LA PLASTIFICAZIONE DEL MONDO È PROGRESSO? LA STORIA EBBE INIZIO 70 ANNI FA

Mi riconosco colpevole. La mia tesi di laurea è stata sullo studio della formazione del PVC attraverso raggi gamma. Una tecnica di polimerizzazione “accademica” che evita di porre un catalizzatore chimico che innesti la reazione che unisce più molecole in polimero. La polimerizzazione con i catalizzatori fu la grande scoperta di Natta negli anni ‘50 che poi si prese il premio Nobel con Ziegler. Con i raggi gamma si può studiare la struttura del polimero senza l’influenza del catalizzatore.

Le plastiche quindi mi hanno sempre incuriosito ed hanno subito avuto un grande successo commerciale e ricordo ancora la pubblicità dei casalinghi in Moplen con Gino Bramieri degli anni ‘60.
Le plastiche hanno invaso la nostra vita e sono sostanzialmente dei materiali inerti, difficilmente degradabili, che si possono usare in mille modi con svariate caratteristiche tecniche.
I materiali plastici hanno circa 70 anni ed è stata una invenzione della massima utilità. Oggi il 4% del petrolio viene utilizzato per questo scopo. Il resto viene usato per la combustione. Fare plastiche quindi non spreca risorse, ma le utilizza.

Ci sono però gravi problemi sia per le micro plastiche che per le macro plastiche. Infatti le micro in pratica sono incontrollabili ed ormai sono presenti ovunque e difficilmente eliminabili, con anche lunghi tempi di decomposizione. È evidente che si dovrà convivere con conseguenze non prevedibili.
Il problema per le macro plastiche è diverso perché possono essere controllate, recuperate e riciclate. Oggi la loro presenza nell’eco sistema è ai limiti della tolleranza, ma passi avanti nel loro recupero sono stati fatti.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica