CATTOLICI “RIVOLUZIONARI” A MAROSTICA

IL PUNTO A MAROSTICA ERA IL GIORNALE DEI CATTOLICI “RIVOLUZIONARI” DEL ’68. INTERESSANTE CONVEGNO ALL’ORATORIO

A Marostica nel ’68 in una cittadina con 24 consiglieri comunali della Democrazia Cristiana su 30, sorge all’interno dell’oratorio della parrocchia di San Antonio Abate un gruppo di giovani impegnati a ridiscutere la situazione politico-sociale di Marostica e a contestarne la realtà conservatrice anche in base a quanto discusso dall’ultimo Concilio Vaticano. E fondano una rivista locale: Il Punto.
E la storia ce l’ha ben raccontata la prof.ssa Giovanna De Antoni nel convegno all’oratorio Don Bosco per i cent’anni della parrocchia sabato scorso. La relazione è stata molto interessante e puntuale (sarà pubblicata?) in quanto ha dimostrato la vivacità culturale di quella generazione, che affronta la “rivoluzione” del ’68 in base a saldi principi cristiani di giustizia sociale. Per me è stata una novità in quanto ho vissuto quegli anni da sessantottino laico di sinistra. Anche se a Padova i più determinati sotto l’aspetto di impegno erano i cattolici che rifiutavano il ruolo reazionario della Chiesa. Alcuni, pochi per fortuna, poi hanno fatto il salto in Potere Operaio, gruppo con forti connessioni con le Brigate Rosse.
A Marostica questo gruppo super cattolico trovò poi riferimento nell’azione politica del prof. Mario Consolaro, tanto riverito ma poco seguito nelle sue idee, successivamente impallinato dal recupero di potere della locale Democrazia Cristiana, che con il socialismo o peggio il comunismo non voleva assolutamente dialogare.
Ricordiamo che sono gli anni della strage di Piazza Fontana del 12 dicembre 1969, attentato che fu il tentativo di criminalizzare la sinistra per preparare un colpo di stato militare sull’esempio della Grecia. E ancora oggi sottovalutato come influenzatore per i giovani di allora a prepararsi a combattere con le armi la destra reazionaria emergente, sull’esempio della passata Resistenza. Per fortuna sindacati e partiti di sinistra reagirono ed in qualche modo prevalsero, mantenendo però parecchie ambiguità.
Quindi la relazione della De Antoni ci ha evidenziato l’importanza dei valori cristiani se poi realmente applicati nel sociale. E ci fa pensare sull’attuale maggioranza fascio-leghista a Marostica che ha ottenuto oltre il 60% dei voti. Ci rendiamo conto che nel pensiero sociale nella nostra cittadina permane una spaccatura netta tra democrazia e conservazione se non neofascismo.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica