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LA MENATA DI VALENTINO SCOMAZZON SULLA NUOVA STAZIONE DEI BUS DI MAROSTICA COMINCIA AD INSOSPETTIRCI

Nell’ultimo consiglio comunale non credevamo ai nostri orecchi. Di fronte ad una documentata mozione dell’arch. Costa a nome di tutte le minoranze sull’assurdità dell’investimento nella nuova stazione del bus, Valentino Scomazzon, appoggiato dal Mozzo, si arrampicava sugli specchi con tecnicismi da geometra e sfuggendo a qualsiasi valutazione realistica di impatto sociale, economico ed ambientale. Anzi ha rilanciato annunciando un investimento di ben 275.000 euro rispetto alla prima ipotesi di 150.000 euro. Tanto i peones della Lega stavano zitti pronti ad approvare ed eseguire gli ordini del capo.

Ora siccome non siamo nati ieri e non temiamo querele su nostre opinioni ben motivate, una imposizione così rigida e senza senso dell’investimento ci insospettisce. Per nostra esperienza professionale simili rigidità nascondono altri interessi che possono anche essere di natura personale.

Sarebbe opportuno che della faccenda si interessasse anche il revisore del Comune, oltre ovviamente il segretario comunale.

Invitiamo i lettori a rileggere l’articolo del giornale di Vicenza pubblicato giorni fa di come è stata ben ristrutturata la ex stazione FTV, il cui merito è della precedente amministrazione Dalla Valle. Ora si vorrebbe creare un doppione distante dal centro e tra l’altro utilizzando un terreno che andrebbe invece riqualificato a verde e mantenuto anche come parcheggio per la vicina scuola media.

Ripetiamo che siamo ancora sconcertati ed invitiamo i cittadini ad ascoltare l’incredibile vicenda sulla registrazione YouTube Comune di Marostica, parte finale.

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VERY HAPPY, ARRIVANO I “SOLDINI” ANCHE PER IL CONSIGLIO COMUNALE DI MAROSTICA. MA ANCHE Il SEGRETARIO GENERALE LAVEDINI COSTA.

Dopo Sindaco, Giunta e Presidente del Consiglio Comunale che si prendono i “soldoni”, arrivano i “soldini” per i componenti del Consiglio per le loro presenze anche nelle varie commissioni.
Il totale spesa per il 2020 ammonta a 5.299,59 euro essendo attribuiti tra i 18 ed i 19,99 euro come gettone di presenza alle singole riunioni di consiglio o commissione.
Il costo del Consiglio è quindi irrisorio rispetto a quello del Sindaco, della Giunta e del Presidente del Consiglio Comunale, aumentato di recente a 3.000 euro all’anno.

Si tratta quindi nella sostanza di un rimborso spese per i “peones” della Lega che obbediscono al trio Mozzo, Scomazzon e Colosso. Mentre per l’opposizione, che dovrebbe controllare l’attività della Giunta, è una elemosina non paragonabile al costo della Giunta.

Insomma quello che vogliamo dire è che non c’è alcun controllo sull’efficacia della spesa politica. Se non dopo cinque anni con le nuove elezioni. E che quelli che dovrebbero lavorare sempre bene in base anche allo stipendio che si prendono sono i componenti della Giunta con il Sindaco in prima linea.

Dall’altra parte il segretario generale del Comune di Marostica con anche la segreteria del Comune di Nove e della Unione Montana ha incassato nel 2020 87.542,82 euro. Un buon stipendio senza Covid. Ci auguriamo con anche un buon impegno nella riorganizzazione del Comune.

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LA SAGA DELLA GARA PER LA GESTIONE DEL “CASTELLO INFERIORE E CINTA MURARIA ANNESSA”. VINCE SEMPRE PRO MAROSTICA DA SOLA, CON L’AIUTO DEL PIPIESSE.

Proprio così. Viene indetta la gara e sempre vi partecipa la Pro Marostica da sola. Senza concorrenti e senza ribassi. C’è ovviamente sempre l’appoggio del Pipiesse il Partito della Partita a Scacchi, irrobustito e padrone del territorio dopo la conquista del Comune.
Il Comune con la gara offre al gestore un rimborso di 25.000 euro annui ed la indice a norma di legge. Vi partecipa sempre la Pro Marostica da sola e quindi non fa alcun ribasso.

Ora noi ci chiediamo: ma possibile che non ci sia alcuna società in Veneto ed in Italia interessata alla gestione e capace di rendere profittevole Castello e Mura?

Certo che se la faccenda viene pubblicizzata solo sull’albo pretorio del Comune, sembra una faccenda di paese. La Pro Marostica resterà sempre l’unico partecipante, senza concorrenti.
Ovvio che sarebbe interessante trovare chi compra o affitta il ristorante del Castello Superiore ed anche gestisce il progetto turistico Castello/Mura. Si uscirebbe da una logica di paesotto in cui il tutto viene cucinato in casa.

Insomma a nostro parere se si vuole trovare una soluzione ottimale occorre “uscire” dalle Mura e cercare operatori concorrenti. Anche perché non vediamo capacità manageriale nel Pipiesse e dintorni. Solo tanti, troppi geometri.

Come fu fatto cercando il “forestiero” Mirko Vucetich per “creare” la Partita a Scacchi, dai bravi e lungimiranti promotori dell’iniziativa, che avevano capito che occorreva guardarsi intorno e non solo l’ombelico. Altrimenti non si sarebbe fatto nulla, se non una iniziativa senza grandi competenze e risultati artistici.

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LE 92 BIBLIOTECHE DELLA PROVINCIA DI VICENZA FANNO SISTEMA. ED IL COMUNE DI MAROSTICA PAGA 1.024,04 EURO ALL’ANNO. MA LA BIBLIOTECA-COOP, CHE CI STA A FARE?

Dal 2018 per 5 anni il Comune di Marostica ha aderito alla convenzione della Rete delle Biblioteche vicentine.

Ciò significa che le biblioteche:
➢ si impegnano alla progressiva e virtuosa integrazione e armonizzazione degli standard, delle prassi, delle procedure e delle strategie di sviluppo della propria biblioteca all’interno della rete provinciale;
➢ realizzano un sistema informativo integrato per tutte le biblioteche, coordinano e condividono l’acquisizione, la conservazione, l’accesso, lo scarto, la pubblica fruizione delle risorse informative e documentarie;
➢ promuovono sistemi integrati di beni e servizi culturali, instaurando collaborazioni con archivi, musei, teatri, istituti scolastici e altre istituzioni, organizzazioni e associazioni;
➢ agiscono al fine di attuare la cooperazione di enti pubblici e privati per la realizzazione di progetti a favore della formazione permanente e crescita culturale dei cittadini, della promozione della lettura, della documentazione tradizionale, multimediale e in rete, della conservazione, valorizzazione e tutela del patrimonio librario e documentario, del potenziamento dei servizi bibliografici e informativi;
➢ perseguono una forma organizzativa di tipo orizzontale, a cui è chiamata a partecipare attivamente ciascuna biblioteca.

In pratica tutti i libri delle 92 biblioteche vicentine sono disponibili per il prestito attraverso il sistema informatico, ma non solo. Perché è prevista una integrazione delle attività culturali.
Intanto due volte alla settimana il pulmino fa il servizio di consegna e ritiro dei libri richiesti.

Ma la biblioteca di Marostica, data in appalto ad una Coop, non rispetta le regole di una corretta gestione prevista dalla convenzione. Non è proprio il caso di continuare in questo modo.

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ARRIVA IL ROTARY CON UNA INIZIATIVA CORALE DI PERSONE “ECCELLENTI”. E’ LA FINE DEI SOLITI INDIVIDUALISTICI TROMBONI. E PARTE IL RESTAURO DEL TABERNACOLO DEL MARINALI IN SANTA MARIA ASSUNTA A MAROSTICA.

Abbiamo appena chiuso Zoom con la serata del Rotary promossa dal Presidente marosticense Renato Graziani. Una cinquantina i presenti.
Ci sentiamo gratificati di una simile riunione in cui hanno partecipato personaggi di Bassano, Marostica e dintorni che rappresentano l’eccellenza in termini culturali del nostro territorio e che si sono fatti promotori delle iniziative per il trecentesimo anniversario della morte di Orazio Marinali, uno dei più grandi scultori di epoca barocca e le cui sculture sono disseminate nel nostro territorio.
Il Rotary sposa una strategia di lavoro con spirito di squadra e di valorizzazione del territorio con soprattutto riferimento a Marostica, Bassano, Possagno, Asolo, Castelfranco e Cittadella che supera la logica del paesetto o di iniziative di totali incompetenti come quella vergognosa e ormai defunta di Territori del Brenta.

Marostica fa la sua bella figura con il Presidente Graziani promotore dell’iniziativa con, per citarne alcuni, la Dr.ssa Claudia Caramanna, studiosa del Marinali, la Dr.ssa Antonella Mattinato, restauratrice, la Dr.ssa Barbara Guidi, direttore del Museo, l’Arch. Andrea Minchio, editore, il fotografo Fabio Zonta, l’assessore alla Cultura di Bassano Giovannella Cabion, che ci auguriamo informi prontamente l’assessore alla Cultura di Marostica Matteo Mozzo, non invitato. Chissà perché.

Intanto il Rotary sponsorizza il restauro del tabernacolo del Marinali patrimonio della Chiesa di Santa Maria Assunta a Marostica. I lavori cominceranno ai primi di marzo.

Ricordiamo che al museo di Bassano apre la mostra sui Marinali fino al 2 maggio 2021.

“Il percorso della mostra si sviluppa a partire dalla Galleria Civica dove, all’interno di quindici teche, sono disposti i disegni e i bozzetti in terracotta dei Marinali patrimonio delle collezioni museali bassanesi. Molti di questi sono abbinati con rimando fotografico all’opera scultorea finita. A congiungere idealmente i disegni e gli studi in terracotta conservati nelle collezioni museali alle statue eseguite per la città di Bassano del Grappa dai Marinali, sono gli scatti realizzati da Fabio Zonta, fotografo bassanese che ha all’attivo diverse collaborazioni anche a livello internazionale. Il suo sguardo sensibile isola le sculture marinaliane dal contesto in cui sono collocate, dandone una visione ravvicinata e suggestiva che ne esalta virtuosismo tecnico e carica espressiva. Queste immagini sono propedeutiche al successivo incontro ‘dal vivo’ con quelle stesse opere integrate nello scenario urbano”

Non ci resta che augurarci che sempre più la “politica” utilizzi le competenze presenti sul territorio, elaborando anche una iniziativa di sviluppo turistico in linea con quanto già delineato nel progetto “Esagono” da anni accantonato in un cassetto.
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E LAVEDINI, SEGRETARIO COMUNALE DI MAROSTICA, INVITA LA “MAESTRINA” MARICA DALLA VALLE A RIVOLGERSI ALLA PROCURA.

Noi dalla Marica di querele quando era Sindaco ne abbiamo ricevute tre. Tutte fasulle ed intimidatorie. E nell’ultimo Consiglio Comunale la pazienza del segretario comunale è saltata di fronte all’ennesima osservazione “petulante” della Marica che c’era qualcosa di inesatto nella verbalizzazione del precedente Consiglio. E Lavedini ha esclamato: “allora si rivolga alla Procura”. Il segretario comunale è ben conscio che l’arma politica usata quando era Sindaco dalla Marica per chi la contestava era la querela.

Lavedini però si dimentica che il suo “padrone”, il Mozzo, su due querele della Marica si è infilato, dandone continuità, anche lui per sopravvivere cercando di eliminare chi lo contesta. Una la ha già vergognosamente persa, quella della biblioteca, e quella del cambio del gestore del gas per lui è ad alto rischio per le stesse ragioni per cui la Marica ha ricevuto una contro querela. Tant’è che dovrebbe andare ogni mattina in Chiesa a pregare la Madonna. Anche accompagnato dalla Marica.

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ERANO E SONO DAVVERO DELLE “CAPRE” QUELLI DELLA LEGA DI MATTEO MOZZO A MAROSTICA? AVEVA RAGIONE LA COSTENARO DELLA LISTA SANTINI?

Quando apparve il commento della Paola Costenaro su “Sei di Marostica se…” lo contestammo subito duramente. Il post poi fu tolto e noi espulsi dalla pagina fb. E non abbiamo ancora capito il perché. Ma adesso siamo stati riammessi. Per buona pace di tutti.
Diciamo che il commento era molto prematuro e troppo precostituito ed interessato, anche perché c’era un programma della Lega che noi pensavamo sarebbe stato rispettato. Insomma noi lo giudicammo un intervento dei soliti catto-eletti da Dio, che si autoincensano e sputano sugli altri. E la promessa di Mozzo era prima di tutto la verifica dei conti del Comune dopo anni di “strani” bilanci gestiti da Bertazzo, Scettro e Dalla Valle. E poi dietro la Costenaro c’era la strategia di Bertazzo per governare sempre nell’ombra. Insomma c’era un Santini che si era completamente appoggiato al clan Bertazzo.
Ma la Paola Costenaro, come persona, obiettivamente tutti quelli della Lega se li straccia. Ha frequentato il Liceo Scientifico Da Ponte, si è laureata in medicina al San Raffaele e si è specializzata a Padova in malattie infettive. Ora lavora nella ULSS7 risultando al primo posto nella selezione. Forse le e’ scappata l’arroganza della sua cultura rispetto ai leghisti. Effettivamente aveva sbagliato in quel momento tono e treno.

C’era rimasta quindi solo la speranza del giovane Mozzo. Ora superata la metà del percorso della giunta leghista, possiamo dire che la Costenaro aveva ragione: siamo governati da delle capre che ben poco sanno di gestione partecipata e democratica. Noi ci siamo illusi e abbiamo sbagliato a credere ad un personaggio come la Mara Bizzotto, distaccatasi momentaneamente dall’Europa a Marostica e creatrice del trio Mozzo, Scomazzon e Colosso, il grande ragioniere, contabile esterno per “coprire” i buchi di bilancio a cui le opposizioni sono grate. La Mara appartiene evidentemente alla solita categoria dei politicanti.

Ovviamente c’è stato un gran operare per riprendere quei lavori di manutenzione necessari per mantenere un livello decoroso a Marostica. Diciamo una utile politica di facciata con lo Scomazzon gran esperto.
Poi il tentativo di vendere la piscina con un colpo di mano, come lo spostamento della stazione dei bus, una logica dei parcheggi punitiva per i cittadini, l’investimento inutile nel ristorante del Castello invece di vendere e finire il Politeama. Manca una logica di gestione ed una discussione con i cittadini. Certo hanno accontentato il Pipiesse, il Partito della Partita a Scacchi, con l’operazione Famila: a fronte della licenza per il nuovo supermercato di 1800 m2 c’è il magazzino per la Pro Marostica per i materiali della Partita. Ma le opposizioni hanno fatto i dovuti controlli di valore dell’operazione? Alcuni cittadini ci hanno comunicato delle perplessità.
Poi dopo aver sbattuto ancora una volta la testa con la Sovrintendenza, che non vuole scale esterne sulle mura, finalmente hanno fatto l’accordo con la Volksbank per l’accesso all’interno della costruzione dell’area ex Azzolin. Anni di tempo perso.
Infine hanno scoperto che per coprire la perdita di bilancio 2019 bastava rivalutare i sassi delle Mura a 5 milioni, dopo che lo Stato le aveva sbolognate a zero.

Insomma a metà percorso dobbiamo dire che se anche le capre hanno un’anima, nella Giunta leghista non c’è neanche quella: solo un fare finalizzato a cercare di restare a galla. E fra due anni ci sarà la resa dei conti.

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ALTRO CHE LA BIBLIOTECA “COOP” DI MAROSTICA: UN INSULTO ALLA CULTURA. A BASSANO 100.000 UTENTI E 150 EVENTI ALL’ANNO.

Giorni fa abbiamo assistito ad una meravigliosa presentazione della Biblioteca di Bassano da parte del direttore Stefano Pagliantini. Che non è dipendente di una Coop come a Marostica. Idea “geniale” della politica “sotto acculturata” Dalla Valle-Viavian e proseguita da Mozzo. Ma dipendente del Comune di Bassano dal 1998 e dal 2011 direttore della biblioteca. Dopo laurea in lettere e laurea magistrale in “Storia e gestione del Patrimonio archivistico e bibliografico”, sempre con 110 e lode.

Ecco cosa significano le competenze. In un anno normale la biblioteca di Bassano ha avuto 100.000 visitatori ed ha organizzato oltre 150 eventi. Oggi sta assumendo altre due persone. Una biblioteca che si è trasformata in un grande momento di aggregazione socio-culturale, non solo come fornitore a prestito di libri. Altro che gestione provvisoria in mano ad una Coop. A Bassano c’è un vero progetto con un respiro di anni di serio lavoro.

Nella riunione con il Dr. Pagliantini è stata presentata la nuova iniziativa di livello nazionale: la digitalizzazione degli scritti del Canova.

Sarebbe quanto mai opportuno che anche a Marostica fosse assunta una persona con caratteristiche tali da poter diventare il vero responsabile della Biblioteca e quindi conoscitore attento del nostro “tesoro culturale”. E riteniamo che il dr. Pagliantini potrebbe essere anche un ottimo formatore di una tale persona con opportuni stage alla biblioteca di Bassano.

E lasciamo perdere per favore la combriccola dell’attuale comitato di gestione con a capo il Panici e da parte comunale il Dal Zotto, che non hanno competenze in merito. Con poi figurarsi la situazione attuale di assessore alla cultura il Mozzo (sic), anche se la delega alla biblioteca se la è tenuta la Burei, come medaglia leghista.

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LA VOLKSBANK CI INVIA IL BILANCIO 2020 E NOI LO COMMENTIAMO.

L’impressione è di un primo segnale positivo della nuova gestione Lukas – Naef, presidente e direttore generale rispettivamente.

La redditività è ancora bassa pari ad un Roe (utile netto/capitale netto) del 2,09%. Una banca ben gestita dovrebbe avere tre volte tanto, intorno al 6-8%. Ma dopo l’uscita dei precedenti amministratori e direttore generale almeno si è messo un augurabile primo paletto positivo fermo. E questo risultato è dovuto a tre fattori: maggior redditività per commissioni ed altri proventi, minori rettifiche nette sui finanziamenti e riduzione dei costi.

Anche il famoso Texas Ratio, e cioè il rapporto tra crediti deteriorati e capitale, passa da 54,1% del 2019 al 48,1% del 2020. Dovrebbe essere riportato sotto al 30%. Però ricordiamo che anni fa era intorno al 90%.

Quindi ci auguriamo una sempre più attiva presenza di Volksbank sul territorio in linea con un supporto di sviluppo sociale ed economico di Marostica, risolvendo anche problemi ancora aperti come l’area ex Azzolin, di proprietà della banca.

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È L’ARCH. ROBERTO XAUSA CHE EVIDENZIA LA SITUAZIONE DI VIA MAZZINI E PROPONE IL SEQUESTRO. MA I MORESCO NON QUERELANO PERCHÉ TEMONO…

Ecco come si comportano i “coraggiosi” Moresco, gli indomiti della Valdibotte, con adesso a capo Moresco Walter. Non solo fanno una querela fuori tempo massimo a 7 “probi” cittadini di Marostica. Nel 2017 invece che nel 2014, inventandosi false testimonianze di Barci Margherita e Moresco Mara. Ma anche non hanno il coraggio di querelare l’arch. Roberto Xausa che giustamente per primo evidenzia su Sei di Marostica se…la situazione critica dell’edificio di via Mazzini di proprietà dei Moresco e fa la sua proposta per risolvere il problema. Che è uguale alla nostra: il sequestro. Solamente la argomenta meglio utilizzando la modifica al piano regolatore. Da ovviamente esperto qual è.

Ma perché i nostri Moresco non lo querelano? Non hanno il coraggio e letteralmente si cagano sotto. Xausa per loro è il vero pericolo. Perché in quegli anni Xausa è uno dei probabili candidati Sindaco. Meglio querelare altri,che sono intervenuti nel dibattito su Sei di Marostica se…, con intimidatorie querele e …non svegliare pericolosamente il can che dorme.

Quindi i Moresco non solo si inventano querele a tempo scaduto con false testimonianze dai carabinieri, ma tremano di fronte ad una soluzione proposta da Xausa chiara ed oggettiva di esproprio della loro proprietà, gestita da loro in spregio ai cittadini di Marostica.

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