
MATTEO MOZZO “PONTIFICA” SULLA REALTA’ CULTURALE DI MAROSTICA. MA NON CONOSCE UNA MINCHIA E HA DILEGGIATO A LIVELLO NAZIONALE LA CITTA’ CON LA CENSURA AL CINEFORUM
Ecco apparire il nuovo numero del semestrale CULTURA MAROSTICA reperibile sul sito del Comune e non poteva mancare l’introduzione del Mozzo.
Il Sindaco pro-tempore parte sul fatto che finalmente si è conclusa la vicenda del Politeama con la sua inaugurazione dopo decenni di attesa dalla posa della prima pietra da parte dell’allora Sindaco Bertazzo. Ovviamente niente da dire: era ora. Marostica sfigurava completamente rispetto alle altre cittadine non avendo un teatro.
Ma sull’esaltazione per il fantomatico Museo degli Scacchi, costato un occhio della testa, vien proprio da ridere. È una realtà avulsa dalla città e dedicata ad un furbo lombardo venditore di sé stesso che aveva le scacchiere in casa e cercava dove rifilarle. Non è stata fatta alcuna consultazione a parte i soliti leghisti locali e le vere associazioni culturali sono state spedite, senza essere consultate, al Castello Superiore per cambiar aria, e forse per non rompere i coglioni, col risultato del crollo di visitatori rispetto alla situazione precedente. Per una decisione del genere normalmente si crea un gruppo di lavoro. Invece tutto è stato deciso dalla fantomatica Lega di Marostica con la maggioranza di geometri.
Poi lo scritto del Mozzo va sul religioso, ricordando gli 800 anni dalla morte di Francesco d’Assisi ed il centenario della Parrocchia di Sant’Antonio Abate. Non mancano infine i ringraziamenti a quanti operano nelle attività culturali a Marostica. Peccato che il Mozzo si sia dimenticato della Prof. Laura Dinale, fatta fuori da Presidente del Comitato della Biblioteca, farneticando che erano arrivati i comunisti, quando invece era stata attualizzata la cultura di oggi con un eccellente cineforum, e basta vedere il grande successo avuto con le proiezioni a Nove, guardando anche la vita dei Palestinesi, espulsi dalla loro terra dai nuovi illegali conquistatori, i coloni ebrei.
Ovviamente anche noi siamo fuori dalla cultura del Mozzo anche se rappresentiamo un interessante uso dei social con 3.800 iscritti e ad oggi 2.000 lettori giornalieri. Non per niente abbiamo insegnato Comunicazione all’Università di Udine. L’unica azione contro di noi non sono stati il dibattito e la replica, ma le querele. Il che è tutto dire. Insomma proprio da vergognarsi.
Osservatorio Economico Sociale di Marostica








