ECCO LA VERITÀ. NON È UNA NUOVA STAZIONE DEL BUS A MAROSTICA MA UNA “FERMATA” DAL COSTO PAZZESCO DI 275.000 EURO SENZA CESSI

È già autorizzata l’anticipazione del 20% della spesa, pari a 46.768,89 euro alla ditta Consultecno S.r.l. di Sandrigo per, come è scritto nell’atto del Comune di Marostica, la “nuova fermata autocorriere del trasporto pubblico”.

I lavori sono cominciati con lo spianamento del terreno. Abbiamo trovato anche un cartello che illustrando l’”opera” ne fissa il termine in 180 giorni.

Ma il punto importante non è il wi-fi, ma l’assoluta mancanza di cessi. Bisognerà soffrire dimenticando la vecchia romantica stazione con servizi gratuiti, ufficio informazioni e bar con comode poltroncine. Per il cesso quindi bisognerà correre alla vera “stazione” del bus. Ovviamente prostata permettendo.

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800.000,OO EURO PER LA ROTATORIA DI VIA PANICA DOPO 35.526,40 PER LO STUDIO DI VIABILITÀ E 25.376,00 PER IL PROGETTO

Tanti soldi ed una grande opportunità di finanziamento persa. Nel 2021 il progetto era finanziabile dalla Provincia al 90% ed era stato inserito in modo autonomo nella programmazione provinciale. Il consigliere di minoranza Santini lo aveva più volte detta, ma è stato inascoltato dall’amministrazione di Marostica che ha voluto proseguire per la sua strada.
Marostica ha fatto così lo studio di viabilità il 30/092021 ed ha chiesto il contributo alla Provincia il 20/04/2022. Si poteva avere la rotatoria quasi gratis invece il contributo arriverà al 50%, il resto sarà a carico del bilancio comunale e quindi di noi cittadini. Un esempio di mala gestione, probabilmente dovuta al fatto che la proposta della rotatoria era sostenuta dalle minoranze e non dalla Lega. Il che ovviamente infastidiva chi vuol farsi merito di qualsiasi cosa.

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TUTTI INSIEME CON GLI UMORISTI A MAROSTICA. IL MOZZO PAGA IL CATALOGO CON TUTTI PREMIATI DELLE 50 EDIZIONI E VOLKSBANK QUELLO ANNUALE. PERCHÉ?

Il concorso degli umoristi a Marostica era partito nel 1969 da un gruppo di locali sessantottini che voleva ironizzare sui fatti della vita utilizzando la grafica. Quindi una impronta “rivoluzionaria” contro una società reazionaria e bigotta che andava cambiata anche attraverso l’espressione grafica che ha un linguaggio comprensibile a tutti , senza alcuna traduzione. Noi abbiamo ben impressi i manifesti “grafici” del ‘68 francese.
Dopo 50 edizioni per la maggior parte annuali e recentemente biennali che resta? Il gruppo promotore realizzava anche un giornale “Il Punto” in cui si proponevano riflessioni sui problemi culturali ed ambientali sia a livello locale che nazionale ed internazionale.
Liliana Contin nell’introduzione del catalogo dice:” …se rivediamo i temi proposti e le opere pubblicate nei cataloghi di ogni edizione ci rendiamo conto in modo più tangibile del percorso che rispecchia l’ultimo cinquantennio di storia dell’Italia e del mondo. Gli eventi sono stati tanti: dalla prima volta che l’uomo ha messo piede sulla Luna, alla fine della guerra del Vietnam, dalla caduta del muro di Berlino e dalla riunificazione della Germania al crollo dell’URSS, dalla disgregazione della Jugoslavia all’entrata in circolazione dell’euro, dalla catastrofe di Chernobyl all’attacco terroristico alle Torri Gemelle di New York …..dal Covid-19 alla guerra tra Russia ed Ucraina che scuote ancora il mondo”.

La tecnologia permette di collegarsi durante la presentazione con l’Argentina (vedi foto) per sentire la presidente della giuria, dopo l’introduzione “eccelsa” di Ylenia Bianchin in sostituzione del Mozzo ancora impegnato probabilmente in faticose esercitazioni di dizione per saper tenere un discorso pubblico. Certo ormai la Bianchin sa parlare, anche se non abbiamo ben compreso cosa dicesse oltre i soliti ringraziamenti e sorrisi di rito.

Per fortuna a coordinare la faccenda non c’era il solito giornalista “prezzemolo” Cortese, ma Tiech di Bassanonet, che rappresenta nel Bassanese l’alternativa laica del presentatore-giornalista, ed ovviamente la manifestazione ha assunto un aspetto più professionale e meno parrocchiale.

Insomma l’iniziativa Umoristi a Marostica ha una forte distinzione culturale, ha una valenza realmente internazionale, ma ancora rimane una iniziativa pregevole a livello locale senza però alcuna risonanza provinciale, regionale o nazionale. Insomma non è mai decollata oltre le Mura di Marostica.
Sarebbe ora che anche Cinzia Battistello, Presidente del Gruppo Grafico Marosticense, qualche riflessione al riguardo la facesse, perché c’è un’idea che va valorizzata. Non va tenuta in naftalina.

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UNA COMMEDIA VERGOGNOSA TRA SANTINI ED IL TRIO MOZZO-COLOSSO-SCOMAZZON IN CONSIGLIO COMUNALE PER LA ROTATORIA DI VIA PANICA A MAROSTICA

Ce la siamo sentita due volte la registrazione del “dibattito” tra Lega e PD sulla progettazione della rotatoria di via Panica.
La rotatoria è stata per mesi il cavallo di battaglia del locale PD, come l’opposizione inconcludente alla nuova stazione del bus.
È evidente che il Mozzo & C. hanno il fumo agli occhi se qualcuno cerca di attribuirsi dei meriti per qualsiasi iniziativa che viene fatta a Marostica. Così non facendo nel dovuto tempo lo scorso anno la domanda per il finanziamento della rotatoria, si è perso il contributo provinciale del 90% del costo dell’opera. E la Provincia aveva anche inserito la rotatoria nel piano di investimenti per il 2021. Anche in virtù della presenza di Santini in Provincia con delega alla viabilità.
Ora il Mozzo dice che non erano pronti con il piano di viabilità ed il Colosso afferma invece che non era pervenuta alcuna comunicazione dalla Provincia. Ci meravigliano molto le giustificazioni soprattutto quella di Colosso. Va bene che non era pervenuta alcuna comunicazione, ma nessuno in Comune a Marostica aveva letto il documento di programmazione della Provincia? È un fatto incredibile.

Ora il Comune presenta alla Provincia il suo progetto, ma la possibilità di finanziamento arriva al 50% del costo. Si è perso quindi il 40%, oltre ad avere l’aumento di costi di questo periodo, minimo +30%. Se fosse stata fatta domanda lo scorso anno probabilmente i lavori erano già finiti.

Interessante infine la conclusione del vice Sindaco Scomazzon: finiamola con le polemiche, “fasemo e volemose ben”.
Appunto e chi se ne frega della commedia tanto paga sempre Pantalone, cioè noi.

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ALLA BAXI DI BASSANO SCOPRIAMO LA CALDAIA AD IDROGENO. QUANDO CONVIENE?

Siamo stati invitati alla presentazione delle prime caldaie ad idrogeno prodotte dalla BAXI di Bassano. Eravamo molto incuriositi perché l’idrogeno in assoluto è il combustibile che non inquina in quanto bruciando con l’ossigeno produce acqua.
Lo sviluppo del prodotto è partito dalla richiesta di Olanda ed Inghilterra di avere un combustibile da poter essere prodotto nei momenti di non utilizzo della corrente delle pale eoliche e che altrimenti sarebbe dispersa. Praticamente in sostituzione dei costosi accumulatori.
Ovviamente la scelta anche ecologica è andata sulla produzione di idrogeno tramite un semplice processo di elettrolisi con scissione delle molecole di acqua in appunto idrogeno ed ossigeno.
La domanda che abbiamo posto è stata di capire quanta dell’energia elettrica prodotta con l’eolico od il fotovoltaico può essere trasformata in idrogeno. La risposta è stata di un terzo. Cioè il processo di elettrolisi “consuma” due terzi dell’energia. Certo produce anche ossigeno ma viene disperso.
A questo punto abbiamo capito perché la domanda dell’utilizzo dell’idrogeno è partita dal nord Europa. Occorre una notevole quantità di energia elettrica per produrre idrogeno. La questione sarebbe più difficile con il fotovoltaico, ma potrebbe costituire un interessante investimento per i Paesi che hanno grandi superfici desertiche e soleggiate da poter utilizzare con i pannelli.

Sono state due ore molto interessanti per capire il nuovo prodotto e vedere con orgoglio tutto veneto, come una vecchia fabbrica come le Smalterie (l’ultima volta che ci avevamo messo piede era il 1976 in piena crisi) non sia diventato un rudere industriale, ma ci sia stata la capacità di inventare nuovi prodotti e nuove tecnologie dando valore alla professionalità che indubbiamente i lavoratori avevano.

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POLIZIA LOCALE: LE SCELTE ESTEMPORANEE DEL COMUNE DI MAROSTICA OSTACOLO PER LA FUTURA CITTÀ COMPRENSORIALE

di Mario Scuro

Nel dibattito in corso per il servizio consorziale di polizia locale, il Comune di Marostica preferisce Thiene a Bassano, suscitando le perplessità della Redazione bassanese de “Il Giornale di Vicenza” (28.04.2022).
Il sindaco di Marostica Matteo Mozzo replica affermando di aver scelto “Ne.Vi” per “esigenze crescenti del territorio…”, “rafforzare i servizi in vista soprattutto dei grandi eventi…, “abbiamo trovato nel Consorzio un partner ideale…” e si giustifica con i bassanesi dichiarando che “con il Comune di Bassano stiamo studiando convenzioni per altre importanti funzioni del territorio”.
Ora, a parte il rapporto di “can e gato”, che ha caratterizzato nei secoli le due città pedemontane (ricordiamo che il fiume Brenta divideva – anziché unire, come sostiene qualche storico locale – i due comuni, in quanto il territorio di Marostica comprendeva anche Angarano; Bassano gravitava su Padova, Marostica su Vicenza), la scelta effettuata dal comune scaligero è criticabile per vari motivi.
Nella proiezione del futuro assetto delle città (soppressione dei piccoli comuni, città satellitari, comprensoriali), la vocazione di Marostica è verso Bassano, sia per la territorialità contigua, sia per le attività imprenditoriali e produttive, sia per i servizi comunitari: sanità, scuola, assistenza, sia per la sicurezza: carabinieri, polizia, vigili del fuoco, sia per la giustizia, sia per la rappresentanza: associazioni, sindacati.
Il “generico”, che caratterizza sempre le dichiarazioni del Sindaco ai cittadini, va esplicitato.
Sul piano organizzativo del servizio di polizia locale – se non vado errato – il comandante di Thiene, Giovanni Scarpellini è lo stesso che recentemente ha organizzato il servizio di Bassano. Non si capisce, quindi, ove stia la differenza di prestazioni.
Dire che con Bassano “stiamo studiando convenzioni per altre importanti funzioni del territorio” equivale a ricreare lo stato confusionale della sciolta Comunità Montana del Marosticense, nella quale confluivano a pieno titolo alcuni comuni del territorio, mentre con altri, pure del distretto, si stabilivano diverse convenzioni.
La conversione verso Thiene – che ravvisiamo anche in altre scelte amministrative di attualità – sembra corrispondere più a legami personali che a rapporti comunitari maturati nel tempo.
Infine, non si riesce a capire l’attuale “rivalità” con Bassano, in presenza di due amministrazioni comunali avventi la stessa matrice politica (leggi: Lega).

IL LATO NASCOSTO E PERICOLOSO DEL BILANCIO DI MAROSTICA. I FURBETTI CHE NON PAGAVANO CONTRIBUISCONO SOLO PER 284.000 EURO OGNI ANNO

Le entrate tributarie aumentano nel 2021 di 1.013.215 euro, dando finalmente un utile di gestione certo di 887.853 euro.
Ma le entrate tributarie occasionali, non ripetibili nei prossimi anni, ammontano a 319.000 euro per TASI da fallimenti e 419.000 per recupero evasione. Inoltre c’è una distribuzione di utile dovuto alla liquidazione della Comunità Montana di 350.777 euro e un’entrata per sanzioni per violazioni di 396.000 euro rispetto ai 54.000 dell’anno precedente.
Quindi il vero risultato di esercizio, senza le entrate straordinarie, potrebbe essere in netta perdita.

Nel 2021 si è inciso molto sulle entrate, ora è da vedere quello che il Comune può fare dal lato dei costi con il massimo controllo ed ottimizzazione. La fine della Comunità Montana può essere un utile indicatore in questo senso eliminando doppioni di costi.
Noi comunque, siccome crediamo sempre alla Provvidenza, auspichiamo nuove entrate occasionali e straordinarie per il 2022.

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COLOSSO PERDE L’ARROGANZA E PRESENTA FINALMENTE UN BILANCIO DEL COMUNE DI MAROSTICA IN MODO CHIARO

Può stupire magari chi ci legge, ma noi non amiamo fare inutili polemiche. Soprattutto dal punto di vista professionale.
E per la prima volta da anni in Consiglio Comunale è stato presentato un bilancio chiaro, senza che Colosso sollevi ormai la solita questione che il bilancio comunale è diverso da uno aziendale. Adesso Colosso dice solo che sono diversi i principi contabili. Ma questo ci sembra ovvio e non lo abbiamo mai messo in discussione. Ma il conto economico rappresenta sempre la gestione di competenza mentre lo stato patrimoniale rappresenta a fine anno la situazione delle attività e passività.

Come avevamo già scritto un mese fa il bilancio 2021 si salva rispetto al passato per il notevole aumento delle entrate tributarie. Adesso comprendiamo che Il fatto non è dovuto ad un aumento delle aliquote, ma da un forte recupero di evasione e tributi pregressi.
Insomma la procedura di riscossione delle varie IMU/TASI è stata svolta dai vari uffici comunali di competenza in modo efficiente ed equo, cioè facendo pagare a tutti il tributo e quindi portando circa 900.000 euro in più di entrate al Comune.

Insomma sembra di essere usciti dal tunnel del famoso bilancio per cui si sono rivalutati per 5 milioni i sassi delle Mura per coprire il buco. Questa volta invece
l’utile di 887.854 euro non si discute.

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AL CAI DI MAROSTICA CONFERMATI PRESIDENTE FRANCESCO PIVOTTO E I DUE VICE MICHELE TORRESAN E PAOLA CORRADIN. IN ARRIVO L’ALFIERE D’ARGENTO PER I 75 ANNI DI ATTIVITÀ

L’Assemblea ordinaria dei soci oltre alla riconferma del Presidente e dei Vice è stata l’occasione per fare il punto della salute del Club da parte di Pivotto.
“L’anno appena trascorso fortemente penalizzato dalla pandemia, come quello precedente, ha comunque mantenuto il corpo sociale a ridosso del migliaio di soci.
Abbiamo chiuso il 2021 con 977 unità in linea con il 2020. I nuovi tesserati sono stati circa il 15% del totale con un picco del 37% nell’età compresa tra i 35 e i 54 anni. Il genere maschile prevale con il 62%. I giovani, quindi i soci minorenni, sono il 13%. Altro dato interessante è l’età media anagrafica che è di 48 anni, in leggera salita rispetto al 2020 che era di 46. La sottosezione di Sandrigo ha addirittura aumentato di qualche unità gli associati..

I Gruppi hanno condotto con impegno quasi tutte le attività programmate e, in alcuni casi, queste sono state integrate con nuove iniziative.”

Apprendiamo che per i 75 anni della fondazione al Club Alpino di Marostica sarà conferito molto probabilmente l’Alfiere d’Argento da parte del Comune per il 2022. Giusto riconoscimento ad un Club ben organizzato e partecipato.

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