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CHI È IL PADRONE DEL GIORNALE DI VICENZA E TVA? IL BASSANESE ALBERTO LUCA PER CONTO DEGLI INDUSTRIALI.

Alberto Luca è un predestinato. Nel 2007 comincia ad entrare nella galassia Zonin – Banca Popolare di Vicenza come amministratore della Nordest-Merchant spa, poi in B.P. Vi Fondi Sgr spa ed infine in Farbanca spa. Nelle prime due esce nel 2013 in Farbanca nel 2016. Forse qualcosa aveva capito del sistema Zonin. Ed è scappato quasi in tempo.

Nel 2007 fino al 2012 è vice presidente del Cuoa anticipando l’incredibile arrivo di Matteo Marzotto come Presidente (2013-2016). Solo con l’arrivo a Presidente di Federico Visentin (presidente e amministratore delegato di Mevis spa) la Confindustria vicentina risolve il problema del Cuoa, rilanciando la scuola alla grande nell’ambito della formazione manageriale ed utilizzando appieno le università del Triveneto.

Luca però dal 2011 riesce ad infilarsi come responsabile dei media controllati dalla Confindustria: il Gruppo Athesis (il Giornale di Vicenza, l’Arena, Bresciaoggi, Rete Verona, Telearena e Telemantova) e Videomedia (TVA e Telechiara). Di Videomedia diventa Presidente, negli altri è nei consigli di amministrazione.

Al fratello Alessandro ha lasciato il “prestigioso”, si fa per dire, posto di consigliere dell’ “Opera Pia” fondazione Volksbank a Marostica con Roberto Xausa, Giandomenico Cortese e Mariangela Cuman.

Quindi Alberto Luca è l’uomo dei media di Confindustria Vicenza. Ricordiamo che “la configurazione della proprietà dei media, l’imperativo di ricavarne un profitto, l’influenza delle imprese private con le loro schiere di pr, le lobby di interessi particolari e i partiti politici possono tutti quanti produrre potenti distorsioni”.

Se TVA è indubbiamente una rete di successo, supportata anche dalla pubblicità delle aziende aderenti a Confindustria, in un ambiente concorrenziale (vedi Rete Veneta della famiglia Jannacopulos), così non si può dire per il Giornale di Vicenza, praticamente monopolista dell’informazione locale, ma in piena crisi incapace di trovare una formula editoriale in linea con lo sviluppo dell’informazione sui social ed in certe gravi situazioni, come la vicenda della Popolare di Vicenza, artefice di una totale disinformazione a danno dei cittadini.

Attendiamo quindi che Confindustria risolva in modo “liberal” la questione del Giornale di Vicenza, che in pratica sta morendo, al limite con un nuovo “delegato” capace di capire che va ripensata una nuova formula editoriale in linea con lo sviluppo dei “social”, aggredendo l’informazione con opinioni e commenti autorevoli e non stampando notizie già vecchie di giorni visibili sui social e trovando lettori non solo negli anziani che non usano i nuovi media informatici.

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ALTRO CHE IL “POVERO” E SBIADITO LORENZONI SENZA IMMAGINE. ERA LA LUISETTO IL VERO CANDIDATO DEL PD CONTRO ZAIA.

Voci dicono che Lorenzoni è stato candidato a Presidente del Veneto per il PD perché come vice, troppo a sinistra, dava fastidio al Sindaco di Padova, troppo di centro. Quindi meglio “promuoverlo” in Regione. Insomma vecchie logiche che poi sono perdenti.

Infatti Lorenzoni si presenta con una piatta immagine e senza un forte slogan comunicativo. Non suscita alcuna curiosità per approfondire il suo programma. Sembra che anni di marketing politico siano sconosciuti. Insomma un candidato buttato là solo per i vecchi adepti.

Invece la Luisetto ha una forte idea come immagine: sorridente abbraccia il Veneto. A questa immagine c’è però uno slogan che fa un po’ ridere: è troppo infantile. E non colpisce. Al confronto con lei però il Lorenzoni sparisce.

E qui evidentemente ci viene il dubbio se veramente il Partito Democratico abbia un progetto per battere Zaia. Una candidatura Luisetto per noi, che PD non siamo e cerchiamo di essere obiettivi, sarebbe stata una interessante sfida. Con dietro un supporto comunicativo chiaro, aggressivo ed in linea anche con una forte comunicazione social.

Avanti però con il Zaia-Nutella con dietro i soliti “marpioni” della Lega e che a forza di essere sempre presente ci mette solo immagine e nome, come la Nutella appunto. Ma questa volta è in arrivo una forte indigestione. Perché come si dice”troppo storpia”.

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PRESENTI TUTTI I FANTASMI DELLA NOMENCLATURA DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA DEL BASSANESE CON FOLLINI.

PRESENTI TUTTI I FANTASMI DELLA NOMENCLATURA DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA DEL BASSANESE CON FOLLINI.
UNA SOPRAVVISSUTA È ANCHE LA BISAGLIANA GIOVANNELLA CABION, ASSESSORE ALLA CULTURA.

Bravo Marco Follini a Bassano nel presentare il suo libro “DEMOCRAZIA CRISTIANA. Il racconto di un partito”.
Si sente una rarità. E lo dice. È mai possibile che sul ventennio fascista, un periodo delinquenziale, ignobile e distruttivo per l’Italia ci siano migliaia di libri con anche biografie dei vari gerarchi e per i 50 anni di governo della Democrazia Cristiana i libri si contino sulle dita di una mano?
Eppure la DC ha pilotato il Paese alla rinascita morale ed economica. Con un rigoroso antifascismo. Ha inoltre impedito la vittoria delle sinistre ed la presa del potere del Partito Comunista. Non in modo ridicolo come Berlusconi che grida da decenni al pericolo comunista quando non c’è più ed è solo per fini propagandistici per gli allocchi, ma con una politica attenta che recepiva istanze sociali che erano proprie dei comunisti. E le adattava alla realtà di un Paese che rapidamente cambiava e cresceva. Creando consenso.
Certo la morte della DC è determinata dall’aver poi negli anni ‘80 indebitato l’Italia in modo enorme. Follini non ne da’ però una spiegazione. Noi riteniamo invece che il debito è una conseguenza di non aver più governato l’economia, ma in pratica di essersi venduta a certi gruppi economici di potere con le tangenti. Il fatto è che la cultura cattolica italiana non è mai stata calvinista e cioè che il denaro è un dono di Dio e quindi va utilizzato in modo etico per il benessere di tutti. E la maggior responsabilità delle tangenti è delle aziende che vogliono battere i concorrenti pagando la politica diventata sempre più corruttibile.

Quindi una presentazione estremamente interessante. Adesso leggeremo il libro.
Certo che vedere i personaggi del Bassanese una volta potenti in prima fila attenti ad ascoltare il proprio passato, fa specie.
Spregiudicata e divertente Giovannella Cabion presentandosi subito rivendica la propria appartenenza alla DC corrente di Bisaglia. Ovviamente, ironicamente, è un grande curriculum per sopravvivere dopo il siluramento da vice presidente della Volksbank, portando la grande esperienza di una politica dei tempi che furono, questa volta nella Lega. Tanti auguri a Bassano per la politica del gambero.

Nota: Antonio Bisaglia di Rovigo è stato un uomo politico di potere e nel governo dal 1972 al 1980: ministro dell’Agricoltura, delle Partecipazioni Statali e dell’Industria. Morto nel 1984 in circostanze misteriose cadendo dal panfilo della moglie, sposata un anno prima. Pure il segretario morì annegato nell’Adige, mentre il fratello Mario, sacerdote, fu ucciso.
Nella DC aveva due “figli”, uno bello l’altro intelligente, Pier Ferdinando Casini e appunto Marco Follini.

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LA “DIABOLICA” CAMPAGNA PUBBLICITARIA DI ZAIA-NUTELLA PER RESTARE AL POTERE ALTRI 5 ANNI.

Abbiamo partecipato ad una interessante riunione sulle tecniche di marketing per costruire una campagna elettorale vincente. In pratica il candidato che vuol vincere deve usare le stesse tecniche della Nutella. Altrimenti sicuramente perde in un mondo in cui la comunicazione ed in particolare i social dominano.

Noi abbiamo partecipato ad un incontro con uno di questi esperti che offrono la loro consulenza ai vari candidati. E ha lavorato anche per Zaia, che è un “prodotto politico” costruito a tavolino proprio come la Nutella.

Si è partiti una quindicina di anni fa con una indagine commissionata dalla Lega veneta per un’analisi socio-psicologica dell’elettore Veneto. Cioè quali erano i suoi desideri ed aspettative di vita, in base alla sua realtà economico-culturale. Perché il marketing è prima di tutto analisi di numeri. Quindi non si è fatto un programma di cultura politica per il benessere del futuro e poi individuato la strada per comunicare e convincere. Come si pensa dovrebbe fare la politica. Ma si è partiti dai valori “terra terra” della gente. Insomma per parlare come se “magna” oggi.
E qui si inserisce la figura di Zaia che si plasma per piacere alla gente seguendo la corrente, senza preoccuparsi di dove porta. Perché conta il consenso. Il Zaia-Nutella comunque c’è, perché nel marketing senza un buon prodotto non vendi.
Ma è una presa per i fondelli perché non c’è vera politica. Cioè di creare una prospettiva politica per la gestione ottimale di una comunità nel rispetto del territorio, dell’economia, delle situazioni che si prospettano per futuro. L’importante è vendere Zaia-Nutella per il potere. Ed in questa politica il politico stesso si auto manipola per accondiscendere in maniera facile e semplice alla gente. Deve essere sempre vendibile e soddisfare la pancia di chi lo ascolta.

E gli altri candidati in lizza per il Veneto in pratica non esistono, perché di marketing politico non capiscono nulla. Hanno il problema di non saper comunicare i valori per un Veneto civile e in sviluppo. Particolarmente PD e 5Stelle tracciano un progetto elettorale per il futuro che può avere la sua validità molto più di quello della Lega, ma saranno perdenti perché non usano le tecniche per convincere gli elettori. Non hanno sviluppato alcuna ricerca per capire con quali modalità di marketing porsi di fronte agli elettori con un certo programma. E seguono le vecchie tecniche di comunicazione. E tutto il pistolotto che perderanno perché non sono alleati, non c’entra proprio niente.
Eppure c’era l’esempio di Bonaccini in Emilia Romagna, che ha usato in pieno moderne tecniche di comunicazione. Addirittura il suo consulente e’ stato quello di Obama. O eclatante quello di De Luca che si è trasformato in un rappresentante del popolo campano che tiene lontano dalla sua regione il Corona virus del Nord Italia.

E poi Zaia si è manipolato per creare empatia con la gente. Ad ogni disgrazia si presenta come il salvatore del momento. Riesce a far dimenticare che il responsabile delle situazioni è lui che governa da decenni. Cappelletti e Lorenzoni proprio non ci sono. Tra l’altro sappiamo ben poco anche su di loro con una politica che “personalizza“ i candidati e che cerca di creare attorno a loro un racconto, una storia per vincere.
Insomma siamo rassegnati ad ingozzarci di Nutella sperando in miracoli che proprio non esistono. Ma comunque i nodi poi vengono sempre al pettine, anche se a pagare sarà la gente.

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IL MERCATO GIUDICA VOLKSBANK: – 30%. MA LA BANCA NON SI VERGOGNA A CONTINUARE CON L’OPERA PIA DI ROBERTO XAUSA, GIANDOMENICO CORTESE E MARIANGELA CUMAN?

Si tratta di un vero e proprio crollo del valore azionario. Questa possibilità era stata da noi paventata con l’articolo del 18 agosto scorso. Abbiamo fatto una impietosa analisi del bilancio Volksbank confrontato con un’altra banca operante nel Triveneto di analoga struttura patrimoniale. Volksbank ha un grave problema gestionale di bassa redditività ed elevato rischio nell’impiego delle risorse.

La Volksbank sembra comunque vivere in un mondo irreale. Ha atteso anni per mettere alla porta un consiglio di amministrazione che prometteva faville portando però sempre magri risultati.
A Marostica erano stati nominati consiglieri Bertacco e Cabion, a nostro parere senza reali competenze per coprire quell’incarico. E poi la storia della Fondazione Banca Popolare-Volksbank. L’Opera Pia che distribuisce prebende a pioggia con attore assoluto Roberto Xausa che recita la parte del “grande” benefattore con i soldi dei Soci Volksbank. E ricordiamo che su 370.000€ stanziati annualmente da Volksbank 70.000 se li pappano gli amministratori e probabilmente circa la metà il “Presidente” Xausa.

Ma che immagine viene ad avere Volksbank? A sentire in giro una banca che sperpera denaro. Una negatività che si somma a quella del bilancio.
A nostro parere i 370.000 euro andavano impiegati in 25-30 borse di studio per universitari della zona. Coinvolgendo anche professionisti ed imprenditori locali per un controllo e supervisione del percorso di studio dei borsisti.

Questa sarebbe la vera immagine di una banca che opera sul territorio e guarda al futuro. Personalmente da poveraccio che ero, ho potuto frequentare oltre 40 anni fa il Cuoa con una consistente borsa di studio offertami da un’azienda rimasta nell’anonimato. Credo di aver ricambiato, e di continuare a farlo, alla grande con il mio impegno professionale e sociale quella possibilità che mi fu offerta. Ed ho sempre portato grande riconoscenza per aver potuto intraprendere una carriera manageriale da me tanto sognata.

Ormai le continue apparizioni di Xausa sui quotidiani locali suscitano solo ilarità tra i cittadini. Ma lui neanche se ne accorge preso da una sua valutazione di se stesso che lo pone fuori dai tempi o meglio affine alla “vecchia politica” di quaranta anni fa, quella appunto delle prebende. Basta pensare che si crede così importante che oltre che mettersi sempre in prima fila, si è fatto persino riservare il posto con nome e cognome alla presentazione del libro di Oliver Stone. C’è ne siamo accorti girando per la sala alla ricerca di un posto libero. Ma noi siamo comuni mortali e non abbiamo bisogno imporre il nostro status.

E abbiamo quindi che Volksbank, con i dinosauri, sempre i soliti, vecchi e superati ex democristiani, Xausa, Cortese e Cuman, avvalla un simile operare. Ma che immagine di impegno e modernità dà la Volksbank? Non sarebbe ora di cambiare registro?

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DIBATTITO TRA I LETTORI DI Marostica senza Censura. SIAMO PROPRIO CATTIVI E SENZA RISPETTO?

Claudio Bonato scrive:
“In un gruppo dove non c’è rispetto, anche se amo Marostica, non mi sento a mio agio, l’amministratore ha le sue convinzioni, bene non sentenzi però come fosse baciato dall’onnipotenza, i tuoi credo, la tua fede politica esprimili, ma rispetta quelli che la pensano diversamente. Il vero nome è “gruppo senza rispetto del prossimo” vi auguro un felice futuro”.

Risponde Rosanna Toniazzo:
“Dal 2012 al 2014 prime esperienze sui social, ho preso di quelle botte sui denti da paura.
Mi chiedevano sempre le prove che quello che pubblicavo fosse vero.
Ecco, se vuoi proporre un argomento e hai le basi certe per sostenerlo(non sempre gli articoli dei giornali lo sono) puoi affrontare le critiche, non solo di Morello.
Io condivido gli articoli che, secondo me, sono credibili.
Se gli amministratori non lo pubblicano non ne faccio una tragedia, può essere che non rientri nei parametri”.

Ed anche Marisa Ferrarato:
“Devo dire che ultimamente i toni si sono alzati, anche se, mi pare, a seguito di provocazioni fatte apposta! Il dibattito, anche aspro, è normale quando in campo possono schierarsi fazioni diverse… In altri gruppi si preferisce evitare il problema e si esclude la politica, col risultato che diventano un elenco di auguri cartoline ricerca di persone cani e gattini o lamentele varie!
Oppure i siti sono asserviti a una parte, e allora diventano album di critiche e ingiurie verso la parte opposta, spesso nemmeno verificate, e se qualcuno azzarda una differente posizione…si ritrova fuori!
Uno sforzo per mantenere rispetto verso tutti e attenzione per riconoscere le provocazioni di qualcuno basterebbero per assicurare un “ambiente” per tutti gradevole”.

Tutti e tre i lettori hanno colto il fatto che nell’ultimo periodo abbiamo rafforzato la rassegna stampa con un confronto preciso dei fatti. E la crescita attuale dei lettori ha premiato la scelta.
Teniamo anche conto che la pagina fb ha due amministratori che di fatto hanno visioni talvolta diametralmente opposte, garantendo però, crediamo, il dibattito, ma che sono entrambe altamente rispettosi di un pluralismo informativo. Che è d’altra parte la chiave di sviluppo della pagina fb Marostica senza Censura, collegata al blog di notizie locali www.marosticanotizie.it.
Anche qui registriamo un ulteriore sviluppo da quando scriviamo in modo chiaro e preciso. Il coraggio di farlo evidentemente ce lo hanno dato soprattutto le sentenze del tribunale sulle querele che ci sono arrivate. Tra l’altro queste sentenze di assoluzione sono molto chiare e sembrano scritte con lo stesso stile netto e documentato con cui noi scriviamo i nostri articoli. Gli unici problemi della giustizia sono: ti devi pagare l’avvocato (e per farti rimborsare dovresti fare una contro querela) e i tempi lunghi. Insomma dovrebbe essere invece che chi perde la querela dovrebbe pagare subito le spese altrui.
Devi pagare tu purtroppo il prezzo ingiusto della tua libertà. Invece la libertà di parola in una vera democrazia non può essere pagata.

Quindi, per concludere, abbiamo intrapreso una linea editoriale ancora più precisa. Evidentemente può disturbare certi lettori abituati a sentirsi raccontare “la rava e la fava” o essere adulati sulle loro idee. Ma forse sentire tutte le campane serve di più. Anche se talvolta contraddice le nostre convinzioni/paraocchi.

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MARIANGELA CUMAN: TI VUOI MASCHERARE DA ACCADEMICO DEL CAFFÈ?…..E ALLORA PAGA!

Abbiamo appreso che alcuni membri della incredibile invenzione dell’ “Accademico del Caffè “, partorita da menti secondo noi deliranti, per promuovere Prospero Alpini e la venuta, tramite il personaggio, del caffè in Europa nel lontano 1500 sono sull’agitato per non dire incazzati. Hanno ricevuto il conto da pagare: mantella “Made Bonotto” 150 euro, medaglione-patacca 50 euro ed iscrizione altri 50 euro. Il tutto per andare così mascherati anche al Pedrocchi a Padova a degustare il caffè. E farsi ridere dietro. Pare che il Sindaco abbia dovuto pagare, pure lui. Vorremmo conferma.
Niente sponsor quindi come pensavamo.

Insomma l’Accademia del Caffè partorita dalle fervida mente della Cuman con il supporto dei soliti Cortese e Xausa, dopo la sprecata occasione della manifestazione con l’ambasciatrice dell’Etiopia, fa le sue inutile parate.

Di utilità per sviluppare con iniziative turistiche la figura dell’importante medico-botanico Prospero Alpini al momento non c’è nulla. Noi avevamo suggerito di fondare un Club che raggruppasse i visitatori di Marostica tenendoli poi informati tramite internet delle iniziative. Da esplorare anche tutto il settore delle erbe medicinali con le quali l’Alpini curava i suoi pazienti ed in questo precursore della moderna farmacologia. Di cui è stato un eccellente interprete anche come direttore dell’Orto Botanico di Padova. L’idea potrebbe essere, nell’ambito farmacologico, di “copiare” quanto promosso dal Rotary Bassano-Marostica con l’iniziativa di Rara Pianta al Giardino Parolini a Bassano.
Per finire l’unico che ha “pompato” la cosa è Maurizio Vedovello: ormai la Casa del Caffè è quasi diventata la sede dell’Accademia. Buon per lui. Basta che non perda la testa emettendo certificati di laurea dell’Accademia, anche se albergatori in zona Bassano disposti a comprarli, dalla nostra esperienza, c’è ne sono. Hanno bisogno di una laurea patacca e già che ci siamo pure la Giunta di Marostica in cui nessuno ha un pezzo di laurea vera, tant’è che gestiscono il bilancio con i sassi delle Mura.

Insomma di carne sul fuoco c’è ne sarebbe, se ci fossero un minimo dì competenze di sviluppo di una idea, che in inglese si chiama marketing. Ma si sa l’inglese non è di tutti soprattutto di che vive di glorie passate e non capisce che il mondo è cambiato, meno pataccaro, con più cultura, difficile e molto più competitivo.

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CONVEGNO SULLA “CULTURA” A MAROSTICA. LA TEORIA C’È MA LA PRATICA NON ANCORA. E MATTEO MOZZO SE NE VA SUL PIÙ BELLO, MA POI TORNA. FORSE QUALCOSA STA COMINCIANDO A CAPIRE.

Una lettrice scrive:”… Interessante incontro, soprattutto l’intervento della Dott.ssa Zocche; un pò meno quello del Prof. Guderzo. A parte le belle parole, assolutamente condivisibili, non ho capito quali potranno essere i progetti futuri per la biblioteca di Marostica…chi vivrà vedrà …..a me è venuto da ridere quando ha parlato di digitalizzazione…da noi hanno tolto pure il povero autoprestito tanto comodo…..però dai sperem! “

L’incontro di venerdì scorso non è comunque da buttar via. È stata una prima riflessione sull’attività della Biblioteca. Organizzato dalla coppia Burei-Panici. Quest’ultimo quando parla vede però solo l’attività teatrale. E ci chiediamo cosa stia a fare come Presidente della Biblioteca se continua con i soliti discorsi e non cambia marcia.
Il vero intervento interessante è stato quello di Lidia Zocche, coordinatrice delle biblioteche vicentine, che ha presentato il ruolo che dovrebbe avere una biblioteca: aggregazione sociale con forte apertura a chi ancora non la frequenta, in sostanza una funzione di educazione popolare e non elitaria per la solita gente.
Noi lo abbiamo sostenuto sempre anche lasciando libertà di dialogo e commento tra i frequentanti-lettori. Che non vanno zittiti, come sempre è avvenuto. Non si deve affatto leggere e stare in silenzio.
E poi che senso ha fare della biblioteca una lottizzazione politica senza tener conto di competenze e pluralismo culturale? La cultura non si produce solo con il tradizione prestito dei libri.
Noi oltre quattro anni fa proponemmo alla Biblioteca il blog marosticanotizie come espressione di discussione dei frequentatori della biblioteca. Ovviamente la proposta fu bocciato perché era vietato esprimere opinioni diverse dal catto-comunismo al potere, non diverso dal leghismo di adesso. L’allora comitato della biblioteca se ne infischiava dell’art. 21 della Costituzione e neanche riteneva che la vera cultura ha come base il pluralismo di idee. Eppure c’erano docenti che lo insegnavano a scuola.

E poi pensiamo al crollo del lettori dei giornali. Hanno perso in questi anni oltre il 50% di copie. Per non parlare del Giornale di Vicenza, quasi sparito. E poi osserviamo al bar chi lo legge. Non certamente i minori di 60 anni!
Internet oggi è il vero quotidiano e la biblioteca deve insegnare l’uso di un tale strumento.
E poi la “scrittura”. Chi fino a pochi anni fa scriveva al massimo una lettera all’anno, oggi è uno scatenato “leone da tastiera” pronto anche a evidenziare le sue frustrazioni e la sua repressione psicologica sui vari social. Finalmente può anche “insultare” e diffamare chi gli sta sulle palle. Soprattutto se è più bravo di lui.
Ma quali dovrebbero essere le regole per scrivere su internet? Come può essere espressa la propria libertà di parola?
In un campo di così estrema attualità la biblioteca deve svolgere un ruolo informativo ed educativo.
Per non parlare della “cultura scientifica”. Di cui non si è minimamente accennato, sembrando che la cultura sia solo quella dell’arte e dei romanzi. Conoscenza della cultura scientifica anche per evitare la diffusione di incredibili “pirlate” in un mondo in cui ancora pochi conoscono la formula di Einstein, con anche i suoi terribili risvolti: l’energia è pari alla massa per il quadrato della velocità della luce. Boom!

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LE MINACCE DELLA FALSA ERICA SCREMIN NASCONDONO IL SOLITO PERSONAGGIO DELLA VALDIBOTTE.

Riceviamo da una persona che conosciamo un filmato con una capra prigioniera in un recinto della Valdibotte ed è chiaramente in uno stato agonizzante. È distesa a terra ed emette un latrato disperato.

C’è anche un commento:”Strage di capre nessuno dice di cosa stanno morendo malattie o avvelenamento. Tutti si defilano! Sono confinanti con un ASILO, mi sembra abbastanza grave!”

Appena pubblicato il filmato su Marostica senza Censura riceviamo una minacciosa telefonata da una donna che non si presenta.
Poi, crediamo la stessa, scrive con il nome di Erica Scremin su MsC:”Morello preparati ad avere un’altra querela….quante ne hai collezionate….almeno lo sai?”. Faccio subito copia dello scritto perché ovviamente dopo viene cancellato. È la solita collaudata tecnica delle minacce. E rispondo facendo lo gnorri:”Perché cosa c’è?” E poi ironicamente:”Ah…ma sei quella delle CAPRE!”
Allora si scatena con le solite offese da poveretta.

Ma chi è Erica Scremin? È uno pseudonimo per offendere gratuitamente. Infatti si è iscritta a MsC il 2 settembre proprio il giorno in cui è apparso il filmato. E nella sua pagina fb c’è solo il nome. Capito il sistema, ci siamo fatti una risata. Ormai ci siamo abituati. Certo che pensiamo che un normale cittadino sarebbe andato in panico, sentendosi minacciato.
Ma la cosa divertente del personaggio che cerca di mascherarsi, è che noi crediamo di averla ben riconosciuta perché abbiamo fatto una prova comparativa di linguaggio usato per una vicenda sempre della Valdibotte alcuni anni fa. Allora aveva usato però le sue vere generalità. Però il suo linguaggio non è cambiato,

Quindi sappiamo bene il nome e cognome di chi usa fb in modo banditesco, cercando di diffamare le persone, questa volta non avendo il coraggio di dire chi è. Anche perché riteniamo che sia appunto la stessa persona che un paio di anni ci continuava a diffamare provocandoci, finché in un articolo la abbiamo definita “mafiosa”. Non aspettava altro per querelarci, però inutilmente.

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ZAIA IL TROMBONE DEL DISASTRO AMBIENTALE NEL VENETO. È LUI IL RESPONSABILE.

Ha pienamente ragione Tich su Bassanonet con il suo Apocalypse Now. Una analisi lucida che condividiamo.
Il comportamento di Zaia è di grande irresponsabilità e presa per i fondelli con un diabolico uso della comunicazione per intortare i cittadini.

“Ieri mattina a Trissino, proveniente da Arzignano, è arrivato per fare un sopralluogo il governatore Luca Zaia. Uno Zaia in piena forma, adeguato allo stato di crisi, con maglietta della Protezione Civile del Veneto, eroicamente senza ombrello nonostante la pioggia battente, inseguito come sempre da cronisti e telecamere per raccogliere il Verbo delle sue dichiarazioni…..ha ammonito il governo di Roma affinché risponda subito mettendo in atto le procedure degli indennizzi, venendo incontro alle richieste dei veneti “che continuano a pagare le tasse”. ….La cosa che colpisce…è la sua abilità nel richiamare l’attenzione sull’efficienza delle azioni e degli interventi del “POST DISASTRO”….Quello che manca, nelle pubbliche dichiarazioni….è qualsiasi riferimento al “PRIMA DEL DISASTRO”. Vale a dire alla necessità di pensare a politiche di prevenzione e contenimento degli effetti sempre più nocivi degli agenti atmosferici.”

Per Zaia e la Lega la politica ambientale non esiste ed anche Papa Francesco, strenuo difensore della bellezza e della difesa della natura, può andare a farsi benedire.

Ricordiamo che Zaia si è salvato dal Corona virus per due ragioni. Sapeva il pericolo del virus in quanto laureato in veterinaria e non in legge. Poteva contare sull’eccellenza dell’Università di Padova che non aveva mai mollato alle esigenze della Lega di trasformare la sanità in un grande business privato, come in Lombardia con il 50% di morti di Corona virus rispetto al totale Italia.

Insomma ha ragione Tich. “L’unica forma di clima che sta a cuore (a Zaia) è il clima elettorale”. E con un pienone di voti degli allocchi che gli credono. Ma quando la politica diventa con i fatti, non con gli spot paesaggistici mascherati di Zaia, strenua difesa del magnifico Veneto, oggi al primo posto in Italia per superficie cementificata?

Osservatorio Economico Sociale di Marostica