IL CASTELLO DI MAROSTICA AD USO DEGLI “AMICONI” BUCCO E MOZZO. MA CHE COMPETENZE HANNO E COME HANNO DECISO?

di Mario Scuro

L’affido alla Pro Marostica del Castello Inferiore, senza il dovuto dibattito comunitario in quanto il maniero è proprietà dei “marostegani” (cfr. Decreto 1894), ha comportato alcune scelte, che potevano, perlomeno, essere messe in discussione prima della definizione, come previsto dal patto 11 maggio 2018 del sindaco Matteo Mozzo con gli elettori.
Ora, giusto mettere una barriera all’ingresso; anche per evitare occasioni di danneggiamento o di sottrazione: cfr. la pergamena per la Partita a Scacchi 1923 di Gabriele D’Annunzio – l’anno prossimo celebreremo il centenario; i gessi della gipsoteca del grande scultore cittadino Bartolomeo Ferrari; i ricordi della Marostica Umbertina; le “prove” di Mirko Vucetich. Ma – io insisto – occorre arrivare ad una scelta “globale”, sostitutiva degli interventi e dei progetti parcellizzati ai quali assistiamo negli ultimi anni, dopo il completamento del lungo restauro (1990-2008) della fortezza.
Nel frattempo sono ignorate le indicazioni dei gruppi di lavoro e delle commissioni comunali per “la salvaguardia e la valorizzazione del Castello da Basso”: “monumento a ricordo dei Martiri della Resistenza” – lo spazio nel cortile è stato lasciato vuoto, dopo l’intervento Xausa 2012 per la pavimentazione; “Il Castello restituito racconta la storia, la vita e le proposte della Città”, con stesura progettuale indicativa e stampa a spese personali, non rimborsate; “Uso degli spazi monumentali”, con privilegi per i cittadini. Il sindaco Matteo Mozzo si è guardato bene dal convocare le stesse commissioni, preferendo affidarsi all’estro del momento, non ipotizzando la visione di Marostica futura, non affrontando il superamento del turismo “mordi e fuggi”.
Tornando all’argomento titolato, ricordo che la commissione specifica, di cui facevo parte, aveva proposto la visione gratuita almeno del piano terra (cortile, porticato, mastio) e il servizio wc per tutti (come avviene nei castelli scaligeri di Verona e di Soave). La foto riportata annulla l’intenzione comunitaria.
Andrebbe, poi, discussa la decisione di Giunta di questi mesi, che prevede l’utilizzo del Castello per ospitare il “Museo degli Scacchi” con condizioni pesanti per la Comunità: investimento finanziario di 465.000 euro, senza che sia stata effettuata un’analisi di mercato sulla reale attrattiva di un simile museo, con un dubbio ritorno positivo di pubblico (cfr. l’esperienza di Heves, Ungheria, di cui sono testimone); affido decisionale della gestione ad un comitato presieduto dal donatore delle scacchiere, il quale imporrà il suo nome museale scavalcando la proprietà e la decisionalità comunale ed esigerà lo stanziamento di 10/15.000 euro l’anno “per lo sviluppo e l’incremento della collezione” (cioè soldi pubblici per scelte private gratuite).

Purtroppo, dobbiamo constatare che questo è il destino “foresto” delle iniziative originate all’interno della nostra Comunità per il fatto di non averle localmente sapute gestire: v. Opificio Chiurato (“il bubbone del centro storico”, Renato Cevese – abbattuto e ricostruito contro la decisione del PRCS, approvata dal Consiglio Comunale, spesa 12 miliardi di vecchie lire + arredo + pertinenze); Mercatino dell’Antiquariato (diventato, di fatto, dell’usato); Marostica Summer Festival (con sede organizzativa trasferita dall’opulenta Thiene alla modesta Piazzetta Filippi nostrana, senza pubblicizzazione di spesa gravante sulla Comunità …); la futura gestione “romana” del Politeama; soprattutto, la rinuncia alla gestione diretta della Biblioteca Civica e dell’Archivio Comunale.
Ciononostante, l’intrepida direttrice della piazza Ylenia Bianchin annuncia alla stampa: con il Museo degli Scacchi… “Siamo all’inizio di una nuova vita per la Città di Marostica e questa è una sfida che coinvolgerà tutta la città, la regione e l’intera nazione”. Sarà?… Vedremo!..