
MA UN MUSEO ANIMATO DEI COSTUMI DELLA PARTITA A SCACCHI È MOLTO PIÙ INTERESSANTE DI UN ARIDO MUSEO DELLE SCACCHIERE. E MATTEO MOZZO NON SE NE ACCORGE CON IL BUCCO
È la prima osservazione che hanno fatto i “tecnici” del Teatro della Scala di Milano chiamati dalla Pro Marostica per una analisi dello spettacolo della Partita: la bellezza e la ricchezza del patrimonio dei costumi. Che è, assieme alla piazza con il Castello, la chiave del successo dello spettacolo che, ricordiamolo, è una opera d’arte con testo scritto dall’artista Mirko Vucetich.
La realtà di oggi è che i costumi non sono valorizzati con una seria mostra, ma esposti con pochi esempi e senza animazione al primo piano dopo le gigantografia dei registi delle varie partite, che al pubblico interessa ben poco.
Adesso si stanno spendendo 668.000 euro per fare un museo delle scacchiere che nulla ha a che vedere con la Storia di Marostica e serve principalmente per appagare la megalomania di un personaggio collezionista che si vedrà anche intitolato a suo nome il museo. Una vera follia frutto di una assenza culturale della Giunta di Marostica nel valorizzare il proprio patrimonio.
Ovviamente il tutto è stato deciso dal solito gruppetto di fascio-leghisti senza alcuna consultazione con la cittadinanza, oltre ovviamente l’incredibile silenzio dell’opposizione, che è completamente assente.
E questo fatto si aggiunge al negozio della Pro Marostica nel Castello che in pratica vende solo cianfrusaglie oltre al Leone di San Marco in vari formati per accontentare tutte le tipologie di leghisti. Ma il Bucco è mai andato a vedere l’interessante shop del Museo Civico di Bassano? Lì si respira storia e cultura, certamente non a Marostica.
Osservatorio Economico Sociale di Marostica
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