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Autore archivio: admin

PERCHE’ LA “CAMICIA NERA” MOZZO NON QUERELA SANTINI?

Nei nostri confronti Mozzo non ha avuto pietà nel definirci con la delibera di Giunta del 23 maggio 2019 “condannato seriale” invece di “assolto seriale”. Come anche di fatto sarà ulteriormente dimostrato successivamente. E ‘ evidente il lapsus. Ma non per niente il nostro “amato” Sindaco piace indossare spesso la camicia nera. Non sappiamo se Mozzo abbia una cultura storica, ma ci pare evidente il richiamo ai tempi che furono. E chi nel tempo passato indossava la camicia nera di “lapsus” ne fece parecchi.

Allora ci chiediamo perché in linea con la politica adottata Mozzo non querela Santini, tanto paga sempre cucù, per le gravi affermazioni che fa nei confronti della Giunta nel recente articolo sul Giornale di Vicenza a proposito delle modalità di restauro del Castello Superiore. “La Giunta deve capire che i cittadini devono essere i loro alleati, non i loro nemici”.

In pratica Santini, anche con l’iniziativa di indire un referendum per il mantenimento della storica fermata del bus con la raccolta di oltre mille firme, accusa palesemente Mozzo di colpo di stato. In pratica non c’è alcuna applicazione del programma elettorale, un vero tradimento. L’amministrazione non dialoga con i cittadini, ma tutto è in mano al duo di “amiconi” Scomazzon-Colosso. Che fanno e disfano a loro piacimento, nascondono i dati dei bilanci passati, e poi si inventano un nuovo tipo di democrazia leghista. “Go i voti in Consiglio e comando mi”. Anni di storia e dibattiti democratici per trovare la migliore soluzione buttati nel cesso.

E Mozzo perché non querela Santini che vorrebbe non permettergli, una volta appunto eletto, di fare quel cavolo che gli pare? Anche far vedere il cinema questa estate in automobile così si può pomiciare meglio? È uno dei misteri dell’attuale politica marosticense.

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IL MODELLO AMERICANO: AVVELENATI DAL PIOMBO E UCCISI DAL CORONA VIRUS!

Da Chicago al Quebec, in macchina sulle belle autostrade gratuite americane. Con Elisa mi ero incontrato al bellissimo super ostello nel centro di Chicago, stanza a 150 dollari a notte, cara ma sempre comunque un terzo del costo dell’albergo di fronte. Lei per l’estate aveva messo la figlia 15enne in un campus per liceali, ad un centinaio di km dalla città americana, per praticare equitazione e altre attività. Saremmo passati nel ritorno a prenderla.
Intanto facciamo la prima lunga tappa dirigendoci verso il confine canadese con non poche difficoltà ad uscire dal caotico ed incredibile traffico di Chicago. Anche perché occorre avere la massima attenzione in quanto è permesso superare anche a destra. E arrivano in velocità giganteschi camion. Che poi all’ultimo minuto ti strombazzano. Facendoti sobbalzare.

Pensiamo di dormire a Flint, sopra Detroit. Prima di arrivare ci fermiamo a far benzina. Chiediamo quanto manca per la cittadina. Dalla cassiera veniamo guardati con gli occhi stralunati. Ci dice che Flint è oggi una città fantasma con l’acqua avvelenata dal piombo delle industrie collegate alla produzione delle automobili. Ok non vogliamo avvelenarci e ci fermiamo al motel vicino.

Avevamo un po’ dimenticato nel tempo quel fatto, ritenendolo frutto della prima industrializzazione. Invece compriamo una settimana fa’ il libro del corriere della sera “Crack America, la verità sulla crisi degli Stati Uniti”, scritto dal corrispondente Massimo Gaggi, e leggiamo. “Il dramma di Flint, la città industriale del Michigan con l’acqua contaminata dal piombo, ha fatto il giro del mondo. Le autorità sostengono che il caso, denunciato con grande ritardo nel 2016, ora è stato risolto, col piombo che è tornato un po’ sotto i livelli massimi ammessi dalla legge. Ma ormai il danno è fatto: 30.000 bambini hanno assorbito a lungo neurotossine destinate in molti casi a provocare alterazioni al loro sistema nervoso e anche al cervello. La crisi iniziò nel 2014 con la decisione dell’amministrazione, a corto di fondi, di risparmiare qualcosa prendendo l’acqua dal vicino fiume Flint anziché, come fatto fin li’, dal Lago Huron e da un fiume più grande, il Detroit.
Una scelta improvvisata, fatta senza rendersi conto che si stava avvelenando una città di 100mila abitanti perché il fiume Flint era molto inquinato e le sue acque non venivano adeguatamente depurate”.
Una conferma del viaggio attraverso l’America: grandi spazi, grandi risorse naturali ma spesso depredate con una logica che ci siano beni naturali senza limiti da consumare se non depredare.

Libro da leggere per capire anche come una nazione moderna e super tecnologica in poche settimane abbia avuto più morti per Corona virus che l’intera guerra del Vietnam, con circa 60mila americani caduti.

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IL MINARETO DI SCOMAZZON CON ASCENSORE PER IL CASTELLO SUPERIORE DI MAROSTICA AL PREZZO DI 700.000 EURO. RIDICOLO!

Valentino Scomazzon non demorde. Con la Giunta, tutti senza un pezzo di laurea, non sa distinguere gli investimenti sociali usufruibili da tutti i cittadini di Marostica da quelli secondari. Piscina e teatro sono servizi indispensabili per una Comunità. Ora la piscina va all’asta perché con l’appalto “biscotto “ di Bertazzo e’ stata delegata in toto la gestione ad “amici” con tanto di fideiussione del Comune per cui alla fine si sono persi 472.000 euro, invece di avere un progetto di continua manutenzione e sviluppo del complesso con anche una tanto richiesta piscina esterna per l’estate. Ora si vuole perdere il totale investimento svendendo la piscina con un’asta. Sperando di trovare oggi chi compra ed investa per uno sviluppo di una iniziativa sociale.
Il teatro è fermo da oltre dieci anni quando la buona economia dice che se stai facendo un investimento lo devi completare quanto prima. E utilizzarlo. Oppure vendi l’immobile per altri usi, come un centro salute. E trovi un’altra soluzione, tipo lo spazio ex Belfe, per il teatro. Ma occorre una mentalità manageriale che non c’è. Solo confusione, improvvisazione ed incapacità di gestione.
Ci si accontenta così della cantina del teatro ancora “cattedrale nel deserto”. Prima di entrare, nei prossimi mesi, occorrerà indossare lo scafandro anti corona virus.

Piscina e teatro hanno sempre un grande utilizzo da parte della gente in tutte le città. Sono anche momenti di grande socialità.

Ora si decide di investire 670.000 euro nella ristrutturazione del ristorante del Castello Superiore. Non è che sia un servizio ai cittadini in quanto non si tratta di una mensa per meno abbienti. Si tratta di un investimento “immobiliare” che dovrebbe rendere, una volta affittato, almeno 85.000 euro all’anno. E la ragione di dover spendere tutti questi soldi è perché negli anni passati non è stata fatta la dovuta manutenzione da parte delle varie Amministrazioni succedutesi in città. Ma ripetiamo non è un investimento di valenza sociale in favore della Comunità. Le motivazioni sono di valorizzazione economico/turistica. Che ci possono stare se si risolvono i problemi base.

Ora a questo ristorante – castello, Valentino Scomazzon con il suo “discepolo” Mozzo vuol aggiungere una minareto-ascensore per una spesa di circa 700.000 euro. Anche un “idiota” capisce che i cittadini di Marostica non useranno mai l’ascensore in quanto preferiscono eventualmente salire a piedi. Magari dalla Valdibotte, risolto il problema della presenza di M. e delle capre.
Ma ci sono i turisti ed allora avanti con il minareto senza un minimo di presentazione e discussione pubblica. E chi se ne frega del parere dei marosticensi. E poi crediamo che l’attuale Giunta tema un reale confronto.

Ora una spesa totale di 1.370.000 euro per il Castello Superiore rientra in una normale gestione o è una follia con le problematiche da risolvere prima?

Certo che avere la torre-ascensore panoramica intitolata, come “sussurrato” da vox populi, al geometra Valentino Scomazzon, già assessore ai lavori pubblici con il primo governo Bertazzo, sarà un grande onore per Marostica. Mi è subito venuto in mente il minareto dedicato a Gesù nella grande moschea di Damasco. Secondo la tradizione mussulmana, che ha continuità col cristianesimo più di quello che si conosce, vedrà il ritorno di Cristo (considerato il profeta prima di Maometto) sulla terra prima del giudizio universale.
Probabilmente a Marostica vedremo arrivare Scomazzon con Bertazzo non sappiamo se dal Paradiso o dall’Inferno, “premiati” o “puniti” per la “cementificazione “ della città. A questo punto non sappiamo se ridere o piangere.

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UNA CERTEZZA: DI CORONA VIRUS CI AMMALEREMO TUTTI! Ci viene chiesto un nostro parere

Come viaggiatore sacco in spalla in giro per il mondo da oltre quaranta anni non mi sono affatto stupito dell’epidemia. Nei paesi “occidentali” eravamo abituati a vivere in un mondo che non teneva conto dell’”altro” mondo. Quello magari che ha ancora la malaria endemica. Se ci fermiamo in un paese appunto con la presenza della malaria sicuramente ce la becchiamo. Le medicine non difendono dalla malattia. Curano le conseguenze. Per esempio impediscono l’assalto al cervello della malaria che porterebbe alla pazzia.
Quindi abbiamo realizzato di non vivere in un mondo asettico. Quello che si deve fare come per qualsiasi virus è diluire nel tempo la popolazione che si ammala in modo che il sistema sanitario non vada in tilt e possa con elevata probabilità curare tutti.

Ora abbiamo la crisi economica. I negozianti si lamentano perché sono chiusi. Ma sarà per breve tempo. Può succedere. Una mia amica che produce tessuti è in piena attività per la richiesta per produrre mascherine. Pedon e Nardini vanno su Rai con la loro pubblicità in prime time. Impensabile fino a pochi mesi fa per i costi proibitivi. Ma il settore automobilistico forte investitore ha chiuso i rubinetti e quindi la Rai ha svenduto gli spazi favorendo le aziende alimentari meno toccate dalla crisi di vendite. Per loro è una grande opportunità di farsi conoscere. Anche perché stando a casa si guarda la tv.

Il vero settore che avrà lunga crisi è quello legato al turismo. Pensiamo ai voli aerei. Chi avrebbe mai pensato che il colosso Lufthansa corre oggi il rischio di fallimento? E la Boeing già in crisi per il nuovo aereo farlocco? Senza l’intervento governativo il suo destino è segnato. Evidente che ci sarà un nuovo modo di utilizzo dell’aereo. Non più quasi come una bicicletta per molte persone. E qui siamo fortunati di avere la piccola Alitalia. È il momento per darci una giusta dimensione senza costi elevati.
Ma abbiamo aeroporti che erano diventati più shopping center con un sacco di personale che dovrà pensare di fare altro.
Ma anche c’è chi si reinventa. Avventure nel Mondo con i propri capi gruppo in giro per l’Italia, lancia una nuova linea on the road per scoprire il nostro Paese. Almeno per un po’ di tempo.

Ecco perché pensiamo che le proteste delle attività locali siano da considerare come assoluta spinta per i Comuni a consolidare e sviluppare le realtà economiche del territorio. È a nostro parere una grande responsabilità e opportunità alla riscoperta appunto del “locale”. E qui giocano un ruolo importate creatività e competenza.

Insomma con il virus Corona siamo scesi con i piedi per terra. Non viviamo più in un mondo assurdo completamente slegato dall’ambiente. Con il solo obiettivo dei “schei”.

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LORENZO BERTACCO CI QUERELA PER DIFFAMAZIONE, MA È SOLO PER INTIMIDIRCI. NOI CONTINUEREMO A FARE VERA INFORMAZIONE CON NOMI E COGNOMI.

La cosa ci è sembrata strana. Perché una settimana prima, ad articolo già pubblicato, Lorenzo Bertacco ci aveva chiesto l’amicizia su fb. Che ovviamente abbiamo accettato. Noi abbiamo fatto solamente il punto sulla situazione politica di questi ultimi dieci-undici anni con una serie di articoli. E abbiamo ritenuto che il punto di svolta fosse la lettera anonima circolata prima delle elezioni del 2009 in tutte le case di Marostica descrivente i vari personaggi politici della città. In particolare la vita privata di Bertacco, in modo evidentemente diffamatorio. Consideriamo che da un punto di vista “storico” sia un importante documento perché noi riteniamo che sia stato il fattore determinante per la lista Scettro di vincere. Noi assieme ai lettori abbiamo analizzato il documento (che abbiamo censurato nelle offese inutili) e ci siamo accorti infatti che l’unico politico non diffamato è proprio Scettro. E’ ovvio che logicamente riteniamo che la mano scrivente non può che essere di un “fan” della lista di Scettro.
Ed è evidente che facendo un lavoro informativo almeno una parte della lettera andava pubblicata, lasciando perdere appunto la più triviale, tra l’altro essendo già stata ampiamente diffusa, ma certamente non analizzata e commentata. Compito che ci siamo incaricati di fare.
Noi abbiamo fatto questo. A questo punto con la querela di Bertacco, che riteniamo inutile, intimidatoria e pretestuosa, ci viene il dubbio che quanto riportato nella lettera sia proprio tutto vero.

Noi comunque informiamo e riteniamo di conoscere sufficientemente bene l’art. 21 della Costituzione Italiana sulla libertà di informazione, data anche l’esperienza maturata in questi anni con le querele, di chi ci voleva fermare, sempre vinte davanti al Giudice. La libertà di informazione ed opinione prima di tutto.

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VOLKSBANK: NUOVO DIRETTORE GENERALE, VIA IL PRESIDENTE ED IL VICE, DISMESSI 7 CONSIGLIERI SU 12. UNA RIVOLUZIONE! OVVIAMENTE ANCHE A BERTACCO UN CALCIO IN C….

Questa è la situazione di oggi della Volksbank. Un taglio netto col passato fatto spesso di trionfalistici proclami seguiti da deludenti risultati di bilancio.
Il tutto gira sull’acquisizione della Banca Popolare di Marostica presentata come una importante manovra strategica per allargare la banca al di fuori della provincia di Bolzano per trasformarla in banca territoriale del Triveneto.
Noi lo abbiamo detto subito, bilanci alla mano, che era una operazione rischiosa da come era stata impostata. Pur teoricamente valida. Andatevi a leggere quanto abbiamo scritto a suo tempo. La Popolare di Marostica valeva quasi zero ed è stata strapagata, probabilmente credendo alla fantomatiche società milanesi che valutavano le banche sui possibili utili futuri, tutti realmente da dimostrare. Queste società hanno principalmente lo scopo di scaricare le responsabilità degli amministratori su scelte potenzialmente esplosive e che potrebbero implicare azioni di responsabilità. Per questo vengono anche ben pagate.
Gli unici che si sono fregati le mani sono stati i soci della Popolare di Marostica, che stavano finendo alla Popolare di Vicenza. Allora sì che avrebbero visto i sorci verdi.
E hanno inserito, anche per ringraziare la Madonna, nel Consiglio della Volksbank Bertacco. Ovviamente il suo curriculum non interessava a nessuno. Era importante la cordata pilotata dagli ex dipendenti, che bocciavano anche qualsiasi azione di responsabilità contro l’ex consiglio di amministrazione della Popolare di Marostica e salvavano le chiappe.
E così con questo andazzo sono stati anni di aspettative deluse, di utili mancati e di crisi del valore delle azioni della Volksbank.
Ora i Soci di riferimento della banca, diventata SpA, hanno deciso di darci un taglio rinnovando completamente la struttura di comando. Hanno però veramente aspettato molto tempo.
Comunque la mentalità è tedesca, quindi rigorosa, anche se sappiamo, per ragione di esperienza di lavoro, che c’è una forte diversità tra tedeschi del nord, luterani per cui il denaro è un dono del Signore da rispettare e valorizzare, e del sud, cattolici. Questi ultimi diciamo che sono un po’ faciloni. A loro piace giocare, come ai nostri napoletani. Ma imparata la lezione, ci auguriamo che Volksbank inauguri una nuova era.

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LA “SVENDITA” DELLA PISCINA COMUNALE DI MAROSTICA PER 981.800 EURO IN 72 “COMODE” RATE!

Ecco la Lega Mozzo-Scomazzon-Colosso che “svende” la piscina invece di mantenere e sviluppare un patrimonio comunale.
C’è tempo fino al 25 maggio per presentare le offerte a partire dalla base d’asta appunto di 981.800 euro. E come nelle offerte speciali, si può pagare in comode 72 rate (6 anni!). C’è pronto forse qualcuno già dietro la porta?
È una fuga dalle responsabilità, è una chiara dimostrazione della incapacità della Giunta della Lega a gestire un progetto di ristrutturazione e rilancio della piscina comunale. Sono dei semplici passacarte deresponsabilizzati.

E tutto viene fatto nel segreto, con una frettolosa approvazione in Consiglio Comunale con il solito metodo sovietico “go i voti e decido”, senza alcuna consultazione dei cittadini. In totale dispregio del programma elettorale.

Con anche il rischio, come ben sottolineato dal consigliere di opposizione Santini, che non si riesca a svendere anche per i necessari ulteriori investimenti e la situazione economica attuale, aggiungiamo noi, e che il tutto si trasformi in un vergognoso bluff e solo un lavoro di carte dei burocrati comunali, senza poi nel contempo aver provveduto ad un nuovo gestore e quindi con la trasformazione della piscina in una “cattedrale nel deserto”.

Vergogna. C’è solo paraculaggine e deresponsabilta’. Marostica diventa sempre più povera. Senza teatro, palazzetto dello sport…banca locale, stazione e fermata del bus, ecc. Grazie anche alla Lega del “cambiamento”. A quando i forconi?

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PERCHÉ UN SINDACO COME REMO PEDON SAREBBE PERFETTO. MOZZO ORMAI FA RIDERE.

OrmaI sono due anni che Mozzo con la sua Giunta senza un pezzo di laurea ed autorevolezza sono al potere. E abbiamo capito come gira. Bravissimo a pulire la piazza, rifilarci il 5G con il rischio che consegue, cambiare senza senso la fermata del bus, distribuire le mascherine di Zaia non omologate e prendersi una vacanza in Brasile per gemellaggi ad uso dei soliti noti. Con ovviamente Bucco gran suggeritore con il Partito della Partita a Scacchi (PIPIESSE). A lui tra poco “dicono” che probabilmente gli sarà assegnata una stanza in Comune, data l’assiduità di presenza.

Non siamo fan di Remo Pedon, come di nessuno, ma semplicemente vogliamo indicare le caratteristiche personali che dovrebbe avere un Sindaco di Marostica. La figura che serve è quella di una persona che abbia autorevolezza, capacità organizzative e di controllo. Non certo un ragazzotto senza arte né parte ed alcuna capacità di crescere (a cui noi ci eravamo illusi, prendendo a riferimento la nostra esperienza personale a quell’età) e facilmente manipolabile. E non è minimamente giustificabile quando firma delibere di giunta false, ingiuriose e diffamatorie, anche se non crediamo che le abbia veramente comprese. Infatti ipotesi “criminogene” da parte nostra sono state subito smentite dal Giudice. Noi ci limitiamo semplicemente ad informare con la nostra libera opinione. Condivisibile o meno, ma attenta a porre i problemi.

E ci dispiace che Remo Pedon alle elezioni precedenti non abbia accettato un simile incarico per due ragioni:
1. Il Comune di per se’ ha una struttura organizzativa con un segretario/direttore generale e una serie di responsabili delle varie strutture. Il Sindaco deve semplicemente far indirizzare e funzionare la struttura trovando anche il “suo” bravo segretario comunale. Una volta funzionante la macchina comunale dovrebbe girare in autonomia. Quindi un manager esperto può continuare la sua attività in azienda anche perché Marostica è un piccolo a comune.
2. Fare il Sindaco di Marostica per un imprenditore o dirigente di azienda è anche un incarico di prestigio in termini di relazioni con fornitori e clienti. E professionalmente è di tutto vantaggio. Avere nel proprio biglietto da visita un “Major of Marostica” con l’immagine del castello è una introduzione molto significativa. Rappresenta la nostra storia di cui siamo ammirati ed invidiati.Personalmente ho avuto via libera dall’azienda per essere docente all’università per un semestre all’anno, senza rinuncia allo stipendio, in quanto tale attività era ritenuta prestigiosa nei confronti dei fornitori esteri di cui si era distributori esclusivi in Italia.

Facciamo questo discorso per attivare la disponibilità di figure professionali presenti a Marostica nell’essere futuri Sindaci, non collegati ad alcuna logica di “faccendiere” per il proprio interesse come di fatto sono state le ultime amministrazioni, ma con una vision del bene in senso ampio della Comunità in cui si vive. Senza andare a pescare in campagna certi collaboratori “Colossi” di turno.

E non è un discorso utopistico, ma della massima praticità. Certo che servirebbe qualcuno proponente al servizio della Comunità. Abbiamo associazioni come il Rotary ed il Lions che declamano a gran voce il loro “servizio” alla Comunità. Solo a fare beneficienza? O iniziative di valorizzazione culturale? Quale può essere invece il miglior servizio o service di proporre delle figure di cittadini “probi” e capaci, indipendentemente dall’appartenenza partitica, sottraendosi alla vergognosa logica che se uno esprime un’idea è subito etichettato come appartenente ad un partito politico? E in questo epoca di tastieristi ignoranti si scatenano gli insulti. Ma ci rendiamo conto che siamo proprio alla canna del gas? Che dobbiamo riprendere in mano una gestione della Città lasciata all’improvvisazione ed allo sbando? Che dobbiamo dare valore ad esperienze e competenze dei nostri cittadini? E chi se non le associazioni professionali, trovando la giusta forma, possono fornire utili indicazioni?

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“FACCETTA NERA DELL’ABISSINIA”: UNA STRAGE FASCISTA. IL 25 APRILE IN ETIOPIA È L’1 MARZO.

Della guerra per la conquista dell’Etiopia del 1936 se ne parla molto poco. In realtà è stata la più grande guerra colonialista europea per la conquista di un Paese dell’Africa. Nel 1936 l’esercito italiano (con le camicie nere in prima linea) scatenò la guerra con circa 500.000 uomini di cui 200.000 eritrei, libici e somali comandati dai feroci Badoglio sul fronte dall’Eritrea e Graziani su quello dalla Somalia. Dalla parte etiopica altri 500.000 uomini comandati dall’Imperatore Haile’ Selassie’. Gli italiani vincono grazie all’uso del gas nervino e fosgene innaffiato dagli aerei su soldati etiopici e popolazione, che hanno 275.000 morti. Per l’esercito italiano circa 9.000 morti di cui 4.500 di soldati indigeni.
La guerra “fascista” costa all’Italia 40 miliardi di lire del tempo e le riserve di oro si riducono di un terzo. E l’Etiopia non diventa la “fattoria” dell’Italia come millantava Mussolini con un massiccio arrivo di colonizzatori, perché la guerriglia degli etiopi continua provocando altri 7.000 morti tra gli italiani.
Ma gli italiani sono euforici, manipolati dalla propaganda fascista che inneggia all’Impero ed alla conquista di un Paese da civilizzare. In realtà hanno conquistato un Paese con una grande storia risalente al 1.000 a.C. con la regina di Saba, di religione cristiana con addirittura una propria Bibbia, il Kabra Nagast, e aderente alla Società delle Nazioni.

Da ricordare che il monastero-seminario di Debre Libano fu sede di uno dei più efferati eccidi del governatore Graziani che si vendicò dell’attentato subito nel 1937 con l’uccisione di oltre 400 tra monaci e diaconi copti etiopi. Praticamente tutta la nuovo élite religiosa, accusata di essere legata al complotto.
Haile’ Selassie’ ritorna nel 1941 con le prime truppe inglesi. Gli italiani per questioni di logistica hanno dovuto costruire strade ed edifici pubblici. Tanto è che gira la battuta che l’Imperatore etiope si è “assentato” perché “ha avuto per 5 anni i muratori in casa”.
Per l’Etiopia il 1* marzo è festa nazionale (lo abbiamo scoperto appunto perché in viaggio nel Paese) in ricordo della vittoria di Adua nel 1895 contro sempre l’esercito italiano da parte dell’Imperatore Menelik. Altri 7.000 italiani uccisi, pari a tutti i caduti nelle guerre dì indipendenza.

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MINCHIA CHE TEMPISTICA! QUASI DUE ANNI DI RITARDO DEL COMUNE PER LA GARA PER LA GESTIONE DEL BAR-INFO POINT ALLA EX STAZIONE FTV.

I burocrati del Comune di Marostica vivono realmente in un altro mondo. Solo adesso viene bandita la gara per la gestione dell’ex stazione FTV come bar ed info point.
La base d’asta è di 600 euro mensili con scadenza della presentazione delle offerte il 22 maggio alle ore 12.00.

Ora esistono due gravi questioni:
1. Chi è quel pazzo che in questo momento di Corona virus pensa di gestire un nuovo bar collegato al turismo locale
2. La fermata del bus verrà spostata e quindi in previsione il punto FTV perderà l’attrazione di chi usa i trasporti pubblici.

Per questa gara il Comune è in ritardo di almeno due anni. Andava fatta prima della conclusione dei previsti lavori, in modo che il gestore potesse entrare subito al loro termine.
Poi non ha alcun senso togliere la fermata del bus proprio davanti all’info point, tra l’altro gradita alla maggioranza dei cittadini.

Questa è una ulteriore dimostrazione della totale disconnessione tra il Comune, la sua burocrazia ed il reale interesse della Comunità. Sarebbe ora di fare un po’ di pulizia come qualsiasi azienda.

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