IL “FURTO” DEL SINDACO DI MAROSTICA

DOPO IL “FURTO” DEL SINDACO MATTEO MOZZO, IN ACCORDO CON LO SCOMAZZON, DELLA SALA DELLE ASSOCIAZIONI PER FARE, SENZA CONSENSO DELLA CITTA’, IL MUSEO DELLE SCACCHIERE, TUTTO TACE. L’UNICA POSSIBILITA’ È MANIFESTARE PER LA DEMOCRAZIA DURANTE LA PARTITA A SCACCHI

Noi siamo sinceramente stupefatti. La Consulta delle Associazioni raggruppa appunto una serie di associazioni che facendo riferimento alla Biblioteca svolgono una serie importante di attività culturali. Ora il rapporto tra Comune e Consulta è ridicolo: assenza di una presenza costante di un assessore alla Cultura come momento di coordinamento (è presente la Daniela Bergamo che si sforza di interpretare “cosa direbbe” il Mozzo), bocciatura del Comitato della Biblioteca con la vicenda ridicola del cineforum e sua mancata ricostituzione, ma prima di tutto “furto” della sala delle associazioni nel castello inferiore senza una minima consultazione per fare questo fantomatico museo, anche in questo caso senza consultazione, se non con il così detto benefattore che si è intestato il museo a sua gloria futura anche dopo la sua dipartita terrena.
E a quanto sembra la Consulta è costituita da ottime persone dal punto di vista culturale, ma assolutamente “pecore” ossequiose per far valere un minimo di diritti nei confronti del Comune. A nostro avviso occorre ora farsi valere ricorrendo a mezzi nuovi, anche estremi.
Ora è evidente a tutti che il così detto Museo degli Scacchi è un completo fallimento. Dopo una rapida visita alle scacchiere nessuno ci ritorna più. Non è stato costruito alcun progetto “dinamico” dopo una spesa di 700.000 euro. Non è un museo che si aggiorna e rivive con una serie di iniziative e non ha alcuna connessione con la realtà locale e di utilità ai cittadini, se non per il fatto di un collegamento tematico con la Partita a Scacchi.
E le iniziative culturali delle associazioni sono state relegate al castello superiore, altro fallimentare progetto del Comune, che non sa cosa farne dopo aver distrutto il marketing del ristorante con la sua chiusura.
A nostro parere è giunto il momento di protestare anche vivacemente e comunicare all’esterno un governo della città incredibile ed indegno per Marostica dal punto di vista economico-culturale.
Lo spunto finale per questo articolo ci è stato dato da una visita fatta a Renon ed al Museo dell’Iceman Otzi a Bolzano. Per capire la logica di accoglienza turistica a Renon nel costo della stanza erano compresi gratuitamente tutti i mezzi di trasporto (pure a Bolzano), trenino e funivie inclusi. Evidentemente c’è un approccio culturale ben diverso da quello di Marostica.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica