IL SINDACO DI MAROSTICA MATTEO MOZZO PAGA ULTERIORI 3.436,76 EURO ALL’AVV. DE MURI PER LA QUERELA CONTRO MORELLO CHE HA DENUNCIATO LA TRUFFA DEL GAS

È la determinazione n.123 del 24/11/2023 a firma del responsabile dell’area affari generali Chiara Pornaro, a fronte del preventivo appena presentato dall’avv. De Muri.
Matteo Mozzo non si è distinto dalla Marica Dalla Valle nel coprire la truffa dell’appalto del gas. Tra l’altro era un punto della sua prima elezione quello di tirar fuori gli scheletri dei bilanci dall’armadio del Comune. E noi abbiamo subito avuto con lui un incontro, appena eletto e da noi votato per questa ragione. Finalmente doveva arrivare la pulizia. Nell’incontro invece ci siamo trovati un muro di silenzio. Che sulla vicenda dell’appalto del gas è continuato in questi anni anche dando continuità alla denuncia della Dalla Valle nei nostri confronti e facendo pagare alla comunità fior fiore di quattrini di spese legali per andare contro di noi.

Ormai il processo è quasi concluso ed ad aprile ci sarà la sentenza. Noi abbiamo documentato che le nostre affermazioni erano veritiere.
E da Giorgio Santini, il grande capo dell’opposizione, non abbiamo ricevuto alcuna solidarietà per il nostro impegno a favore della Comunità.

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NIENTE PRESCRIZIONE, SI VA A SENTENZA PER LA TRUFFA DELL’APPALTO DEL GAS A MAROSTICA

Era il timore che il tutto si risolvesse con la gioia di chi ha inventato e praticato la truffa del cambio di gestore del gas a Marostica. Invece si va a sentenza in aprile 2024 e quindi il tribunale deciderà cosa fare. Noi siamo stati accusati dalla allora Sindaco Dalla Valle di diffamazione avendo detto che l’appalto era truccato e poteva nasconde una tangente.
Tutto nasce dal pagamento di 910.000 euro da parte del Comune di Marostica nel passaggio dal gestore Italgas al nuovo Ascopiave. Quando normalmente quel tipo di appalto dovrebbe avere costo zero per il Comune. Infatti il nuovo entrante paga gli impianti del gestore uscente. Invece il Comune di Marostica indice l’appalto a 3.015.000 euro al posto di 4.250.000 correttamente valutati da Italgas, che detrae anche il contributo di allacciamento pagato dall’utente a norma di legge dalla cifra iniziale richiesta di 5.367.000 euro.
Marica Dalla Valle appena eletta Sindaco si accorge del rischio che i conti del Comune siano pignorati data la giusta intransigenza di Italgas e si precipita a Milano trattando la cifra finale da pagare a 3.925.976,30 euro. Occorre però andare in Consiglio Comunale per giustificare tale pagamento e la cifra aggiuntiva di 910.000 euro essendo stato aggiudicato l’appalto ad Ascopiave per appunto 3.015.976,30 euro.
E qui il perito del Comune truffa il Consiglio dicendo, con la Dalla Valle zitta, che la legge è cambiata e si devono considerare nel patrimonio anche gli allacciamenti. Non è vero per niente perché tutte le norme e leggi dicono il contrario e non esiste una norma in tal senso. Tra l’altro sarebbe un illecito arricchimento in quanto si mette a patrimonio un bene pagato da altri.
Gianni Scettro, che da Sindaco ha approvato l’appalto, vota contro ironizzando il fatto che così l’utente paga due volte, direttamente e tramite il Comune e chiedendo l’arbitrato a cui la Dalla Valle però giustamente rinuncia, come evidentemente causa persa. Ci sarebbe stato un ulteriore costo per il Comune di circa 200.000 euro senza alcun risultato.
Certamente la gara andava fatta perché la concessione era scaduta, ma non in perdita. Se la gara andava deserta continuava la vecchia gestione senza costi per il Comune. Era anche in cambiamento a breve la normativa sia nelle valutazioni che nell’impedire ai piccoli comuni di indire simili appalti che sarebbero stati di competenza solo di aggregazioni di più comuni.
Invece i “tecnici” del Comune di Marostica, con il Sindaco, dicono che bisogna chiudere la gara costi quel che costi ed hanno fretta, una terribile e dannosa fretta. Perché?

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ED IL POLITEAMA NON SARÀ MAI UN CINEMA, GRAZIE AD ALCIDE BERTAZZO E MARIA ANGELA CUMAN

La Maria Angela Cuman era assessore alla Cultura all’epoca della Giunta Bertazzo che decise la ristrutturazione del Politeama. Parliamo ormai di oltre 15 anni fa. E la “coppia” della Cultura marosticense nel progetto della ristrutturazione non considerò la reale ipotesi tecnica dell’utilizzo del Politeama come cinema. Invece la considerò fattibile senza opportuna valutazione. Con una incredibile superficialità ed irresponsabilità. Non è infatti prevista nel progetto la cabina di proiezione, che anche con il digitale richiede un proiettore con le opportune lenti che si surriscaldano e quindi necessità di un opportuno impianto di raffreddamento. A loro sembrava sempre possibile senza ulteriori valutazione tecniche.
Non lo sapevo fino appunto a pochi giorni fa e pensavo che il Politeama potesse abbinare cinema e teatro per il suo pieno utilizzo. La faccenda mi è stata ben spiegata l’altro giorno da un esperto del settore. L’uso del Politeama come cinema non è tecnicamente possibile. Andava fatta una diversa progettazione.
Insomma questi personaggi che si sono arrogati il ruolo di gestori della Cultura a Marostica alla prova dei fatti sono un grande fallimento.

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LA CONFRATERNITA DI PROSPERO ALPINI: COSTRUIAMOLA INSIEME VALORIZZANDO L’USO DEL CAFFÈ CON LA NOSTRA CUCINA CASALINGA, CON LE NOSTRE OSTERIE E RISTORANTI

È un’idea per dare notorietà e conoscenza a Prospero Alpini, il nostro concittadino che nel 1500 andò il Egitto e scopri la pianta e l’uso del caffè facendolo poi conoscere a Venezia ed in Europa.
Noi riteniamo che il maggior uso del caffè sia a fine pasto, a chiusura magari di una buona mangiata frutto di una particolare ricetta. Ecco perché abbiamo pensato di costruire una confraternita che parli di cibo e caffè, in fin dei conti uno dei piaceri della nostra vita, forse paragonabile ai piaceri del sesso, senza scandalizzarci.

Di solito anche sorseggiando a fine pasto un buon caffè si commenta quello che si ha appena finito di mangiare. E allora cominciamo come Confraternita di Prospero Alpini a commentare il nostro cibo, le nostre esperienze culinarie. Cominciamo a parlare dei sapori che incontriamo, della ricchezza e fantasia della nostra cucina espressione vera della nostra civiltà.

Vi invitiamo quindi a iscrivervi e collaborare con ricette, indicazioni di osterie, trattorie, ristoranti insomma a raccontare le vostre esperienze, sempre accompagnate alla fine con un buon caffè a ricordo del nostro concittadino Prospero Alpini.

L’IMPRESA FANTASMA PER I LAVORI DI MESSA A NORMA ANTISISMICA DELLA SCUOLA PRIMARIA DI MAROSTICA. MA PERCHÉ IL COMUNE SI È PORTATO IN CASA UNA SITUAZIONE COSÌ INDEGNA?

Grandi lavori alle scuole primarie eseguiti dall’impresa fantasma che ha sede dalle parti di Napoli. Forse i lavori finiranno alle prossime elezioni con grande giubilo della Parrocchia di S. Maria Assunta che incassa un sacco di quattrini dal Comune di Marostica per l’affitto della sede provvisoria.
Italsud 79 S.r.l. Di Quarto (Napoli), l’azienda che ha vinto l’appalto per quasi un milione di euro, nel 2021 ha fatturato 543.403 euro con 13 dipendenti. Nel 2020 il fatturato è stato di 55.707 euro e nel 2019 72.525. La ITALSUD 79 è stata appunto fondata nel 1979. Il capitale sociale è di 10.400 euro.

Crediamo che le immagini non meritino ulteriori commenti.

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IL PROF. ANTONIO MURARO, STORICO DI FAMA E MEMBRO DELL’ACCADEMIA OLIMPICA, RIFIUTA DI ADERIRE ALLA RIDICOLA “ACCADEMIA” DEL CAFFÈ INVENTATA DA MARIA ANGELA CUMAN. È UN RAGGRUPPAMENTO DI “AMICONI” PER LA SOLITA POLITICA CLIENTELARE-DEMOCRISTIANA

Ci troviamo dentro tutti i soliti: il Bucco, la Bianchin, il Mozzo per non dimenticare Cortese e Xausa ed i Vedovello della Casa del Caffè. Ma in questo caso è comprensibile: business is business, cioè gli affari sono affari. Invece di fare una Confraternita aperta a tutti, la Cuman fa l’Accademia con delle pompose divise e medaglie farlocche. Tutto per intortare i suoi amiconi (la selezione è “rigorosa”) con il titolo di accademico che in pratica è una bugia colossale ed un uso illegale del linguaggio.
Già questo uso improprio del linguaggio era avvenuto con la Fondazione Banca Popolare di Marostica-Volksbank, che non è una fondazione perché non possiede azioni della banca. Un uso del linguaggio per mascherare una realtà che non esiste. È solo una Opera Pia per fare marketing sociale per la Volksbank. E non fraintendiamoci, la carità è una cosa nobilissima. Ma non c’è nulla di progettuale per la comunità.
Anche in questo ultimo caso non troviamo il nome di Muraro, che ben si è guardato a prestarsi a simili operazioni. E da quel che sappiamo gli avevano offerto il posto in Consiglio di amministrazione.
E dobbiamo dare atto che nell’ambito marosticense il prof. Antonio Muraro è uno dei pochi che mantiene una rigorosa etica facendo solo lo studioso e non prestandosi a diventare “paggetto” della “vecchia” politica della Cuman.

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RIPPA BONATI, NUOVO PRESIDENTE DEL CENTRO STUDI PROSPERO ALPINI, ORGANIZZA UN OTTIMO CONVEGNO. LA CUMAN INVECE CONTINUA CON LA SUA RIDICOLA “ACCADEMIA” DEL CAFFÈ

Certamente un convegno da ricordare. Rippa Bonati ha le idee chiare da vero accademico. E organizza un convegno, per l’intera giornata, che risulta frizzante e tutt’altro che noioso con una serie di interventi di 30 minuti ciascuno condotti da vari storici esperti nel loro campo. La visione non è solo incentrata sulla figura di Prospero Alpini come l’impostazione spesso imbalsamata di precedenti convegni, ma sull’ambiente sociale, storico e politico in cui visse il famoso farmacologo marosticense.
Si è passati dal raccontare le relazioni, amicizie e protezioni di un medico al tempo di Prospero Alpini, al suo ruolo come medico “tropicalista”, alla figura della donna egiziana, alla figura parallela di Cornelio Bianchi, sempre medico marosticense, a Damasco, alle pratiche alimentari nel Rinascimento Veneto.
Una visione d’insieme del mondo del 1500 veneziano.
L’unica nota stonata è la pervicacia della Cuman nel promuovere l’accademia del Caffè. Una boiata pazzesca che in pratica diventa un doppione del Centro studi, costituito però da accademici veri, per dare il titolo di accademici a quelli che accademici non sono. Ed il “trombone” di turno per la divulgazione di questa fantomatica Accademia è il solito Giandomenico Cortese. Noi a suo tempo proponemmo la costituzione di un moderno Club del Caffè aperto ai cittadini e visitatori di Marostica con tanto di card, utilizzando un social specifico ed in linea tra l’altro con la nuova impostazione del convegno su Prospero Alpini per far conoscere la Venezia del 1400-1500, in cui è ambientata anche la Partita a Scacchi. E a questo proposito l’organizzazione del convegni per il centenario della partita da parte del Bucco, ha sentito la mancanza di un serio “Accademico”, come il Rippa Bonati.

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E LA PRO MAROSTICA DI BUCCO FA IL PIENO CON 15.000 EURO DAL COMUNE DOPO IL PAGAMENTO DI 4.320 PER LA TOMBOLA. SONO DEI FURBI INCAPACI

Bello farsi finanziare sempre dai cittadini, invece di essere capaci di gestire in proprio le iniziative. Dopo la tombola in piazza, senza alcuna idea per una iniziativa che porti soldi per qualche cosa di beneficienza, ecco che il Comune paga per i cent’anni della prima partita che in realtà era semplicemente una goliardata che troverà una vera realizzazione cinquant’anni dopo grazie al genio di Vucetich che da’ vita ad una bella idea senza futuro però.
E si vede che il Bucco ha il semplice diploma di geometra. È solo un organizzatore, senza capacità manageriale, cioè gestire le iniziative a reddito.. Deve sempre chiedere la carità al Comune.
E non è in grado nemmeno di risolvere il problema del ristorante del Castello superiore, che ricordiamolo fu promosso dalla Pro Loco degli anni ‘50. Altri tempi, altre visioni e capacità.
Ma non c’è solo il Bucco. A gran voce è stato richiesto l’impegno dell’arch. Roberto Xausa per la creazione di un gruppo di lavoro per idee di soluzione del restauro del Convento. Anche in questo caso silenzio. È troppo comodo distribuire prebende con i soldi della Volksbank, organizzare convegni e presentazioni senza pratiche finalità e prendersi gloria come Presidente di una inesistente fondazione, braccio di un discutibile marketing sociale della Volksbank. Banca questa ultima che dopo l’operazione di fusione con la Popolare di Marostica ha cacciato il proprio Presidente e direttore generale, incapaci di portare a reddito la “nuova” banca e che non sa ancora risolvere il problema dell’area ex Azzolin, ricevuta in “regalo” dal Tribunale per via della vendita furbesca realizzata dal Gasparotto, allora direttore generale della Popolare e che il Tribunale ha annullato su richiesta del compratore abbindolato.

Insomma tanto teatrino, con sembra la felicità dei cittadini di Marostica.

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