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RIPENSARE COME VIVERE A MAROSTICA, DOPO IL VIRUS

Resterà come nel passato la gestione della politica e del sociale a Marostica? In questi giorni ci siamo fermati. O almeno la maggioranza della popolazione. Altri, soprattutto medici ed infermieri, ma anche tutte le persone indispensabili nei servizi essenziali, vivono uno stress di pericolo.
C’è anche chi vive il rischio della perdita del lavoro. Il reddito è drasticamente diminuito o si è fermato per molti.
Eppure vivendo i social c’è sempre presente questa minoranza di gente, probabilmente “paraculata”, che pensa solo a sparare cazzate e seminare odio, senza un minimo di conoscenza e valori sociali.
Passata la bufera si cambierà? Spariranno finalmente questi personaggi senza morale e valori che purtroppo hanno dominato la scena in questi anni? Giovani e meno giovani.
Ricordiamo solo che noi abbiamo ricevuto tre querele da Marica Dalla Valle e due da Matteo Mozzo. Tutte finora respinte dal Giudice che ci ha dato ragione sulla nostra libertà di esprimere una nostra opinione. E questi personaggi non si sono ancora dimessi dalle loro cariche pubbliche avendo perso su principi della Costituzione Italiana, di cui dovrebbero essere garanti.

Ci rendiamo conto che siamo in mano ad un giovane senza esperienze, competenze e coraggio (Mozzo), un geometra già assessore al “cemento” con Bertazzo (Scomazzon) ed un ragioniere che nasconde i buchi di bilancio del Comune e paracadutato a Marostica perché amico di Scomazzon (Colosso)?

Per non parlare della vicenda Coop in mano a chi non comprende quale sarà il futuro e che pensa che la gente abbia sempre solo bisogno di scatolette a prezzo conveniente. Vi immaginate cosa sarebbe stata la situazione oggi se ci avessero ascoltato 8 anni fa con il servizio a domicilio tramite la spesa con internet e la valorizzazione dei negozi di periferia? Invece di buttare soldi a Breganze con il nuovo “mattone”?
Adesso Pierluigi Consolaro, eterno vice Presidente, pubblica su internet la “grande” notizia che la Coop ha fatto una assicurazione per il rischio virus per i dipendenti. E niente per i Soci che sono “costretti” ad andare a fare la spesa? Ma ricordiamo che i dipendenti sono quelli che hanno bocciato la Coop on line! Con Luigi Scomazzon (da trenta anni Presidente!) & Co. sono i veri padroni della cooperativa, ciechi a qualsiasi cambiamento. Hanno tutti grande responsabilità se si ammalano o ci ammaliamo. Anche perché il target del cliente Coop è anziano. Quindi più esposto al rischio virus.

Per fortuna ci hanno ascoltato sul fotovoltaico nel 2010. Ottimo incentivo per 20 anni con il recupero del capitale dell’investimento in circa 8 anni e utilizzo gratuito dell’energia elettrica mediamente per il 40%. Come fosse uno sconto sulla bolletta. E poi tanta energia pulita dal sole e meno inquinamento. Bravi, socialmente attenti e previdenti i circa 150 Soci che ci hanno seguito.

Noi ci rifiutiamo di seguire la logica del bravo o meno bravo per farci zittire tacciandoci da arroganti. Le problematiche vanno semplicemente studiate con competenza e la democrazia non è di decisioni senza attente valutazioni. Il bene della Comunità deve essere la principale guida.

Il fatto è che finora non si è permesso di discutere e si prendono le decisioni in una logica di potere, non di conoscenza e approfondita valutazione, in gruppi ristretti. Non ci sono dibattiti pubblici. La cultura è intesa solo come lustro alla politica.

Ma ci rendiamo conto che quest’anno sarà anche difficile, per non dire impossibile, fare la Partita a Scacchi? Ed il Summer Festival, lo facciamo con le mascherine?
Che stiamo scoprendo un nuovo modo di vivere con il tempo al rallentatore? Che, se lo siamo ancora capaci, abbiamo però finalmente il tempo per pensare? Che un domani potremmo essere dei veri cittadini sempre più attivi per la Comunità se cambiamo veramente il nostro modo di agire? Anche perché il mondo sarà diverso.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

UNA GIUSTIZIA DEI BALOCCHI PER ZONIN & CO.

Sembra incredibile che lo Stato, e cioè noi, rimborsi in parte le perdite ai risparmiatori senza alcuna rivalsa nei confronti di Zonin e consorteria. Zonin che per quasi venti anni aveva utilizzato la Popolare di Vicenza per sviluppare i suoi affari mettendo poi sul lastrico migliaia di risparmiatori, addirittura presenta una memoria in cui denuncia il complotto contro di lui di una “struttura occulta” creata da Sorato, direttore generale e dal vice Giustini, per impedirgli il controllo della banca. Come se non li avesse assunti lui per la loro fedeltà!

Inoltre la trasformazione in Spa della Banca è servita nell’assemblea di marzo 2016 a stoppare l’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori Zonin & Co.: gli “amici” hanno ancora pesato fregando gli allocchi che hanno perso il voto per persona della Popolare come cooperativa che avrebbe portato sicuramente all’azione di responsabilità.

Ma quello che più stupisce nella vicenda è l’assenza della Giustizia. Non esiste nessuna vera azione di sequestro dei beni dei responsabili (amministratori, Sindaci, società di revisione, dirigenti di Banca d’Italia, Consob, faccendieri, ecc.). Il Procuratore Cappelleri dichiara addirittura che quei sequestri non erano possibili, poi clamorosamente smentito. Intanto però i responsabili cedono a amici e parenti il loro patrimonio per diventare quasi nullatenenti.

Il tutto è una clamorosa presa per i fondelli dei cittadini che pagano due volte: l’”agevolato” salvataggio della Popolare assorbita da Intesa San Paolo e parte delle perdite dei risparmiatori.
E Zonin & Co. vissero felici e contenti dopo decenni di goduria gratis alla memoria dei due ineccepibili personaggi che avrebbero dato sicuramente gloria alla Popolare, Nardini e Ferretto, precedenti Presidente e Vice, fatti fuori in modo ignobile da quella parte di Confindustria che elesse per anni suo vero capo Zonin. Ma abbiamo il dubbio che lo sia ancora oggi, date le vicende.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

VIAGGIANDO IN TEMPI DI VIRUS.

Cosa può oggi fare un capogruppo di Avventure barricato in casa a norma di legge? Viaggiare con la fantasia ricordando le decine e decine di viaggi fatti in giro per il mondo con relativi aneddoti.

Dicembre 1983, primo viaggio con Avventure: Thailandia e Birmania. Il gruppo è diviso in parti uguali tra maschietti e femminucce. Già in aereo alla partenza iniziano gli accoppiamenti. Mi accompagno con la spigliata capogruppo. Trekking nel Nord, poi mare ed infine nell’incredibile paese buddista: la Birmania. Per passare la frontiera senza problemi passiamo sottobanco al doganiere una bottiglia di whisky e poi siamo in un paese avvolto in una sincera religiosità che ti coinvolge completamente. L’aereo per il Nord è un vecchio Fokker che scricchiola tutto. E nel tornare la barca piena di locali e mercanzie si arena in mezzo al fiume.

Dicembre 1984: Cuba. Ci tornerò ben sette volte, anche una settimana per tenere un corso di marketing per dipendenti locali in accordo con l’Associazione Italia – Cuba. Si viaggia via Berlino Est con la compagnia della Repubblica Democratica Tedesca. L’aereo è pieno di donne cubane che tornano dopo aver lavorato nelle fabbriche di abbigliamento dei paesi “socialisti”. Dobbiamo atterrare in Canada sotto la bufera di neve per far benzina. È possibile un cambio “nero” favoloso, 6 pesos per 1 dollaro, invece che il cambio ufficiale 1 a 1 e si possono pagare gli hotel con un veramente bel sconto. Negli anni successivi gli stranieri dovranno pagare tutto in valuta. Dopo tanta musica e giro fantastico dell’isola in pulmini Volkswagen rossi, un gruppo di tedeschi dell’Est in vacanza ci frega l’aereo del ritorno, ma ci danno tre giorni in più gratis in hotel all’Avana in attesa del nuovo volo. Così ho tempo per assistere allo spettacolo del Tropicana. Tanto a Milano c’è bufera di neve.

Agosto 1985: Perù. La capogruppo è una “massaia” shopping oriented senza molta iniziativa. Mi distacco con altri 4. Treno alla sera per Acqua Caliente e Machu Pichu. All’arrivo bagno nella piscina termale. Ci ospita un incredibile e moderno ostello. Visita del sito alla mattina presto quasi da soli prima del treno dei turisti. E poi verso l’Amazzonia in barca sull’Urubamba. Si rompe il motore ed alla sera dormiamo in una capanna di un villaggio di locali convertiti all’ebraismo e che con le loro cerimonie notturne aspettano che proprio in quel villaggio arrivi il Messia. Se fai un accenno di ironia sei finito.

Dicembre 1985: Indonesia. La capo gruppo è di scuola militare: occorre visitare quasi un tempio all’ora. Ci ribelliamo. Il pomeriggio in piscina nel villaggetto che ci ospita, fa bene. Incontro nel gruppo Mary e farò il viaggio con lei. Becchiamo anche i resti di un tifone. Poi alla fine ho appuntamento con la Fujifilm Indonesia per la visita alla locale fabbrica per le pellicole. Avventure in tutti i sensi e business.

Agosto 1986: Cina, Via della Seta. Da pochi anni è partito il “comunismo di mercato”, che non si capisce in quale manuale di marxismo sia stato trovato, con lo slogan “arricchitevi”. I cinesi non aspettavano altro. Di per se’ sono sempre stati intraprendenti. Ma siamo ancora agli inizi. Ci sono in giro tante biciclette, ma tutti pedalano velocemente ed i tempi delle guardie rosse sono un ricordo. Ma le conseguenze si vedono. La signora al desk dell’hotel fa fatica a fare i conti. Il lavoro forzato nei campi ha i suoi effetti “culturali”. Ho la possibilità di vedere la “vecchia” Cina, che sta rapidamente cambiando. L’esercito è quello che costruisce strade, ferrovie e fabbriche. Ha in mano la Cina e ne sta costruendo una nuova. Dicono sempre “comunista”, ma è una cosa mai vista prima.

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ECCO TUTTI GLI “AMICI” DI ZONIN. UNA CONGREGA DI AMMANICATI A SPESE NOSTRE.

La “collaborazione “ a sostegno della Banca Popolare di Vicenza per il sistema Zonin consisteva nel cooptare in Consiglio di Amministrazione o nelle cariche di vertice anche delle controllate imprenditori o professionisti di rilievo. È una grande rete con Zonin come riferimento.
Come esempio di composizione del Cda di BpVi. Paolo Sartori, già Ad della Banca Popolare di Marostica e sostituito dopo le sue dimissioni da Maria Carla Macola, moglie dello scomparso Mario Bonsembiante ex rettore dell’Università di Padova, Maurizio Stella, già Presidente della Banca Popolare dei 7 Comuni di Asiago, Giuseppe Di Lenardo, già Presidente della Banca Popolare di Udine. Franco Miranda, ex Presidente di Confartigianato di Vicenza, viene piazzato come consigliere della Cassa di Risparmio di Prato Spa. Gianfranco Pavan, cognato di Gianni Zonin lo troviamo in molte società del Gruppo. Fiorenzo Sbabo, Presidente della Sisma SPA, è nel CdA di Banca Popolare di Vicenza dal 2002. Poi nel 2014 vice Presidente di Banca Nova, la controllata siciliana che era anche banca dei servizi segreti italiani.
Gianfranco Simonetto, dello studio di commercialisti vicentini Simonetto & Zamberlan, dal quale provenivano gran parte dei Sindaci di società del Gruppo bancario e delle aziende di Zonin, dal 2005 nel CdA della Popolare deve dare le dimissioni per l’intervento della Consob che lo ritiene incompatibile come consigliere essendo in società con il Presidente del Collegio sindacale Giovanni Zamberlan. Simonetto darà anche le dimissioni da Presidente e Ad del Gruppo Maltauro Spa in seguito all’arresto per tangenti legate all’Expo di Enrico Maltauro.

Impressionante il curriculum di Ugo Ticozzi, avvocato di Venezia, anche e di lui nel CdA di BpVi dal 1994 al 2013, oltre che di Banca Popolare Udinese, di Banca Popolare di Belluno, di Centrobanca SPA di Milano, di Veneto Sviluppo, di Marco Polo Holding, società di controllo di Save, ecc. Basti infine dire che è anche vice Presidente di Banca Nuova di Palermo e della Banca del Popolo di Trapani.

Il Giornale di Vicenza il 17 aprile 2017 è costretto a scrivere:
“Sono 32 gli esponenti aziendali chiamati a rispondere per danni sia economici che reputazionali, per un valore stimato che supera il miliardo, e che sono accusati di malagestio nel dissesto della banca. Tra loro membri dell’ex CdA e Direzione generale. L’ex CdA, Giovanni Zonin, Presidente, Marino Breganze, vice Presidente, Paolo Angius, Paolo Bedoni, Alessandro Bianchi, Giorgio Colutta, Vittorio Domenichelli, Giovanna Maria Dossena, Giovanni Fantoni, Zeffirino Filippi, Maria Carla Macola, Franco Miranda, Andrea Monorchio(ex Ragioniere Generale dello Stato), Gianfranco Pavan, Alvise Rossi Di Schio, Fiorenzo Sbabo, Luigi Sciarrino,Maurizio Stella, Paolo Tellatin, Giorgio Tibaldo, Ugo Ticozzi, Nicola Tognana, Giuseppe Zigliotto (ex Presidente degli Industriali di Vicenza), Roberto Zuccato. Gli ex dirigenti. Samuele Sorato, Direttore generale, Emanuele Giustini, vice Direttore, Andrea Piazzetta, Paolo Marin. Ex Collegio sindacale. Giacomo Cavalieri, Laura Piussi , Giovanni Battista Carlo Zamberlan, Paolo Zanconato”.

Pagheranno?

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ZONIN A PROCESSO PER TRUFFA, FALSO IN BILANCIO E CONFLITTO DI INTERESSI NEL 2002. MA IL GIUDICE RESPONSABILE DEL RINVIO A GIUDIZIO DOVETTE LASCIARE LA MAGISTRATURA.

Per capire come gira il potere con i soldi dei cittadini basta leggere il libro di Cecilia Carreri. Nomi e cognomi degli intrallazzi per fare soldi dietro il fallimento della Popolare di Vicenza. Zonin che fa crescere le sue aziende utilizzando i soldi ed il potere come Presidente della banca.

Il libro è già la documentazione per condannare Zonin e la Banca d’Italia che non controlla una situazione altamente deteriorata.

Oggi lo Stato rimborsa parzialmente gli azionisti che hanno perso tutto, senza alcuna rivalsa verso i diretti colpevoli. In pratica si è orientata la protesta dei risparmiatori verso lo Stato, che paga con i soldi di noi tutti, invece che sequestrare tutte le proprietà dei responsabili: Zonin, direttori generali, amministratori, Sindaci, società di revisione, docenti della Bocconi responsabili di false valutazioni, avvocati, commercialisti, giornalisti, ecc.

Invece l’unico ingenuo e non intrallazzato giudice del tribunale di Vicenza che aveva intuito tutto, Cecilia Carreri, viene perseguitata con un accanimento che non le da’ tregua anche con una campagna giornalistica infame, fino ad essere costretta a lasciare la magistratura. Il motivo è ridicolo e completamente strumentalizzato: ha partecipato ad una regata in periodo di ferie, essendo una velista.
E Zonin & Co. non vengono fermati nel 2002 e continueranno per anni a fare i loro interessi fino al fallimento della Banca Popolare di Vicenza. E lui mantiene ancora oggi il furbo sorrisino. Ci sono sempre uomini suoi al potere anche oggi.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

SI VA ALLO SCONTRO FEROCE TRA MAGGIORANZA E MINORANZA CON IL REFERENDUM. MOZZO ALLE CORDE.

Mozzo & C. credono di governare Marostica con decisioni autoritarie e di loro solo gradimento con però un terzo di voti reali dei marosticensi. La legge elettorale lo prevede. La combriccola al governo non tiene però conto che le Statuto del Comune di Marostica approvato nel 2004, prevede il referendum. Così recita l’art.14:
“Il 10% dei cittadini iscritti alle liste elettorali possono richiedere l’iniziativa di referendum propositivo, consultivo, abrogativo su materie nelle quali il Consiglio Comunale ha competenza deliberativa esclusiva”.
È il corretto contrappeso democratico ad un governo della città comunque minoritario in termini di voti.

Ma c’è pure l’articolo 15 che fornisce le indicazioni per il regolamento del referendum.

E qui cade l’asino. Perché per oltre 15 anni il Consiglio Comunale si è “dimenticato” di fare il regolamento che invece andava fatto subito a seguire dell’approvazione dello Statuto.

Ecco perché urgentemente è stato convocato il Consiglio Comunale per lunedì 23 marzo.

È evidente che per il Pipiesse (Partito della Partita a Scacchi ex Lega) i tempi cominciano a farsi duri perché, pur con tutte le sue ambiguità e scheletri nell’armadio, l’opposizione comincia a muoversi. Grazie anche a Santini politicamente “vergine” a Marostica anche se la sua campagna elettorale era completamente sbagliata e non indipendente da infausti appoggi. Ragioni della sua sconfitta.

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IL VENETO SI SALVERÀ ANCHE SENZA I POLITICI? E A MAROSTICA QUANTE PERSONE SONO IN QUARANTENA PER UN NOTO CASO DI INFEZIONE?

La Costituzione sancisce il diritto alla salute con l’art.32:“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”.
Tina Anselmi, partigiana e deputata di Castelfranco, è il Ministro della Sanità che realizzò il Servizio Sanitario Nazionale con la legge 23/12/1978, entrata in vigore il primo luglio 1980.
La programmazione ospedaliera in Veneto con la ripartizione per provincia delle specializzazioni fu fatta, in una ottica di efficienza, dagli accademici di Medicina dall’Università di Padova su indicazione di massima politica, senza particolare influenza della stessa.
Con le regioni sempre più determinanti nel budget sanitario, la sanità è passata ai partiti. In Veneto se non sei Lega o di destra non diventi direttore generale. E anche per essere primario devi avere la copertura politica vincente.
Poi c’è stata la corsa dei privati per avere l’accredito regionale e quindi utilizzare i fondi per la sanità. Basta pensare che a Bassano e Rosa’ ci sono anche due centri sanitari accreditati presso la Regione e quindi con diritto ad essere finanziati dal pubblico.Quindi la sanità è passata in parte da tutela della salute a business sulla salute. E ci si è dimenticati di rendere il servizio nazionale efficiente anche con una rigorosa omogeneità con i costi standard tra regioni sempre sotto controllo.Certo il Veneto ancora si distingue per come la sanità è stata impostata e per la radicalizzazione di una efficiente cultura della salute soprattutto nella struttura universitaria di Padova.Certo, girando il mondo, non si trova una assistenza pubblica come in Italia. O hai una assicurazione privata o sei quasi morto. Mi è capitato in Egitto che il figlio si slogasse una spalla. Ricoverato in clinica con conto finale di 2.600 euro, il 10% pagati da me il resto dall’assicurazione. In Italia sarebbe stato tutto gratis.
Per la vicenda corona virus la situazione è drammatica, anche per grande irresponsabilità delle persone. A Marostica siamo venuti a conoscenza di una nota persona abituata a continui contatti con conoscenti e amici ricoverata per il virus. Quante di queste persone si sono messe in quarantena volontaria? Abbiamo ricevuto telefonate da persone allarmate. Il Sindaco stesso è in quarantena?
Osservatorio Economico Sociale di Marostica

ESSERE BASTONATO E DIFENDERSI DALLE SITUAZIONI OVVIE. CHE PENA. MA SUCCEDE, ANCHE SE POI I FATTI CI DANNO RAGIONE.

La realtà dei fatti non perdona. Mi sono sempre considerato un utopista e libero pensatore nel diritto di esprimere le mie idee sempre motivate.

Ho lavorato alla Lega Coop a Mestre a fine anni ‘70 ristrutturando aziende in crisi anche con un apposito gruppo di lavoro. A 28 anni sono stato nominato nel Consiglio Generale a Roma per il lavoro che svolgevo.

Me ne sono andato incazzato sentendomi sempre ripetere: “Sporco tecnocrate non capisci un c….di politica”, rifiutando accordi solo di partito estranei alla realtà economica.
Era il 1982, l’inizio dell’accordo monopolistico tra tutti i partiti per il Consorzio per Venezia che ha portato allo scandalo del Mose.

Non facile andare a Milano in aziende private e sempre impegnato nella salvaguardia delle risorse materiali e delle persone. E nessuna azienda privata paga un dirigente senza risultati.

Rientrato a Marostica in base alla mia esperienza mi propongo nel Consiglio di Amministrazione della Coop Consumatori.
Ho promosso l’iniziativa del Gruppo di Acquisto Solidale per il fotovoltaico (circa 150 impianti istallati oltre a quello sopra la Coop) oltre a varie altre iniziative sociali per i Soci.
Sono stato buttato fuori dall’alleanza vecchi amministratori-dipendenti con “storici” politici locali quando ho chiesto il ricambio con l’applicazione del principio cooperativo dei tre mandati per i consiglieri. Aria nuova insomma per avere idee nuove.
Proposi sei anni fa la Coop on line con servizio a domicilio in alternativa al pericoloso investimento di un nuovo supermercato a Breganze. Rifiutato.
Oggi sarebbe un servizio super richiesto non solo dai Soci, ma da tutti i cittadini di Marostica. Data la situazione dell’epidemia.

Poi partiamo con il blog marosticanotizie come risposta a chi in Coop ci derideva dicendo: “Scrivi pure ai giornali locali tanto non ti pubblicheranno niente”.

I Sindaci Marica Dalla Valle con a seguire Matteo Mozzo con altri personaggi locali cercano di fermarci con le querele, quando entriamo nel controllo dell’amministrazione comunale o di fatti riguardanti la comunità. Il Tribunale però ci da’ ragione in base all’art.21 della Costituzione Italiana. Dobbiamo però pagarci l’avvocato.

Noi finora non abbiamo mai rinunciato ad esprimere le nostre opinioni e combattere.
Lo faremo sempre. I fatti ci hanno dato e ci daranno ragione perché utopisti va bene, ma sempre documentati con le opportune competenze. È faticoso, ma ringraziamo i sempre più numerosi cittadini che ci sostengono.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

ALBERTO NAEF NUOVO DIRETTORE GENERALE IN VOLKSBANK DOPO IL SILURAMENTO DEL PRECEDENTE DIRETTORE CON IL RELATIVO PRESIDENTE. FINALMENTE NUOVE PROSPETTIVE?

La possono raccontare come vogliono, ma si tratta di una vera svolta. Finisce un’era che ha messo in pericolo la sopravvivenza di Volksbank. Fuori la vecchia guardia e nuova gestione della banca, che, è bene ricordare, non è più popolare con il voto per testa, ma società per azioni. Quindi comandano gli azionisti forti in base al pacchetto di azioni possedute.
Ma chi è Alberto Naef?
51 anni di nazionalità Svizzera ed italiana dal 31 marzo sarà il nuovo direttore generale di Volksbank.
Compito non facile perché la perdita registrata nel 2019 è in parte imputabile a cattiva gestione per perdita su crediti di 97 milioni (più del doppio dell’anno precedente) tenendo conto che a bilancio l’eredità Popolare di Marostica non c’è più essendo stata interamente spesata e quindi quella perdita è imputabile direttamente alla gestione di questi ultimi anni.
Osservazione corretta che ci ha fatto un cittadino di Marostica professionalmente addentro nella tematica e con il quale abbiamo avuto una lunga e proficua discussione. Ovviamente non possiamo dire il suo nome.

Naef viene fuori principalmente da Boston Consulting e UniCredit. Quindi porta una esperienza specifica al di fuori della “storia” Volksbank.
Tra l’altro a La Spezia c’è una via intitolata ad un probabile parente del nuovo direttore generale: Carlo Alberto Naef, fondatore di una banca locale, militante antifascista nel CLN provinciale oltre ad essere stato Presidente della Camera di Commercio e dell’Ente Turismo.

Vie dedicate a banchieri locali proprio non ne abbiamo a Marostica (vi immaginate un futuro con via Petucco o Gasparotto?).
Augurando successo professionale e lunga vita a Alberto Naef, speriamo che ora sia la volta buona.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

LA PROGETTAZIONE CON LE MODALITÀ DEL CARCIOFO PER IL RISTORANTE DEL CASTELLO. E CHI PAGA IL DANNO ERARIALE?

Il 25/07/2019, dopo che già da fine 2018 il ristorante era chiuso, viene approvato il progetto definitivo per la ristrutturazione del ristorante del Castello Superiore a cura dell’arch. Francesca Furlanetto, dipendente del Comune, per un totale di 670.000 euro.

Il 22/08/2019 viene dato l’incarico allo Studio TIXIA per la progettazione esecutiva architettonica e strutturale dei lavori di ristrutturazione del ristorante.
Ora il 04/03/2020 viene assegnato l’incarico, sempre allo studio TIXIA, per la progettazione esecutiva e strutturale della scala e del ballatoio del ristorante.

Ma perché non è stata fatta subito una progettazione complessiva?
Perché invece una progettazione al carciofo, foglia dopo foglia?

Quando inizieranno e finiranno i lavori?

Quanti soldi perderà il Comune per i mancati introiti dell’affitto (erano 85.000 euro all’anno)?

Ma non è questo un danno erariale?

Ma l’Ufficio Tecnico del Comune non ha anche il compito di salvaguardare i beni comunali con tempi certi?

Perché Matteo Mozzo, sindaco fantasma di Marostica, è tutto preso a rompere i maroni ai cittadini con nuovi parcheggi a pagamento, chiudendo la storica e utile fermata dei bus e “sforbiciando” le piante di via Pizzamano?

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