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SCETTRO: ALTRO CHE ASCENSORE AL CASTELLO SUPERIORE, FINIAMO IL POLITEAMA!

È stato molto chiaro Scettro sul Politeama nell’ultimo Consiglio Comunale. Infatti ha vivacemente sostenuto che occorre finire l’allestimento del teatro, non solo perché l’ultimo intervento data il 2012, ma perché, lasciando fermi i lavori dopo aver speso un sacco di soldi, tutto quello realizzato finora può deperire. Diamo uno stop, afferma, a qualsiasi altro intervento, come l’ascensore al Castello Superiore e costi quel che costi finiamo il Politeama.
Ragionamento che non fa una grinza e che sosteniamo da anni.
Non è possibile che Marostica anche per l’importante attività teatrale portata avanti da TEATRIS, disponga di uno scantinato. Poi lo possiamo anche chiamare con un nome francese, ma squallido scantinato resta.
La risposta dell’assessore Scomazzon non si fa attendere. È intenzione del Comune reperire dei contributi esterni per finire il Politeama. Quindi rinvio del problema.E si ritorno alla solita litania. Ha ragione Scettro: finiamo questo benedetto Politeama una volta per tutte. Basta con i rinvii.
Osservatorio Economico Sociale di Marostica

MAURIZIO PANICI, PRESIDENTE DELLA BIBLIOTECA SI FUMA UNA CANNA? E CULTURA MAROSTICA PEGGIORA.

Come è possibile parlare di “mission” della biblioteca senza sapere cosa significa tale parola in un contesto operativo? Eppure Panici ne fa il perno nella sua confusa introduzione all’ultimo numero di Cultura Marostica dal titolo “Il futuro ha un cuore antico”.
La mission dovrebbe indicare in modo sintetico la vision operativa, per esempio per la biblioteca: “soddisfare le esigenze culturali nelle più ampie declinazione della Comunità marosticense”.
Ed a seguire dovrebbe esserci il piano strategico che individua le priorità culturali e le modalità per realizzarlo.
Non c’è niente di tutto questo, ma invece un elenco di tre iniziative e un auspicio di realizzazione dei sogni. Non c’è poi alcuna introduzione agli articoli a seguire. Insomma si tratta di un articolo”fumato” non degno di un Presidente della Biblioteca, che dimostra sempre più i suoi limiti culturali ed operativi.
Si osservi bene che stimiamo il lavoro di regista di Panici (anche se non è possibile confrontarlo con altre proposte in quanto eterno regista della Partita a Scacchi), ma si sa che purtroppo il “troppo” storpia. È il voler strafare, tipico del pipiesse (Partito della Partita a Scacchi) a cui Panici deve la carega di Presidente della Biblioteca. Panici non è il perno culturale di Marostica.

E la qualità di Cultura Marostica peggiora invece di migliorare. È praticamente illeggibile. I titoli sono ridicoli e non invogliano alla lettura in quanto riportano il nome delle associazioni, che dovrebbe essere la firma. Elementare anche per un ignorante di comunicazione. L’unico articolo interessante perché racconta in modo partecipato e brillante le origini dell’attuale Consulta delle Associazioni, ma buttato la’ senza un minimo di impostazione grafica, è quello a firma di Giovanna De Antoni sul ‘68 a Marostica. Anche a dimostrazione che ci sono nella nostra città persone di elevato spessore culturale, non valorizzate.

Ultima considerazione: consigliamo a Panici di andare a lezione dalla redazione di “LO STRILLONE DEL QUADRILATERO” il Magazine dell’Unione Montana Marosticense, che senza fregiarsi della parola “cultura” o di vuote “mission” è un buon esempio di periodico leggibile, un po’ ingenuo, ma interessante e ben impostato come grafica, senza pretese di voli pindarici.

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L’AMARA REALTÀ DEI SINDACI LEGHISTI DI MAROSTICA E BASSANO, MOZZO E PAVAN.

In entrambe i casi ci siamo illusi. Per la Pavan eravamo del parere che occorreva una alternanza del potere a Bassano. Anche per la nota vicenda del Ponte, che è stata una mangiatoia di soldi. Bella presenza, sempre sorridente, avvocato sembrava dire: arrivo io e sistemo le cose con chiarezza.Invece non è andata proprio così. Per il Museo di Bassano ha bloccato la nomina del responsabile trovando una proroga per la Casarin, che furbescamente si è messa in gioco anche a Possagno per il Museo del Canova. Ora sembra che sia lei la responsabile dei due musei. Sembra che abbia convinto anche Sgarbi, che in un primo momento era contrario. E chi se ne frega anche dell’opinione molto chiara del suo predecessore a Possagno, il prof. Guderzo, probabilmente neanche sentito dalla Pavan, che dichiara che le due realtà museali sono profondamente diverse e che richiedono due responsabili con diverse competenze. Senz’altro abile la Casarin che ha stretto una nuova alleanza con la Pavan dopo essere stata nominata da Poletto.
In realtà nella confusione una barlume di realtà positiva c’è, perché sembra finalmente, anche se in modo del tutto improvvisato, che si riconosca la realtà di pensare ad una realtà turistica di territorio. Che non è certo la “cagata pazzesca” di Territori del Brenta, ma il progetto Esagono di una decina di anni fa. Questo progetto prevede di considerare una opportunità turistica complessiva l’offerta delle sei cittadine: Bassano, Marostica, Cittadella, Castelfranco, Asolo e Possagno. È evidente che una simile iniziativa permetterebbe un soggiorno di più giorni al turista.
Il secondo “progetto” è quello che ha fatto inviperire la Filarmonica Bassanese che doveva aver sede nell’ex ospedale e che senza essere consultata con decisione del Sindaco si trova trasferita nella Chiesa di San Giovanni, sede ritenuta non idonea per il gruppo musicale.
Infine il colpo di genio della nuova segretaria, indispensabile secondo la Pavan per i suoi impegni nel direttivo dell’Anci, l’Associazione del Comuni Italiani. Ma le ragioni della nomina sono false e infatti è costretta a smentire, perché si tratta della sua nomina nel Consiglio Nazionale, che richiede quasi zero impegno. Ma intanto assume a oltre 41.000 euro all’anno l’ex sindaca leghista di Pozzoleone (2.775 abitanti, esperienza ridicola quindi come Sindaco) che in pratica oltre la laurea in legge non ha curriculum. Sembra che abbia partecipato ad 8 tra concorsi pubblici e colloqui senza riuscire a passarne uno. In suo soccorso è arrivata la Pavan. Una faccenda incredibile ed indegna per le modalità.
Mozzo lo abbiamo appoggiato per un “giovanile” e responsabile cambiamento. Basta rileggere il nostro articolo prima delle elezioni. In assoluto il più letto sul blog. Ancora oggi gira ai primi posti su Google. Per i denigratori che ci tacciono di fare solo articoli critici (in realtà sempre propositivi) senza impegnarci, osserviamo che ci eravamo proposti in base alle nostre specifiche competenze a Presidente della Biblioteca. La prima risposta ovviamente di Mozzo è stata “vediamo”. Una volta eletto invece ha optato solo per i fedeli del pipiesse (Partito della Partita a Scacchi). Umilmente per risolvere la pietosa situazione ci eravamo proposti anche per la redazione di Cultura Marostica, data la nostra comprovata esperienza in scrittura (per due volte abbiamo fatto il responsabile di riviste aziendali). Ovviamente bocciato: le nomine pipiesse di Mozzo e le cordate erano invalicabili. Nessuna apertura quindi di Mozzo alle competenze.E addirittura il Mozzo ci ha prima scritto una lettera di minacce per quanto scrivevamo in particolare sull’analisi delle delibere comunali e successivamente querelato. Perdendo ovviamente poi la causa. La Costituzione con il suo art. 21 non è carta straccia. Anche alla sua età se ne è finalmente accorto.Ultima faccenda il viaggio in Brasile. Secondo le regole del gemellaggio laggiù doveva andarci una delegazione del Consiglio Comunale a rappresentare Marostica. Invece è andato con Bucco & C. della Pro Marostica. Delegazione quindi tutta pipiesse. Assoluta mancanza da parte del Sindaco di conoscenza del suo ruolo istituzionale.
Ecco i Sindaci leghisti, la grande novità di Bassano e Marostica.
Osservatorio Economico Sociale di Marostica

ANNO NUOVO….VITA NUOVA A MAROSTICA?

Chissà cosa ci attenderà nel 2020 appena cominciato. Sono in partenza dal Messico per rientrare a Marostica via Parigi, dove mi fermo un giorno per salutare il figlio che sta finendo di laurearsi alla Sorbona. Per fortuna ho prenotato l’hotel vicino all’aeroporto, perché sembra che la situazione degli scioperi dei trasporti non sia ancora finita. E poi ci lamentiamo del nostro Paese.

Qui vicino a Guadalajara (la seconda Città del Messico come abitanti e la prima come industrie, tra l’altro c’è anche una fabbrica della Nutella) sul lago Chapala la vita per vivere costa circa un terzo che in Italia, comprendendo gas ed energia elettrica. Al mercato con 5-6 euro compro frutta e verdura ottima per la settimana. Probabilmente a casa non me la caverei con meno di 20-25 euro. E poi con internet, Wifi gratis ovunque e quindi con la relativa possibile comunicazione con gli amici, tengo vivi il blog e Marostica senza Censura senza problemi. Con la app della banca ho appena pagato in dollari l’amica canadese che mi ha affittato la casa e ovviamente con la carta di debito quando ho bisogno prelevo il contante. Anche se conviene usare la Visa, che non fa pagare niente con un cambio conveniente. Insomma ormai si può vivere in tutto il mondo mantenendo i contatti con Marostica.

Per questo qui sul lago Chapala è pieno di americani con circa il 50% della popolazione. E ti salutano se li incontri per strada. Ovviamente sono una risorsa notevole per l’economia locale. Adesso l’unico problema è l’aumento degli affitti delle case. Particolarmente in questo periodo di freddo nel Nord America. Conviene comprare una bella villa con piscina come fanno gli stranieri e la borghesia messicana.

Il problema qui è la vita sociale. Gli unici discorsi veri che si fanno riguarda il cibo. Il parlare di politica non esiste e ti guardano in modo strano e preoccupato. Ecco la vera grande differenza con l’Italia e l’Europa. Certo si vota, ma tutto è in mano ad una ristretta oligarchia. E poi la corruzione è veramente pesante. I due mandati come governatore dello stato o presidente della repubblica servono generalmente per arricchirsi. Per questo sono solo due.
La diffusione di quotidiani e periodici poi è abbastanza limitata. Molti giornalisti sono stati ammazzati soprattutto dai vari cartelli della droga.

La media borghesia vive in comunità protette con controllo all’entrata e spazi comuni come la piscina e sale per riunioni conviviali. Il legame tra parenti è ancora molto stretto con incontri periodici.

Insomma meglio Marostica o il Messico? Certamente come ambiente, temperatura, internazionalità, cordialità, socialità tra parenti, costo della vita il Messico, come vivacità politico-culturale l’Italia. E poi certo qui mica ti querelano se contesti e certamente non ti puoi godere la vittoria addirittura facendo perdere la causa al Sindaco, ti sparano e basta per chiudere il problema senza anche prima organizzare convegni con Nordio, a cui speriamo il nostro Mozzo abbia chiesto consulenza per il futuro invece di fidarsi del solito Noto.

Insomma in termini di sicurezza personale il Veneto non ha confronti a livello internazionale. Anche se la Lega dice il contrario e fa vero terrorismo psicologico per spaventare la gente. Quando basta semplicemente una migliore e attenta vigilanza.

Inoltre qui la buona assistenza sanitaria e la scuola sono private. Devi pagare. E per la gente normale il costo non è uno scherzo.
E poi per i rifiuti siamo all’anno zero. Non c’è alcuna raccolta differenziata.

Diciamo solo che a Marostica si stanno evidenziando le problematiche del fatto che non esiste una seria capacità di gestione del Comune, in mano da sempre a gruppi di potere mascherati da forze politiche, invece che a veri e probi rappresentanti della comunità. Adesso siamo al ridicolo con il pipiesse (Partito della Partita a Scacchi) al potere con i vari geometri e ragionieri.

Personalmente sono ancora incredulo e sgomento del fatto che nessun “politico” mi abbia minimamente espresso solidarietà (nemmeno Il sen. Santini, da me avvicinato) per la causa intentatami dal Comune sulla libertà di opinione. Solo un limitato gruppo di amici mi ha moralmente sostenuto, anche se però erano molto dubbiosi sulla mia vittoria. Mai loro si sarebbero misurati con una simile problematica e avrebbero comunque subito calato le braghe, anche per non spendere soldi per l’avvocato. E poi si fanno lezioni teoriche di democrazia o si va alle cerimonie a ricordo della Resistenza!

Ma di fronte ad un “democraticamente” positivo e acceso dibattito, occorre qualcuno che faccia sintesi ed operi. Qui sta la figura del Sindaco. Per questa ragione riteniamo che Mozzo sia del tutto immaturo ed inadeguato. Avevamo avuto una speranza contraria. Ci eravamo illusi, forse perché siamo sempre troppo ottimisti. Comunque speriamo sempre sia un buon 2020.

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LA BIBLIOTECA DI MAROSTICA NON C’È PIÙ NELL’ORGANIGRAMMA DEL COMUNE!

Mentre a Bassano il direttore della Biblioteca dott. Stefano Pagliantini “ha saputo ben gestire e coordinare la programmazione dell’istituto comunale, mantenendone ed anzi potenziandone il ruolo di baluardo del sapere per la popolazione” (Tich, Bassanonet), a Marostica la Biblioteca è addirittura sparita dall’organigramma del Comune.
Dopo il pensionamento della Dr.ssa Angelina Frison la Biblioteca di Marostica è in mano, si fa per dire, ad una Coop culturale di Mestre.
Tutto è cominciato con la folle decisione di smantellamento organizzativo presa dal duo “femminista” Dalla Valle-Vivian con addirittura azione di querela nei nostri confronti perché ci siamo permessi di ironizzare sulle modalità di assunzione del personale da parte del responsabile comunale dott. Gabriele Dal Zotto. Causa poi persa in Tribunale dal Comune, perché avevamo ragione nella nostra ironia che metteva in dubbio la possibilità di continuità del posto di lavoro per una persona, come invece affermava una delibera “costruita” appositamente dal Dal Zotto. Come per affermare che solo la “burocrazia” è a conoscenza della legge. Fatto smentito dal Tribunale.
Come si vede dall’organigrmma l’Area 1 è gestita dal Dal Zotto con la Pozzan responsabile delle attività culturali. Ma è una responsabilità puramente organizzativa, non di programmazione perché la Pozzan non ha la formazione per una simile attività. Infatti è architetto e proviene dall’ufficio tecnico del Comune, “girata” non si sa per quali motivi, alla cultura. Quindi è una strada chiusa e molto difficile per un ruolo analogo a quello del dott. Pagliantini, che ha sviluppato una specifica formazione culturale per la sua attività lavorativa.Insomma è evidente che le scelte sono dominate da logiche di carega e di potere senza una logica di professionalità e di risultato, con l’aggravante della minaccia di querela per chi fa delle evidenti osservazioni in merito.
Infine non possiamo citare Maurizio Panici, regista della Partita a Scacchi e nominato quindi Presidente della Biblioteca in quanto, come il Sindaco, del pipiesse (Partito della Partita a Scacchi). Finora le sue sono state solo chiacchiere. D’altra parte conosce ben poco della realtà della biblioteca e tra Teatris e Partita di lavoro ne ha fin troppo, se opera bene, come sembra. Solo gli hanno dato una carega in più.
Ora noi ci auguriamo che l’intera faccenda sia rivista rapidamente dal Comune, anche vedendo i risultati ottenuti con il nuovo numero di Cultura Marostica, che a breve recensiremo, e che, da quel che ci sembra, mantiene le caratteristiche di basso livello dei precedenti numeri. Ancora migliaia di euro buttati via.Occorrono visione strategica e competenze, oltre che vero impegno. La Biblioteca non può morire così tra incompetenti e careghe.
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MA QUALE MARKETING! UNO SCONTRINO PER LA SCUOLA È UN’ALTRA “CAGATA PAZZESCA” DEL COMUNE DI MAROSTICA. COME SI PUÒ PENSARE CHE I CITTADINI COMPREREBBERO DI PIÙ NEI NEGOZI LOCALI PER ASSEGNARE CON GLI SCONTRINI 3.200 EURO AD UNA SCUOLA?

Sembra una grande idea per aumentare le vendite quella di far in modo che attraverso gli scontrini di acquisto si possa assegnare del materiale didattico ad una scuola. In realtà è semplicemente una operazione di beneficienza che manterrà inalterate le vendite dei negozi, perché non c’è alcun interesse reale del consumatore. C’è un semplice tentativo di coinvolgimento sociale e basta. Normalmente non sufficiente per un incremento delle vendite se non associato anche ad un vantaggio personale per il consumatore. Fattore tipico di una attività promozionale per incrementare le vendite. Inoltre ha il difetto di essere molto targhettizzata. Si rivolge infatti solo alle famiglie che hanno figli che vanno a scuola fino alla medie inferiori.

Certo dietro c’è la furbata di fare un concorso senza presentare un piano tecnico e pagare le tasse, perché i “regali” alle scuole sono esenti. Ma sono comunque soldi male impegnati per lo scopo principale e cioè di attivare commercialmente Marostica.

Tra l’altro Nicola Minelli, il manager del distretto del commercio di Marostica promotore dell’iniziativa, non ha assolutamente esperienza di marketing/promozione, pur avendo un interessante curriculum. Infatti ha studiato presso l’Università degli Studi di Bologna, dove si è laureato in Economia Aziendale nell’anno accademico 1999-2000, con tesi in Finanza Aziendale, incentrata sullo studio dell’attività di venture capital. Nel 2001 ha ricoperto il ruolo di finance assistant presso WineTip.com spa, start up internet con sede a Milano, dove ha maturato esperienza nell’area strategia e finanza. Nello stesso anno ha collaborato per il Centro di Assistenza Tecnica Confcommercio Emilia Romagna seguendo l’area ricerca e sviluppo di nuovi servizi. Da marzo 2002 a settembre 2006 ha collaborato con AREA per la realizzazione di ricerche e valutazioni economiche e finanziarie, in modo particolare in operazioni di project finance. e di real estate. Tra i diversi progetti ha predisposto il piano economico e finanziario della proposta per la realizzazione e la gestione di un impianto sportivo a Padova e del progetto di realizzazione del parcheggio plurilivello di San Maurizio per la Provincia Autonoma di Bolzano; inoltre ha supportato il raggruppamento Co.Gen.Co., Pro. Iter, Guerrato per la presentazione al Comune di Vicenza relativa alla realizzazione e gestione di un tunnel per l’attraversamento della città di Vicenza. Da settembre 2006 collabora con Iscom Group occupandosi di studi di fattibilità e ricerche nei settori del commercio, del turismo e dei servizi.
In particolare, ha seguito la predisposizione di diversi piani di marketing urbano e territoriale, tra cui nei territori di Brescia, Piacenza, Valdagno, Perugia, Pordenone, Montereale Valcellina, Città di Castello, e Terni.
Svolge analoga attività di manager del distretto del commercio a Schio, dove era segretario comunale l’attuale segretario di Marostica.

Anche i giudizi dell’assessore alle attività produttive Ylenia Bianchin sono del tutto fuorvianti in quanto da’ per scontato che l’iniziativa sia “un circolo virtuoso che tutti sono incentivati ad alimentare”.

Insomma la promozione è fatta da un esperto in Studi di fattibilità economica e da un assessore “geometra” nello studio Bucco, quello Presidente della Pro Marostica, per intenderci.

Ma dietro alla porta non si poteva trovare una agenzia di marketing/promozioni con qualche veramente idea brillante? Certo costerebbe di più, ma non si butterebbero via soldi anche illudendo gli operatori economici.

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IL SINDACO MOZZO DEVE RESTITUIRE 69 EURO. LO PRETENDE IL “LIGIO” DAL ZOTTO.

Il problema del controllo dei costi è importante per una azienda privata figurarsi per una pubblica, come un Comune. È evidente che per evitare arbitrii, come per esempio per i rimborsi spese, tutte le procedure di costo devono essere soggette ad una precisa normativa.

Ora accade che il Sindaco vada a pranzo con il suo vice Scomazzon e con dei tecnici esterni per la redazione del Pat, ma tale spesa culinaria sembra non possa essere riconosciuta dal Comune secondo il rigoroso “controllore” Dal Zotto. Quindi il Sindaco è invitato tramite apposita “determinazione” a firma appunto del Capo Area a versare in banca Volksbank sul conto della Tesoreria del Comune il non dovuto rimborso pari a 69 euro, già pagato con carta di credito comunale a disposizione di Mozzo, entro 30 giorni.

Peccato che il solerte Gabriele Dal Zotto non si sia accorto di altri costi fuori norma.
In primis le spese folli, per querele intimidatorie contro la libertà di espressione e perse con sentenza del Tribunale sfavorevole al Comune, per il costo in avvocati di circa 7.000 euro. A nostro parere si tratta di costi per vendette personali contro dei cittadini, che non hanno alcun senso civico e morale e che andrebbero rimborsate da chi le ha attivate.

Poi il pagamento di 890 euro, tanto per citare un altro costo recente, per il biglietto aereo del Sindaco per il Brasile. Siccome siamo grandi viaggiatori sappiamo che ormai i biglietti aerei si comprano su internet, non certamente in agenzia come fatto nel caso dalla Pro Marostica, e quindi abbiamo verificato il costo per Venezia – San Paolo del Brasile. Ebbene il prezzo oscilla per andata e ritorno è sui 600-650 euro, non certamente 890, quindi un ben oltre il 37% in più, come il biglietto pagato dalla Pro Marostica e rimborsato dal Comune.

Questo discorso delle spese comunali è stato e sarà nostra cura sottoporlo sempre ad un attento monitoraggio. Perché sono tutti soldi nostri!

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ABUSIVA LA PRO MAROSTICA IN BRASILE. SI TRATTAVA DI UN INCONTRO “POLITICO-ISTITUZIONALE”. QUINDI SOLO SINDACO ED EVENTUALI CONSIGLIERI COMUNALI.

Ecco il programma della visita a Sao Bernardo do Campo del Sindaco Mozzo con Bucco e Lunardon della Pro Marostica.

6 dicembre 2019, venerdì: arrivo e pernottamento all’Hotel Ibis.

7 dicembre, sabato: ore 10.00: inaugurazione Parco Gioventù Città di Marostica. Ore 12.30: visita alla Società Culturale Brasilitalia . Ore 13.30: pranzo al ristorante Mirante da Represa Billings. Ore 15.30: visita alla Cappella di SanBartolomeo nel Parco Municipale Estoril; visita a Vera Cruz ed allo Spazio del Futuro SEC Sao Bernardo. Ore 20.00 cena.

8 dicembre, domenica. Ore 9.30: sorteggio di due entrate alla Partita a Scacchi presso Hotel Ibis. Ore 11.00: Tour Matriz Nossa Sehora da Boa Viagem e visita alla torre. Ore 13.00: pranzo. Ore 14.30: Tour della città; visita all’Ospedale di Urgenza e SEC Santo Andre’. Ore 19.30: cena.

9 dicembre, lunedì. Ore 9.30: ricevimento alla Presidenza della Camera Municipale. Ore 13.00: partenza per aeroporto.

E così felici e contenti la nostra “rappresentativa” combriccola se ne è tornata a Marostica. E chi se ne frega del ruolo istituzionale del Consiglio Comunale (tanto le opposizioni non contano un fico secco), quello che conta a Marostica è il pipiesse, il Partito della Partita a Scacchi con il geom. Bucco Presidente.

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INVITO IN BRASILE AL SOLO SINDACO MOZZO, MA IN BRASILE CI VA LA PRO MAROSTICA E PAGA IL VIAGGIO.

Proprio così. L’invito portato dall’assessore di Sao Bernardo do Campo Sig. Aderir Guazzelli era per il Sindaco Mozzo per presenziare alla “reinaugurazione in data 7 dicembre del parco della gioventù cittadina intitolato alla Città di Marostica”.

La determinazione a firma il Capo Area Gabriele Dal Zotto per il rimborso spese al Sindaco dice inoltre che:

“Visto il progetto dell’Associazione Pro Marostica per la valorizzazione culturale ed economica tra le due città con particolare riferimento alla Partita a Scacchi”, la Pro Marostica organizza il viaggio dal 5 al 10 dicembre cui partecipano oltre al Sindaco, Simone Bucco, presidente della Pro, e Riccardo Lunardon, in qualità di accompagnatore/traduttore.

Osserviamo che :
1. L’invito era rivolto solo al Sindaco per la reinaugurazione del parco.
2. Non è a nostra conoscenza un progetto per la valorizzazione culturale ed economica tra Marostica e Sao Bernardo do Campo da parte della Pro Marostica.
3. Non capiamo la necessità di essere accompagnati da un traduttore di Marostica, in quanto traduttori locali sono senz’altro disponibili a Sao Bernardo do Campo.

Ovviamente il costo del biglietto per il Sindaco Mozzo di 890 euro è stato poi rimborsato dal Comune alla Pro Marostica.

La prossima volta chiediamo di essere invitati pure noi, con i cittadini di Marostica e con sufficiente anticipo, così ci aggreghiamo anche noi volentieri alla scampagnata.

P.s.: Ormai siamo nelle mani del pipiesse ovvero Partito della Partita a Scacchi. Nella prossima il programma dettagliato della visita.

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BUON 2020 A TUTTI I CITTADINI DI MAROSTICA….SENZA ILLUSIONI…C’È SEMPRE CHIPILO.

L’anno 2019 si è chiuso con una importante sentenza contro il tentativo di impedirci di parlare della politica marosticense ormai omogeneizzata tra maggioranza ed opposizione.
Il Tribunale di Vicenza ha espresso il nostro diritto di esprimere in libertà le nostre opinioni. Certo che il fatto di querelarci è l’esempio del livello a cui è precipitata la politica a Marostica. Si opera con le querele per difendere se stessi con i soldi dei cittadini. Mentre noi l’avvocato c’è lo dobbiamo pagare anche se poi assolti. E operiamo in difesa dei diritti dei marosticensi. Ma non desisteremo. Il futuro ci darà ragione.
Certo che Mozzo come Sindaco si dimostra sempre più inadeguato anche se supportato soprattutto dal “muratore” Scomazzon, che il suo mestiere lo sa fare attivando tutti i lavori pubblici possibili e finora non realizzati. Noi ne chiediamo le dimissioni perché non ha portato il minimo rispetto per la libertà di opinione di un proprio cittadino in palese violazione all’art. 21 della Costituzione Italiana. Un fatto incredibile per un Sindaco, che una volta eletto deve essere Sindaco di tutti i cittadini, non solo della Lega.

Ma è evidente che siamo senza una vera cultura politica. La cosa ancora più ignobile è poi che il tutto è supportato dalla “burocrazia” comunale che dovrebbe invece operare nella massima legalità e trasparenza.

È ovvio che in queste condizioni il tutto procede con iniziative e capacità individuali senza una visione complessiva di un progetto economico, sociale e culturale per Marostica.

Noi ci auguriamo che, una volta tolta di mezzo la vecchia politica, possano emergere dei personaggi capaci e motivati, moralmente ineccepibili, in modo che la città abbia una amministrazione che indubbiamente merita per la sua storia. Noi ci battiamo per questo.

Intanto qui in Messico alla cena di Capodanno con amici conosciamo un certo Costantini con lontane origini da Cortina. E ci racconta una storia fantastica di cui è protagonista. C’è un paesino nello stato di Puebla di 4.000 abitanti discendenti diretti di un gruppo di veneti arrivati a fine ‘800. Parlano Veneto ed hanno mantenuto le loro tradizioni. Erano 500 coloni nel 1882 e fondarono Chipilo. Hanno chiamato “Monte Grappa” la collina sovrastante la cittadina, e dove erano trincerati, dopo la vittoria ottenuta il 25 gennaio 1917 contro i circa 4.000 rivoluzionari di Emiliano Zapata. È gemellata con Segusino dal 1982, cittadina in provincia di Treviso da cui parti’ la maggior parte dei coloni.
Chipilo sarà la metà di un nostro prossimo viaggio. Ci auguriamo di non doversi rifugiare tra gli ancora “veri” veneti.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica