MATTEO MOZZO E’ PER LA PROTEZIONE AMBIENTALE?

MATTEO MOZZO CAMBIA ROTTA? È PER LA NON CEMENTIFICAZIONE DEL TERRITORIO? FORSE, MA È MOLTO DIFFICILE ANCHE SE IERI SERA….

Alla riunione di ieri sera sulle frane nel territorio con relativi interventi della Protezione Civile e del Comune abbiamo anche noi applaudito l’intervento del Sindaco Matteo Mozzo. Puntuale e preciso, sembrava l’esperto di difesa del territorio, l’accusatore delle precedenti amministrazioni che se ne infischiavano di almeno pulire i torrenti ed ha elencato le varie problematiche, i relativi interventi e soprattutto i finanziamenti ottenuti per sistemare le pericolose faccende. Ma la conclusione ci ha lasciato allibiti. Infatti ha affermato che da una logica di intervento dopo gli eventi catastrofici occorre passare ad una logica di prevenzione e di salvaguardia del territorio.
Ma allora comincerà a togliere tutto l’asfalto che ha seminato in questi anni e si dissocerà dallo scempio della Pedemontana dicendo chiaramente che si è trattato di una speculazione finanziaria appoggiata dalle varie categorie imprenditoriali sensibili solo al business?
Il Mozzo è sembrato in buona fede nel rendersi conto di quanto sia importante salvaguardare il territorio e prevenire i disastri ambientali. Ci auguriamo che quanto prima ci sia una delibera della Giunta Mozzo di adesione al locale gruppo ”No alla Cementificazione” di Elisabetta Carron, sentendoci così più sicuri che alle parole seguiranno i fatti.

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LA DITTATURA DEI FASCIO-LEGHISTI A MAROSTICA

LA GIUNTA MONOLITICA DEL MOZZO A MAROSTICA È IL MOTIVO DEL POTERE DEI FASCIO-LEGHISTI

Di ricostituire il Comitato della Biblioteca manco si pensa il Mozzo. Santini può sbraitare quanto vuole ma lui se ne sbatte. Di avere un assessore alla Cultura o allo Sport manco ci pensa. Tanto il gruppo ristretto della Lega (Mozzo, Scomazzon e Colosso) decide per tutti. E ti devi mangiare tutto perché una cosa è chiara: la compattezza dei consiglieri fascio-leghisti. Non c’è mai dissenso. Va bene tutto. È questa la fondamentale differenza con le precedenti gestioni comunali. Ve la ricordate l’armata Brancaleone della Dalla Valle? Un sacco di capetti ognuno con il proprio pensiero. O la disputa Scettro – Bertazzo che portò al primo commissariamento? Oggi non c’è più nulla di tutto ciò. Domina la più ferrea compattezza, tipo stalinismo. Non traspare alcun dibattito sulle decisioni e domina il fare senza pensare e senza nemmeno far partecipare i cittadini. Dici qualcosa anche sul bilancio contestando le teorie ragioneristiche del Colosso e ti becchi una denuncia per diffamazione con richiesta di 21.000 euro di danni. Ma stiamo scherzando, quando è proprio il Colosso che diffama dicendo che devo tacere perché non ho nessun titolo di studio per poter parlare, anche se sono diplomato alla Scuola di specializzazione in Organizzazione Aziendale dell’Università di Padova con tesi sull’analisi economico-finanziaria di una azienda oltre ad essere revisore contabile, a parte l’esperienza aziendale come amministratore delegato e direttore generale? Ovviamente la querela è pagata dai cittadini, mica dal Colosso.
Ma i nodi di questo decisionismo cieco verranno al pettine perché poi quello che conta è la gestione economica. mica la politica del tric-trac, cioè della semplice gestione finanziaria, cioè dentro un investimento politicamente strombazzato a fronte della copertura con i soldi in bocca.
Ma purtroppo questa è oggi la politica che Marostica offre. Tutti zitti e pronti a seguire gli ordini.

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LA COMMEDIA DEL COMUNE DI MAROSTICA CONTINUA CON IL BAR ALLA STAZIONE

FABRIZIO BERTACCO SCRIVE A PROPOSITO DELL’ATTIVITA’ DI MOZZO & C. COMINCIANDO DAL BAR DELLA STAZIONE

Il mancato rispetto dei voleri di un defunto potrà essere principio di futuro roseo per il locale ? Le brave persone che si vantano dell’ operazione economica sono le stesse che hanno chiuso il cortile del castello inferiore o sbaglio ? Gli stessi discendenti di Pilato che si lavano le mani nelle compravendite private dei torrioni del castello ? Possibile che avevamo un super ristorante in cima al castello e ora è tutto chiuso o vaneggio ? Incredibile che con tutto l’impegno messo da queste brave persone sia questa la situazione . Manco l’avessero fatto apposta per tornaconto personale.

a cura Osseevatorio Economico Sociale di Marostica

IL GRANDE FALLIMENTO DI MATTEO MOZZO: L’ABBANDONO DEL CONVENTO

Il VERO GRANDE PROGETTO CON I FONDI DEL PNRR NON REALIZZATO DAL MOZZO, INCAPACE DI PENSARE ALLA GRANDE PER MAROSTICA: IL CONVENTO DEI SANTI FABIANO E SEBASTIANO

Il bravo editore Andrea Minchio ci aveva dedicato un documentato articolo nel numero di luglio/agosto 2018 di Bassanonews con anche una conferenza dell’arch. Duccio Dinale, che sull’argomento aveva fatto la sua tesi di laurea. Noi per anni ne abbiamo riprodotto la foto sulla pagina fb.
Il convento ha una suggestiva presenza e domina Borgo Giara. L’idea di un suo restauro è argomento di discussione da decenni. Sarebbe la destinazione ideale di un albergo anche in forma di ostello di qualità come ne abbiamo trovati molti, ultimo quello di Bressanone. Per non parlare della vicina Croazia.

Ma le amministrazioni comunali di Marostica perdono tutte le occasioni. Noi non parliamo di un intervento diretto, ma almeno di una progettazione base per il recupero. È compito del Comune pensare a delle soluzioni delle problematiche locali in discussione perché poi solo così si possono attivare realmente delle possibilità.

Ovviamente i “muratori” Mozzo e Scomazzon sono presi da una serie di iniziative spesso inutili e mancanti di una strategia per Marostica. Ma probabilmente legate a lobby locali.
Se dopo l’articolo e la conferenza fosse partita una seria idea progettuale e risolti i problemi abitativi di chi ancora vi si alloggia, spendendo anche relativamente pochi soldi (basta pensare che per la inutile mensa della scuola di San Luca si sono spesi per il progetto quasi 40.000 euro), oggi forse si potrebbe iniziare il restauro dell’edificio con i soldi del Pnrr.

Una Giunta quella della Lega di Mozzo senza quindi una reale strategia del territorio ed è spiegabile semplicemente perché manca di Cultura. Senza Cultura vera non si va da nessuna parte e men che meno si può governare una cittadina con una Storia come Marostica.

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GIOVANE VICENTINO CHE SCAPPA IN MESSICO PER GODERSI LA VITA

Che lavora sulla spiaggia di Holbox -Yucatan c’e’ anche un giovane vicentino. Faceva il tecnico a 1200 euro al mese. E’ scappato, non ce la faceva piu’ a vivere. Qui prende 400 euro con in piu’ le mance, ma e’ un’altra vita e si spende molto poco per vivere. Tra l’altro il proprietario dell’hotel e’ pure italiano arrivato 40 anni fa. E ha fatto i soldi.

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GLI ALLOCCHI DELLA PEDEMONTANA

IL FALLIMENTO DEL MARKETING DELLA PEDEMONTANA CON UN BUCO DELLA MADONNA. ED I RESPONSABILI SONO ANCORA IN POLITICA O NELLE ASSOCIAZIONI IMPRENDITORIALI

Il via alla Pedemontana fu dato da Galan e Zaia ha continuato nella scelta facendone una bandiera politica “vincente”. Oggi ci troviamo con un investimento bidone che ha un deficit di oltre 50 milioni all’anno. Gli unici che si arricchiscono sono i costruttori che vedono remunerati i loro soldi all’8% annuo. Ed era stato strombazzato dalla politica come una “innovativa” partnership pubblico/privato con quindi rischio ripartito. Invece è una pagliacciata per una ragione molto semplice: il target errato per cui gli utilizzatori sono 20.000 al giorno invece dei previsti 30.000, numeri ormai stabilizzati. E tutto il sistema economico ha sostenuto una simile operazione in primis la Confindustria per poi liberarsi delle perdite scaricandole sul pubblico e cioè i cittadini. Per carità si può anche sbagliare, ma è di obbligo pagarne le conseguenze.
È evidente che la Regione Veneto per far quadrare i conti deve oggi tagliare importanti investimenti e sembra che non ci sia all’orizzonte altra soluzione se non la furbata di scaricare, da bravi leghisti, i costi a Roma. Riconsiderare il contratto con i privati è una barzelletta. Perché dovrebbero perdere una remunerazione garantita all’8%? Non abbiamo a che fare con degli allocchi. Gli allocchi sono tutti i cittadini veneti che pagano 50 milioni per i 20.000 automobilisti che utilizzano ogni giorno la Pedemontana.

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CONFRONTO TRA ETRA, VIACQUE E ACQUE DEL CHIAMPO. CHI VINCE?

QUASI STESSO BUSINESS MA GESTIONE E UTILI DIVERSI PER ETRA, VIACQUE E ACQUE DEL CHIAMPO. DIPENDE TUTTO DAGLI AMMINISTRATORI SCELTI DAI VARI PARTITI
ETRA SpA è una multiutility a totale proprietà pubblica, cioè una società soggetta alla direzione e al coordinamento dei Comuni soci in base all’art. 30 del TUEL (Conferenza dei Servizi), che svolge una serie di servizi di rilevanza pubblica.
L’attività di ETRA si svolge nel bacino del fiume Brenta, che si estende dall’Altopiano di Asiago ai Colli Euganei, comprendendo l’area del Bassanese, l’Alta Padovana e la cintura urbana di Padova.
Questo territorio, attraverso i propri rappresentanti (Comuni e Consiglio di Bacino Brenta), ha affidato a ETRA compiti essenziali per la collettività: la gestione del Servizio Idrico Integrato e la gestione dei rifiuti.
Viacqua SpA è una società per azioni a capitale pubblico che gestisce il servizio idrico integrato (acquedotto, fognatura e depurazione) in 66 comuni della Provincia di Vicenza, per un bacino d’utenza di circa 544 mila abitanti. L’acqua viene prelevata quotidianamente da 427 punti di approvvigionamento (327 sorgenti e 100 pozzi artesiani) per essere distribuita su tutto il territorio tramite una rete di acquedotto che si sviluppa per 5.204 km, con numerose stazioni di pompaggio e serbatoi. L’acqua usata per gli usi civili e industriali è poi raccolta grazie a una rete fognaria formata da 2.722 km di tubazioni e 503 impianti di sollevamento e convogliata a 124 impianti di depurazione (37 depuratori e 87 vasche Imhoff), dove viene trattata in modo che possa essere restituita all’ambiente senza compromettere la qualità dei corsi d’acqua recettori.
Acque del Chiampo S.P.A. è una società per azioni a totale capitale pubblico che gestisce il servizio idrico integrato e la depurazione per 10 comuni che fanno parte dell’ambito territoriale della Valle del Chiampo (Arzignano, Altissimo, Brendola, Chiampo, Crespadoro, Lonigo, Montecchio Maggiore, Montorso Vicentino, Nogarole Vicentino e San Pietro Mussolino) nonché il servizio di ritiro e smaltimento di rifiuti liquidi, fornendo a cittadini ed imprese un servizio di valore, nel pieno rispetto dell’ambiente, a fronte di tariffe accessibili.
Etra fattura, nel 2024, 219 milioni (+12,05 rispetto al 2023) con un utile del 3,86%. Ha una posizione finanziaria netta di 129 milioni (quindi i debiti finanziari superano le attività liquide) ed il capitale netto copre il debito per il 54%. Gli oneri finanziari incidono sul fatturato per il 4,37%. Il ROE (utile netto su capitale netto) è pari al 3,41%.
Viacque ha un fatturato di 88 milioni (+8,54%), con un utile netto del 16,04% e una posizione finanziaria netta di -15 milioni. Il rapporto debito/capitale è 0,13 e quindi il debito è quasi interamente coperto dal capitale. Si evidenziano però oneri finanziari per il 5,09% sempre sul fatturato. Il ROE è pari all’11,84.
Acque del Chiampo fattura 74 milioni (-2,53%), con un utile dell’8,6%, una posizione finanziaria netta di 10 milioni ed il debito è coperto dal capitale per il 24%. Gli oneri finanziari incidono il 2,16%. Il ROE risulta essere 7,18%.
Risulta evidente che la migliore gestione è quella di Viacque, mentre la situazione più difficile risulta essere quella di Etra con minor redditività e maggior indebitamento.

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COME VANNO LE AZIENDE INTORNO A MAROSTICA?

E COME VANNO PEDON, PENGO, PIZZATO ELETTRICA, BRAVE KID, MUBRE E COOP CONSUMATORI?

Pedon S.P.A. con legumi, cereali e semi fa il business e fattura nel 2024 90 milioni di euro (+2,47% rispetto al 2023) con un utile del 2%. Risulta leggermente indebitata con rapporto debiti netti/capitale netto del 1,84 e quindi oneri finanziari sul fatturato del 2,89%. È una azienda familiare che cerca di crescere nell’ambito alimentare con anche l’innovazione di prodotto attraverso la proposta di piatti pronti. Ha 280 collaboratori nel mondo.
Pengo S.P.A. azienda specializzata nella distribuzione di prodotti casalinghi per la casa e la ristorazione ha un fatturato di 76 milioni (-2,52%), ma come gruppo arriva a 150 milioni. L’utile netto è del 5,4%. In Italia ha 250 persone e con l’estero raggiunge i 400. Infatti è presente in Francia e Spagna. Anche Pengo è un’azienda familiare arrivata alla terza generazione.
Pizzato Elettrica S.R.L. ha 64 milioni di fatturato (-13,77%) ed un utile netto del 13,8%. È una delle principali realtà europee costruttrici di interruttori di posizione, microinterruttori, dispositivi di sicurezza, moduli di sicurezza, interruttori a pedale, dispositivi di comando e segnalazione, dispositivi per ascensori. Giuseppe e Marco Pizzato guidano l’azienda e rappresentano la 2° generazione. I dipendenti sono 400 con 7 filiali nel mondo.
Brave Kid S.R.L. è leader nella ricerca e nello sviluppo sul prodotto, nella manifattura e nella distribuzione di collezioni di prêt-à-porter e accessori di alta moda per bambini. Fa parte del gruppo OTB di Renzo Rosso. Il fatturato è di 61 milioni (-20,26%) con un utile netto del 4,2%. Il totale dipendenti è di 141. Gestisce anche un negozio online multimarca dedicato al mondo del kidswear.
Mu.Bre Costruzioni fattura 44 milioni (-24,1%) con un utile del 2,96% ed opera nell’ambito dell’edilizia civile e delle infrastrutture con 101 persone da 58 anni. Mu.Bre è riconosciuta una delle più importanti imprese di costruzioni in grado di operare su tutto il territorio nazionale.
La Cooperativa dei Consumatori ha un fatturato di 27 milioni (+3,03%) con una perdita di -1,45% sul fatturato. Ha debiti netti pari a 3.903.527 euro con una incidenza di oneri finanziari del 0,54% sul fatturato. La perdita è dovuta ad una struttura di costi fissi non supportata dal fatturato. Infatti il costo del personale supera del 3% il costo di simili supermercati. I Soci tra Marostica, Breganze e Sarcedo sono oltre 12.000. La Cooperativa per coprire le perdite degli ultimi tre anni ha ridotto il patrimonio netto di 1,317 milioni passando da 5,367 a 4,050. A questo punto si attendono le decisioni del Consiglio di Amministrazione per riportare la Cooperativa almeno in pareggio.

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AZIENDE VARIE ED INTERESSANTI INTORNO A MAROSTICA

L’ECONOMIA INTORNO A MAROSTICA CON LE AZIENDE: F.LLI CAMPAGNOLO, BUSA COMBUSTIBILI, RIGONI DI ASIAGO, LATTERIE VICENTINE E NICO
Continuiamo dopo la prima puntata ad osservare il nostro territorio con le aziende più significative. F.lli Campagnolo, azienda di proprietà della famiglia, opera nell’ambito dell’abbigliamento con 5 brand. Il più noto è CMP nell’ambito dell’abbigliamento sportivo. Fattura nel 2024 207 milioni (-10,01% rispetto al 2023) con utile netto del 12,1%. I dipendenti attuali superano le 1.200 persone. Curiosa ed interessante la promozione allo spaccio aziendale nel giorno del compleanno del cliente: trasforma in euro l’età del cliente e li sconta sull’acquisto.
Busa Combustibili fattura 168 milioni (+27,9%) ed ha un utile dello 0,26%, che sembra basso, ma in realtà se vediamo il ROE, cioè l’utile sul patrimonio netto è del 12,20%. In pratica il settore ha margini limitati e per guadagnare occorre fatturare molto. I dipendenti sono 21.
Rigoni di Asiago, noto marchio di confetture di proprietà della famiglia, inizia l’attività nel 1923, grazie alla passione di nonna Elisa per il miele. Fattura 145 milioni (+13,3%) con una perdita dell’1,9%. Ha un rapporto tra indebitamento finanziario netto e patrimonio netto di 0,73, da tenere sotto controllo e probabilmente dovuto a notevoli investimenti fatti. Famosa è la causa fatta da Nutella contro la Nocciolata Rigoni, che veniva pubblicizzata “senza olio di palma” in Francia, vinta dalla Rigoni. I dipendenti sono 336 tra Italia, Francia e Bulgaria.
Latterie Vicentine fattura 118 milioni (+22,7%) con un utile dello 0,06%. Ha un indice debito netto/capitale netto di 1,38 e quindi deve fare attenzione. Associa 200 aziende agricole ed ha 150 dipendenti. È il più grande produttore italiano di Asiago Dop.
Nico S.P.A. vende per 109 milioni con un utile netto del 7,0%. Ha 13 punti vendita di cui 2 in Polonia. I dipendenti risultano essere 651. Con il cambio generazionale l’attività ha ricevuto un nuovo impulso. Soci sono le famiglie Passuello e Battaglia.
Alla prossima puntata.

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LE AZIENDE INTORNO A NOI A MAROSTICA COME VANNO? GUARDIAMO ALCUNI BILANCI E COMMENTIAMO

La scorsa settimana è uscito l’allegato del Giornale di Vicenza con i bilanci 2024 delle prime 500 aziende della provincia. Ovviamente è un elenco che va analizzato attentamente e che delinea lo sviluppo economico del nostro territorio. A livello macroeconomico il fatturato sviluppato è rimasto stabile rispetto all’anno precedente con anche una leggera contrazione della redditività. Ovviamente le differenze si colgono guardando i bilanci delle singole imprese.
Al primo posto troviamo sempre Unicomm s.r.l. (Famila) che fattura 2.082 milioni in tutta Italia (crescita del +2,93% rispetto al 2023), particolarmente nel Nord con un reddito netto del 3,3%. Poi troviamo Diesel S.P.A. con 422 milioni di fatturato (-3,08%). Viene da una profonda ristrutturazione e quindi registra ancora una piccola perdita. Poi c’è Baxi S.P.A. con 381 milioni (+3,87%), con un utile netto del 3,3%. Vimar segue con 320 milioni di fatturato (+5,19%) ed un utile netto del 20%, che obiettivamente è un dato straordinario.
Dainese S.P.A. ha fatturato 203 milioni (-8,18%) con una incredibile perdita di 119 milioni pari al 59%. La drammatica situazione ha portato la cessione nel 2025 ad 1 euro ai suoi maggiori creditori che sono dei fondi londinesi.
Se guardiamo i settori passiamo dalla grande distribuzione, all’abbigliamento trendy, al riscaldamento-climatizzazione, al materiale elettrico base a quello più sofisticato ed all’abbigliamento tecnico-sportivo.
Per quanto concerne la proprietà Unicomm è della famiglia Cestaro. Diesel è di Rosso, Baxi è di Bdr Thermea Group con sede in Olanda, Vimar delle famiglie Viaro e Gusi con una partecipazione della multinazionale svizzera ABB del 10%.
Alla prossima puntata

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