marostica notizie

Uncategorized

COME GLI AMERICANI SCAPPANO DAGLI STATI UNITI PER VIVERE IN COMUNITÀ IN MESSICO.

Noi quando pensiamo alla vecchiaia abbiamo una prospettiva di casa di ricovero vicino alla nostra città di residenza. Ma tendenzialmente se siamo autosufficienti restiamo nella nostra casa, magari diventata anche troppo grande non essendoci più i figli. Comunque restiamo legati alle nostre radici.

Per gli americani è diverso. L’americano medio in pensione cerca un bel posto al sole e se ne va magari in Messico in un posto caldo, con l’aria buona e per vivere con il costo della vita molto economico. Dove godersi appunto la pensione con la moglie o da solo socializzando in comunità con altri americani pensionati.

È l’esempio della comunità che sta sorgendo nel posto dove sto passando un po’ di tempo sulle coste del lago Chapala.

Occorre avere almeno 55 anni e si affitta un appartamento per due persone con i servizi inclusi. Il costo per appartamento varia tra i 1.390 ed i 2.950 dollari al mese. Poi c’è la possibilità di una tessera iniziale che garantisce tutti i servizi possibili dalla spa ai controlli medici ovviamente a prezzi variabili. Ci sono anche 32 posti in una costruzione a parte per le persone con problemi di memoria.
Per la tessera iniziale si parte da 10.000 dollari a 40.000 per l’appartamento meno costoso. Il costo della tessera è soprattutto collegato all’assistenza medica offerta.
Gli appartamenti da affittare sono circa 200, quindi per una comunità di circa 300-400 persone.
In sostanza se volessi abitare nella comunità con la partner dovrei spendere un minimo di 1.390 dollari al mese più un fisso iniziale di 10.000 dollari. Si aggiungeranno poi i servizi di cui voglio godere.

Ovviamente tutto questo è gestito in modo privatistico, cioè c’è una società che fa l’investimento e lo gestisce. E ci guadagna bene, garantendo anche occupazione ai messicani locali.

P.s.: vedendo con quanta facilità in Messico si fanno investimenti di tipo “alberghiero” finalizzato, in quello sopra sono 5 i soci finanziatori, ci mangiamo il fegato pensando all’opportunità del restauro del Convento di San Fabiano e Sebastiano a Marostica nel trasformarlo in un ostello di lusso per un turismo sportivo. Possibile che imprenditori/aziende come Rosso, VIMAR, Pizzolato, Pedon, Luca, Finco, Visentin, ecc. non ci pensino? Per la Comunità costruiscono solo funghi di cemento? Sappiamo che la risposta è….ma ci sono i posti di lavoro. Tutto può trovare un giusto equilibrio. Basta volere.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

MAROSTICA DA’ I NUMERI, MA LA LEGA DI MATTEO MOZZO CONOSCE COME UTILIZZARLI? E COSA MANCA?

la popolazione totale di Marostica al 31 dicembre 2019 è di 14.098 persone, di cui 6.974 maschi e 7.124 donne.
I nati nel 2019 sono stati 94 ed i deceduti 122. Gli immigrati sono stati 456 e gli emigrati 368, quindi un saldo positivo di +68 persone.
I marosticensi sopra i 65 anni sono 3.103 pari al 22,0% della popolazione. Erano il 21,0% nel 2016.
Un dato interessante è che l’occupazione passa da 2.084 (2016) a 2.283 (2019), quindi un ben +9,5%.
La ricchezza dei 10.116 cittadini con reddito è così distribuita: il 38% ha un reddito fino a 15.000 euro, il 35% tra i 15 e 26.000 euro, il 22% tra i 26 e i 55.000 euro, il 2% tra i 55 ed i 75.000 euro, l’1,5% tra i 75 e i 120.000 euro infine lo 0,8% oltre i 120.000 euro.
Il reddito medio per contribuente si colloca intorno ai 20.000 euro.

I dati sono ricavati da DUP, Documento Unico di Programmazione 2021-23 appena presentato dalla Giunta.

Ma cosa manca?

Per definire la popolazione di Marostica sotto il profilo socio-economico e quindi poter utilizzare i dati in un’ottica di intervento per la popolazione manca il grado di istruzione.
È un dato molto importante senza il quale viene meno la reale conoscenza degli abitanti di Marostica.
Pensiamo che una Comunità “colta” abbia necessità di una gestione comunale “colta” e che la Giunta senza un pezzo di laurea non la rappresenti. Storicamente non era mai accaduto.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

MOZZO AFFERMA CHE È MERITO SUO SE NON È MORTO NESSUNO A CASA RUBBI A MAROSTICA E ZANFORLIN È SILURATO.

Alla provocazione della “maestrina” Marica Dalla Valle che invita il sindaco a inserire competenze nel nuovo Consiglio della Fondazione, chiaramente lottizzato dalla Lega, nell’ultimo Consiglio Comunale il Sindaco si incazza e reagisce.

Dice che è merito suo se la casa di riposo è stata chiusa prima che lo facesse lo Zaia e il governo. Si è anche preso tre lettere di minaccia per sequestro di persona. Poi però si ricorda anche di Zanforlin, il presidente di nomina del Sindaco precedente, che è medico e quindi di virus dovrebbe ben intendersi. Senz’altro la chiusura è merito suo in primis, perché ha dato reagito subito e capito la pericolosa della situazione, con poi l’ovvio avvallo del Sindaco.

Certo che Mozzo non rivela in Consiglio su insistenza delle minoranze chi sarà fatto fuori e sostituito. Sì perché dopo la nomina di Bertolin e Parise, è in arrivo un altro consigliere non certo su indicazione delle minoranze che non sono più rappresentate. Santini pone inoltre il problema che il Comune non può controllare se stesso e che quindi assessori e consiglieri comunali non dovrebbero far parte del consiglio di amministrazione della Fondazione Rubbi. Certo che Zanforlin oltre che medico è, dalle voci, il padrino della Dalla Valle, quindi in qualche modo rappresenta le minoranze.

Intanto di positivo è che gli anziani di casa Rubbi sono tutti sopravvissuti, una rarità nel panorama delle case di riposo dove c’è stato poco controllo e i morti sono stati veramente tanti. Una strage annunciata. E il merito è del vecchio consiglio di nomina Dalla Valle. Se non ricordiamo male. Mozzo è stato fortunato ed ha capito. È anche questo un merito non trascurabile. Almeno per una volta ha ascoltato chi ne sa più di lui. Questione sempre di competenze.

Appena scritto l’articolo apprendiamo che Zanforlin è stato silurato, sostituito da Zampese (attendiamo un accordo tra Biblioteca e Fondazione Rubbi, essendo Zampese anche vice presidente del Comitato di gestione della Biblioteca), mentre Bertolin è stato sostituito dalla moglie Nico. La Fondazione Rubbi è “finalmente” in mano alla Lega: tutti per uno, uno per tutti e che le minoranze si fottino! Insomma come fregare sempre il “predicatore” Santini & C., senza pietà. Ma poi i conti tornano sempre.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

FINITI I SCHEI ENZO COLOSSO, ASSESSORE, NON ELETTO, AL BILANCIO DEL COMUNE DI MAROSTICA, TORNA A VILLAVERLA?

Finalmente è stato pubblicato il Documento Unico di Programmazione o DUP 2021-2023 obbligatorio per i Comuni dove vengono indicate le linee programmatiche.
Ovviamente ci siamo immersi nella lettura in quanto in esso sono contenute le indicazioni con cui poi la Lega si presenterà alle elezioni del 2023. Qui commentiamo la parte delle spese e delle entrate.
La prima impressione è che in cassa restano ben pochi soldi. Lo si evince dalla tabella sotto.

Come si può vedere c’è nel 2020 un forte incremento nelle spese correnti (+15,2%), un’esplosione delle spese in conto capitale (+142,2%), un incremento di 900mila euro per attività finanziarie e di 500mila per chiusura anticipazioni oltre un incremento del 49,5% di spese per conto terzi e partite di giro.
L’incremento totale passa da circa 13milioni a 20 milioni con un +58,8%.

E le entrate? Ecco la tabella:

Abbiamo quindi una strana situazione che le entrate e le uscite si bilanciano solo nel 2020, mentre negli anni precedenti ci sono dei grossi scostamenti che indicano entrate maggiori delle spese. E le voci a cui porre attenzione sono i trasferimenti correnti e le entrate in conto capitale.
Se poi andiamo nel dettaglio delle spese in conto capitale, troviamo la tabella sotto:

Si evidenzia nel 2020 una enorme spesa per “trasporti e diritto alla mobilità” pari a 3.236.170,77 euro. Nel 2018 erano 1.092.383,98 euro e nel 2017 722.785,14 euro.

Ci vengono due domande:
1. Siamo finanziariamente a fine cassa?
2. Economicamente come finirà se nel 2019 per coprire un buco economico di circa 581.000 euro si sono rivalutate le Mura di 5.000.000 dopo che erano state regalate dallo Stato, quindi a valore zero?

Noi pazienti attendiamo sulla riva del fiume, come gli indiani.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

LE COOPERATIVE NEL MIRINO DELLA DESTRA, CHI LE PAGA? L’ASSISTENZA AI PIÙ DEBOLI È UN REALE PROBLEMA SEMPRE PIÙ GRAVE NEL FUTURO. LA CHIESA VALDESE CON L’8 PER MILLE A VILLA ANGARAN SAN GIUSEPPE.

Casa San Giuseppe, Casa San Francesco, Conca d’Oro, Casa Sichem e Tabita’, Fondazione Pirani, Caritas, Assistenza sociale del Comune, case di riposo per gli anziani…

Nel bassanese abbiamo una miriade di iniziative che affrontano l’assistenza alla popolazione sotto diverse sfaccettature. La matrice comune è comunque di derivazione cattolica. Con delle sorprese nell’ambito della comune matrice religiosa.

Prendiamo ad esempio Villa Angaran San Giuseppe. Era la residenza dei Gesuiti che la hanno ceduta nel 2014 in comodato ventennale al consorzio rete Pictor costituito dalla Cooperativa Sociale Adelante, dalla Fattoria Sociale la Conca d’Oro e dalla Cooperativa Sociale Luoghi Comuni.
Chi finanzia l’iniziativa che per ovvie ragioni non ha le caratteristiche di autofinanziarsi, anche se in futuro a nostro parere lo potrebbe fare? Ma guarda un po’: i protestanti della Chiesa Valdese con l’8 per mille raccolto dai contribuenti. Insomma dai Gesuiti ai protestanti probabilmente più generosi della Chiesa di Roma. Di fondazioni leghiste o simili non c’è l’ombra. Queste iniziative non fanno parte dell’affarismo.

Villa Angaran San Giuseppe presenta caratteristiche interessanti. 4 piani con 40 stanze per ospitalità alberghiera, una decina di costruzioni adiacenti, 4 ettari di terra. Attorno a questa realtà ci sono una serie di progetti: centro diurno per disabili, eventi all’aperto per bambini e famiglie, comunità diurna per minorenni ed adolescenti, ricezione turistica, bar e trattoria con prodotti genuini, spazi per convegni e seminari, centro di meditazione e alimentazione naturale ed infine un antico laboratorio per produzioni artigianali.

Quello che in queste iniziative ci preoccupa è la capacità di gestione. Spesso in iniziative simili c’è troppo volontarismo. Sarebbe opportuna una verifica in questo senso, ma non abbiamo trovato documentazione al riguardo. Cioè la verifica annuale dell’andamento dei progetti con le opportune eventuali correzioni. Non percepiamo una capacità di reale sviluppo delle potenzialità.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

RAGGIUNTI OLTRE 1400 ISCRITTI A MAROSTICA SENZA CENSURA, PER UNA INFORMAZIONE PUNTUALE AD AMPIO RAGGIO, PARTENDO DAI FATTI LOCALI.

E’ un chiaro esempio per noi di impegnato smart working e per un appassionato di marketing una incredibile opportunità di seguire gli interessi dei lettori. Non è certo la pubblicazione di una caterva di “boiate” ad uso delle proprie frustrazioni. Infatti alcuni iscritti che si erano messi su questa strada con i loro inserimenti sono stati bloccati.

Noi possiamo leggere per ogni articolo il numero di lettori e a fine giornata il numero totale dei visitatori della pagina fb. Evidentemente che se ci accorgiamo che un argomento, pubblicato da noi ma anche da un lettore che partecipa alla nostra informazione, suscita interesse cechiamo di approfondire con ulteriori articoli.

L’intervallo di lettura per Marostica senza Censura al momento per singolo articolo va da 50 a un massimo 800 lettori. Mentre il totale lettori oscilla tra i 600 e 850 al giorno. Ovviamente dipende dal contenuto, ma anche dagli orari di inserimento degli articoli.
Non è che il lettore è lì pronto ad aspettare per leggere.
Ma le informazioni che ci vengono fornite ci dicono anche l’ora di maggior lettura per giorni della settimana.
E noi che intendiamo il marketing come servizio ai lettori, usiamo pienamente questi dati. In modo da informare quando il lettore è disponibile.

Facendo un confronto con un giornale stampato la differenza di informazioni è abissale. In pratica l’editore sa solamente le copie vendute ogni giorno, senza alcuna valutazione di gradimento dei singoli scritti. La tv invece tramite apposite e costose indagini a campione permette di valutare il numero di spettatori per singola trasmissione e fascia di tempo.

Quindi dopo alcuni mesi di duro lavoro possiamo dire che ci sentiamo gratificati da una forte crescita e pronti a migliorare ancora.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

IL 21 GENNAIO 2021 IN TRIBUNALE: CAUSA ROBERTO ASTUNI PER LA SUA “LAUREA”. MA IL DOCUMENTO È VERO? NON VI È NEMMENO STAMPATA LA LOCALITÀ. È UN TENTATIVO DI UNA PRESA PER IL C…..DELLA GIUSTIZIA!

La vicenda inizia nel 2016 quando vengo invitato dall’Associazione Territori del Brenta a partecipare ai lavori per costruire un progetto di marketing territoriale per Bassano e dintorni. Componenti del direttivo dell’associazione sono Cunico (grafico), Astuni (ragioniere) e Vallotto (architetto).La prima giornata mi entusiasma perché sembra che l’impostazione sia corretta. Infatti viene fatto un brain storming (ognuno può dire i più significativi momenti turistici della zona) tra i partecipanti con la supervisione di due docenti di marketing dall’Università di Padova.Immagino che la seconda giornata riassuma i risultati per impostare poi una ricerca di mercato, base per un progetto di marketing territoriale.Invece cominciano una serie di conferenze in varie località con i più disparati personaggi della Regione, di uffici turistici del Triveneto o di iniziative turistiche con anche alcune serate conviviali a cui mi rifiuto di partecipare. Ho sufficienti alimenti da mangiare a casa. Non si discute nemmeno che il brand non può essere Territori del Brenta che non dice nulla, ma qualcosa collegato a Bassano, come anche suggerito dall’imprenditore Renzo Rosso. Insomma sembra che ci sia un regista occulto che vuole imporre tutto indipendentemente dalla reale sostenibilità di marketing.Pongo questi problemi sui vari social locali, sulla mia pagina Facebook ed in particolare sul blog www.marosticanotizie.it il 29 settembre 2016 con l’articolo “La “menata” delle riunioni di marketing territoriale “.Cunico, Astuni e Vallotto si scatenano contro di me. In particolare Astuni assume un atteggiamento particolarmente offensivo. Il brand Territori del Brenta non si può discutere. Riaffermo questo concetto il 18 giugno 2017 con l’articolo “Cunico e Vallotto hanno un chiodo in testa: assente assessore al turismo Marostica”, anticipandolo nella mia pagina Facebook alla sera del 17 giugno.Questo fatto scatena Astuni al pomeriggio del 18 giugno che pesantemente mi offende e mette anche in dubbio il mio curriculum professionale e la mia docenza universitaria.Sono laureato in Chimica Industriale ed ho un Diploma in Organizzazione Aziendale (Cuoa). Sono stato amministratore delegato di Fujifilm Italia, direttore generale di Exhibo SpA, distributore esclusivo per l’Italia tra l’altro di Sennheiser, e docente di Comunicazione Aziendale e Strategia e Pianificazione dei Media all’Università di Udine con 55 tesi di marketing in particolare sul posizionamento del prodotto/servizio sul mercato in sette anni di docenza. Il marketing è una mia specifica competenza professionale. Ed ovviamente non gradisco essere offeso in questa mia professionalità, senza entrare con competenza nelle problematiche da discutere.A questo punto, non conoscendo Astuni se non come titolare di un albergo-ristorante, non faccio querela, ma desidero capire la figura professionale di Astuni guardando su LinkedIn, il sito che riporta i curriculum professionali.Nella sua pagina LinkedIn si qualifica laureato presso United States Open University in Business, Mangement, Marketing and Related Support Services 1996-2004.Conosco il sistema universitario americano avendo studiato inglese per due estati all’università di Bridgeport nel Connecticut e in un college a Berkeley in California. Tutte le università americane sono rigorosamente classificate in base al loro grado di difficoltà e si trovano su internet, oltre che su specifiche pubblicazioni.La United States Open University da una ricerca su Google non esiste. La schermata che appare su internet con quel nome è vuota. Riporta solo il nome ed un indirizzo nello stato del Delaware in cui nella foto da Google c’è la sede/magazzino della Wells Fargo Guard Service. Sulla schermata furbescamente viene riportato un link di collegamento alla famosa università inglese on line Open University.Il 20 giugno 2017 pubblico l’articolo: “La laurea fasulla….di Roberto Astuni”.La discussione poteva finire lì con una risata generale ed il riconoscimento da parte di Astuni dell’errore o che aveva semplicemente scherzato.Astuni invece si scatena offendendo ulteriormente (“hai pisciato fuori dal vaso”), con minacce di querela e avvalorando l’esistenza dell’Università. Esibisce un certificato palesemente falso in quanto non riporta stampata nemmeno la sede dell’Università. Solo nel timbro si legge Honolulu nelle Hawaii. Astuni confonde le carte esibendo una richiesta al Consolato onorario per l’autentificazione dell’attestato. Dal Consolato in realtà non c’è alcuna risposta per il riconoscimento della laurea. E le ragioni sono ovvie: l’Università non esiste.A questo punto il 24 giugno scrivo un altro articolo “Lettera aperta al presidente della Confcommercio mandamentale di Bassano del Grappa Paolo Lunardi” in quanto Astuni è Presidente della locale Associazione degli Albergatori e deve attenersi al Codice etico e non esibire false lauree.Intanto continuo ad esaminare su internet la figura di Astuni. Scopro un articolo del Piccolo di Trieste del 27 novembre 2016 in cui Roberto Astuni è condannato a 4 anni e sei mesi per bancarotta fraudolenta.Il 1* luglio 2017 pubblico sempre sul blog “Roberto Astuni condannato a 4 anni e 6 mesi per bancarotta fraudolenta”.Il 3 luglio 2017 pubblico un altro articolo “Rispetto delle regole: il caso Astuni è più grave, ma è uno dei tanti”.Astuni a questo punto è costretto a dimettersi da Presidente degli albergatori in base al codice etico di Confcommercio, che conosco molto bene essendo stato vice Presidente dell’Andec (Associazione Nazionale Distributori Elettronica di Consumo). Tra l’altro Astuni era anche da anni incompatibile a qualsiasi carica associativa in Confcommercio avendo un processo penale in corso. Ovviamente della faccenda ha taciuto e si è candidato lo stesso.
Pubblico il 10 luglio l’articolo “Finito il trio Astuni, Cunico e Vallotto. Adesso Mattesco (Assessore al turismo di Marostica), uno che ci credeva, cosa farà per il turismo?”Infine esaminando il finanziamento regionale al progetto di Territori del Brenta pubblico il 13 luglio prendendo spunto e fotografia dal mitico Fantozzi “Cunico anche a Fuerteventura con i nostri soldi! È sempre più una “cagata pazzesca”.

Il 3 agosto 2017 Astuni presenta querela per l’articolo riguardante la laurea falsa, sostenendo appunto di essere laureato.
Cunico, come Presidente del direttivo di Territori del Brenta con quindi anche a nome di Astuni e Vallotto, il 7 settembre 2017 mi denuncia.
Non solo, minaccia anche tutti i social locali che hanno ripreso l’articolo della “cagata pazzesca” e si sono scatenati con foto che sovrappongono le spiagge di Fuerteventura con quelle del Brenta. Alcuni chiudono per timori. Un vero violento attacco alla libertà di informazione ed opinione.
Mi sembra evidente il tentativo di querele intimidatorie e vendicative per le rivelazioni fatte.Il Giudice dott. Matteo Mantovani con sentenza del 15 ottobre 2018 archivia il procedimento nei miei confronti intentato da Cunico, come presidente di Territori del Brenta, in quanto “La vicenda, in sintesi, non è passabile di alcun ulteriore sviluppo in dibattimento, stante il fatto che il Morello si è limitato a porre dubbi ed a introdurre allusioni suggestive relative ad una operazione che, a suo giudizio, presentava contorni poco limpidi, ma ciò facendo senza alterare l’oggettività dei fatti presupposti, ovvero ancora trascendendo da limiti di continenza nell’espressione delle proprie considerazioni critiche sull’operato altri”.

Appuntamento il 21 gennaio per un altro capitolo di una saga, incredibile per un normale cittadino che deve addirittura “difendersi” dalla palese verità. E tirar fuori i soldi per l’avvocato. Oltre a dover rientrare dal Messico col Covid che ci insegue per una “monata” di carta.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

I 5 STELLE, MA ANCHE IL PD, PERDERANNO SEMPRE PERCHÉ NON HANNO STRUMENTI DI ANALISI, CONTROLLO E PROPOSTE.

Fare politica seriamente oggi è molto difficile se si è degli sprovveduti senza competenze.
Noi con il nostro Osservatorio Economico Sociale di Marostica facciamo “analisi politica” in senso moderno in quanto le nostre analisi partono da documenti concreti. La nostra fonte di informazione è soprattutto l’albo pretorio del Comune di Marostica in cui sono riportati gli atti della Giunta, del Consiglio Comunale e le singole deliberazioni dei funzionari.
Perché la politica vera si traduce in atti con relativo investimento di soldi dei cittadini. Da questi atti esprimiamo le nostre considerazioni, in base alle nostre competenze professionali, perché gli atti non sono tecnicamente neutrali ma nascondono scelte precise, anche con relativi sprechi o interessi particolari.
La stessa cosa vale a livello regionale. Sul finanziamento avuto su un bando regionale per progetti di sviluppo turistico da un Consorzio di albergatori locali chiedemmo la documentazione all’allora consigliere regionale dei 5 Stelle Jacopo Berti. La documentazione arrivò in breve tempo. Ci accorgemmo subito che era un finanziamento senza senso. Allora siamo andati a vedere anche gli altri progetti, una decina. Tutti facevano riferimento ad legge regionale approvata. Ma era tutta roba farlocca e ridicola. Finanziamenti a pioggia senza controllo di merito. E ci siamo anche accorti dell’enorme potere di decisione dei funzionari, che alla fine dettano le regole. Al di fuori di ogni reale controllo. E il tutto rimane ovviamente segreto. Ci siamo fermati non potendo andare oltre.

Ma questo fatto è l’esempio chiaro che se vuoi fare politica, soprattutto all’opposizione, dovresti avere un Centro studi che entra tecnicamente nel merito della politica di spesa della regione e che supporta poi i consiglieri regionali. Accennammo della questione a Jacopo Berti, che a nostro parere non comprese il problema, mancando di competenze ed esperienza.

Noi per il momento ci limitiamo a osservare ciò che accade a Marostica, ma nel futuro prossimo, potendo disporre di più tempo, intendiamo allargare l’orizzonte anche a Bassano. Sarà utile anche per fare dei confronti.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

LE COOP “ROSSE” SONO SEMPRE IN ROSSO, ANCHE SE CON PERDITE DIMEZZATE RISPETTO ALL’ANNO PRECEDENTE. COOP MAROSTICA INVECE TACE, NON PUBBLICA IL BILANCIO. BASTA FAR DUE PAROLE CON LUIGI SCOMAZZON.

Della Cooperativa Consumatori di Marostica, che di rosso ha solo il marchio come la Coca Cola essendo di derivazione bianco CISL, non sappiamo nulla del bilancio 2019, se non quanto riportato nel sito con il raggiungimento di un fatturato di circa 25 milioni nel 2019.
E non abbiamo ricevuto alcun invito per l’assemblea di bilancio, pur essendo Soci. Ma immaginiamo che sia la replica dei bilanci precedenti.

Invece ovviamente per trasparenza di comunicazione, cosa che non avviene appunto per la Coop Consumatori che non mette sul proprio sito il bilancio, la Coop Alleanza 3.0, cui fa riferimento Coop Marostica per gli acquisti e il marketing (in pratica è un punto vendita decentrato, gestito in autonomia, una specie di franchising, della grande Coop non svolgendo altra attività), su internet pubblica tutto.

Dopo un 2018 disastroso con una perdita colossale di 306.141.000 euro, nel 2019 presenta una perdita quasi dimezzata pari a 178.304.000 euro su un fatturato di 4,042 miliardi in diminuzione del 2,7% rispetto all’anno precedente. Realmente una montagna di soldi persi in due anni.
Nemmeno i ricavi finanziari, grazie ad un prestito sociale che ammonta all’incredibile cifra di 3,1 miliardi di euro, che rendono intorno ai 100 milioni, riescono a coprire la perdita della gestione.
È da notare che le altre catene di distribuzioni (es. Esselunga, Conad, Famila) presentano risultati sia di fatturato che di redditività molto positivi. La crisi ha toccato in Italia la grande distribuzione estera particolarmente francese, guarda caso il modello che le grandi Coop avevano seguito. Infatti gli ipermercati sono andati in crisi, mentre il supermercato di vicinato si è dimostrato la formula vincente.
Tra l’altro l’ipermercato va contro i principi cooperativi in quanto non gestibile dai soci che vi fanno riferimento, date le dimensioni. Lo sviluppo Coop è avvenuto in questi anni in una logica verticistica e manageriale, rendendo i Soci dei semplici burattini.
Insomma i “compagni” sono in piena ristrutturazione dopo anni di vera e propria megalomania e si stanno curando le ferite, rivedendo la politica dei prodotti e razionalizzando le miriadi di partecipazioni. Il mercato non perdona.
Ma Coop Alleanza 3.0 è ancora una corazzata con un patrimonio di 1,9 miliardi di euro. Tra l’altro partecipa al capitale di Unipol assicurazioni con il 22,148%.

Il modellino Coop Consumatori di Marostica con l’aggancio a Coop Alleanza 3.0, l’arrivo di altri concorrenti, l’inopportuno investimento di un altro punto vendita di proprietà a Breganze, l’assenza di una vera politica cooperativa, quanto durerà? Sopravviverà ai Soci “antichi” che ancora oggi probabilmente per il 50% comprano alla Coop senza confronti di prezzi e qualità con altri punti vendita?
Noi crediamo che le situazioni di mercato non giochino in favore di Coop Marostica. Ancora oggi una bella realtà aziendale, poco cooperativa, e con un futuro incerto. Rimpiangiamo una opportunità eccezionale per Marostica che si muove senza un piano marketing cooperativo, verso non si sa dove. L’unico punto di favore è che è un supermercato di vicinanza. Può sopravvivere finché la concorrenza non se la mangerà.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

LE BALLE DI MARIANGELA CUMAN CON LA FANTOMATICA ACCADEMIA DEL CAFFÈ.

Sabato prossimo esordisce l’Accademia del Caffè con un convegno per “la rinnovata effige” di Prospero Alpini su casa Zampieri.

A rigor di logica il convegno doveva essere organizzato dal Centro Studi. Ma si sa ormai siamo alla moltiplicazione dei pesci per “apparire” di più. Anche perché ci sarà l’esibizione in maschera degli “accademici”.

Infatti sulla presentazione leggiamo quella che è la mission dell’Accademia che è propria di un centro studi e cioè sostanzialmente di valorizzare gli studi di Prospero Alpini e di patrocinare iniziative per divulgare la cultura del caffè.
La novità di una ilarità assoluta è il punto in cui si afferma che l’Accademia “favorisce il momenti dell’incontro e valorizza la dimensione sociale del rito del caffè”. Insomma girano il Veneto a bersi il caffè nei vari bar, come è già stato fatto. Non sappiamo se mascherati o meno.

Sono tutti desideri astratti ed avulsi da una reale valorizzazione di Prospero Alpini anche in termini culturale-turistica di Marostica.
Ribadiamo che una seria iniziativa di marketing dovrebbe coinvolgere visitatori e cittadini formando non una Accademia dei quattro gatti, ma una specie di club costruito sul “data base” dei turisti e degli spettatori della Partita a Scacchi.

Chiudiamo con un’osservazione sull’interessante relazione che viene proposta sull’ “Archeologia funeraria dell’antico Egitto”. È evidente l’interesse di Mariangela e dei suoi adepti ad essere mummificati con le opportune tecniche. Al Sindaco, presente, il compito di individuare il sito per la piramide.

Sarebbe stato invece interessante capire la politica di Venezia nel 1500 nei confronti dall’Egitto e dell’impero Ottomano, ai tempi appunto del nostro Prospero Alpini. Noi abbiamo letto con vera curiosità un libro al riguardo.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica