovo anno liturgico”

a cura Osservatorio Economico Sociale di Marostica

MATTEO MOZZO LO STRUZZO

IN CULTURA MAROSTICA IL MATTEO MOZZO FA LO STRUZZO CON LA FESSERIA DEL LEONE ALATO E CENSURA L’ATTIVITA’ DELLA BIBLIOTECA, CON IL CLAMOROSO SUCCESSO DEL CINEFORUM

È appena uscito il nuovo numero di Cultura Marostica ed è da leggere, per l’“elevata” conoscenza della storia e cultura locale, la presentazione dell’immancabile Mozzo. Esalta il restauro del Leone alato che secondo il Matteo è “emblema di forza e continuità per la nostra comunità”. Ma da dove ha tirato fuori una simile fesseria? Il leone alato nel caso specifico rappresenta il simbolo di adesione e sottomissione di Marostica a Venezia conquistata nel 1404. Infatti prima del 1404 erano i Visconti di Milano che comandavano, subentrati nel 1379 agli artefici della bellezza di Marostica con le mura, la piazza ed i castelli e parliamo degli Scaligeri di Verona.
Quindi il Mozzo è un Sindaco che non conosce la Storia della sua città inventando panzanate ridicole per valorizzare il simbolo della Lega veneta, che ha un’altra storia.
E pure tace sul fatto culturale più clamoroso dell’estate marosticense: il successo imprevedibile registrato dall’ex Comitato della Biblioteca con il Cineforum fatto a Nove perché da lui bocciato come propaganda “comunista” se proiettato nei giardini della Biblioteca. Una scempiaggine colossale che ha coperto di ridicolo anche a livello nazionale Marostica trasformandola da città degli Scacchi in città della Censura. Addirittura il film sulla situazione dei palestinesi vessati sulle loro terre dagli ignobili soldati israeliani, ha dovuto replicare con due proiezioni.
Quindi il Mozzo ha mancato una incredibile opportunità politica di valorizzare la biblioteca con la bravissima Presidente Laura Dinale, tra l’altro da lui nominata su consiglio della Bergamo, ed il gruppo di giovani esperti di cinema promotori della programmazione dei film. In pratica si è dimostrato paladino della sottocultura leghista dominante con il solo motto di “fasemo” coi schei di Roma, senza alcuna considerazione di cosa è la cultura di oggi, con anche le sue gravi contraddizioni, che una biblioteca ha l’obbligo di evidenziare e discutere.
Al Mozzo, di cui abbiamo ormai capito “l’alto livello culturale” consigliamo di leggere il libro curato dalla Amministrazione Comunale di Marostica nel 2004 con Sindaco Alcide Bertazzo ed Assessore alla Cultura Maria Angela Cuman: “Marostica Profilo istituzionale di un centro urbano nell’età della Serenissima”. E crediamo che la Cuman sia disponibile a ripetizioni sull’argomento. Dai Matteo torna a studiare un minimo di storia di Marostica. Lo avresti dovuto fare prima di farti “pompare” come Sindaco.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

QUANDO ENZO COLOSSO ERA APPENA ARRIVATO LA PERDITA DI PATRIMONIO ERA DI 1, 9 MILIONI

BILANCIO 2017 CON MARICA DALLA VALLE AL COMUNE DI MAROSTICA.

  • 145.415 € COME RISULTATO DI ESERCIZIO
  • 3.000.000 € COME “BUCO”, COSTI IN PIÙ
  • 1.900.000 € COME PERDITA PATRIMONIALE

La perdita di 145.415 euro è il risultato finale netto dopo le tasse del conto economico 2017.

Il buco di 3.000.000 euro è costituito dai costi aggiuntivi 2017 rispetto ai costi del conto economico 2016 che aveva presentato un margine di gestione positivo per 2.400.158 euro. Invece il 2017 evidenzia anche una perdita del margine di gestione di 432.082 euro.
Quindi, se si fossero realisticamente ripetuti i costi 2016, nel 2017 si avrebbe avuto circa lo stesso positivo margine. Invece si è mangiato il margine con i nuovi costi e si è andati addirittura in perdita. Morale: costi in più almeno per 2.400.158+432.082=2.832.240 euro.

La perdita patrimoniale è data dalla differenza tra il patrimonio del Comune al 31/12/2016, pari a 69.382.034,97 euro, e il patrimonio al 31/12/2017, pari a 67.488.979,22 euro. Quindi 69.382.034,97-67.488.979,22=1.893.055,75 euro, la perdita patrimoniale.

Ed il “super” assessore al bilancio, non marosticense perché più bravo di tutti, rag. Enzo Colosso copre il tutto dicendo che il bilancio è a posto, facendo ridere anche i non esperti in bilancio, in quanto ci sono spendibili in cassa 2.954.031,73 euro, senza però dire che avrebbero dovuto essere circa 6.000.000 euro senza il “buco” di 3.000.000 euro.

Forse Marica Dalla Valle con anche il suo bilancio è stata il peggior Sindaco nella storia di Marostica?

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

Inviato da iPad

AVEVAMO RAGIONE NEL 2021 SULLA PARTITA A SCACCHI: ERA UNA OPERA D’ARTE

MAROSTICA IMBALSAMATA, CON VALENTINO SCOMAZZON, SIMONE BUCCO, ROBERTO XAUSA E MARIANGELA CUMAN. MA C’È ANDREA SPEZIALI.

Sempre i soliti da decenni. Scomazzon era già assessore nel prima mandato Bertazzo ed è quello che fece partire la grande speculazione edilizia a Marostica. Adesso è quello che tira le fila al Sindaco inventandosi in modo ridicolo addirittura l’utilizzo del Pnrr per il Ponte sul Longhella e “dimenticandosi” il restauro del Convento. Simone Bucco, “esperto” geometra, si fregia di essere l’erede dei vari Pozza, Campana, Artuso, Crestani, Boschetti, E. Xausa, Palazzi, artefici con il grande Vucetich, lo scrittore della Partita, della prima Partita a Scacchi. Oggi il Bucco si vanta della grande operazione di marketing del punto vendita folkloristico aperto negli uffici della Pro Marostica. Che pena! Sono i negozi nella Piazza che devono vendere non la Pro Marostica. Però una cosa forse la ha capita. E cioè di valorizzare l’attività di Andrea Speziali, il giovane esperto dell’arte Liberty, che ha pubblicato il bel libro su Mirko Vucetich, partecipando alle sue iniziative. Ora la Partita ha anche un grande, vero e preparato divulgatore culturale.
Aver avuto come autore della Partita un artista come Vucetich permette alla Partita stessa di diventare in pratica eterna. È di fatto una Opera d’Arte, non una fiera di paese improvvisata.
E forse il Bucco comincia a comprendere la valenza artistico culturale della Partita, dissociandosi dalla menata, portata avanti da Roberto Xausa, che fu suo padre l’ideatore del brogliaccio della Partita. Una vera fanfaronata per mettersi in primo piano. Con anche Mariangela Cuman che si inventa, autonominandosi Presidente, con i costumi della Partita la Accademia del Caffè. Un falso storico non suffragato da alcuna motivazione culturale. Xausa e la Cuman sono i personaggi che cercano di manipolare la storia e la Cultura di Marostica a finalità personali. Noi avevamo proposto il Club del Caffè con lo scopo di fare un moderno marketing per aggregare i visitatori di Marostica con l’informazione degli eventi via internet e far parlare di Prospero Alpini il primo grande farmacologo che diede splendore per secoli alla Facoltà di Medicina dall’Università di Padova. Ma ovviamente l’esperta di marketing è la Cuman e quindi l’Accademia del Caffè se la è fatta e mangiata.
La nostra proposta era un modo quindi affinché Marostica oltre alla Partita diventasse un punto di riferimento di eventi vari per gli affezionati alla cittadina sempre ben tenuti informati.
E questa è la situazione oggi presente nella città con poi tentativi vergognosi del Comune, senza un laureato in Giunta ed esperienze oltre lo specifico diploma, una situazione questa culturalmente incredibile, di impedirci di parlare con ridicole querele. Ma per vergognarsi non c‘è alcuna sensibilità e moralità.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica. 30 novembre 2021

A MAROSTICA MENO NEO-FASCISTI E BOOM DI SZUMSKI E VERDI

A MAROSTICA MENO NEO-FASCISTI (14,76%) CHE IN VENETO (18,7%). LA DIVISIONE DESTRA-SINISTRA È UGUALE A QUELLA DELLE COMUNALI DEL 2023. MA È BOOM PER SZUMSKI E VERDI-SINISTRA

Infatti la Lega prende 41,14% e Fratelli d’Italia il 14,76%. Totale destra il 63,69% contro il 62,9% delle comunali.
Il PD ha il 17,24%, la assoluta novità Szumski il 5,66% ed i Verdi-Sinistra il 5,4&%%. I 5 Stelle spariti al 1,76/%.
Il vero sconfitto è il Pd che evidentemente deve cambiare programma e leadership. Il Santini di turno non ha proprio più senso, non comunica più nulla se non la vecchia Dc. Invece una politica nuova rappresentata dai Verdi e Szumski supera il 10%. Vuol dire che ci sono a Marostica ancora persone che pensano diversamente dal cementificatore, con i risvolti di colossali danni ambientali, Zaia col suo fedele Mozzo, ex venditore di vino e senza alcuna esperienza al di fuori delle Mura, e che vogliono controllare e dire la loro.
A nostro parere adesso che sono finiti i soldi a go-go parecchi nodi della politica della Lega a Marostica verranno al pettine, perché in questi anni non c’è stata condivisione progettuale con la popolazione e parecchie iniziative necessarie per i cittadini non sono state fatte o finite a scapito di altre come l’incredibile ed inutile Museo delle scacchiere.
Certamente i leghisti “romani” si sono dati da fare per trovare i soldi per terminare dopo oltre venti anni il Politeama. Ma nessuno ha detto quanto alla fine è costato. Oltre 5 milioni di euro? Probabilmente il doppio del necessario. E poi bello sembra bello. Ma è realmente funzionale? Tanto per esempio non può funzionare come cinema. E i sedili sembrano striminziti.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

IL CONVEGNO DELL’ ACCADEMIA DEL CAFFE’ E DEL CENTRO STUDI PROSPERO ALPINI È STATO INTERESSANTE, MA DISPERSIVO. INVECE IL LIBRO PRESENTATO DAL CENTRO STUDI È VALIDO, CURIOSO E BEN FATTO

Era presente il direttore il MUMAC Academy, Accademia della macchina per caffè di Cimbali Group e centro internazionale di formazione dedicato ai professionisti del caffè. E la presentazione dell’evoluzione della preparazione del caffè era un argomento molto interessante. Tra l’altro avevo una curiosità particolare avendo seguito la trasmissione di Report sul famoso caffe Kimbo a tostatura bruciata, che sembra piaccia ai napoletani.
Ma parlare del tabacco e della pipa ci è sembrato fuori luogo. Insomma relazioni noiose si sono sovrapposte a quelle interessanti, ma non ben definite. Per non parlare della relazione “accademica” introduttiva di Mariselda Tessarolo, che ha stroncato un po’ tutti. Per fortuna ad un certo punto hanno offerto una tazzina di caffè brasiliano.
La resistenza di una persona ad un convegno può essere di 2-3 ore con però relazioni interessanti e coordinate. Non serve fare una sfilata di personaggi se manca l’interesse del contenuto.
Invece l’ultimo libro del Centro Studi Prospero Alpini curato Maria Angela Cuman e Murizio Rippa Bonati è ben fatto e lo abbiamo apprezzato. Riportiamo l’indice. Interessante il diario di viaggio in Egitto di un gruppo di marosticensi nel 2023 e gli articoli sul medico di Marostica Cornelio Bianchi (1513-1576), predecessore dell’Alpini, con il suo diario del viaggio in Siria.
Pregevole l’artico iniziale a ricordo dei soci del Centro Studi che sono deceduti negli ultimi tre anni: Franco Di Cianni, Elsa Mariella Cappelletti, Lidia Toniolo Serafini ed il da me molto ben conosciuto ed apprezzato per la sua libertà di opinione Mario Scuro.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

IL SABOTAGGIO DELLA “MANO NERA” AL CINEFORUM

IL “SABOTAGGIO”, A CURA DELLA FAMOSA “MANO NERA”, DEL CINEFORUM A NOVE ORGANIZZATO DA LAURA DINALE & C. DELL’EX COMITATO DELLA BIBLIOTECA DI MAROSTICA

Sala piena per assistere alla seconda proiezione del Cineforum quando alle prime immagini tutto si interrompe. Dopo vari tentativi di ripartire con il film, il bravo Walter responsabile del Cineforum ci dice che è meglio ripetere la serata e mandare tutti a casa. Anche perché mai si era verificato un fatto del genere. Non sa darsi spiegazione. La mattina dopo si scopre che “qualcuno” aveva girato una manopolina nascosta per bloccare il tutto.
All’ultima proiezione subito all’inizio sparisce la voce. Panico tra gli organizzatori, si corre il rischio di un ulteriore rinvio. Poi qualcuno ha il colpo di genio di controllare il collegamento con gli altoparlanti e si scopre che il cavo era staccato. Anche in questo caso qualcuno si era dato da fare per sabotare.
Insomma la “Mano Nera” si era mossa per sputtanare l’iniziativa e probabilmente non aveva fatto niente la prima serata perché il successo di affluenza di pubblico era stato del tutto imprevisto. Erano anni che non mi entusiasmavo per la riuscita di una iniziativa di libertà di informazione. Anche gli organizzatori mai avrebbero pensato di dover replicare con una serata successiva il film “No Other Land”, sulla persecuzione dei Palestinesi nelle loro terre da parte dell’esercito israeliano, film frutto di una collaborazione tra giornalisti israeliani e palestinesi e premio Oscar per i documentari.
Ringraziamo vivamente il Sindaco Matteo Mozzo di Marostica per aver portato con la sua censura il Cineforum della Prof. Dinale & C. ad un incredibile successo e per essersi tagliato “politicamente” le palle.

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LA CULTURA NEL CESSO CON MATTEO MOZZO

L’ASSESSORE ALLA CULTURA A MAROSTICA È UN FANTASMA SENZA SPECIFICHE COMPETENZE PERO’ CON DIRITTO DI VETO: MATTEO MOZZO. MARIANGELA CUMAN ERA UN ALTRO MONDO

L’ultimo assessore alla cultura era stata la Marialuisa Burei. Poi anni fa, nel 2019, si è dimessa, pare per motivi familiari, e da allora la Cultura se la è tenuta il Sindaco, cioè il Mozzo. Ovviamente solo in una logica di potere perché dal punto di vista culturale non ha alcuna competenza se non in particolare quella di aver partecipato come figurante alla Partita a Scacchi. Un curriculum da far ridere i polli. Ma, per fare un esempio sulla vicenda del Comitato della biblioteca, negli anni passati alla riunione mensile era sempre presente l’assessore alla Cultura, ora il Mozzo come assessore non vi ha mai partecipato. E poi si è permesso di giudicare la scelta del Cineforum bocciandolo e provocando le dimissioni del Comitato. Certo che la faccenda gli è costata la sua fine politica, dato lo sputtanamento anche nazionale. Escluso da una ipotetica candidatura alle prossime regionali, quando sembrava certa una sua candidatura, probabilmente tornerà a fare il venditore di vini. Comunque potrà fare un terzo mandato in base alle modifiche apportate dal decreto pubblicato il 28 marzo 2024. Dato il clima di mancanza di una seria alternativa che l’opposizione non sa esprimere, è molto probabile che il gruppo fascio-leghista resti al potere a Marostica con Mozzo per appunto un terzo mandato.
Ormai Marostica è impelagata in una gestione del pubblico che non evidenzia chiarezza e competenza. Una volta il Sindaco rappresentava una persona che si era messo in luce come cittadino per meriti professionali e sociali. Ora il nostro Sindaco è solo semplicemente un giovane politico “scoperto” dalla Bizzotto, naufragato dall’incapacità di andare a trovare competenze che non ha e senza una reale cultura democratica. Ma dietro ha il gruppo compatto di quelli che ce l’hanno “duro”, ciechi ma fedeli.
Certo che abbiamo avuto anche nel passato come assessore alla Cultura la Mariangela Cuman. Altra storia con un protagonismo forse esagerato, ma tant’è che il comune ebbe il riconoscimento di essere il Comune Veneto della Cultura nei primi anni 2000. Personaggio difficile e troppo egocentrico, ma nulla di paragonabile culturalmente con il Mozzo, capace solo di proporre il concorso premio leone da tastiera d’oro, con noi come vincitore. Un abisso comunque tra il Mozzo e la Cuman.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica