
MATTEO MOZZO SENZA AUTOREVOLEZZA. È UN “FINTO” SINDACO, MA È TEMUTO DA DON GIUSEPPE DELLA PARROCCHIA DI SAN ANTONIO”
L’autorevolezza è un equilibrio tra competenza ed umanità, in cui l’ascolto attivo gioca un ruolo fondamentale. Per dirla in maniera semplice: essere autorevoli non significa imporre le proprie volontà, ma guadagnarsi la fiducia ed il rispetto degli altri”.Possiamo dire questo di Matteo Mozzo Sindaco di Marostica? Assolutamente no. Strombazza solo i soldi che è riuscito ad ottenere grazie ai suoi amici leghisti. Ma non li sa neanche utilizzare correttamente. Appalti errati, enormi ritardi, investimenti inutili. Ma quello che è grave è la sua chiusura verso idee non condivise. Addirittura in modo parossistico vede sempre manovre di nemici politici.Però il problema è di come puoi entrare in una condivisione di valori se il tuo livello culturale non te lo permette? Ecco perché il no ai film proposti dal Comitato della Biblioteca in particolare a quello sui rapporti palestinesi ed ebrei. E Marostica si avvicina al degrado culturale. Anche perché nessuno alza la voce per non compromettere i rapporti con il Comune. Vedi la illuminante vicenda del povero don Giuseppe parroco di San Antonio. Una volta era la Chiesa a comandare ed addirittura eleggeva il Sindaco. Oggi non ha il coraggio di un minimo di autonomia, di farsi una risata di superiorità spirituale e non concede l’oratorio per non inimicarsi il Matteo.Ci chiediamo come finirà questa vicenda.Noi saremmo per proiettare i film in Piazza a Marostica.
Osservatorio Economico Sociale di Marostica