MAROSTICA SI MUOVE PER LA PACE. MA A CHE SERVE? È SOLO UNA PIA ILLUSIONE?

Appartengo alla generazione dei pacifisti degli anni ‘68. Quelli per intenderci dei “figli dei fiori” e “fate l’amore, non la guerra”.
Erano gli anni dell’orribile guerra del Vietnam. Dell’incomprensione americana della vicenda, vista solo in chiave ideologica per fermare il comunismo in Asia. E non come era, una lotta di popolo per l’indipendenza del Paese, contro il colonialismo occidentale.
E ancora oggi l’Occidente con gli Stati Uniti vede la “democrazia”, con l’ultima versione nata dalla Rivoluzione francese e sviluppatasi come confronto tra varie forze politiche per governare, come l’unico modello di governo da imporre al Mondo. In realtà girando il mondo come viaggiatore “on the road” con Avventure nel Mondo, mi sono reso conto che esistono diverse situazioni politiche, dovute a percorsi storici anche millenari profondamente differenti dai nostri e che quindi voler erigere la “democrazia occidentale” come l’unica forma di governo è semplicemente pura utopia e principale fattore di guerra. Esistono Paesi governati da clan tribali, oligarchie, teocrazie, forme varie di comunismo e socialismo, monarchie ecc. Certo un mondo pacificamente aperto si può confrontare ed evolvere verso una sempre più reale partecipazione dei cittadini.
Ma il problema vero di un movimento pacifista è la lotta contro la diffusione delle armi. Ci sono in corso oltre 50 guerre locali con sempre tante, troppe vittime civili. E la causa di tutto ciò sono le armi, che andrebbero bandite. Il no alle guerre è soprattutto no alle armi.

Poi si può scendere in piazza invocando la pace, ma resta sempre una utopia, una illusione se i paesi continuano ad armarsi sempre più e se non esiste alcun feroce controllo internazionale sulla vendita di armi.

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IL MOZZO DI MAROSTICA HA APPENA FINITO IL CORSO ACCELERATO MONTESSORI?

Non crediamo alle nostre orecchie. Dopo quattro anni il Mozzo Sindaco ha imparato a parlare correttamente ed argomentare. È questa la grande novità dell’ultimo Consiglio Comunale. Noi siamo il più possibile obiettivi e riconosciamo che è stato fatto un grande passo. Sentire Mozzo rispondere direttamente, senza delegare a qualche assessore come generalmente faceva, in modo argomentato direttamente alla “viperetta” Dalla Valle, ora anche segretaria provinciale di Azione del Calenda quindi con sperato futuro politico nazionale, ci ha dato la massima goduria. Anche con Santini non è stato di meno. Il fatto è che Santini non sa darsi pace per la fortuna del Mozzo di vedersi arrivare un sacco, ma veramente un sacco di soldi. Li avrebbe voluti lui.
Sull’operazione scuola con il metodo Montessori, Mozzo è stato chiaro ed esaustivo, riepilogando i passi fatti con il coinvolgimento della Direzione didattica e motivando la scelta della scuola elementare con tale metodo in base ad una ricerca sulle scuole in zona, che per la maggior parte adottano tale metodo per l’asilo. Quindi viene data una continuità di offerta didattica, con possibilità di arrivo di scolari alla scuola elementare dalle zone limitrofe.
Noi per tale improvviso cambiamento abbiamo avuto il dubbio che il Sindaco abbia seguito un corso accelerato del Montessori per eterni laureandi.

Anche sul programma degli investimenti è stato chiaro. Tant’è che proprio non c’era nulla da recriminare e per la prima volta in Consiglio comunale c’è stata anche una approvazione bulgara, cioè all’unanimità. Non sappiamo se poi ci sia stato anche un brindisi.
Ovvio che pesa nella situazione il comportamento compatto della Lega su qualsiasi argomento. Si è passati dall’armata Brancaleone con 5 gruppi politici della Dalla Valle in continuo litigio, alla compattezza “sovietica” del gruppo Lega a Marostica. E gli altri devono accodarsi per avere un minimo ruolo. Anche perché non viene svolta una vera opposizione “di programma”.

Adesso però dopo la teoria c’è la pratica della realizzazione di quanto deciso. Con la problematica dell’esplosione dei costi.

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RIUSCIRÀ IL NOSTRO PSEUDO EROE “MOZZO DI MAROSTICA” A FARE TUTTI GLI INVESTIMENTI STROMBAZZATI CON GIÀ I SOLDI IN SACCOCCIA?

Sembravano tutte cose già fatte: accesso alle Mura da Porta Breganze, nuova stazione bus, finitura del Politeama, nuovo ponte sul Longhella, nuova scuola Montessori a Vallonara, illuminazione del Castello….Per non parlare del nuovo Centro per malati di Alzheimer.
Solo il ristorante al Castello superiore sembra finito, ma non si sa nulla dell’apertura. Però almeno per quest’ultimo siamo fuori dalla revisione prezzi. Invece per gli altri investimenti chissà cosa succederà perché oggi la loro realizzazione è penalizzata da un mostruoso aumento dei costi dei materiali. Non solo dovuto ad una crescita dell’inflazione, ma anche ad un economicamente incomprensibile bonus 110 ed altre agevolazioni che hanno scatenato una vera e propria speculazione. Ovvio che il risparmio energetico deve essere una priorità, ma ci deve essere sempre la partecipazione alla spesa dell’utente. Altrimenti si innestano delle vere e proprie truffe ai danni dello Stato. Cosa che è avvenuta.

E così chi vuol fare dei lavori edili oggi è a rischio o di imprese improvvisate o di attesa minimo annuale per imprese credibili.

E questo vale per gli investimenti del Comune di Marostica che a questo punto aggiunge alla sua lentezza burocratica problemi di ovvia revisione prezzi e di disponibilità di imprese serie.

Noi abbiamo sempre detto: gli investimenti necessari si fanno nei giusti tempi senza tanto aspettare finanziamenti dello Stato, che ovviamente se vengono sono sempre benvenuti, ma non devono essere indispensabili.

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ANDREA VISENTIN, PRESIDENTE CONFINDUSTRIA BASSANO È UN ERETICO? LA POLITICA NON È PIÙ DA “LECCARE”?

Maturità al Brocchi nel 1988, negli anni quindi d’oro della riforma del Liceo, poi laurea in Ingegneria Elettronica a Padova ed infine consigliere d’amministrazione operativo e direttore corporate sistemi informatici alla Mevis SpA. Quindi la base culturale è ottima.
Ora Visentin è presidente del gruppo Confindustria di Bassano ed i suoi obiettivi sono di incrementare la cultura del business e di contribuire allo sviluppo della società civile. Un programma quindi “illuminista”. Tant’è che è partito il progetto Radici Future, un progetto per sviluppare tra le aziende, ma anche fra i giovani, la consapevolezza dell’importanza dell’economia circolare per il recupero dei rifiuti e l’uso corretto dei materiali.
Risulta evidente che un simile progetto coinvolge anche il territorio con le sue problematiche di viabilità e trasporti.

Ma come si prospettano i legami con la “politica”?

Intanto è bene precisare che nella pratica il salto culturale di Confindustria locale è solo agli inizi, dopo il pesante coinvolgimento nella vicenda Banca Popolare di Vicenza – Zonin. L’illuminismo è ancora ben lungi dall’esserci. Basta leggere il Giornale di Vicenza, quotidiano della Confindustria stessa, lontano ancora dall’avere un format editoriale che affianchi alla semplice cronaca un reale dibattito con diverse opinioni. Esiste sempre un ferreo controllo dell’informazione anche probabilmente dovuto ad una specie di auto censura dei giornalisti stessi, come “tromboni” del padrone, anche se sembra che il padrone sia di vedute più aperte di loro.

Visentin sta cominciando a realizzare come effettivamente è il terreno politico fuori dalle mura aziendali e sta capendo che serve un radicale cambiamento delle persone che fanno politica senza il quale le speranze per il futuro sono illusorie.

Infatti sull’inserto appena realizzato dal Giornale di Vicenza sull’economia locale afferma: “….il problema è che il mondo reale è diverso da quello che immaginiamo e ho la sensazione che alla nostra classe politica manchi oltre alla competenza e all’umiltà, anche questa consapevolezza “.

Insomma oggi la politica è fatta da marziani che manco sanno dove vivono, figurarsi quindi se sanno prendere delle giuste decisioni.

Noi ci auguriamo che l’illuminismo della Confindustria diventi realtà con veri progetti di sviluppo sostenibile e capacità critica sulle scelte politiche.
Tanto più che è praticamente impossibile che il Mozzo o la Pavan di turno facciano delle querele all’Associazione degli Industriali.

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LEZIONE DI STORIA: ADESSO È TUTTO IN MANO ALLA VOLKSBANK. QUALI SONO LE SUE INTENZIONI? SI RITORNA AL PROGETTO GIANFRANCO AZZOLIN A SUO TEMPO BOICOTTATO DAL COMUNE DI MAROSTICA?

di Mario Scuro

Da alcuni anni una gru di colore ocra smarrito dal tempo e dalle intemperie troneggia nei pressi di Porta Bassano e della cadente torre E (puntellata e ingabbiata), all’interno dell’area Azzolin.
Ritengo necessario ritornare sull’argomento – seguito da anni da “Marostica Notizie” – in quanto dalla fine del secolo scorso si discute sul futuro di questo territorio, che rappresenta un settimo dell’area abitativa dentro le mura, con progetti, compravendite, sanzioni, condoni, pubbliche riunioni, discussioni in sede di Consiglio Comunale.
La proprietà attuale è della Volksbank di Bolzano (subentrata alla Banca Popolare di Marostica, un tempo fiore all’occhiello della finanza cittadina), la quale non manifesta pubblicamente le sue intenzioni a seguito dell’investimento di qualche anno fa.
L’Amministrazione Comunale di Marostica, proprietaria della cinta muraria interessata, a nome del Vicesindaco, nella riunione della Compagnia delle Mura, ha fatto intendere che lascia alla Direzione della banca la decisionalità dei rapporti dovuti per gli interventi con la Soprintendenza di Verona.
Il Ministro della Cultura, da me interpellato per un intervento al fine di uscire dall’impasse, mi risponde con il distinguo fra “lo Stato, a cui spetta la tutela del patrimonio culturale e gli Enti locali, ai quali è demandato il governo del territorio”.
Il Soprintendente di Verona, messo a parte della problematica situazione del centro storico di Marostica, assicura “la massima attenzione sui temi segnalati, in particolare sull’esecutività del Decreto Soragni 2012”.
Il Presidente della Commissione Europea, da me interessato qualche anno fa, mi fece sapere che, pur apprezzando il mio intervento di cittadino europeo, spetta al Comune e alla Regione progettare e chiedere i sostanziosi aiuti finanziari della comunità Europea per opere strutturali.
La Regione Veneto, che pur aveva provocato il decreto di salvaguardia della città scaligera, anche dopo il mio incontro con il Governatore e, su sua delega, con l’Assessore alla Cultura, nicchia su Marostica e restituisce all’Europa i soldi non utilizzati per gli “interventi strutturali”.
In questo bailamme democratico è impossibile per il cittadino agire concretamente. La risposta ad ogni proposta della base avviene solo con tante parole “rassicuratrici”. La disponibilità di tanti esperti del campo, quali Renato Cevese (che, purtroppo, ci ha lasciato), Sergio Los, Domenico Patassini, Patrizia Valle, Domenico Taddei, Roberto Masiero, Ugo Soragni, Giovanni Marcadella, Francesco Scafuri, Claudio Bignozzi, Carlo Cesari, Maurizio Trevisan, Flavio Rodighiero, che ho portato a Marostica; nonché l’impegno dei locali Giuseppe Antonio Muraro, Duccio Antonio Dinale, Bruno Pezzin, Giordano Dellai, Mario Guderzo, sono ignorati.
Venendo al caso Azzolin, io mi ripeto con un caldo “appello” al Ministro, al Soprintendente, al Governatore, al Sindaco, al Presidente della Volksbank, al Presidente delle Città Murate del Veneto, al Presidente dell’Istituto Italiano dei  Castelli, al Presidente di Europa Nostra – Internationales Burgen Institut per riprendere lo spirito della progettazione passata, esposta al Castello, favoriti dal fatto che Giove pluvio ci ha agevolato il disegno con il “crollo” delle superfetazioni addossate alla cinta (orribili e di nessun valore di archeologia industriale, come si fa credere – lo affermo sulla scorta della dottrina e per essere nato in via Vajenti tanti anni fa).
Appoggio sempre la tesi del concittadino cattedratico Sergio Los, il quale, nel Piano Particolareggiato per il centro Storico, che abbiamo approvato in Consiglio Comunale nell’ormai lontano 1984, sostiene che “Marostica ha l’invidiabile privilegio di possedere il centro storico fondato su un progetto latente, che ha indirizzato in un certo senso i vari interventi che si sono succeduti nei secoli e che hanno costituito la città attuale”. Conseguentemente è possibile (lo dice anche il citato Decreto Soragni) la “riqualificazione urbana, seguendo per l’appunto il disegno primitivo”.
Dobbiamo pensare anche a quanto la Comunità marosticana ha perso per non aver accettato l’offerta (2000) del proprietario Gianfranco Azzolin (marosticano verace), che, con il progetto Stefano Giunta, prevedeva “la restituzione del palazzo sette/ottocentesco in corso Mazzini; l’abbattimento di tutti i corpi di fabbrica inutili e la riedificazione volumetrica con minialloggi per anziani (una quarantina – tanto auspicati a Marostica), inseriti nel contesto storico; la cessione al Comune del parco e di una fascia di rispetto lungo le mura scaligere di 12 metri, ad uso pedonale; la realizzazione di un parcheggio interrato a tre piani, con la concessione di uno in uso alla collettività marosticana e con l’ipotesi di uscita sotto le mura per non intasare il traffico urbano; la rinuncia al diritto di proprietà delle torri C, D, E, unitamente al contributo di 300 milioni di lire per il loro restauro”.
Viceversa, non si capiscono gli interventi estemporanei (come quello in atto a Porta Breganze: il quarto, con l’investimento, alla fine, di milioni di euro e il rinvio alle calende greche del cammino di ronda); la tolleranza di vendita privata della Torre B, di cui abbiamo già 

LE TESI DI LAUREA SONO LA REALTÀ CULTURALE IN TUTTI I CAMPI. PERCHÉ NON FARCELE ILLUSTRARE DAI LAUREATI DI MAROSTICA?

L’Associazione Amici/volontari della Biblioteca ha proposto alla consigliera delegata alla biblioteca Marialuisa Burei una iniziativa culturale per mantenere alto il livello di conoscenza nei vari settori culturali.
Sappiamo che le tesi di laurea in tutti i campi (umanistico, scientifico, economico, medico, artistico, ecc.) costituiscono l’aggiornamento continuo di ciò che accade. Questo è particolarmente valido per le tesi di laurea che fanno il punto nei campi della ricerca. Lo studente è attivato a partecipare ad attività che si collocano a definire quello che sarà il futuro della società. Se uno studente partecipa per esempio ad un gruppo di lavoro sulle biotecnologie senz’altro collaborerà alle ultime ricerche e quindi nella sua tesi farà il punto su una situazione particolare. Così nell’ambito della ricerca fisica o chimica. O dell’astronomia. Ma gli argomenti possono essere moltissimi ed i più vari. E le tesi diranno sempre le ultime novità in un determinato campo.

Di qui nasce la proposta dell’Associazione Amici della Biblioteca di presentare con una cadenza che può essere mensile delle tesi di laurea significative sviluppate da studenti della zona di Marostica.
Già il Comune organizzava con l’Università degli Adulti un pomeriggio in cui ai laureati veniva consegnato un attestato. Ciò è molto limitativo e non fa comprendere l’attività di ricerca culturale che ci sta dietro.

Solo stando al passo con i tempi capiremo meglio il mondo che ci circonda e la cultura non può essere delegata solo a chi in fin dei conti rappresenta solo il passato, pur interessante. E poi realmente una iniziativa del genere ci fa meglio comprendere l’impegno dei nostri giovani concittadini.

Alla Dr.ssa Burei si chiede di attivarsi in questo senso, avendo la disponibilità di lavoro dell’Associazione Amici/Volontari ed essendo già attivata dal Comune la conoscenza dei laureati con le loro tesi.

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DARIO LUNARDON, AVVOCATO DI ROBERTO ASTUNI, È UN GENIO. SCOPRE CHE L’ART. 21 DELLA COSTITUZIONE ESISTE E SI “INCAZZA

Non ci siamo mai divertiti tanto a leggere l’atto con cui l’avv. Dario Lunardon impugna la sentenza di nostra completa assoluzione per la laurea falsa di Astuni. Infatti fa delle considerazioni finali del tutto generiche e gratuite, che però sottendono la sua “rabbia” che un cittadino conosca esattamente quanto stabilito dall’art.21 della Costituzione per quanto concerne la libertà di pensiero.

Infatti il Lunardon dice nelle considerazioni finali: “L’imputato Morello Alessandro è da anni – vien quasi da dire professionalmente – alla pratica della pubblica diffamazione di vari soggetti, rispetto ai quali egli, facendosi apparentemente scudo dell’art. 21 cost., ritiene di essere libero di innescare la famosa “macchina del fango”. Il suo blog è un costante (e inaccettabile) attacco a chiunque gli capiti a tiro, finendo di essere del tutto strumentale invocando il principio costituzionale di libero manifestazione del pensiero, che nelle mani del Morello è diventato il paravento di inusitati attacchi personali, privi di qualsivoglia rilevanza pubblica”….”Scopo del Morello è sempre e solo quello di gettare discredito su altre persone, confidando di poter approfittare dell’art. 21 della cost., che nelle sue mani svilisce la propria valenza democratica e diventa grimaldello per forzare a proprio piacimento le norme del codice penale “.

Vediamo innanzitutto che il Lunardon parla di “cost.” non di Costituzione come fosse una legge a caso e non il perno del nostro vivere civile e della nostra Repubblica ed incredibilmente lancia generiche accuse senza fatti e prove. Il suo è un esempio di vera diffamazione irrispettosa della libertà del cittadino di esprimere il proprio pensiero su fatti certi. Come appunto prevede l’art. 21 della Costituzione Italiana.

Il tutto ci sembra anche ricordare una delibera della Giunta del Comune di Marostica di tempo fa che ci dava del “delinquente” informativo. Certo che la libertà di informazione è ancora sconosciuta in certi ambienti. Per fortuna non in Tribunale.

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ROBERTO ASTUNI, EX PRESIDENTE DEGLI ALBERGATORI DI BASSANO, VA ALLA CORTE DI APPELLO DI VENEZIA PER LA LAUREA FALSA. UNA NUOVA PAGLIACCIATA

Dopo essere stati assolti con la formula più ampia dal Tribunale di Vicenza che ha riconosciuto senza ombra di dubbio la verità della nostra informazione sulla laurea falsa di Astuni e che la United States Open University non esiste, ecco che l’Astuni torna all’assalto. Secondo lui dovremmo pagargli non solo il danno all’immagine, ma anche le spese processuali. Siamo alla follia: chi è assolto paga! Ecco quindi il suo ricorso alla Corte di Appello di Venezia.
Crediamo di aver perso sufficiente tempo dietro una ridicola vicenda e che sarebbe ora di finirla di prendere la Giustizia a fini personali contro chi rivela semplicemente la realtà dei fatti.

La verità è che l’immagine e la credibilità di Roberto Astuni non si è persa con la sua laurea falsa, che poteva essere presa come uno scherzo, ma con la sua condanna definitiva in Cassazione a quattro anni e sei mesi per bancarotta fraudolenta come amministratore di una società di informatica fallita a Trieste, ragione per cui a norma di statuto si è dovuto dimettere da Presidente degli Albergatori.

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LA PLASTIFICAZIONE DEL MONDO È PROGRESSO? LA STORIA EBBE INIZIO 70 ANNI FA

Mi riconosco colpevole. La mia tesi di laurea è stata sullo studio della formazione del PVC attraverso raggi gamma. Una tecnica di polimerizzazione “accademica” che evita di porre un catalizzatore chimico che innesti la reazione che unisce più molecole in polimero. La polimerizzazione con i catalizzatori fu la grande scoperta di Natta negli anni ‘50 che poi si prese il premio Nobel con Ziegler. Con i raggi gamma si può studiare la struttura del polimero senza l’influenza del catalizzatore.

Le plastiche quindi mi hanno sempre incuriosito ed hanno subito avuto un grande successo commerciale e ricordo ancora la pubblicità dei casalinghi in Moplen con Gino Bramieri degli anni ‘60.
Le plastiche hanno invaso la nostra vita e sono sostanzialmente dei materiali inerti, difficilmente degradabili, che si possono usare in mille modi con svariate caratteristiche tecniche.
I materiali plastici hanno circa 70 anni ed è stata una invenzione della massima utilità. Oggi il 4% del petrolio viene utilizzato per questo scopo. Il resto viene usato per la combustione. Fare plastiche quindi non spreca risorse, ma le utilizza.

Ci sono però gravi problemi sia per le micro plastiche che per le macro plastiche. Infatti le micro in pratica sono incontrollabili ed ormai sono presenti ovunque e difficilmente eliminabili, con anche lunghi tempi di decomposizione. È evidente che si dovrà convivere con conseguenze non prevedibili.
Il problema per le macro plastiche è diverso perché possono essere controllate, recuperate e riciclate. Oggi la loro presenza nell’eco sistema è ai limiti della tolleranza, ma passi avanti nel loro recupero sono stati fatti.

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IL FOTOVOLTAICO CHE NON C’È A MAROSTICA. CI SARÀ INVECE LA NUOVA ILLUMINAZIONE DEL CASTELLO. È QUESTA LA POLITICA?

Fanno vergogna i 155.500 euro appena deliberati dalla Giunta leghista di Marostica per la nuova illuminazione del Castello. Quale reale vantaggio hanno i cittadini se non pagare anche ancora di più l’Enel? Per non parlare del quasi un milione per il ristorante del Castello superiore, che non sarà una mensa popolare. O la nuova stazione del bus inutile perché c’è già. Tutti soldi sprecati.

Ma nell’ambito del risparmio energetico, cosa è stato fatto? Non possiamo che riportare la nostra esperienza personale. Nel 2010 abbiamo promosso il Gruppo di Acquisto Solidale per il fotovoltaico all’interno della Coop consumatori. Circa 150 famiglie di Marostica vi hanno aderito ottenendo energia elettrica gratis ed un ottimo incentivo sulla elettricità prodotta. L’ vestimento è stato ammortizzato in circa sette anni e l’incentivo ha la durata di venti. Per quel che ci riguarda adesso viaggiamo quasi gratis con una macchina plug-in con circa 50 km di autonomia in elettrico, avendo ia corrente gratis dal fotovoltaico. E la macchina, quando la abbiamo acquistata, aveva anche 10.000 euro di incentivo sul prezzo di listino, oltre che un ottimo finanziamento. Ma qual è la situazione del cittadino normale? Bolletta stratosferica e costo della benzina alle stelle. Con lo stesso stipendio.
Il Gruppo di Acquisto è stato lasciato morire dal solito Luigi Scomazzon, presidente/padrone della Coop da una vita e che non ha il senso del futuro che ci attende.

Di questi essenziali problemi a Marostica non si è fatto più niente. La Coop viaggia con la sua politica del mattone tra l’altro costruendo fuori città e funziona come un normalissimo supermercato senza finalità di solidarietà e mutualità. Un progetto per dare la possibilità a tutti i cittadini di utilizzare il fotovoltaico non c’è.
In Comune c’è una situazione di grande confusione con un Sindaco assolutamente inadeguato, ma politicamente “pompato” dalla Lega che non può perdere la faccia. Certo c’è stata una favorevole situazione per avere dei finanziamenti ampiamente strombazzati poi come esclusivo merito del Mozzo, ma la realtà delle realizzazioni concrete è ben lungi dall’essere compiuta. E con gli aumenti di prezzi in corso chissà quanti adeguamenti di prezzo ci saranno e se i soldi saranno sufficienti.
Tempi grigi quindi a Marostica se non emergeranno persone capaci e responsabili a governare la realtà che ci resta, con un minimo di idee di strategia e programmazione.

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