“AIUTA CHE DIO TI AIUTA”. INCREDIBILE VICENDA IN TRENO ANDANDO A MILANO

Prendo il regionale per Milano non solo perché non ho bisogno di prenotare, costa meno ed in pratica ci metto solo mezz’ora in più, ma anche perché mi piace viaggiare tra la gente normale coinvolgendomi con le loro vicissitudini.
L’altro giorno seduto di fronte a me c’è un anziano “marocchino” con la moglie con il velo sui capelli. È agitato per la presenza nei sedili a fianco di due giovani africani con jeans e maglietta rossa. Parla con loro molto a gesti e ogni tanto si alza, percorrendo il corridoio alle mie spalle.
Avvio una chiacchierata e mi dice che viene dalla Tunisia dove sta tornando in visita ai parenti e che è in Italia dal 1984 ed ha ottenuto la relativa cittadinanza. È troppo anziano per poter lavorare in Italia, così se ne è andato in Germania dove fa le pulizie nella fabbrica BMW. Lì non si fanno problemi con l’età, basta saper lavorare. Mi dice poi che i due africani a fianco sono scappati dal Sudan otto anni fa per non finire ammazzati nella guerra civile, hanno lavoricchiato tra Marocco e Tunisia e una settimana fa sono arrivati in Italia con il solito barchino. Non sanno ne’ l’italiano ne’ l’inglese, senza documenti e soldi. Ha comunicato con loro con un po’ di arabo. Sono tre giorni che quasi non mangiano e hanno preso il treno per Milano.
Arriva il controllore. Il tunisino tira fuori i soldi e paga un biglietto, l’altro è omaggio del controllore, che rivolgendosi a me dice: “Magari ci fossero tanti uomini come lui”. Il tunisino non si scompone e con fare tipico di un credente mussulmano dice: “Aiuta che Dio ti aiuta”.
Non ho parole.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica