
COSA NASCONDE LA GRANDE CAGNARA POLITICA PER RIAPRIRE IL TRIBUNALINO DI BASSANO? ERANO DEFICIENTI QUELLI CHE LO AVEVANO CANCELLATO NEL 2012?
Riportiamo alcuni stralci delle opinioni serie e credibili attorno all’incredibile massiccia manipolazione di politici scatenati, che sta avvenendo attorno al Tribunale di Bassano, e che a gran cassa con Finco & C. chiedono che venga resuscitato
“Operazione di facciata fuori dal tempo e da ogni realtà logica e organizzativa, che rappresenta il totale fallimento della programmazione e una preoccupante mancanza di visione strategica”. Questa la posizione ribadita dai presidenti degli Ordini degli avvocati di Vicenza, Padova e Treviso Alessandro Moscatelli, Francesco Rossi e Diego Casonato, nel corso della manifestazione contro l’apertura del Tribunale a Bassano del Grappa, svoltasi il 3 luglio nel piazzale dell’ingresso di quello vicentino.
Presenti anche il presidente del Tribunale di Vicenza Giuseppe Limitone, il procuratore Giorgio Falcone, magistrati e rappresentanti dell’Associazione nazionale magistrati, personale amministrativo, il sindaco di Vicenza Giacomo Possamai e una quindicina di sindaci dell’Alto Vicentino e della cintura urbana, oltre a rappresentanti delle istituzioni.
“Aprire una nuova struttura – hanno detto concordemente i tre presidenti – significa penalizzare gli uffici giudiziari esistenti, perché gli organici verranno semplicemente sottratti a Vicenza, Padova, e Treviso. Infatti, per dotare Bassano del Grappa di un organico adeguato, tenuto conto della popolazione trasferita al nuovo circondario, in mancanza di dati disaggregati sui flussi per singolo comune (che non esistono), occorrerebbe sottrarre ai tribunali di Vicenza, Padova e Treviso rispettivamente il 33%, il 9% e il 20% dei magistrati giudicanti e il 29%, 1’11% e il 21% dei requirenti. Accadrà, quindi, che Tribunali già al collasso verranno privati delle pochissime risorse di cui dispongono per far sì che alcune di esse siano destinate al Tribunale di Bassano che, a sua volta, farà fatica a reperire gli organici di cui ha bisogno, perché non è detto che vi siano magistrati e personale amministrativo disponibili a trasferirsi nella nuova sede”.
“L’istituzione di un ottavo tribunale in Veneto – ha concluso Moscatelli, – è un’ipotesi lunare che contribuirà a frammentare ulteriormente il territorio, non favorirà un servizio di maggiore qualità e, tanto meno, porterà a migliorare la qualità delle decisioni. La nostra convinzione è che l’accorpamento e la centralizzazione favoriscano la specializzazione sia degli avvocati sia dei magistrati, contribuendo così a un sistema giudiziario più efficiente e a decisioni di qualità superiore. In tribunali con meno di 30 magistrati, come sarebbe quello di Bassano, non sono possibili né economie di scala né specializzazione”.
Ma riaprire piccole sedi quando già le grandi hanno difficoltà non è la strada giusta per la magistratura associata, che ha più volte anche negli incontri con il governo sottolineato che in questo modo si producono effetti diametralmente opposti in termini di efficienza del sistema giustizia. Argomentazioni ribadite in una nota della giunta esecutiva dell’Anm. Che sottolinea come “riaprire i piccoli tribunali significa adottare logiche di consenso clientelari e danneggiare ancora una volta l’efficienza della giustizia. La decisione del governo di riaprire le sezioni distaccate già soppresse nel 2012, è disarmante”.
“Mentre inquieta l’intenzione di aprire un tribunale – Bassano del Grappa – dinanzi alla cui incomprensibile istituzione gli stessi avvocati di Vicenza avevano chiesto di soprassedere. L’Associazione nazionale magistrati denuncia dunque “l’ennesimo spreco di risorse, che vanifica, come in un surreale gioco dell’oca, tutto lo sforzo profuso dai magistrati per offrire ai cittadini un servizio quanto più possibile efficiente e razionale e soprattutto rapido. Questa scelta rallenterà i tempi della giustizia e danneggerà la fiducia dei cittadini nelle istituzioni”.
Osservatorio Economico Sociale di Marostica








