LA RICANDIDATURA DI ELENA PAVAN A BASSANO CON I NEO-FASCISTI DI FRATELLI D’ITALIA SOMIGLIA UN PO’ ALLA STORIA DI MUSSOLINI DEFENESTRATO DAL RE

Siamo stati ieri alla presentazione della Pavan come candidata sindaco di FdI sul ponte vecchio a Bassano. Si respirava un’aria di altri tempi, come fosse avvenuto un clamoroso tradimento. E quindi tutto è girato intorno al venir meno della conferma del Sindaco. Senza tener conto che oggi i partiti fanno le loro verifiche e considerazioni e, giusto o sbagliato che sia, hanno la libertà di farle. Sembrava appunto di essere ai tempi di Mussolini che defenestrato dal Re, fondo’ la Repubblica Sociale Italiana. Ed infatti la Donazzan ha tirato fuori subito la bandiera italiana.
Invece si tratta semplicemente che il partito di riferimento della Pavan la ha mollata, come inaspettatamente la aveva candidata. Cose che possono capitare se non si fa realmente parte di un partito e se si tradiscono le aspettative di competenza e capacità o come oggi si dice di leadership.
Fratelli d’Italia ha inventato una farsa, corre in aiuto alla Pavan silurata dalla Lega e la ricandida.
E la narrazione assume degli aspetti grotteschi, richiamando il luogo della conferenza come solo il Ponte degli Alpini invece che del Palladio. Insomma anche le truppe alpine per salvare la Pavan. Quindi si respirava veramente un’aria di altri tempi, come se la Storia tornasse indietro.
Bassano medaglia d’oro alla Resistenza non merita una simile strumentalizzazione, anche se riteniamo che i cittadini non siano degli allocchi e quindi ben lungi dall’accettare un racconto così platealmente ridicolo.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica