SI RIDE CON MATTEO MOZZO, SINDACO DI MAROSTICA

IL SINDACO DI MAROSTICA MATTEO MOZZO FA PROPRIO RIDERE. CI CHIEDE 35.247 EURO PER L’APPALTO TRUCCATO DEL CAMBIO DEL GESTORE DEL GAS
I fatti sono questi:
· Il Comune di Marostica indice una gara per cambiare il gestore del gas. La gara dovrebbe andare in pari senza costi per il Comune, che ha una specie di ruolo garante-arbitrale, in quanto chi subentra paga l’impianto a chi esce.
· Italgas che gestisce l’impianto deve essere pagata per il valore dell’impianto valutato in un primo momento 5,367 milioni di euro.
· Il valore viene poi ridotto perché nella valutazione non possono essere inseriti gli allacciamenti (in pratica soprattutto il contatore) pagati direttamente dall’utente. Quindi il valore scende a 4,250 milioni.
· Il Comune invece valuta l’impianto 3,015 milioni sottraendo in modo arbitrario una seconda volta gli allacciamenti.
· Il Comune va a gara con 3,015 milioni, assumendosi tutti i rischi in quanto avrebbe dovuto andare a gara con 4,250. In caso di asta deserta tutto sarebbe continuato come prima senza alcun rischio di esborsi. Ascopiave si aggiudica l’appalto e paga Italgas per 3,015 milioni.
· Italgas pretende però di essere pagata 4,250 milioni.
· Precipitosamente, pena il sequestro del conto bancario presso la Banca d’Italia, il Comune tratta e paga a Italgas a conguaglio 910.000 euro e chiude la vicenda.
· Per ottenere l’assenso del Consiglio Comunale al pagamento il Sindaco tramite il perito afferma che la legge è cambiata e che occorre pagare nuovamente gli allacciamenti. Tale dichiarazione è completamente falsa. La normativa logicamente afferma e ribadisce più volte che gli allacciamenti non devono essere pagati. È anche logico perché sono già stati pagati dall’utente finale nel momento iniziale e si creerebbe un illecito arricchimento se pagati un’altra volta.
E noi raccontando e provando questa storia avremmo diffamato il Comune? Noi abbiamo semplicemente informato i cittadini. La querela in sede civile, dopo che è andata in prescrizione in sede penale, è una ulteriore vergogna e tra l’altro le spese processuali del Comune non sono pagate dal Sindaco, ma dai cittadini. Chi ci ha guadagnato nella faccenda?

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

LA PORCHETTA DELLA COOP CONSUMATORI FA IL BILANCIO?

E DOPO L’ASSEMBLEA DI BILANCIO ALLA COOP SI PUO’ MANGIARE LA PORCHETTA CON PIU’ TRANQUILLITA’ PERCHE’ CONSOLARO COMUNICA LA SVOLTA

Abbiamo sempre detto che dopo la Popolare di Marostica, la nostra cittadina non può perdere la Cooperativa dei Consumatori con oltre 12.000 soci. Certo che il Bucco & Mozzo, non hanno guardato in faccia nessuno quando hanno fatto l’accordo con Famila e avuto in permuta l’ex sede A&O in cambio di poter fare il mega supermercato. I “camerati” d’altra parte non hanno una cultura sociale. A loro interessano solo i schei.
Ovviamente il nuovo Famila ha messo in crisi la Coop che si è trovata sguarnita di una strategia per parare il colpo avendo fatto anche un investimento a Breganze quasi totalmente a debito. Il Luigi Scomazzon, l’allora Presidente della Coop, viveva beatamente nel 1800 convinto che il mondo non cambiasse. E intanto intorno i supermercati di varie tipologie crescevano come funghi.
Però la Coop dopo tre anni critici, nel 2025 presenta un bilancio con una perdita limitata a 121.420 euro rispetto ai 387.764 del 2024. È in atto quindi una riorganizzazione che pensiamo garantirà il futuro sviluppo della Coop. Finalmente il Consolaro ha capito che deve valorizzare le caratteristiche specifiche della Cooperativa. Occorre veramente puntare sulla mutualità e solidarietà che garantiscano ai Soci condizioni di vita che vadano oltre la convenienza della scatoletta. Insomma sviluppare nel concreto il senso sociale di appartenenza alla Coop che certo gli altri non hanno, orientati al profitto personale.
È quindi il momento per i cittadini di Marostica e Breganze di rafforzare ulteriormente il ruolo della Coop non solo come clienti, ma anche partecipando direttamente alla gestione.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

L’ETRA E’ SANA SENZA BILANCIO?

L’INCREDIBILE COMUNICATO STAMPA DELL’ETRA. COSA NASCONDE? NON RIPORTA ALCUN DATO DEL BILANCIO 2025. FLAVIO FRASSON, PRESIDENTE, CI RISPONDA
L’articolo “Etra, investiti quasi 95 milioni, Società sana e in crescita” era apparso domenica scorsa sul Corriere. Ma il comunicato stampa della società, a parte gli investimenti, non riporta alcun dato di bilancio: fatturato, utile, ecc.
E soprattutto i dati che la società, come affermato, è sana ed in crescita.
A questo punto siamo andati a cercare il bilancio 2025 nel sito aziendale: non è ancora stato pubblicato. Quindi il bilancio non è stato allegato al comunicato stampa e nemmeno posto sul sito aziendale. È evidente che non si può fare un comunicato stampa del genere senza alcun dato che certifichi le affermazioni. In una azienda è inammissibile fare affermazioni “politiche” generiche, perché si creano subito dei sospetti. Qual è la vera situazione economico-finanziaria dell’Etra?
Aspettiamo che la “seria” azienda Etra pubblichi il bilanci 2025 a dimostrazione di quanto affermato nel comunicato stampa.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

ED ENZO COLOSSO SI STA RICREDENDO?

DOPO MATTEO MOZZO SULLA VIA DELLA REDENZIONE DEMOCRATICA, ECCO CHE ENZO COLOSSO COMINCIA A RICREDERSI CHE IL CONTO ECONOMICO E LO STATO PATRIMONIALE NON SONO BALLE PER UN COMUNE

Dopo che il Mozzo ha onorato con l’inaugurazione di un primo ricordo, in attesa della lapide definitiva, l’operaio Pietro Dolci ucciso da un carabiniere fascista perché il 26 luglio 1943 festeggiava l’arresto di Mussolini da parte del Re, ecco il Colosso che si accorge che nella gestione di un comune, come in azienda, valgono il conto economico e lo stato patrimoniale. Era ora. Adesso ci attendiamo il ritiro della sua ridicola querela nei nostri confronti per i “buchi” di bilancio. Infatti abbiamo ascoltato attentamente la presentazione economica del 2025 in Consiglio Comunale. Certo prima c’è stato tutto lo sproloquio del “tric trac” finanziario per cui a ogni spesa viene indicata la copertura. Alla fine risulta una disponibilità finanziaria di 1.414.072,83 euro, soldi che si possono spendere ancora. Ma è il risultato finanziario non quello gestionale.
Infatti nel conto economico la perdita è di -96.519,76 euro, rispetto ai -262.227,04 del 2024. Ovviamente entrambe le perdite riducono il patrimonio netto del Comune. E di questo Colosso ancora non parla.
Ora il Colosso afferma però che la normativa cerca di equiparare la contabilità comunale con quella delle aziende, per cui si deve parlare anche del conto economico e dello stato patrimoniale. Ma scopre l’acqua calda perché i soldi sono soldi sia in Comune che in Azienda, ci può essere solo un modo diverso di riclassificarli. Diciamo che ha fatto un passo avanti. Attendiamo la conversione definitiva.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

IL COMUNE DI MAROSTICA E’ RICCO? OPPURE….

IL COMUNE DI MAROSTICA È RICCO? QUALE È IL SUO PATRIMONIO? COME PUO’ ESSERE GESTITO? E NE È CAPACE?

In Consiglio Comunale si parla solo del risultato di gestione annuale. Che è semplicemente la cassa disponibile. A fine 2025 la parte disponibile risulta essere 1.414.972,83 euro. Parliamo sempre di liquidità. Pesano gli accantonamenti per 1.977.185,34 di cui circa il 50% per crediti di dubbia riscossione, che riducono drasticamente la parte disponibile.
Però in termini gestionale conta l’utile o la perdita, tenendo conto di tutti i costi del periodo, compresi gli ammortamenti. Nel 2025 la perdita è di -96.516,79 euro ridotta rispetto ai -262,227,04 del 2024. Queste perdite portate nello stato patrimoniale riducono il patrimonio netto del Comune di Marostica.
La ricchezza a bilancio cioè il patrimonio netto del Comune, senza eventuali rettifiche, ammonta a 78.513.343,93 euro al 31 dicembre 2025. Un bel gruzzoletto, di cui però 51 milioni sono indisponibili perché beni demaniali, patrimoniali e culturali.
Il totale immobilizzazioni è pari a circa 83 milioni, molto vicino ai 79 milioni del patrimonio che sono i soldi che dovrebbero finanziare gli investimenti in equilibrio finanziario. Cioè tanto capitale e pari valore delle immobilizzazioni. Escludendo i finanziamenti a lungo termine.
Insomma una riflessione andrebbe fatta per valorizzare al massimo il patrimonio comunale. Cosa di difficile attuazione per il giudizio negativo che diamo delle persone che gestiscono sia tecnicamente che politicamente oggi il Comune di Marostica. Mancano di una reale cultura di gestione economica. Il caso incredibile è l’incapacità di aver operato con il PNRR per il restauro del Convento, ma solo per ponticelli e sale riunioni. Una occasione, dati i venti critici che tirano, irripetibile.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

ECCO IL BILANCIO 2025 DI MAROSTICA….

ENZO COLOSSO ASSESSORE AL BILANCIO A MAROSTICA CI QUERELERA’ ANCHE PER IL “BUCHETTO” DI -96.519,76 EURO NEL BILANCIO 2025? O PER I CREDITI POTENZIALMENTE NON ESIGIBILI PER 1.030.913,66 EURO?

Ecco che è apparso sull’Albo Pretorio il bilancio 2025 del Comune di Marostica approvato dalla Giunta il 09/04/2026. Lo aspettavamo con ansia. E quest’anno invece di un buco di -262.227,04 euro come nel 2024 e negato dal Colosso perché per lui vale la situazione finanziaria, abbiamo un buchetto di -96.519,76 euro. E ciò è dovuto sostanzialmente ad una diminuzione degli oneri straordinari anche a fronte di un aumento degli ammortamenti che passano da 1.939.185,97 euro a 2.128.207,55. E l’incidenza degli ammortamenti sui ricavi del Comune passa da17,1% nel 2024 al 17,6% nel 2025. Ed è questa la voce da porre massima attenzione perché gli ammortamenti indicano la capacità di ripristino dei beni e costituiscono sostanzialmente la liquidità che entra essendo dei costi figurati, senza uscita di cassa. E sono un costo importante nella gestione del Comune come delle imprese.
Sarebbe meglio avere un leggero utile, ma anche così possiamo dare un giudizio positivo del bilancio, in quanto sono state pienamente utilizzate le risorse disponibili per la Comunità. Ma il Colosso dirà che non è vero perché il risultato di amministrazione è di 4.185.894,47 euro. Ma questi sono i soldi che dovrebbero essere spendibili, sottratta la parte accantonata e quella vincolata, non il risultato della gestione con gli ammortamenti. Tra l’altro si evidenzia un alto rischio in quanto il fondo crediti di dubbia esazione al 31/12/2025 è di 1.030.913,66 euro, che potrebbe costituire totalmente od in parte una potenziale perdita.
Speriamo di essere stati chiari, anche con la potenziale spada di Damocle dei crediti potenzialmente inesigibili. C’è domandarsi di chi è la responsabilità e cosa riguardano. L’opposizione al prossimo Consiglio Comunale porrà la questione?

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

MATTEO MOZZO E’ “FASCISTA”?

MATTEO MOZZO CONVERTITO ALLA DEMOCRAZIA ED ALL’ANTIFASCISMO? FORSE QUALCOSA STA CAPENDO…..MA DOVREBBE SUBITO, SCUSANDOSI, RIMBORSARCI I SOLDI DELL’ AVVOCATO PER LE QUERELE “FASCISTE” CONTRO DI NOI

Per capire il livello culturale del Comune di Marostica possiamo fare riferimento alla vicenda di Pietro Dolci, il cui nome appare misteriosamente sul manifesto per la commemorazione del 25 aprile 2026. Noi ci siamo chiesti subito chi fosse facendo anche una ricerca su internet, senza risultato. Poi una lettrice ci risponde dicendo che è il padre di Antonio, ucciso in circostanze misteriose. Chiediamo se ha il cellulare. E prontamente ce lo fornisce. Chiamiamo e dopo un po’ risponde proprio Antonio che ci racconta la vicenda. Ed emozionato parla del suo dramma familiare, che bambino lo ha reso orfano di entrambe i genitori. Ora è mai possibile che il Comune di Marostica con suoi uffici stampa pieni di bla bla bla non colga l’eccezionalità della vicenda? Perché a me è subito venuto il collegamento tra il 26 luglio, giorno dell’uccisone di Pietro Dolci da parte di un maresciallo dei carabinieri fascista e la data del 25 luglio 1943 giorno dell’arresto di Mussolini da parte del re. E Pietro Dolci è uno delle migliaia di operai che sciopera e manifesta la gioia della fine del fascismo, credendo che davvero sia tutto finito. Per questo viene ammazzato. Lui è proprio il protagonista dell’inizio di quella che sarà la Resistenza per la conquista della democrazia in Italia.
Ed alla manifestazione per la posa della misera cornice in alluminio (ma deve assolutamente arrivare una lapide duratura) ci doveva essere il Sindacato, attivato dall’Anpi. Perché Pietro Dolci è il simbolo dalla rivolta degli operai, di chi lavora, contro il fascismo.
Un’occasione persa che rileva ancora una volta come manchi per ignoranza la consapevolezza della Storia e di come abbiamo conquistato la democrazia.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

Ucciso il 26 luglio 1943, un giorno dopo l’arresto di Mussolini

Pietro Dolci operaio antifascista di Marostica fu ucciso a 37 anni dal fascista maresciallo dei carabinieri Boris alla Autobianchi di Desio il 26 luglio1943, il giorno dopo l’arresto di Mussolini. La moglie disperata si suicido’ buttandosi sotto il treno il 16 agosto.
Il figlio Antonio di 84 anni scoprirà una targa a suo ricordo in via Maggior Morello sabato 25 aprile 2026 alle ore 8.00.
SEMPRE RESISTENZA

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

MATTEO MOZZO E’ PER LA PROTEZIONE AMBIENTALE?

MATTEO MOZZO CAMBIA ROTTA? È PER LA NON CEMENTIFICAZIONE DEL TERRITORIO? FORSE, MA È MOLTO DIFFICILE ANCHE SE IERI SERA….

Alla riunione di ieri sera sulle frane nel territorio con relativi interventi della Protezione Civile e del Comune abbiamo anche noi applaudito l’intervento del Sindaco Matteo Mozzo. Puntuale e preciso, sembrava l’esperto di difesa del territorio, l’accusatore delle precedenti amministrazioni che se ne infischiavano di almeno pulire i torrenti ed ha elencato le varie problematiche, i relativi interventi e soprattutto i finanziamenti ottenuti per sistemare le pericolose faccende. Ma la conclusione ci ha lasciato allibiti. Infatti ha affermato che da una logica di intervento dopo gli eventi catastrofici occorre passare ad una logica di prevenzione e di salvaguardia del territorio.
Ma allora comincerà a togliere tutto l’asfalto che ha seminato in questi anni e si dissocerà dallo scempio della Pedemontana dicendo chiaramente che si è trattato di una speculazione finanziaria appoggiata dalle varie categorie imprenditoriali sensibili solo al business?
Il Mozzo è sembrato in buona fede nel rendersi conto di quanto sia importante salvaguardare il territorio e prevenire i disastri ambientali. Ci auguriamo che quanto prima ci sia una delibera della Giunta Mozzo di adesione al locale gruppo ”No alla Cementificazione” di Elisabetta Carron, sentendoci così più sicuri che alle parole seguiranno i fatti.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

LA DITTATURA DEI FASCIO-LEGHISTI A MAROSTICA

LA GIUNTA MONOLITICA DEL MOZZO A MAROSTICA È IL MOTIVO DEL POTERE DEI FASCIO-LEGHISTI

Di ricostituire il Comitato della Biblioteca manco si pensa il Mozzo. Santini può sbraitare quanto vuole ma lui se ne sbatte. Di avere un assessore alla Cultura o allo Sport manco ci pensa. Tanto il gruppo ristretto della Lega (Mozzo, Scomazzon e Colosso) decide per tutti. E ti devi mangiare tutto perché una cosa è chiara: la compattezza dei consiglieri fascio-leghisti. Non c’è mai dissenso. Va bene tutto. È questa la fondamentale differenza con le precedenti gestioni comunali. Ve la ricordate l’armata Brancaleone della Dalla Valle? Un sacco di capetti ognuno con il proprio pensiero. O la disputa Scettro – Bertazzo che portò al primo commissariamento? Oggi non c’è più nulla di tutto ciò. Domina la più ferrea compattezza, tipo stalinismo. Non traspare alcun dibattito sulle decisioni e domina il fare senza pensare e senza nemmeno far partecipare i cittadini. Dici qualcosa anche sul bilancio contestando le teorie ragioneristiche del Colosso e ti becchi una denuncia per diffamazione con richiesta di 21.000 euro di danni. Ma stiamo scherzando, quando è proprio il Colosso che diffama dicendo che devo tacere perché non ho nessun titolo di studio per poter parlare, anche se sono diplomato alla Scuola di specializzazione in Organizzazione Aziendale dell’Università di Padova con tesi sull’analisi economico-finanziaria di una azienda oltre ad essere revisore contabile, a parte l’esperienza aziendale come amministratore delegato e direttore generale? Ovviamente la querela è pagata dai cittadini, mica dal Colosso.
Ma i nodi di questo decisionismo cieco verranno al pettine perché poi quello che conta è la gestione economica. mica la politica del tric-trac, cioè della semplice gestione finanziaria, cioè dentro un investimento politicamente strombazzato a fronte della copertura con i soldi in bocca.
Ma purtroppo questa è oggi la politica che Marostica offre. Tutti zitti e pronti a seguire gli ordini.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica