
GLI ALPINI ALLEATI DEI NAZI-FASCISTI SONO ANDATI IN RUSSIA PER SOTTOMETTERE UNA POPOLAZIONE AL PIANO DI STERMINIO DI HITLER E NON SI HA IL CORAGGIO DI DIRE LA VERITA’
Va bene ricordare l’Ortigara, un massacro di giovani che non sapevano probabilmente per che cosa veramente combattevano e morivano. La partecipazione alla prima guerra mondiale fu dichiarata dall’Italia tradendo l’alleanza che c’era con Germania ed Austria e la soluzione di riavere per via diplomatica i territori allora austriaci abitati da italiani era molto fattibile. Ma i guerrafondai vinsero e portarono l’Italia alla guerra.
Ma celebrare la battaglia di Nikolajewka, con in pratica l’annientamento delle truppe italiane, senza il vero contesto storico è una ignominia. Certo gli Alpini furono massacrati dai Russi, però con la grossa differenza che loro difendevano la loro Patria dallo sterminio della popolazione programmato dai nazisti. E gli Alpini erano invasori alleati con Hitler. Certo poi si resero conto di essere stati imbrogliati, ma non ovviamente gli ufficiali, e mandati al macello da Mussolini. Ed infatti quei pochi che riuscirono a tornare a casa, capito il tradimento, furono per la maggior parte partigiani combattenti contro i nazi-fascisti. Ora non è affatto opportuno ricordare tale battaglia in senso eroico e di martirio. Meglio dimenticare. O fare la giornata della memoria e del pentimento in onore della popolazione russa che nella guerra ebbe almeno 18 milioni di morti. È come se in Germania si onorasse la battaglia di Stalingrado per i “poveri” caduti tedeschi. Solo i nostalgici nazisti fanno qualche cerimonia.
Che poi l’iniziativa sia accolta il 24 gennaio alle ore 20.30 dalla parrocchia di Sant’Antonio Abate con l’uso del teatro ci sembra alquanto contradditorio. Se pensiamo che il teatro fu rifiutato all’ex Comitato della Biblioteca di Marostica per la proiezione del film sui palestinesi. Una collaborazione tra giornalisti israeliani e palestinesi, premio Oscar per i documentari.
Però abbiamo la presenza dell’Ana, l’Associazione degli alpini, che organizza la faccenda. Anche qui c’è grande confusione per cui una associazione che opera in modo solidale sul territorio con molte iniziative utili alla gente, si trasforma in una associazione militarista. Dimenticando anche la Costituzione italiana. Ricordiamo che l’Ana anni fa, modificando lo statuto, ammise tra gli associati anche gli alpini fascisti della Repubblica di Salò. Si continua quindi con grosse ambiguità e non chiarezza.
Ambiguità evidentemente che vanno benissimo al nuovo potere fascio-leghista.
Osservatorio Economico Sociale di Marostica