
CHI ERANO I PARTIGIANI SPIETATAMENTE UCCISI A CONCO DAI GIOVANI PARTIGIANI CATTOLICI IL 30 DICEMBRE 1943? ASSASSINI IGNOBILMENTE ONORATI COME MARTIRI DELLA RESISTENZA DA UNA TARGA NEL CORTILE DEL CASTELLO DI MAROSTICA
Giuseppe Crestani nato a Duisburg il 14 novembre 1907, rientra con la famiglia nel 1919, prendendo residenza a Tortima di Fontanelle di Conco, luogo di nascita dei genitori. Lavora a Biella e Napoli e compie il sevizio militare nei Bersaglieri nel 1927-28. I servizi segreti fascisti cominciano ad interessarsi a lui per le sue idee nel 1933 quando fa il cameriere a Torino. Poi con la scusa di andare a trovare i fratelli rimasti in Germani chiede il passaporto per andare in Francia e poi in Spagna dove si arruola nella Brigata Garibaldi con il grado di tenente. Partecipa alla vittoria di Guadalajara. Successivamente viene anche ferito. Nel 1939 Crestani va in Francia dove finisce in un campo di concentramento di reduci dalla Spagna. Il 27 settembre 1941 fu consegnato agli agenti di polizia italiani. Processato fu condannato a 5 anni di confino a Ventotene. Lì si trovò in compagnia di Curiel, Longo, Pertini, Spinelli, ecc.. Liberato il 29 agosto 1943 tornò a Tortima.
Ferruccio Roiatti, nato vicino a Udine il 24 marzo 1908, bracciante fa il servizio militare presso il Reggimento Cavalleria Aosta, dove maturò una coscienza politica e l’avversione al fascismo. Rientrato a casa nel 1929 cominciò ad operare come comunista nella diffusione della stampa antifascista e alla raccolta di fondi per il “Soccorso Rosso”. Arrestato nel gennaio 1934, veniva condannato ad 8 anni di reclusione ed inviato in carcere a Civitavecchia. Ritornato a Udine nel febbraio 1937 fu posto in regime di libertà vigilata, a cui si sottrasse per cercare di andare a combattere in Spagna. Catturato, finì nel campo di concentramento di Ariano Irpino in provincia di Avellino per finire nel gennaio 1941 alle isole Tremiti, dove rimase fino al 1° settembre 1943. Rientrato in Friuli Roiatti andò subito in montagna con il fratello Pietro costituendo il nucleo originale del futuro Btg. “Friuli”. Fu poi mandato dalla Brigata Garibaldi nel vicentino ed a Valstagna incontrò Tomaso Pontarollo.
Tomaso Pontarollo, nato a Valstagna il 21 dicembre 1905, muratore, fece il soldato nnell’8° Rgt. Artiglieria di Campagna nel 1925-26. Emigrato in Francia come minatore, si arruolò nella Legione straniera e prestò servizio in Marocco ed Algeria. Finì la ferma nel novembre 1932. Si fermò in Algeria lavorando come muratore e venendo in contatto con un gruppo di antifascisti italiani. Rientrò in Italia nel settembre 1935. Il 3 novembre 1936 Pontarollo fu arrestato dalla Questura di Pola con l’accusa di svolgere “attività comunista”. Fu subito mandato nella colonia di Ventotene per un confino di cinque anni. Il 2 novembre 1941 scaduto il periodo di confino e non essendosi ravveduto, divenne internato della Colonia di Ventotene fino al trasferimento nel dicembre 1942 nel campo di concentramento di Pisticci (MT) dove fu liberato il 1° settembre 1943. Tornato a Valstagna venne in contatto subito con “Bepi” Crestani col quale aveva condiviso oltre un anno a Ventotene.
Maschio/Zorzi, il quarto partigiano comunista che si unisce a Crestani, Roiatti e Pontarollo, resta sconosciuto come vera identità, anche se tutti concordano sulla sua origine veneziana, tant’è che è anche ricordato col nome di battaglia di “Venezia”. Sicuramente è un vecchio antifascista deferito anche al Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato.
È evidente che il gruppo di partigiani garibaldini ha una lunga esperienza politica e di lotta e poteva essere molto utile a dei giovani che volevano essere partigiani. Invece vengono da questi ultimi assassinati senza pietà per aver cominciato la Resistenza ai nazi-fascisti e indicando loro la strada dell’azione e non dell’ambigua attesa.
Osservatorio Economico Sociale di Marostica