2.000 ISCRITTI A “MAROSTICA SENZA CENSURA” INDICANO CHE FACCIAMO INFORMAZIONE REALE, SEMPRE PERÒ CON IL NOSTRO AVVOCATO A DIFENDERCI DALLE DENUNCE INTIMIDATORIE

Siamo arrivati ad una meta veramente inaspettata: 2.000 iscritti che ci seguono giornalmente con una media di 700 lettori. Siamo soddisfatti del risultato che sommato a quello di www.marosticanotizie.it, che riprende solo gli articoli del nostro Osservatorio Economico Sociale di Marostica, fa un bel risultato per l’informazione della nostra città. Noi non abbiamo scopi politici, ci preme solo che a Marostica ci sia la libertà di informazione ed opinione. Che sono due cose distinte ben precisate nell’art. 21 della nostra Costituzione. Infatti tutte le querele che abbiamo avuto le abbiamo vinte perché i fatti riportati sono veri. Poi abbiamo riportato le nostre opinioni senza mai diffamare alcuno. Col Comune di Marostica abbiamo già vinto due cause. Adesso ci aspetta quella dell’appalto truccato del gas sempre con denuncia del Comune per diffamazione, denuncia iniziata dalla Dalla Valle e proseguita dal Mozzo. Ora sarebbe interessante scoprire che la faccenda è stata organizzata da una “alleanza” tra politici e tecnici, una specie di associazione. Di certo noi non abbiamo detto il falso, con un minimo di competenze è facile scoprire l’inghippo.

Tornando ai nostri lettori, che ringraziamo per l’attenzione che ci hanno rivolto, vediamo che sono divisi equamente tra uomini e donne e che il grafico per età in pratica riproduce la popolazione adulta di Marostica. Anche questa è una soddisfazione per fare una informazione indirizzata a tutti.

Certo che ci sono sempre le persone che vorrebbero che sparissimo, finissimo di ficcare il naso nei loro affari. C’è però l’altro risvolto: la curiosità di molti di sapere che mondo è Marostica. Ma non solo perché vediamo che anche le notizie nazionali e internazionali sono ben lette in una ottica anche di opinioni diverse, che ricerchiamo puntigliosamente.

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SIMONE BUCCO ANCHE SE CI HA QUERELATO PER LA NOSTRA IRONIA LO PERDONIAMO, PERCHÉ SEMBRA SULLA BUONA VIA PER IL RILANCIO DELLA PARTITA A SCACCHI

La causa è stata poi archiviata dal giudice, anche se Bucco ha cercato in tutti i modi la nostra condanna. Avevamo semplicemente detto che a loro richiesta, i pensionati canadesi andavano subito rimborsati dei biglietti della Partita annullata causa Covid. Senza i cavilli del cavolo trovati dal Consiglio della Pro Marostica. E avevamo messo una vignetta forse troppo spiritosa per l’atteggiamento arrogante di Bucco.
Comunque acqua passata, come si dice. Adesso concordiamo sull’approccio che Bucco sta dando alla Partita. Sul fronte del rinnovo dei figuranti e su quello del vero recupero storico dell’avvenimento, opera del grande artista Mirko Vucetich, coinvolgendo nei ricordi i veri protagonisti. E quindi dando alla Partita il suo significato di un grandioso show medioevale con il trasferimento di costumi, armi e folklore da Venezia nella Piazza di Marostica.
Anche l’ultimo incontro Longhella River – Quelli della Partita, realizzato dalla brava Carla Frigo, recuperando le figure storiche dei concittadini figuranti, è stato significativo per creare un vero percorso culturale di cui Marostica può andare fiera.

È evidente che Simone Bucco ha capito la situazione e gli obiettivi da porsi, anche sembra ben supportato e consigliato dal regista Maurizio Panici. Insomma si è definitivamente usciti sia dalle beghe di paese per cui ci sarebbe stato un personaggio locale a scrivere il brogliaccio della Partita che dal lavoro di abili manine che cercano di falsificare la vera storia della Partita su Wikipedia per motivi personali.

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SEMBRA INCREDIBILE CHE PER LA PROCEDURA DELLA CONCESSIONE DEL RISTORANTE DEL CASTELLO A MAROSTICA ARRIVI CHIARA PORNARO DAL COMUNE DI LUGO, CHIAMATA D’URGENZA DA DAL ZOTTO

Talvolta non si sa se ridere o piangere. Dopo anni di lavori e chiusura dell’attività finalmente si intravvede la luce della nuova gestione del ristorante. Ma il personale del Comune di Marostica sembra troppo impegnato o con deboli competenze per gestire la faccenda della concessione, con evidente gara, del ristorante del Castello Superiore di Marostica. Si tratta però né più né meno di una gara come per la gestione del bar alla Stazione di proprietà comunale.
Ma allora che fa Dal Zotto, il responsabile di Area, per risolvere il problema? Fa una determina in favore di Chiara Pornaro del Comune di Lugo che per 1.200 euro presterà la propria collaborazione per “l’assistenza giuridica ed affiancamento del personale interno nella predisposizione dei documenti propedeutici all’iter amministrativo finalizzato alla concessione amministrativa del ristorante del Castello superiore”.

Noi francamente non abbiamo capito la procedura. Generalmente per un simile problema contrattuale si fa una bozza con tutti i punti del contratto che si vogliono e poi la si sottopone ad un legale per la stesura finale. Non capiamo perché si vada a pescare una persona del Comune di Lugo per fare un contratto. Resta un mistero. Intanto il ristorante resta sempre chiuso con una perdita di almeno 80.000 euro all’anno.

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SOLDI A GO GO PER STRADE, ROTONDA E POLITEAMA. E ADESSO COLOSSO, ASSESSORE AL BILANCIO, SI MUTUALIZZA IN CONTRADDIZIONE CON PRIMA

Apprendiamo alcune decisioni prese in tema di finanziamenti dal Comune di Marostica.

1. Adesso la realizzazione della nuova strada di collegamento tra via Panica e IV novembre costa 320.000 euro, più 25,5% rispetto ai precedenti 255.000 euro.

2. Invece di 270.000 euro di fondi propri per completare il Politeama, ci si indebita con un mutuo.

3. Per la famosa è dibattuta rotatoria di via IV novembre ci si indebita ulteriormente di euro 400.00 invece dell’utilizzo dei previsti fondi propri.

Colosso si è proprio mutualizzato non sappiamo però a che tassi di interesse. È evidente però che i soldi propri in cassa non ci sono più.

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POVERO LUIGI SCOMAZZON, DOPO TRENT’ANNI DA PRESIDENTE DELLA COOP NESSUN REGALO PER L’ADDIO, NEANCHE UN MAZZO DI FIORI

E chi se ne frega del trentennale ex presidente della Coop. Nessuna parola pubblica
di ringraziamento dal vice Consolaro o da qualche amministratore. Nessuno cerimonia di congedo. Neanche un mazzo di fiori. Sembra una ingratitudine assoluta all’ultima assemblea di bilancio. Solo Dal Maso pronuncia un discorso, ma pare più un “lecca lecca “ personale che un puntuale ringraziamento con una minima di citazione dei traguardi raggiunti dalla Coop. Che fino allo scorso anno sembrava una corazzata inaffondabile. Ma non aveva fatto conto con il mercato e i competitor. Famila e Tosano hanno sferrato un colpo difficile da recuperare. Eppure le avvisaglie c’erano tutte dopo anche l’arrivo di Conad e Lidl. Bastava darsi da fare 9 anni fa, invece di eliminare il fastidioso Morello. Ma pensate invece di valorizzare la sua esperienza lo hanno buttato fuori. Morello era l’unico con esperienza reale di dirigente del commercio, esperto di marketing e docente per 7 anni all’Università in comunicazione aziendale. Un perfetto suicidio che nessuno con un briciolo di senso di responsabilità avrebbe mai fatto. Ma Scomazzon è stato al gioco cancellando i meriti di aver fino a quel momento saputo gestire con oculatezza la cooperativa.

Ma gli errori si pagano anche amaramente. Anche se alcune massaie quando parla Morello in assemblea ridono, completamente plagiate dal verbo di Scomazzon, senza minimamente essere richiamate dal tavolo della presidenza, anzi quasi istigate. Siamo alla completa ignoranza di una corretta gestione delle problematiche aziendali ed è sembrato di essere in una riunione di irresponsabili, pronti solo per il buffet.

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ALLA COOP DI MAROSTICA VINCONO I BANCARI ED I DIPENDENTI CON LE CORDATE EXTRA ASSEMBLEA. PER LUIGI SCOMAZZON SIAMO “PARANOICI”

Infatti sono ben quattro i bancari: Capuzzo, Consolaro, Parise tutti della Volksbank sopravvissuti al crack della Popolare di Marostica e Bertazzo del Credito cooperativo probabilmente grazie al papà come con l’inserimento in consiglio della Coop. I dipendenti sono Zanon, Toniazzo e Dal Bo. Quindi tra bancari e dipendenti 7 consiglieri che hanno la maggioranza.

Ma il vero problema è che non sono stati eletti in base a competenze e programmi, ma semplicemente costruendo delle cordate esterne all’assemblea della Coop che quindi ratifica decisioni “amichevoli” prese all’esterno della Coop. È questa la ragione per cui nessuno interviene se non per incensare nel caso specifico Scomazzon ed il suo addetto alla lettura del bilancio Consolaro, senza appunto chiedere puntuale spiegazione dell’utile operativo negativo di ben 271.952 euro e l’investimento di Breganze fatto tutto con i soldi delle banche. Tutto ciò rende felici tutti gli amministratori che si sottraggono da ogni responsabilità presente e futura e con i soldi della Coop possono intortare ancora una volta i partecipanti all’assemblea con un ricco buffet.
Ma questo andazzo porta al non correggere in tempo gravi errori di strategia. Il successo delle imprese è dovuto al dibattito delle idee, non certo solo al consenso alle persone. Ed il presidente di una società deve essere un attento ascoltatore prima di decidere. Scomazzon nel suo delirio di certezza ha definito le nostre osservazioni come “paranoie”. Magari fosse così ed il futuro lo dirà. Le nostre paranoie espresse in passato intanto si sono realizzate.

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ALLA COOP DI MAROSTICA VINCONO I BANCARI ED I DIPENDENTI CON LE CORDATE EXTRA ASSEMBLEA. PER LUIGI SCOMAZZON SIAMO “PARANOICI”

Infatti sono ben quattro i bancari: Capuzzo, Consolaro, Parise tutti della Volksbank sopravvissuti al crack della Popolare di Marostica e Bertazzo del Credito cooperativo probabilmente grazie al papà come con l’inserimento in consiglio della Coop. I dipendenti sono Zanon, Toniazzo e Dal Bo. Quindi tra bancari e dipendenti 7 consiglieri che hanno la maggioranza.

Ma il vero problema è che non sono stati eletti in base a competenze e programmi, ma semplicemente costruendo delle cordate esterne all’assemblea della Coop che quindi ratifica decisioni “amichevoli” prese all’esterno della Coop. È questa la ragione per cui nessuno interviene se non per incensare nel caso specifico Scomazzon ed il suo addetto alla lettura del bilancio Consolaro, senza appunto chiedere puntuale spiegazione dell’utile operativo negativo di ben 271.952 euro e l’investimento di Breganze fatto tutto con i soldi delle banche. Tutto ciò rende felici tutti gli amministratori che si sottraggono da ogni responsabilità presente e futura e con i soldi della Coop possono intortare ancora una volta i partecipanti all’assemblea con un ricco buffet.
Ma questo andazzo porta al non correggere in tempo gravi errori di strategia. Il successo delle imprese è dovuto al dibattito delle idee, non certo solo al consenso alle persone. Ed il presidente di una società deve essere un attento ascoltatore prima di decidere. Scomazzon nel suo delirio di certezza ha definito le nostre osservazioni come “paranoie”. Magari fosse così ed il futuro lo dirà. Le nostre paranoie espresse in passato intanto si sono realizzate.

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LUIGI SCOMAZZON LASCIA AL NUOVO CONSIGLIO DELLA COOP CONSUMATORI UN RISULTATO OPERATIVO IN ROSSO 271.952 EURO. CONSOLARO IGNORA IL FATTO ED INVITA TUTTI A MAGNAR

Addirittura Pierluigi Consolaro ci chiede dove abbiamo trovato il dato, quando lo evidenziamo ai Soci in assemblea. Ma semplice. Nella relazione completa sulla gestione del bilancio al 31/12/2021 indirizzata a tutti i Soci, ma non presentata nella sua completezza in assemblea e specificatamente nel Conto Economico Riclassificato. Ovviamente il tutto c’è su internet nel sito della Coop.
L’utile salta fuori da due eventi straordinari ed irripetibili: il rimborso dalla precedente proprietà per le spese di sanificazione del terreno di Breganze e dalla vendita della partecipazione in Coop Adriatica. Il tutto ammonta a 549.037 euro e quindi la Coop si riporta in utile. Ma è un utile straordinario non dovuto alla gestione.
E oltretutto si riparte con un investimento di circa 5 milioni di euro finanziato interamente a debito con le banche. Per fortuna, a nostra domanda, il debito è a tassi fissi, ma costa sempre.

Ed ora arraffando una strategia commerciale che poteva essere fatta 9 anni fa si cerca di competere con Famila e Tosano, che in pratica hanno bloccato nel 2021 la crescita della Coop, senza anche aver creato le competenze. Tra l’altro Consolaro è diplomato al liceo classico ed in banca si è sempre interessato di crediti e nel consiglio non è presente alcuna competenza professionale marketing/commerciale. Certo ci sono tre dipendenti eletti, che sono a contatto con i clienti, ma che probabilmente difenderanno i loro interessi prima di tutto.

Forse la cooperativa potrebbe con i tempi futuri previsti piuttosto critici investire risorse per creare ai soci l’opportunità di avere il loro orto sociale per coltivarsi frutta e verdure a prezzi accessibili. E quindi vendere ciò che serve allo scopo. Perché il futuro è proprio nero per la capacità di reddito e spesa delle persone. Di questo non abbiamo parlato in assemblea in quanto già abbiamo dovuto fermare il riso di alcune massaie quando abbiamo detto della perdita operativa. Come raccontassimo una barzelletta. Beate loro.

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ROBERTO XAUSA CI DÀ DELL’IDIOTA PERCHÉ SIAMO D’ACCORDO CON PANICI SULLA SUA VISIONE DELLA PARTITA A SCACCHI

Quindi anche Maurizio Panici che sabato ha valorizzato la Partita a Scacchi nella sua straordinaria realtà è secondo Xausa un idiota.
Xausa ci ha fermato per strada mentre tornavamo dal convegno di sabato scorso col suo modo di fare arrogante sostenendo ancora una volta la sua teoria che bisogna proseguire sulla via facendo in modo che la Partita a Scacchi sia nel tempo considerata un fatto vero avvenuto nel 1454. Non una straordinaria invenzione di Mirko Vucetich. Addirittura sostenendo gli “affari” della sua famiglia dicendo che il brogliaccio è stato scritto da suo padre, Ernesto. Una colossale balla sostenuta anche da suoi scritti. In realtà la Partita a Scacchi nasce dall’idea della Pro loco di quei tempi di trovare l’artista che realizzi il loro briefing. E l’autore della Partita è solo il Vucetich. Preso da questa follia Xausa adesso si mette ad offendere. Noi gli abbiamo risposto che è un imbecille e ce ne siamo andati.

La ricostruzione di Panici, che in pratica è il portavoce culturale di Bucco, del quale approviamo come si sta muovendo nel rilanciare lo spettacolo, come Presidente della Pro Marostica, è esatta. Mirko Vucetich è il grande artista esponente di primo piano che operò tra modernismo, futurismo e novecentismo, che ha preso la Partita a Scacchi, di per se’ un gioco senza vita, inventata dal Pozza nel 1923, gli ha costruito una storia tipo Romeo e Giulietta di stampo pacifista e gli dato poi una straordinaria vita con una messa in scena fantastica, trasferendo in un paesello di campagna con le Mura come Marostica lo sfarzo di Venezia. E addirittura Venezia oggi non ha un evento simile che assembli costumi, armamenti e musica di quei tempi con oltre 600 figuranti ed una messa in scena di alto livello tecnico.
E questo spettacolo, come ha ben sottolineato Panici, ha socializzato in totale i cittadini di Marostica con la loro incredibile mobilitazione per partecipare allo spettacolo.
Xausa rappresenta la mediocrità culturale locale per strumentalizzare a suoi fini la Partita ed oggi fa il “servitore” della Volksbank credendosi Presidente…

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PER 315.000 EURO APPROVATO IL PONTE DI VIA MAGGIOR MORELLO PROGETTATO DALL’ING. MANUEL DAL SASSO, FERMO DA QUATTRO ANNI

L’Ing. Dal Sasso ha trasmesso in data 18/09/2018, quindi circa 4 anni fa, il progetto per l’allargamento del ponte di via Maggior Morello, che è stato definitivamente approvato dalla giunta comunale il 26/05/2022.
I tempi di realizzazione non sono ancora stati definiti e noi per la realizzazione delle opere pubbliche in cantiere diciamo l’AVE MARIA ogni mattina.
Auspichiamo anche che ci sia la mobilitazione generale della popolazione abile di Marostica, come soprattutto muratori, per realizzare quanto progettato.

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