IL GESUITA FRANCESCO IMPONE CHE VILLA ANGARAN SAN GIUSEPPE A BASSANO SIA UTILIZZATA PER L’ATTIVITÀ SOCIALE NEL TERRITORIO E NON VENDUTA

I Gesuiti proprietari della a Villa Angaran la volevano vendere, dato che pochi volevano saperne ancora di esercizi spirituali o di preparazione al matrimonio. Ma Papa Francesco aveva imposto che i beni della Chiesa andavano utilizzati per chi ne avesse avuto bisogno.
Da qui nasce l’idea di utilizzare Villa Angaran a fini sociali, assistenziali, centro culturale con anche con ospitalità alberghiera e ristorante.
I Gesuiti nel 2015 formalizzano un contratto di comodato d’uso con il Consorzio Rete Pictor costituito dalla Cooperativa Adelante, Conca d’Oro Fattoria Sociale e Coop Luoghi Comuni.
Partono i lavori di ristrutturazione, con anche il supporto di vari enti bancari, che portano alla situazione attuale. Il complesso oggi impiega circa 100 dipendenti nei vari servizi con un costo annuale di circa 3 milioni di euro. Ovvio che bisogna far quadrare i conti e che l’iniziativa deve girare a pieno regime con competenza ed efficienza.

Una prima riflessione è che questa iniziativa rappresenta il mondo cattolico e dimostra di come può attivarsi. Ma certamente non un mondo cattolico oscurantista e bigotto, ma in linea con l’evoluzione dei tempi e la modernità. Villa Angaran rappresenta infatti una sperimentazione di iniziative in favore delle persone “fragili” che la gestione “pubblica” locale neanche si sogna di attivare. È un connubio tra risorse cattoliche ed esigenze sociali. Infatti la proprietà è saldamente in mano ai Gesuiti attraverso la Fondazione Sant’Ignazio, con sede a Trento, che appartiene al Jesuit Social Network. La Fondazione Sant’Ignazio è un’Opera della Compagnia di Gesù ed i membri del consiglio di amministrazione sono nominati dal provinciale dei Gesuiti italiani.
Non c’è quindi alcuna donazione dei Gesuiti al Comune per farne un Centro di assistenza, ma ci troviamo di fronte ad una cosa strana, che potremmo definire l’evoluzione dell’intervento della Chiesa nel Sociale. È il mondo cattolico moderno che gestisce Villa Angaran. E questo spirito lo vediamo anche nella pubblicità presente sulla comunicazione internet in cui appare l’indicazione a dare l’8 per mille alla Chiesa Valdese, protestante, non alla Chiesa Cattolica. Un modo per riaffermare uno spirito ecumenico, cioè il valore di tutte le Chiese cristiane.
Tra l’altro, pur non avendo come riferimento la Chiesa Valdese, ho sempre dato il mio 8 per mille a loro in quando utilizzano quei soldi esclusivamente a fini sociali.
Infine, tanto per capirci, l’ultimo progetto riguarda la “giustizia riparativa” cioè l’istituto indotto dalla riforma Cartabia per ottimizzare la riabilitazione ed il reinserimento sociale di chi ha commesso reati, puntando sulla comprensione attiva dei danni causati ed impegnandosi nella loro riparazione. 25 sono attualmente le persone coinvolte in questa iniziativa.

Concludendo Villa Angaran è una iniziativa estremamente interessante e valida, utile socialmente, e dimostrazione del perché la Chiesa evolvendosi sopravvive nei millenni.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica