RADICI FUTURE È SOLO UNA OPERAZIONE DI RELAZIONI PUBBLICHE AD OPERA DELL’ASSOCIAZIONE INDUSTRIALI DI BASSANO E VICENZA SENZA VERE E CONCRETE “IDEE”

Sono passati circa 50 anni da quando partecipavo al Comitato di base degli studenti di Chimica. Avevamo appena ottenuto l’avvio del corso di Nocività ambientale in accordo con Medicina del lavoro. Per capire la pericolosità o meno dei processi e delle sostanze chimiche. Ma al Comitato si discuteva di politica, di diritto allo studio, di prospettive professionali. Chiaramente anche con varie motivazioni ideologiche.

L’altro giorno ho partecipato per la prima volta all’iniziativa Radici future per “la sostenibilità, l’economia circolare e l’etica dell’impresa”, promosso in particolare da Andrea Visentin, past Presidente dell’Associazione Industriali di Bassano. Quello che stupisce è la presentazione delle imprese come fosse un mondo a parte che ha capito che deve comportarsi bene per salvare il mondo. E questo viene esplicitato anche da Laura Dalla Vecchia, Presidente di Confindustria Vicenza, affermando che la transizione ecologica è “urgente, e quindi necessariamente rapida, ma che faccia attenzione a guardare oltre alle ideologie di parte e che quindi sia guidata dalla razionalità, dalla scienza e dalla ricerca”.
E qui casca l’asino. Perché l’ideologia è “il complesso delle idee e delle mentalità di una società o di un gruppo sociale in un determinato periodo storico”. La razionalità, la scienza e la ricerca sono la conseguenza della “ideologia” che pervade la società. Cioè delle idee che circolano. Che poi il progetto di ottimizzazione delle imprese in funzione di una sostenibilità ambientale e rispetto delle persone, sia valido non ci corre dubbio.
Ma le scelte sono sempre politiche e quindi ideologiche. Basta citare la Pedemondana, assolutamente uno sfregio ambientale. O il controllo dell’inquinamento. O la vicenda della Popolare di Vicenza. Non esistono due mondi separati. Le imprese dovrebbero fare politica impedendo e denunciando l’ulteriore deterioramento dell’ambiente, gli sprechi assurdi di denaro pubblico. Un po’ il contraltare economico-razionale per costruire una Società di benessere per tutti.
Invece si fanno convegni per esaltare singoli comportamenti eccellenti di imprese, perdendo di vista l’insieme delle problematiche e della società. Che è poi la maturazione di ideologie sociali di vivibilità e giustizia sempre soffocate in questi anni dalla logica dei schei. Di cui la maggior parte delle imprese è ben lungi dall’essersi emancipata per una logica di sviluppo (e profitto) etico e sostenibile.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica