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A MAROSTICA IL BILANCIO DEL 2020 SALVATO DAL CONTRIBUTO COVID DELLO STATO. LO SCORSO ANNO DAI 5 MILIONI DI SASSI DELLE MURA. LA GESTIONE REALE IN REALTÀ È SEMPRE IN PERDITA.

Esaminiamo il conto economico del 2020 confrontato con quello del 2019.
I proventi da tributi e da fondi perequativi restano costanti.
Aumentano di ben 1.280.603,35 euro i trasferimenti correnti. In pratica sono i contributi dello Stato per il Covid. Certo c’è una diminuzione di ricavi e proventi delle prestazioni di servizi per circa 326mila euro, ma i soldi in più che lo Stato stanzia per il Comune sono ben maggiori dei minori introiti o delle maggiori spese.
L’aumento dei costi rispetto al 2019 per circa 940mila euro non è dovuto ad ulteriori prestazioni, ma soprattutto a svalutazioni crediti ed accantonamenti per rischi.

Alla fine il bilancio chiude con 394mila euro di utile a fronte di fittizi 4,5 milioni per la rivalutazione delle Mura per 5milioni nel 2019. In realtà la perdita era di 442mila euro.

Quindi il bilancio 2020 di Marostica si salva con i contributi straordinari dello Stato per il Covid. Permane lo sbilanciamento nella gestione ordinaria tra ricavi e costi che senza entrate straordinarie porterebbe ad una perdita stimabile come quella che sarebbe stata nel 2019, senza il “trucco” della rivalutazione delle Mura.

Noi pazienti dopo tre anni stiamo sempre aspettando un dibattito pubblico sul bilancio, primo punto del programma elettorale di Mozzo, che continua a presentare strani buchi. Ne parleremo in dettaglio, leggendo attentamente gli allegati.

Per il prossimo bilancio è prevedibile un contributo straordinario della Befana.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

ZAIA È IN AFFANNO. LA STRATEGIA DEL FURBO SEMPLICIOTTO AMICO DI TUTTI NON FUNZIONA SENZA UNA PROSPETTIVA MODERNA, COMPATIBILE E MORALE.

Zaia nella comunicazione social sembra l’artefice delle bellezze del Veneto. Un sacco di spot da lui firmati che mostrano differenti realtà della regione come se Zaia ne fosse sempre il protagonista. È una abile comunicazione avvolgente, come con le conferenze stampa sulla situazione del Covid. Ci mette sempre la faccia come non fosse responsabile di nulla. Sembra quello che corre a metterci una pezza, non il responsabile da giudicare.

Ma attenzione, se poi la realtà comincia ad essere troppo differente da come la si presenta, in un attimo crolla tutto. Certo la Lega con Zaia in questi anni ha creato una rete di interessi economici forti ed i morti della seconda fase sono in buona parte da attribuirsi alle pressioni per mantenere in moto l’economia da parte degli “amici” delle varie associazioni imprenditoriali, senza però una più attenta valutazione dei mezzi ed una diversa strategia. Pensiamo ai test rapidi che hanno aperto grossi buchi nei controlli. La loro validità è del 70% e quindi vanno usati solo in certe condizioni. La campagna contro Crisanti con relativa querela è semplicemente ignobile e dimostra l’asservimento al capo della struttura sanitaria regionale. Non è prevista opinione diversa ne’ tantomeno dissenso. E una prossima indagine di Report su come vengono effettuate le nomine negli ospedali veneti sarebbe quanto mai opportuna.

Eppure forti segnali di fallimenti ci sono. Basta pensare allo spaventoso crac delle banche Popolari venete. O alla situazione incerta e costosissima del Mose. Alla cecità ambientale con l’autostrada Pedemontana, imposta dai grandi capitali bancari a costi fuori di testa. Per non parlare delle Olimpiadi invernali con ulteriore cementificazione delle nostre meravigliose montagne. Gli svizzeri, che avrebbero delle ottime condizioni ambientali, ben si son guardati dal proporsi. A loro interessa la salvaguardia delle loro montagne, bene economico inestimabile e non recuperabile.

Anche dal punto di vista economico il Veneto perde colpi in confronto a regioni vicine come ad esempio l’Emilia Romagna, con una maggiore capacità di innovazione. Basta pensare come si sono involuti i Benetton. Ma sono davvero ancora degli imprenditori? O sono solo dei faccendieri?

Sia ben chiaro. Noi personalmente con Zaia non ce l’abbiamo, anzi il mezzo veterinario abile e furbo ci è anche simpatico. Fa i suoi interessi e sembra di vivere una soap opera un po’ tragica. Ce l’abbiamo con gli elettori Veneti che non comprendono che l’essenza della democrazia sono il confronto, il dibattito e l’alternanza di potere. Questo monoblocco leghista finto modernista e conservatore, con dentro anche la vergogna dei neofascisti, potrà far perdere al Veneto un sacco di opportunità e uccidere il cattolicesimo solidale con gli altri e l’ambiente della nostra regione. E finora la rappresentanza politica cattolica ha tradito la sua storia non rafforzandosi con l’arrivo degli ex social-comunista portatori di valori comuni.
Certo erano apparsi i 5 Stelle, ma sono rimasti in Veneto una banda di settari delle prime origini legati anche da personalismi, incapaci di misurarsi con le competenze necessarie a fare una seria politica sul territorio, dopo aver ottenuto un sacco di voti soprattutto a livello nazionale. Non basta, anche se essenziale, l’onestà. Occorre avere capaci e coraggiosi rappresentanti ed una seria organizzazione.

Insomma la Lega a nostro parere sta conducendo il Veneto in un vicolo cieco al di fuori della vera modernità. Solo per avere i schei tutti e subito con un vero capitalismo predatorio.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

LA FORCA FASCISTA A MAROSTICA C’È ANCORA?

Riceviamo dal prof. Mario Scuro e pubblichiamo:

A MATTEO MOZZO Sindaco ed Assessore alla Cultura di Marostica

p.c. Redazione Marostica Notizie
      Presidente Biblioteca Civica Marostica
      Coordinatore Associazioni Culturali Marostica
      Dirigente scolastico Marostica

Oggetto: Premio “Marostica Città di Fiabe – Arpalice Cuman Pertile”

Noto con vivo rammarico di non essere stato interpellato per offrire il mio contributo al premio indicato in oggetto.
Sottolineo di essere uno dei rari scolari della scrittrice ancora in vita (forse l’unico a Marostica), che ha frequentato le sue lezioni nello studio della sua casa in Corso Mazzini; collaboratore, come Arpalice, della Giunti di Firenze (editrice che ha pubblicato i suoi  e i miei scritti), in possesso di numerose testimonianze acquisite durante i miei soggiorni fiorentini; primo sostenitore (non ascoltato) per la dedica al suo nome dell’Istituto Comprensivo di Marostica (per estensione oltre la scuola primaria, che potrà diversamente essere titolata e che ha avuto – sua mia proposta – l’attuale intestazione, dopo lunghe contrapposte discussioni in sede politica e di collegio dei docenti, per un solo voto di differenza, a causa dello sbaglio di espressione di una maestra diversamente consigliata.
Da pinocchiante membro della Fondazione Nazionale Carlo Collodi, ricordo l’avversità locale alla rappresentazione dell’opera di Arpalice Cuman Pertile “La Commedia di Pinocchio” (con l’offerta di regia da parte di Linda Magaraggia), da me rintracciata alla Giunti.
Ricordo, soprattutto, l’insegnamento lasciatomi – parafrasando il sommo Dante, che quest’anno commemoriamo – da Arpalice: – Mario, non tradire mai il sommo vero! E per questo ideale la Cuman pagò il centralismo romano con l’esilio educativo da Vicenza; come successe a me, nel 1987, quando dirigevo la scuola di Marostica che volevo semplicemente innovare.
Ai più giovani – al nostro Sindaco, in particolare – ricordo di guardare alla storia vissuta da noi anziani impegnati per trarre risposta operativa. Non possiamo dimenticare l’inclinazione al fascismo della città scaligera, che si manifestò con i podestà, le camicie nere, il sabato fascista, l’olio di ricino a monsignor Giuseppe Arena, lo stato d’assedio per l’uccisione di Alfonso Caneva, il rastrellamento del Grappa, i quattro Martiri, i gerarchi Antonio Comparini, Innocenzo Passuello, Giovanni Battista Caneva, il tenente Alfredo Perillo, la Brigata Nera, la X MAS (con la presenza del comandante Junio Valerio Borghese), la forca in piazza, ieri e presente ancor oggi. La cultura libera rinacque a Marostica con la Resistenza (1943-45), la Pro Marostica (1951), la Biblioteca Civica (1952), il Circolo Artistico Marosticense (1964), la Consulta fra le Associazioni Culturali del Territorio (1978).
Parlo da fratello di un caduto in guerra e di un condannato a morte (salvato all’ultimo momento con la deportazione), da nipote di uno zio, che riposa al cimitero fra i partigiani.
Alla soglia degli 85 anni, dopo l’apporto di contributi e di idee sulla scena pubblica cittadina datato 1953, spero di essere ascoltato.

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L’ASSOCIAZIONE DEGLI INDUSTRIALI DI VICENZA “ONORA” BENITO MUSSOLINI?

Una volta il Giornale di Vicenza si chiamava “La Vedetta Fascista”. Oggi sembra che i tempi siano ritornati. Infatti la linea editoriale, che è avvallata dalla proprietà del giornale, permette la pubblicazione di annunci inneggianti la figura di Mussolini, noto criminale responsabile di tanti eccidi e fondatore del fascismo oltre che essere un “amico” di Hitler.
Ora dal 1958 il Giornale di Vicenza fa parte della Società Athesis la cui proprietà fa riferimento alle Associazioni Industriali di Vicenza e Verona ed alla famiglia Armellini (autobus e polii). Presidente del Gruppo Athesis è Gianluca Rana (tortellini e sfoglie) e amministratore delegato Matteo Montan. Nel Consiglio di Amministrazione c’è anche il bassanese Alberto Luca (imballaggi).

Sulle vicende della continua ricerca di riabilitazione del fascismo sarebbe ora di mettere la parola fine. Soprattutto da parte dei media che dovrebbero dare una corretta informazione e svolgere anche una funzione educativa. A meno che non si voglia continuare con la solita ridicola strumentalizzazione contro i “comunisti” in contrapposizione ai fascisti. E la politica degli industriali la insegna lunga al proposito, dimenticando spesso il nome e cognome delle forze politiche fondatrici dell’attuale Repubblica, nata dalla lotta contro il nazi-fascismo.

La politica editoriale non può giocare con il fascismo, né tantomeno scoprire la presunta democraticità del neofascismo. E la Costituzione Italiana non è una burla, ma una autentica legge fondativa per il comportamento dei cittadini. E questa strada è il futuro dell’Italia da conquistare giorno per giorno con una forte spinta morale (altro che solo il Recovery Plan!), pentendosi e scusandosi per la vergognosa storia del fascismo italiano.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

LA PROTEZIONE DELL’AMBIENTE NON ESISTE IN MESSICO, ANCHE NEI PROGRAMMI ELETTORALI.

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Chapala è la cittadina sotto la cui amministrazione si trova Ajijic, la cittadina di circa 10.000 abitanti in cui vivo. Ma ci sono altrettanti stranieri che ci vivono in fuga dai climi estremi di Stati Uniti e Canada. Ad una altitudine di circa 1.500 metri ai tropici il clima è ideale durante tutto l’anno sulle rive del più grande lago messicano. E ci sono anche le terme.
Le ville non si contano e sono aggregate spesso in comunità con servizi in comune. La vita normale è continuata anche con il Covid, solo con maggiori restrizioni e scuole chiuse.
Guadalajara, la seconda Città del Messico, dista circa un’ora e mezza di macchina ed è raggiungibile con una superstrada molto trafficata. Arrivando si è immersi nello smog. E le macchine sono di tutti i tipi è molto spesso nuove. Perché qui ci sono le fabbriche di tutti i più famosi marchi.
La protezione dell’ambiente non esiste. Non c’è alcuna raccolta differenziata e ogni giorno passa il camion per la raccolta dei sacchetti con dentro tutto. Per spostarci ci sono parecchi bus pubblici molto economici, ma la gente più ricca preferisce la macchina che sono per la maggior parte di media cilindrata. Anche perché la benzina costa sui 0,8-0,9 euro. C’è in giro solo qualche Prius ibrida di qualche americano ambientalista.

Per vivere la vita costa poco più di un terzo che in Italia, con stipendi locali in linea con il costo della vita. Il Messico, con circa 130 milioni di abitanti, dispone di una agricoltura fiorente, per cui da mangiare almeno sembra esserci per tutti.

L’ambiente sarebbe ideale per i pannelli fotovoltaici, molto sole e aria fresca, ma la corrente costa sempre un terzo che in Italia, disponendo il Messico di petrolio, gas ed anche di una centrale atomica a Laguna Verde, sul mar dei Caraibi. E quindi nessun pannello in giro.
Tra l’altro ho conosciuto un ingegnere italiano che vive qui con la famiglia. L’azienda per cui lavora sta costruendo la pipeline che porterà il gas del Texas in Messico. Perché gli americani sono interessati a vendere il loro gas ed i messicani non fanno investimenti per sfruttare il loro, che ci sarebbe in abbondanza.

Adesso ci sono le elezioni locali. Qui per il presidente della municipalità di Chapala che dura in carica tre anni ci sono in lista 13 candidati, nove uomini e quattro donne. I primi due vanno poi al ballottaggio.
Dal punto di vista ambientale poco è previsto, anche se ci sono movimenti giovanili per la difesa del paesaggio attorno al lago Chapala. Ma fare politica o informazione attiva può essere un pericolo per la propria vita. Non ci sono querele, ma proiettili.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

IL “QUALUNQUISMO” DELLA LIBERAZIONE A MAROSTICA. FU INVECE LOTTA CONTRO I FASCISTI ED I NAZISTI.

Incredibile, non si vuol dire che la Liberazione fu lotta contro il fascismo ed il nazismo. E che la Liberazione ha portato alla rifondazione della Stato italiano attraverso il CLN, il Comitato Nazionale di Liberazione con dentro tutte le forze politiche antifasciste: cattolici democratici, comunisti, socialisti, azionisti-repubblicani e liberali. Non fu quindi generica lotta di Liberazione, come il generico manifesto del Comune afferma, ma lotta partigiana contro una particolare ideologia: il nazi-fascismo. Probabilmente la Lega al potere a Marostica vuol tacere sul pericolo oggi di un certo neo fascismo che cerca di diventare il partito di destra riconosciuto. Eppure gli anni delle ambiguità sono finiti da un bel pezzo (“stiamo zitti sulla Resistenza altrimenti favoriamo i comunisti”) e Mussolini con il fascismo fu uno spietato ed indifendibile dittatore alleato di Hitler. Senza se e senza ma. Ed il fascismo ebbe l’opportunità di trionfare perché tutta l’informazione era in mano del governo che quindi poté manipolare alla grande la gente. Ed il nazismo lo fece ancora di più.

E quanti furono i marosticensi finiti in prigione o nei lager tedeschi o schiavi-prigionieri come lavoratori nelle fabbriche tedesche? Questa sarebbe una ricerca da aprire anche a Marostica. Recentemente è stata presentata dalla Biblioteca di Marostica da una laureata una interessante tesi sugli ebrei in soggiorno coatto fino al 1943 a Marostica e dintorni. E quale fu la repressione del fascismo a Marostica?

Fare del generico buonismo attorno alla Liberazione non ci sembra proprio il caso. Fu Liberazione contro uno spietato ed efferato regime. E se il Sindaco Mozzo non conosce la vera Storia, la studi.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

COME SI SPENDONO I NOSTRI SOLDI: LA GIUNTA DI MAROSTICA DELIBERA IL PROGRAMMA BIENNALE DI ACQUISTI 2021-2022. MASSIMA ATTENZIONE!

L’art. 21 del d.lgs. 50/2016 e ss.mm. ha previsto la programmazione obbligatoria degli acquisti di beni e servizi di importo unitario pari o superiore a 40.000 euro Iva esclusa, da effettuarsi attraverso l’azione di un “programma biennale degli acquisti di beni e servizi” nel cui ambito devono essere individuati i bisogni che eventualmente possono essere soddisfatti con capitali privati.

La redazione del programma biennale degli acquisti di beni e servizi 2021-2022 nonché dei suoi possibili aggiornamenti annuali deve essere ricondotta alla figura di un responsabile quale referente per la redazione e la pubblicazione del programma biennale sul profilo di committente del Comune di Marostica e sul sito informatico del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti che si individua per la redazione e pubblicazione del programma nel Responsabile del settore Area 6^ Lavori Pubblici, Patrimonio e Ambiente.

A seguito della ricognizione effettuata con i responsabili degli uffici, il Comune di Marostica ha formulato lo schema del programma biennale degli acquisti di beni e servizi 2021-2022, riportato di seguito:

Biennale
SERVIZIO TRASPORTO SCOLASTICO € 460.000,00 Iva inclusa
Quinquennale
CONCESSIONE SERVIZIO ILLUMINAZIONE VOTIVA € 62.480,00 Iva inclusa
Triennale
SERVIZIO DI GESTIONE TEATRO COMUNALE – LOCALI DEL “RIDOTTO” € 60.000,00 Iva inclusa
Quadriennale più eventuale proroga di anni 1
SERVIZIO DI RACCOLTA DIFFERENZIATA DEI RIFIUTI URBANI CON METODO PORTA A PORTA, GESTIONE DEL CENTRO DI RACCOLTA COMUNALE, AVVIO A RECUPERO/SMALTIMENTO DI TUTTE LE FRAZIONI DI RACCOLTA RIFIUTI E SPAZZAMENTO STRADALE
€ 4.592.500,00 Iva inclusa
Biennale
SERVIZIO DI PULIZIA STABILI COMUNALI € 132.492,00 Iva inclusa
18 mesi
FORNITURA ENERGIA ELETTRICA STABILI COMUNALI € 149.998,00 Iva inclusa
Triennale
SERVIZIO SPERIMENTALE DI LOTTA ALLA GRANDINE PER MEZZO DI ONDE CHOC € 146.400,0 Iva inclusa
32 mensilità
SUITE COORDINATA GESTIONALI € 95.672,40 Iva inclusa

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

ZERO EURO PER IL POLITEAMA, MA 140.608,32 EURO PER LA CINTA MURARIA DI MAROSTICA. SOLDI VERSATI CON L’”ART BONUS” DAI CITTADINI.

L’idea fu dell’attuale ministro dei Bene Culturali Franceschini nel 2014. Tutti i cittadini possono dare dei soldi per beni culturali, musei, biblioteche, istituti e luoghi di cultura, archivi, aree e parchi archeologici e complessi monumentali. È vincolante che siano iniziative pubbliche. E non serve che siano entità autonome.
La finalità inoltre deve essere di spirito di liberalità in cui il donatore (privato o azienda) in pratica ha solo la sua personale gratificazione. C’è però un vantaggio economico: sulla somma versata: si ha un credito di imposta del 65% da utilizzare in tre anni a partire dall’anno successivo.

Sul sito, molto ben fatto, www.artbonus.gov.it ci sono tutte le iniziative attivate per regione, provincia e comune. Per Marostica abbiamo trovato la Cinta Muraria e il cinema Politeama.

Se per le Mura qualcosa è stato racimolato, per il Politeama siamo a zero. Certo sull’argomento niente di pubblico è stato fatto e anche su questo punto la Giunta leghista è rimasta zitta. Crediamo che pochi cittadini sappiano della faccenda.
In altri paesi quante volte abbiamo visto su teatri, biblioteche, edifici universitari….”con il contributo di…”. Da noi invece qualcuno deve prima morire e fare testamento per lasciare qualcosa alla comunità, come il caso della donazione per la nostra biblioteca. Insomma non c’è entusiasmo ed azione per risolvere ciò che sembrerebbe banale. Tutto resta fermo.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

ECCO CHI LEGGE E DECIDE PER IL PREMIO “MAROSTICA CITTÀ DI FIABE – ARPALICE CUMAN PERTILE” AL COSTO INFERIORE ALLE QUERELE DEL SINDACO. FINALMENTE SOLDI SPESI BENE!

Al via il premio letterario per l’infanzia con cui Marostica onora la sua famosa scrittrice.
La giuria degli esperti è composta da:
presidente: DONATELLA LOMBELLO;
vicepresidente: ERMANNO DETTI;
autore per l’infanzia: BEATRICE MASINI;
esperto di letteratura per l’infanzia: GIORDANA MERLO; membro onorario: ALESSANDRO QUASIMODO.

La giuria del territorio: Sindaco Matteo Mozzo o suo delegato – fondatrice e presidente onoraria del premio Lidia Toniolo Serafini o suo delegato – insegnanti designati dalle scuole del territorio – lettori esperti volontari.

La giuria dei Bambini e dei ragazzi: composta dagli alunni delle scuole primarie di primo e secondo grado dell’istituto comprensivo di Marostica e di Lusiana che aderiscono al progetto.

Insegnanti designati dalle scuole del territorio:
Primaria di Marostica: Pigato Michela
Infanzia Prospero Alpino: Galvan Denise
Infanzia Beato Lorenzino: Iebbiano Alessandra
Scuola secondaria di 1° grado Lusiana: Guerra Ursula e Milani Agnese
Scuola secondaria di 1° grado Marostica: Crestani Prisca e Vallotto Anna Rosa

Lettori esperti volontari: Contin Liliana, Santini Teresa, Cecchin Emanuela, Bassetto Giancarla, Sperotto Myriam, Martini Silvia, Paola Bordignon, Panici Maurizio, Cadore Gino, Moro Alice, Adda Manuela, Mason Valeria, Bassetto Daniela e Tonietto Nicola.

Il compenso totale della Giuria degli esperti ammonta a 3.300 euro. Finalmente dei (pochi) soldi spesi molto bene, se pensiamo che sono coinvolti esperti, scuole, insegnanti, alunni e lettori volontari. Viene da piangere di rabbia per i soldi della Comunità spesi per querele intimidatorie da parte del Sindaco e della sua Giunta, oltre evidentemente di quelli spesi da chi si deve difendere per ragioni di libertà di opinione. Ed i libri sono l’esempio educativo della libertà di espressione.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

ALL’UNIONE MONTANA MAROSTICENSE ERANO TUTTI BRAVI E CHIUDE PER MANCANZA DI CONTRIBUTI REGIONALI.

Con la legge regionale 2/2020 il Veneto privilegia nei contributi le effettive Unioni Montane rispetto agli enti pedemontani come lUnione Montana Marosticense che quindi al 31/12/2020 si è sciolta.

Le posizioni apicali nel 2020 dell’Unione erano dipendenti a tempo indeterminato, ad eccezione del Segretario, con la seguente ripartizione:

Settore 1 Segreteria e Personale: responsabile CANTELE Massimiliano
Settore 2 Assistenza: responsabile FRISON Michele Angelo
Settore 3 Vigilanza e Protezione civile: responsabile PERIN Michele
Settore 4 Finanziario: responsabile BUSATO Mara
Settore 5 CED: responsabile LAVEDINI Giuseppe (Segretario dell’ente)

L’organico suddiviso per categoria risultava essere:

Istruttore direttivo amministrativo 1
Specialista Assistente sociale 1
Istruttore direttivo Assistente sociale 1
Istruttori direttivi di Vigilanza 2
Istruttore direttivo informatico/amministrativo 1
Istruttori amministrativi 3
Agenti di Polizia locale 7
Istruttore contabile 1 Esecutore amministrativo 1
Collaboratore Prof.le Terminalista 2
Operatori socio – assistenziali 4

La valutazione di performance, ciò del raggiungimento degli obiettivi prefissati, prevedeva una valutazione tra 0 e 4.

3 titolari di posizione organizzativa hanno ottenuto una valutazione tra 3 e 4, mentre 2 hanno una valutazione di 4.
Per i normali dipendenti, 23 hanno una valutazione tra 3 e 4, mentre 2 hanno il 4.

Sembra quindi che tutto abbia funzionato come una meraviglia. Tant’è che vengono anche dati i premi ai dipendenti.

Il discorso della formazione e valutazione dei dipendenti è il cuore di un buon funzionamento di un ente pubblico come di una azienda privata.

Noi ci siamo incuriositi sulla figura di Mara Busato, recentemente sostituita da Sivia Fabris con diploma in lingue e laurea in Comunicazione, e ci siamo sorpresi, ancora una volta. Non tanto questa volta sul diploma e laurea, infatti ha il suo bravo diploma in ragioneria e laurea in Economia, ma per il fatto che gira come una trottola cambiando Ente quasi ogni anno. Infatti è stata assunta al Comune di Marostica il 08.01.2020 e se ne è già andata da un po’. Un dipendente del genere fa discutere soprattutto nella posizione di responsabilità amministrativa, posizione essenziale per il buon funzionamento di un Comune. In una azienda privata avrebbe grossi problemi a trovare un nuovo lavoro.

Comunque oggi tutti i dipendenti dell’Unione sono rientrati formalmente nei loro Comuni e per i servizi si sono attivate delle convenzioni tra i singoli Comuni.
Scopriamo poi che il commissario liquidatore dell’Unione è l’avv. Romano Morra con un curriculum “politico” tutto da leggere. Ne riparleremo.

Una considerazione finale. Ma chi ha avuto l’idea di costituire l’Unione sembra solo con lo scopo di “pompare” soldi dalla Regione? Alla fine questa “storia” quanto è costata?

Osservatorio Economico Sociale di Marostica